{"id":14243,"date":"2009-03-25T00:06:27","date_gmt":"2009-03-24T23:06:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=14243"},"modified":"2009-03-25T00:06:27","modified_gmt":"2009-03-24T23:06:27","slug":"ribalta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/03\/25\/ribalta\/","title":{"rendered":"Ribalta"},"content":{"rendered":"<p>I nostri telefoni, da qualche giorno, sono roventi: tutti ci cercano, tutti domandano di noi e vogliono sapere. Corteggiatissimi, quasi fossimo delle ballerine di prima fila, coi nomi sbattuti un po&#8217; qua e un po&#8217; l\u00e0 sulle gazzette cittadine, stiamo assaporando il gusto di una celebrit\u00e0 che non abbiamo mai voluto n\u00e9 ricercato. E anche l&#8217;<em>audience <\/em>di \\\\Macerie e storie di Torino\\\\, incredibile!, \u00e8 alle stelle, manco ci fossimo messi a vendere calze a rete per corrispondenza. <\/p>\n<p>Tra tutti, sono i giornalisti a tampinarci pi\u00f9 fastidiosamente. Vogliono chiacchierare e farci chiacchierare, estorcerci dichiarazioni imbarazzate oppure proclami roboanti da tagliare e ricucire a modo loro sulle colonne dei quotidiani. Ma, \u00e8 cosa nota, a noi i redattori di gazzette fanno un certo ribrezzo &#8211; un ribrezzo proprio fisico, che ci causa talvolta eritemi evidenti sulle braccia e sulla faccia. Li vogliamo lontani.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 che ci sia passata la voglia di parlare. E lo facciamo con i nostri strumenti abituali, con la nostra solita voce e senza cedere alle lusinghe di questa effimera celebrit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo volete proprio sapere che cosa ne pensiamo della merda gettata al Cambio l&#8217;altro sabato, allora? Vi accontentiamo subito.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nNoi, al solo pensiero dei velluti insozzati e di questo branco di madamine ingioiellate che scappano senza mangiare e con il naso turato ci siamo fatti un sacco di risate. S\u00ec, perch\u00e9 anche il riso \u00e8 cosa di classe e, insieme a noi, avranno riso tanti altri che abitano i bassifondi di questa maledetta citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma non abbiamo riso, invece, quando abbiamo visto gli sguardi carichi di indignazione dei politici e della gente-per-bene \u2013 tutti intenti a misurar la merda caduta sulla suola delle scarpe di un imprenditore qualsiasi \u2013 e ci siamo ricordati di quanto quegli stessi sguardi erano vuoti e annoiati quando invece ci sarebbe stato da parlare, per esempio, di un algerino senza nome morto di botte dentro ad un Cpt. Non vogliamo sembrarvi preteschi: ma se proprio si vogliono misurare le altezze morali di tutti quelli che hanno preso voce in questa vicenda la figura migliore la fanno gli ignoti inzaccheratori, che hanno messo almeno un po&#8217; di s\u00e9 stessi in gioco per dare una mano a chi dentro le gabbie si sta giocando tutto in una lotta costante e disperata.<\/p>\n<p>Certo, certo, &#8211; ci diranno i nostri amici rivoluzionari &#8211; tra il lanciar liquami e bruciare i titoli di propriet\u00e0 la distanza \u00e8 ancora troppo grande. Cosa rispondere? Che bisogna dare tempo al tempo, come si dice. Per ora, una cosa sola \u00e8 certa: l&#8217;incursione al Cambio ha reso ancora pi\u00f9 evidente una frattura, che \u00e8 una frattura di classe. La prima a portare una parola di conforto alla moquette impregnata di merda \u00e8 stata, guarda caso, proprio Evelina Christillin. Rampolla di buona famiglia valdostana, compagna di scuola di Margherita Agnelli, con l&#8217;operazione &#8220;Olimpiadi 2006&#8221; la Christillin si \u00e8 gonfiata talmente le tasche da poterci andare tutte le sere a cena, al Cambio, da qui ai prossimi vent&#8217;anni &#8211; e a spese di gente che ora come ora il parmigiano se lo pu\u00f2 permettere solo se ha la prontezza di metterselo sotto il giaccone prima di passare alle casse del supermercato. E non \u00e8 neanche un caso che il primo a dire una cosa intelligente sulla pericolosit\u00e0 &#8211; in prospettiva &#8211; dell&#8217;episodio del Cambio sia stato il sindaco Chiamparino: conosce bene la citt\u00e0 che governa e sa che la gente, a forza di tirar la cinghia, prima o poi perde le staffe. Che poi, rotto il freno, gli impoveriti della citt\u00e0 se la prendano proprio contro i ricchi (e non, come tanti vorrebbero, con chi sar\u00e0 ancora pi\u00f9 povero ed escluso di loro) per noi \u00e8 una prospettiva accattivante. Per lui &#8211; e per la Christillin &#8211; un incubo nero nero. Ed \u00e8 proprio questa paura, evidentemente, ad aver generato tutto il clamore che ha seguito l&#8217;irruzione di sabato scorso.<br \/>\nVedete che almeno quattro righe di teoria siamo ben riusciti a tirarle fuori da quella secchiata di merda. E tante altre se ne potranno cavare ancora. Non \u00e8 difficile: basta tenere gli occhi bene aperti ed evitare le luci, abbaglianti e fallaci, della ribalta.<\/p>\n<p><em><br \/>\n(Intanto che vi parliamo gli uomini del vicequestore Petronzi <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/sherlock2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(nella foto)<\/a> se ne stanno qui sotto ad aspettarci. In questi giorni ci ronzano attorno come mosconi. Noi, come d&#8217;abitudine, ci prendiamo il lusso di riempirli di male parole tutte le volte che incrociano i nostri sguardi in mezzo alla strada. E questo non fa altro che aumentare le pacche sulle spalle e gli sguardi d&#8217;intesa che riceviamo nei nostri quartieri e tra la nostra gente &#8211; e anche questa \u00e8 una questione di classe. Li ringraziamo del servizio.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nostri telefoni, da qualche giorno, sono roventi: tutti ci cercano, tutti domandano di noi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-14243","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14243\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}