{"id":15223,"date":"2009-05-12T16:43:14","date_gmt":"2009-05-12T15:43:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=15223"},"modified":"2009-05-12T16:43:14","modified_gmt":"2009-05-12T15:43:14","slug":"il-non-scritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/05\/12\/il-non-scritto\/","title":{"rendered":"Il non scritto"},"content":{"rendered":"<p><strong>11 maggio. <\/strong>Paolo Bonaiuti, Mario Borghezio, Mercedes Bresso, Carmelo Briguglio, Rocco Buttiglione, Vannino Chiti, Roberto Cota, Cesare Damiano, Antonio Di Pietro, Stefano Esposito, Piero Fassino, Claudio Fava, Anna Finocchiaro, Maurizio Gasparri, Enzo Ghigo, Ignazio La Russa, Giorgio Merlo, Gianfranco Morgando, Andrea Ronchi, Gianfranco Rotondi, Antonio Saitta, Jole Santelli, Michele Vietti&#8230; Questi gli uomini politici di ogni colore che dalle prime ore del mattino hanno urlato parole di sdegno e condanna per delle scritte comparse nottetempo sui muri de &#8220;La Stampa&#8221; e di qualche sede torinese del Partito Democratico. Semplici scritte, e che riportano due altrettanto semplici verit\u00e0 &#8211; ma che sono riuscite a scatenare una piccola tempesta politica e mediatica. <!--more--><em>\u00abCalabresi assassino\u00bb<\/em>, <em>\u00abPinelli assassinato\u00bb<\/em>. Che Pinelli sia stato assassinato, e che sia stato assassinato anche dal commissario Calabresi, \u00e8 una di quelle verit\u00e0 che, pur non essendo sancite n\u00e9 dai libri di storia n\u00e9 da dalle aule dei tribunali, rimarranno ancora a lungo nel cuore di molti. Ma di questo aspetto della faccenda i potenti che abbiamo citato qui sopra in rigoroso ordine alfabetico non pensiamo se ne preoccupino pi\u00f9 di tanto. Quello che li preoccupa tremendamente, e che rende la loro schiera tanto numerosa e varia, \u00e8 la <em>terza parte <\/em>di questo graffito, quella che non \u00e8 stata scritta n\u00e9 sui muri de &#8220;La Stampa&#8221; n\u00e9 su quelli del Pd: <em>\u00abCalabresi assassinato\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 che si parli ancora della morte dell&#8217;anarchico Pinelli, n\u00e9 che ad ucciderlo sia stato il commissario Calabresi: di gente ammazzata dalla polizia ne \u00e8 piena la storia recente. Il problema \u00e8 che si ricordi che la morte di Pinelli fu una ferita nella carne di un intero movimento sociale &#8211; se non di una intera classe &#8211; e che quell&#8217;intero movimento &#8211; se non quella intera classe &#8211; smise\u00a0per una volta di leccarsele, le ferite, per esultare della fine precoce del commissario Calabresi e farne un fatto collettivo. Gi\u00e0, perch\u00e9 chiunque sia stato ad ammazzare il commissario Calabresi ha avuto il buon gusto di non rivendicare la paternit\u00e0 di quel gesto a s\u00e9 o al proprio <em>partito<\/em>. Un omicidio anonimo &#8211; <em>una vendetta di tutti<\/em>. Mille miglia di distanza dalle abitudini che hanno preso piede di l\u00ec a poco e che sembrano non voler proprio scomparire, con ogni iniziativa concreta di lotta (dall&#8217;attentato fino alla semplice scritta sul muro) trasformata in <em>marketing<\/em> di fazione o in megafono di una qualche nuova elaborazione ideologica o strategica. <\/p>\n<p>Del resto, il lunghissimo processo a Sofri e compagnia, l&#8217;altrettanto lunga e penosa campagna in suo favore, e da ultimo il disgustoso abbraccio tra vedove proprio a questo dovevano servire: a cancellare quel ricordo pericoloso sovrapponendovi trame di gruppi politici, ordini pronunciati in segreto dalle <em>vedette <\/em>d&#8217;epoca, nomi e sigle e rancori gruppettari, retoriche d&#8217;accatto sull&#8217;amore paterno e mille altre pesantezze.<\/p>\n<p>Pinelli \u00e8 stato ammazzato, dunque, e Calabresi pure. Ma che non se ne parli troppo, che non ci si interroghi sulle connessioni tra questi due fatti, che non si indaghi sui <em>ricordi pericolosi <\/em>di una generazione intera. Che non si arrivi mai a ipotizzare che la classe di chi \u00e8 stato sempre vittima &#8211; della repressione, del lavoro, di una &#8220;sorte&#8221; sempre crudele ma mai casuale &#8211; possa tornare a raddrizzare la schiena, possa tornare a difendersi e anche a vendicarsi. Senza tante chiacchiere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/piemonte.indymedia.org\/article\/4902\">Dai una occhiata alla scritte incriminate<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 maggio. 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