{"id":15613,"date":"2009-06-07T12:46:46","date_gmt":"2009-06-07T11:46:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=15613"},"modified":"2009-06-07T12:46:46","modified_gmt":"2009-06-07T11:46:46","slug":"senza-fronzoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/06\/07\/senza-fronzoli\/","title":{"rendered":"Senza fronzoli"},"content":{"rendered":"<p>Abbimamo letto <a href=\"http:\/\/piemonte.indymedia.org\/article\/5142\" target==\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qua <\/a><a href=\"http:\/\/informa-azione.info\/torino_qualche_racconto_qualche_riflessione\">e l\u00e0<\/a> su internet un testo bello, che parla chiaro, senza fronzoli ideologici, riguardo ad alcuni avvenimenti dell&#8217;ultima settimana di maggio. Ve lo riproponiamo con piacere<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Razzismo<\/span>. Martedi mattina ero indeciso su cosa fare durante la giornata. Ancora assonnato scendo al bar sotto casa per prendere il caff\u00e8 e leggere il giornale, e tra me e me penso di dedicare un po&#8217; di tempo all&#8217;universit\u00e0 e un po&#8217; all&#8217;allenamento, alla mia vita insomma. Ma fingere di non vedere il mondo che ci circonda \u00e8 oramai sempre pi\u00f9 difficile. &#8220;Dovete essere puliti per entrare qui! Ma perch\u00e9 non andate lontano, in un altro bar?&#8221;, dice un italiano a uno zingaro: &#8220;Il parco non \u00e8 vostro, ve ne dovete andare! Uno di questi giorni vi brucio tutti col lanciafiamme!&#8221; Nella mia testa scorrono come un lampo i pi\u00f9 drammatici fatti di cronaca degli ultimi tempi, rispondo al razzista per le rime, ed offro la mia amicizia ai nomadi che si sono accampati l\u00ec vicino. Dentro di me penso che di queste cose ne ho veramente le palle piene, che minacciare di dare fuoco a qualcuno non deve essere una normale chiacchiera da bar: anche oggi trover\u00f2 il modo di manifestare contro i responsabili di questa situazione, i dispensatori di odio e paura che stanno al governo, che con le loro politiche xenofobe e securitarie stanno eliminando anche le ultime parvenze di libert\u00e0 che questa civilt\u00e0 morente sapeva ancora offrire.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Leghisti.<\/span> Alcuni compagni decidono di restituire al ministro dell&#8217;interno Maroni una microspia che era stata nascosta in un luogo dove siamo soliti incontrarci. Scegliamo l&#8217;ufficio della Lega Nord in piazza Saluzzo, che tutti i giorni apre la sua saracinesca per dividere gli immigrati in regolari e clandestini, buoni e cattivi, nel cuore del quartiere multietnico di San Salvario. Alla consegna lanciamo anche diversi volantini: &#8220;Sorvegliateci i Maroni!&#8221; e ripetiamo i soliti slogan. Poi ce ne andiamo, con troppa calma, troppa tranquillit\u00e0. Nessuno immagina che di questi tempi si possa finire in carcere per un volantinaggio. Ora dopo ora, un semplice controllo di polizia diventa un fermo, una perquisizione in caserma, foto segnaletiche in questura, e infine l&#8217;arresto per quattro di noi. Il potere d&#8217;altra parte non pu\u00f2 accettare che si vada a sfidare i padroni a casa loro. Per fortuna, ci risolleva la reazione del primo prigioniero a cui raccontiamo i fatti per cui siamo stati arrestati: &#8220;Cercate volontari?&#8221;<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Carcere. <\/span>E&#8217; la prima volta che finisco dentro, i racconti e le descrizioni mi fanno sentire preparato, ma esserci \u00e8 un&#8217;altra cosa. C&#8217;\u00e8 sovraffollamento e dentro l&#8217;aria \u00e8 piena di tensione. In cella siamo in dodici, non ci sono coperte per tutti, molti non riescono a dormire e ci accasciamo dove si pu\u00f2 usando il pane duro come cuscino. Quando vogliamo andare all&#8217;aria ci lasciano in cella, quando vogliamo tornare in cella ci lasciano all&#8217;aria. Il cibo fa schifo e molto viene buttato via, l&#8217;acqua \u00e8 calda, solo grazie alle premure dei detenuti che servono il cibo riesco a mangiare vegano. Le guardie passano un sacco di tempo a non fare nulla in ufficio, a chiacchierare, a fumare sigarette, e convincerli anche solo a farci andare al bagno \u00e8 un&#8217;impresa, perch\u00e9 si arrabbiano facilmente e se non parli italiano comprensibile \u00e8 peggio. Alcuni secondini sono pi\u00f9 disponibili di altri, e quando riusciamo a parlarci ci dicono che anche loro dentro vogliono fare casino, preparano uno sciopero, anche se non fanno che ripetere che non servir\u00e0 a niente. Altri invece sono proprio bastardi, amano comandare, urlano sempre, si sentono come piccoli tiranni nel loro regno di sbarre e di cemento.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Documenti.<\/span> La maggior parte dei reclusi nella nostra cella ai Nuovi Giunti \u00e8 costituita da stranieri fermati per la strada senza i documenti in regola. Ci sono alcuni marocchini frequentatori di Porta Palazzo che ci riconoscono e solidarizzano con noi, ci hanno visti alla &#8220;grande manifestazione&#8221; di sabato tra le bancarelle del mercato e ci incoraggiano a continuare con le manifestazioni antirazziste appena saremo fuori. Un italiano \u00e8 dentro per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, accusato di aver organizzato il matrimonio della figlia con un marocchino senza documenti. Un filippino faceva il badante in una casa italiana, aveva il passaporto, il contratto di lavoro, la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, ma non il permesso di soggiorno: \u00e8 uscito di casa ed \u00e8 stato fermato dalla polizia, che lo ha portato alle Vallette. Da quando il governo ha deciso per la linea dura contro i clandestini, siamo arrivati al punto che perfino le guardie si lamentano dei troppi arresti.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Solidariet\u00e0.<\/span> La sola cosa che non ci manca dentro \u00e8 la solidariet\u00e0, il mutuo appoggio tra reclusi. Fortunatamente siamo in tanti, ognuno ha la sua storia da raccontare, un paese d&#8217;origine diverso da descrivere, e parliamo di razzismo, di religione, di carcere e polizia. Qualcuno dentro ci aiuta facendoci avere una penna e della carta per scrivere, un po&#8217; di tabacco, una pagina di giornale. Condividiamo tra noi le poche cose, ci ripromettiamo aiuto in caso di scarcerazione, gli abbracci fraterni e gli sguardi di complicit\u00e0 sono quelle piccole cose che ci danno forza e ci permettono di affrontare tutto a testa alta. Mercoledi incominciano ad arrivare i telegrammi di tutti i compagni, che ringrazio, e la sera ci addormentiamo con i fuochi d&#8217;artificio, che non vediamo ma sentiamo fortissimi, e le grida di libert\u00e0 dei solidali accorsi sotto le mura. Le vibrazioni causate dai botti scuotono tutto il carcere, per un attimo abbiamo la sensazione che stia per crollare, forse un giorno questi luoghi crolleranno davvero.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Violenza. <\/span>Ci accusano di &#8220;violenza privata&#8221; e vorrebbero farci passare come dei vigliacchi che si avventano in gruppo contro due poveri vecchietti intenti a prestare il loro lavoro per il quartiere. Se queste persone hanno avuto paura, bisogna proprio dirlo, \u00e8 un problema loro, e ci dovevano pensare prima di schierarsi in prima fila in una guerra scatenata dall&#8217;alto delle loro sedi di partito. Loro hanno poliziotti armati ai loro ordini, le leggi dalla loro parte, giornali e televisioni ripetono all&#8217;infinito la loro propaganda di merda. Questa guerra fa paura tutti i giorni a un sacco di immigrati costretti a vivere con la testa bassa, questa guerra sequestra persone, divide famiglie, segrega minoranze, controlla e sorveglia, deporta ed uccide. Non ci vengano a raccontare che adesso i violenti siamo noi, perch\u00e9 assumendocene i rischi osiamo portare un messaggio diverso al ministero della paura. Non fermeranno le nostre idee e i nostri sentimenti, noi a differenza di loro non siamo padroni di nulla, siamo a casa ovunque, e non abbiamo niente da perdere. In un mondo violento come questo la resistenza \u00e8 la violenza minore e senza dubbio quella pi\u00f9 di tutte giustificabile.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Dialogo. <\/span>Succede alle Vallette che quando chiamiamo la guardia per farci andare tutti al bagno la sera prima di dormire, questa lascia uscire me e Cesco e poi si mette di mezzo, bloccando l&#8217;uscita agli altri dieci nostri compagni di cella, e chiude bruscamente a chiave. Dopo averci fatto andare a pisciare la guardia ci prende in parte e ci dice: &#8220;E cos\u00ec voi siete gli anarchici, eh? Io sono leghista.&#8221; Dice che siamo violenti, che ce la prendiamo con gli indifesi, e anche che siamo degli ingenui perch\u00e9 ci lasciamo strumentalizzare. Ci racconta quindi la sua storia di rassegnato, anche lui un tempo frequentava i movimenti, ma alla fine ha capito che tutto \u00e8 inutile e che bisogna pensare solo a se stessi. Cos\u00ec adesso fa il secondino, vota Lega Nord e lascia andare al bagno solo chi decide lui. Quando proviamo a protestare per convincerlo ad ascoltare anche tutti gli altri ci risponde cos\u00ec: &#8220;Ecco, \u00e8 arrivato l&#8217;avvocato delle cause perse..&#8221; e chiude nuovamente la cella. Alla fine se ne va seccato, perch\u00e9 avrebbe voluto confrontarsi democraticamente con noi sulla Prima Guerra Mondiale, sugli anarchici e Pinelli, ma gli abbiamo risposto che non ci interessa il dialogo con quelli come lui.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Resistenza.<\/span> Quando gioved\u00ec otteniamo la scarcerazione, abbiamo finalmente modo di capire cosa \u00e8 successo in questi ultimi giorni, a Torino e nel resto della penisola. Un po&#8217; preso dall&#8217;euforia della liberazione passo una bella serata con amici e compagni, e mi lancio in molte accese discussioni. Come al solito, quando le lotte crescono le tensioni si ripercuotono anche all&#8217;interno del movimento, sorgono polemiche e rancori reciproci, a volte anche molto spiacevoli, ma non \u00e8 a questo genere di questioni che voglio rispondere. Chi va in cerca degli errori e delle colpe altrui oggi non fa che portare la guerra tra poveri anche tra noi che continuiamo disperatamente a resistere contro questo ordine sociale. La guerra purtroppo c&#8217;\u00e8 davvero, e non l&#8217;abbiamo scelta noi. Non \u00e8 in un lontano paese dell&#8217;Africa o del Medio Oriente, ma \u00e8 nelle nostre strade, nei nostri quartieri, entra nelle nostre case, ci porta via gli amici. Che ci piaccia o no, ne saremo sempre pi\u00f9 coinvolti. L&#8217;urgenza di fare uno sforzo in pi\u00f9, ciascuno con le forme che gli sono proprie, \u00e8 per questo sempre pi\u00f9 impellente: bisogna resistere, organizzarsi per difendersi, organizzarsi per costruire relazioni sociali diverse. Qualcuno penser\u00e0 che \u00e8 un suicidio inutile, che i tanti piccoli attacchi che si sono verificati in questi giorni contro questa classe dirigente di merda non servono a cambiare le cose. La pensava cos\u00ec anche un secondino leghista. Io, al contrario, sono molto felice di vedere che in maniera diversa e diffusa sempre pi\u00f9 individui insorgono, rompono le palle, si mettono in mezzo, urlano la loro rabbia. Ci sono dei giusti sentimenti anche dietro alle azioni apparentemente pi\u00f9 deboli e maldestre: facciamoli crescere, lasciamoli uscire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbimamo letto qua e l\u00e0 su internet un testo bello, che parla chiaro, senza fronzoli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[19,49,72,112],"class_list":["post-15613","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-antirazzismo","tag-dietro-le-sbarre","tag-la-pentola-bolle","tag-sorvegliateci-i-maroni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15613"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15613\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}