{"id":15623,"date":"2009-06-08T12:46:39","date_gmt":"2009-06-08T11:46:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=15623"},"modified":"2009-06-08T12:46:39","modified_gmt":"2009-06-08T11:46:39","slug":"una-notte-da-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/06\/08\/una-notte-da-dimenticare\/","title":{"rendered":"Una notte da dimenticare?"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>\u00abLa coscienza, cos\u00ec ci fa tutti vili, e cos\u00ec il colore naturale della risolutezza al pallido riflesso del dubbio si corrompe e le imprese pi\u00f9 alte e che pi\u00f9 contano si disviano, perdono anche il nome dell\u2019azione\u00bb.<\/em>\u00a0 <strong>Shakespeare, Amleto.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/corso_brescia_bn.jpg\" alt=\"cassonetti\" \/><\/p>\n<p><strong>La giornata<\/strong><\/p>\n<p>La giornata di marted\u00ec 26 maggio \u00e8 convulsa. In mattinata arriva la notizia che i due compagni arrestati il sabato precedente saranno scarcerati nel pomeriggio. Neanche il tempo per un brindisi, e in serata si sparge la voce che altri sette sono trattenuti nel posto di polizia di corso Tirreno \u201cper accertamenti\u201d. Poche ore prima due sedi della Lega Nord avevano ricevuto visite: la vetrina della sede di San Paolo era andata gi\u00f9, e nella sede di San Salvario venivano gettati dei volantini e i resti di una microspia. Per ore non si riesce a sapere molto di pi\u00f9, e i compagni continuano a rimanere in stato di fermo: pare che un anziano leghista stia tentando di riconoscere qualcuno dei protagonisti del blitz a San Salvario. Qualcuno si chiede se sia normale essere sequestrati per diverse ore solo per qualche volantino gettato a terra. Ma \u00e8 chiaro che non c\u2019\u00e8 solo quello: dopo tre giorni e tre notti di banchetti ribaltati, volantinaggi e comizi, cortei spontanei che partono da Piazza della Repubblica per dirigersi verso il centro, un lancio di immondizia alla sede della Lega Nord di Barriera di Milano, e alcuni cassonetti incendiati a Porta Palazzo per tenere lontani i razzisti, evidentemente la Questura ha perso la testa. Anche perch\u00e9, immaginiamo, pressata da quel ministro Maroni che vuole assolutamente che si dia un taglio a quello che succede a Torino. L\u2019apprensione per la sorte dei fermati comincia a salire.<\/p>\n<p><!--more-->  <strong>La corsa<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 ormai quasi mezzanotte quando diverse decine di compagni si radunano in corso Giulio Cesare all\u2019angolo con corso Brescia, con l\u2019idea di fare un blocco stradale per esercitare pressione sulla Questura, per esigere la liberazione dei sette fermati. Qualcuno porta uno striscione improvvisato, qualcun altro decide di portare come contributo pratico alcuni carrelli pieni di masserizie, che rovescia per terra. Qualcun altro, sprovvisto di immondizia ma fornito di buone intenzioni, decide di procurarsela rovesciando i cassonetti e trascinandoli in mezzo alla strada. Niente di organizzato, solo tanta rabbia, tanta solidariet\u00e0 e forse il ricordo che qualcosa del genere era stato messo in pratica gi\u00e0 a fine gennaio per dare manforte ai profughi che si stavano scontrando con la polizia sotto la Prefettura e ancora un anno prima quando una compagna era stata arrestata per le strade di Vanchiglia. Piccoli contributi che non fanno di certo la Storia, ma da cui \u00e8 possibile trarre almeno un poco di teoria, per cominciare a rispondere alla domanda: come \u00e8 possibile aiutare da lontano dei compagni che si stanno \u201cinguaiando con la legge\u201d? Bloccato cos\u00ec il primo incrocio, il gruppo di solidali con gli arrestati comincia a muoversi scendendo lungo corso Brescia verso via Bologna, rovesciando tutti i cassonetti che incontra,  scandendo slogan contro i razzisti e chiedendo la liberazione dei sette \u201ccattivi con i leghisti\u201d. Attenzione, per\u00f2. A rovesciare cassonetti non sono esclusivamente stagionati militanti. Certo, il grosso sono compagni abituali, ma c&#8217;\u00e8 anche gente che si pu\u00f2 definire vagamente \u201cdel giro\u201d ed anche un gruppetto di giovanissimi teppisti di zona. Qualcuno tra loro non \u00e8 neanche italiano. Paradossale: pi\u00f9 di una persona l\u00e0 in mezzo non conosce neanche gli arrestati e, probabilmente, di quelle tre giornate di mobilitazioni e casini non ne sa proprio nulla. Ma ad urlare contro i razzisti ci stanno tutti, forse per l&#8217;aria da piccola e magari goffa intifada che ha assunto quella corsa. O forse perch\u00e9 ad essere incazzati neri, di questi tempi, non si sbaglia mai. Insomma, quello che rovescia monnezza nelle strade quasi deserte \u00e8 un gruppone eterogeneo e d\u00e0 vita ad una corsa che non riesce ad essere una sommossa ma non \u00e8 neanche una placida dimostrazione di dissenso, e neppure una semplice esplosione di teppismo casuale. E non \u00e8 neanche pi\u00f9 il blocco stradale che qualcuno aveva pensato mezz&#8217;ora prima. Nel giro di pochi minuti si susseguono scene apparentemente contraddittorie: c&#8217;\u00e8 un tizio in un angolo che spiega quello che sta succedendo a dei passanti, cos\u00ec, a volto scoperto e tranquillamente in mezzo al frastuono dei cassonetti che cadono, per poi riprendere a correre e a spargere monnezza insieme agli altri. Ma accanto a lui c&#8217;\u00e8 anche chi \u00e8 troppo arrabbiato per parlare e lancia un po&#8217; a caso tutto quello che trova, e in mezzo c&#8217;\u00e8 pure chi, arrivato proprio per protestare contro gli arresti, rimane spiazzato da questa rabbia che non riesce a sentire sua e segue la corsa in auto, rischiando di finire incastrato tra i cassonetti rovesciati. Un paio di angoli e il gruppo si sfilaccia. Molti, a torto, si dirigono verso una casa occupata che sta proprio l\u00ec in mezzo, attirando l&#8217;attenzione di qualcuno del quartiere che intanto si \u00e8 svegliato inferocito per il baccano.<\/p>\n<p><strong>Il quartiere<\/strong><\/p>\n<p>E gi\u00e0, perch\u00e9 poco dopo la fine della scorribanda comincia a radunarsi in strada anche altra gente. Varie decine di persone, tutti italiani. Gente che normalmente non vedi mai in strada \u2013 a parte un gruppo di tarri comunque ansiosi di menar le mani. Non \u00e8 neanche chiaro se siano proprio tutti di quei palazzi o se in qualche maniera siano stati chiamati: in mezzo a loro c&#8217;\u00e8 una consigliera di circoscrizione del Pdl e diversi esponenti del \u201ccomitato spontaneo\u201d del quartiere che sta organizzando gi\u00e0 da qualche settimana un corteo contro stranieri, teppisti e bivaccatori di strada. Sta di fatto che quando arrivano i primi giornalisti tutti mostrano i volantini dei Comitati. Quante di queste che schiumano di rabbia all&#8217;angolo e urlano contro gli \u201csquatter della casa occupata\u201d sono davvero persone normali? E quanti sono invece professionisti del razzismo organizzato? Le proporzioni esatte non le sappiamo. Ma abbiamo imparato che i cosiddetti Comitati spontanei e i militanti \u201cdi quartiere\u201d dei partiti di destra sono il reticolo organizzativo della Jugoslavia che viene. Non sono tanti, e non raccolgono ancora masse oceaniche: al corteo di due giorni dopo riusciranno a far sfilare poco pi\u00f9 di cento persone, in un corteo contestato e ben protetto dalle forze dell\u2019ordine. Non saranno i soli a combattere da quel lato della barricata, anzi, ma saranno loro a dirigere le operazioni. Per questa piccola serata di cassonetti rovesciati chiedono a gran voce l&#8217;intervento, il pi\u00f9 duro possibile, della polizia. Ma intanto si preparano a far con le proprie mani, e infatti tentano di aggredire il primo arrabbiato \u2013 o presunto tale \u2013 che si trovano a tiro. Ma, ancora una volta, non c\u2019\u00e8 solo questo. Proprio mentre quel gruppo di italiani inveisce contro i teppisti, alcune ombre tornano a casa e quando nei giorni successivi incroceranno gli arrabbiati esprimeranno loro il proprio apprezzamento. Il quartiere dei cassonetti \u00e8 ai bordi di Porta Palazzo, e a Porta Palazzo si incrociano tutti. \u201cAvete fatto casino, ieri?\u201d, \u201cBravi!\u201d, \u201cTi porto le borse?\u201d, \u201cQuando lo facciamo un corteo?\u201d, \u201cHanno liberato i vostri amici?\u201d&#8230; Certo, sono voci straniere, che non si esprimono in pubblico e tantomeno con i giornalisti. Ma il linguaggio della rabbia lo intendono bene, e lo apprezzano. Praticarlo no: oggi \u00e8 ancora il tempo dell&#8217;impotenza, domani chiss\u00e0. Tutto per\u00f2 ci dice che le sommosse di dopodomani \u2013 le sommosse vere, quelle che nasceranno al tramonto di questo tempo immobile \u2013 assumeranno forme anche molto simili alla forma che ha preso questa nostra serata di cassonetti rovesciati. Tutto compreso, per\u00f2: saranno anche loro impopolari, e causeranno reazioni forse ancora pi\u00f9 determinate e pi\u00f9 rabbiose di questa. A guardarla in prospettiva questa serata \u00e8 stata una piccola, del tutto involontaria, profezia. Palazzi e strade tagliati a met\u00e0, un fossato in mezzo, armi che si affilano, ponti bruciati. Truppe d\u2019interposizione. Non \u00e8 il futuro che vorremmo, ma forse \u00e8 gi\u00e0 in corso e bisogner\u00e0 attrezzarsi. Con buona pace di chi aspetta uno scontro ordinato, significati espliciti e ben formulati, demarcazioni nette e coscienze sventolate come bandiere.<\/p>\n<p><strong>Un bilancio<\/strong><\/p>\n<p>A fine serata, circola l\u2019ultima notizia: tre dei sette fermati sono stati rilasciati, ma per gli altri quattro, invece, sono scattate le manette con l\u2019accusa di \u201cviolenza privata\u201d, buona un po\u2019 per ogni occasione, e sono stati portati al carcere delle Vallette. \u00c8 ormai giunto il tempo dell\u2019amarezza per gli arrestati, e dei bilanci per quanto \u00e8 successo. Cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata nessuna risposta? Difficile dirlo. \u00c8 stato fatto tutto il possibile? Certo che no. Ci si poteva attestare al primo incrocio ed attendere le guardie per ingaggiare uno scontro diretto, invece di tornare a casa? Ci si poteva dirigere verso il centro? Si poteva aggiungere qualche contributo a un momento che se ha intaccato il normale corso di una serata torinese non ha saputo porre l\u2019accento sul contenuto di classe di quella corsa \u2013 magari facendola terminare sulla vetrina giusta? Certo che si poteva. Basta sapere di volerlo e sapersi organizzare di conseguenza, saperlo fare con calma per tempo, saperlo fare con velocit\u00e0 e determinazione nell\u2019immediato. O basta avere dei compagni che ti sibilano l\u2019idea giusta nell\u2019orecchio invece di farti la morale. Per non lasciare che la coscienza ci renda tutti dei vigliacchi.<\/p>\n<p><em>(A seguito della serata dei cassonetti rovesciati in corso Brescia e della mattinata delle pietrate in Corso Marconi, e dopo un bel tam-tam sui giornali e il consueto \u201ctavolo per la sicurezza\u201d, il Sindaco ha ribadito ad alta voce ci\u00f2 che da qualche mese stava affermando pi\u00f9 sommessamente: le richieste di sgombero di tutti i posti occupati della citt\u00e0 sono state depositate e se la polizia non le esegue \u00e8 solo per paura di aggiungere casini a casini. Una questione di forza, e senza tante manfrine. Bisogner\u00e0 farsi forza, allora. E noi non mancheremo.)<\/em><\/p>\n<blockquote><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa coscienza, cos\u00ec ci fa tutti vili, e cos\u00ec il colore naturale della risolutezza al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[72,112],"class_list":["post-15623","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-la-pentola-bolle","tag-sorvegliateci-i-maroni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15623\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}