{"id":17263,"date":"2009-06-22T16:54:05","date_gmt":"2009-06-22T15:54:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17263"},"modified":"2009-06-22T16:54:05","modified_gmt":"2009-06-22T15:54:05","slug":"elementi-di-metodologia-operativa-la-loro-il-rapporto-uo-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/06\/22\/elementi-di-metodologia-operativa-la-loro-il-rapporto-uo-2020\/","title":{"rendered":"Elementi di metodologia operativa (la loro): il rapporto \u201cUO 2020\u201d"},"content":{"rendered":"<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p>\u201cLa base per tutti gli ulteriori sviluppi concettuali e operativi relativi alle operazioni urbane\u201d, secondo il rapporto NATO UO 2020, risiede nell\u2019articolata nozione di USECT (acronimo di Understand, Shape, Engage, Consolidate, Transition)<a href=\"#_edn53\" title=\"_ednref53\" name=\"_ednref53\">[53]<\/a>. In estrema sintesi, le attivit\u00e0 riunite sotto il concetto USECT dovrebbero permettere di \u201ccomprendere\u201d, soprattutto tramite le capacit\u00e0 ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance), la natura del nemico, le sue posizioni e intenzioni, per poi sfruttare le informazioni raccolte al fine di \u201cmodellare\u201d l\u2019ambiente del combattimento urbano e i relativi aspetti tattici. Nell\u2019articolazione del complesso USECT, l\u2019attenzione degli analisti si rivolge principalmente ai primi tre termini: Understand, Shape, Engage.<\/p>\n<p><!--more--><em>UNDERSTAND<\/em> (COMPRENDERE). In primo luogo, quindi, l\u2019attivit\u00e0 generale d\u2019<em>intelligence<\/em> dovrebbe fornire conoscenze dettagliate sui territori urbani che potrebbero trasformarsi in zone di guerra asimmetrica. Il concetto di <em>territorio<\/em> comprende non solo la <em>conformazione fisica<\/em> della metropoli (edifici, centri culturali, centri economico-produttivi, nuclei logistici, infrastrutture critiche, sistemi di trasporto ecc.) e i suoi <em>elementi virtuali <\/em>(l\u2019insieme di possibilit\u00e0 offerte dallo spazio urbano, soprattutto in termini di interconnessione e mobilit\u00e0)<a href=\"#_edn54\" title=\"_ednref54\" name=\"_ednref54\">[54]<\/a>, ma anche e soprattutto il <em>tessuto socio-culturale<\/em> della citt\u00e0, da inserire nel quadro di una piena comprensione del contesto nazionale, internazionale e locale (popolazione, etnia, cultura, politica, fazioni, simpatie, agenzie, ONG ecc.)<a href=\"#_edn55\" title=\"_ednref55\" name=\"_ednref55\">[55]<\/a>. Notoriamente, <em>territorio e popolazione <\/em>sono i due volti di un\u2019endiadi inscindibile nella quale lo sguardo governamentale deve captare costantemente ogni forma di possibile turbamento della normalit\u00e0. Cos\u00ec in tale attivit\u00e0 di ricognizione e mappatura preventive del contesto urbano, sar\u00e0 necessario individuare la presenza sia delle \u201cgang criminali\u201d, elementi chiave nel controllo del territorio (d\u2019altra parte, ci sia permesso di glossare, la creazione del \u201ccriminale\u201d \u00e8 intrinsecamente funzionale a questo controllo), sia delle realt\u00e0 \u201cinsorgenti\u201d, le quali \u201coperano nel mezzo di una popolazione da cui sono spesso indistinguibili\u201d (e, glossiamo nuovamente, l\u2019invenzione della figura dell\u2019insorgente serve esattamente a sciogliere e annullare questa indiscernibilit\u00e0). Il quadro di comprensione del tessuto sociale del territorio urbano dovr\u00e0 quindi essere completato tracciando il <em>profilo psico-sociale<\/em> di chi lo abita (nemici potenziali, elementi neutrali, figure socialmente rilevanti) e individuandone movimenti, posizioni, condizioni, capacit\u00e0 e strutture di supporto<a href=\"#_edn56\" title=\"_ednref56\" name=\"_ednref56\">[56]<\/a>.<\/p>\n<p><em>SHAPE<\/em> (MODELLARE). Sulla base della precedente attivit\u00e0 d\u2019<em>intelligence<\/em>, le forze militari potranno allestire condizioni favorevoli per la propria effettiva attivit\u00e0. Nel complesso, si tratta della possibilit\u00e0 di rimodellare lo spazio urbano sulla base di specifiche esigenze tattiche. Uno degli aspetti chiave dello<em> shaping<\/em> riguarda quindi la gestione dello<em> spazio<\/em> e dei <em>flussi<\/em>. Se da un lato si tratta, per le forze militari, di ottimizzare la propria mobilit\u00e0 in terra, dall\u2019alto e sottoterra (capacit\u00e0 di movimento lungo le tre dimensioni)<a href=\"#_edn57\" title=\"_ednref57\" name=\"_ednref57\">[57]<\/a>,  dall\u2019altro \u00e8 necessario saper controllare, stimolare o prevenire i movimenti delle masse non-combattenti (allestire campi profughi, vie di fuga per gli sfollati ecc.)<a href=\"#_edn58\" title=\"_ednref58\" name=\"_ednref58\">[58]<\/a>.<\/p>\n<p>Parallelamente l\u2019attivit\u00e0 di <em>shaping<\/em>, lasciandosi alle spalle l\u2019antica pratica dell\u2019assedio stretto intorno alla citt\u00e0, mirer\u00e0 piuttosto a <em>isolare porzioni del territorio urbano<\/em> in termini sempre pi\u00f9 nodali. Si tratta in sostanza di separare alcuni gangli territoriali dai flussi circostanti. E ci\u00f2 in due direzioni: mantenere un controllo selettivo di infrastrutture e mezzi di comunicazione non-militari da \u201cproteggere\u201d (separandoli dai movimenti bellici circostanti) e attuare un isolamento fisico e virtuale dei centri nodali del nemico. In questa prospettiva, particolare importanza viene assunta dall\u2019\u201c<em>isolamento informativo<\/em>\u201d: bloccare, anche tramite il controllo dei campi elettromagnetici, le capacit\u00e0 comunicative dei rivoltosi significa non solo indebolirne le capacit\u00e0 organizzative, ma anche assicurarsi un\u2019influenza determinante sulle reazioni della popolazione locale e sul generale impatto mediatico delle e sulle operazioni<a href=\"#_edn59\" title=\"_ednref59\" name=\"_ednref59\">[59]<\/a>.<\/p>\n<p><em>ENGAGE<\/em> (IMPEGNO). Il terzo fattore dell\u2019USECT riguarda l\u2019effettivo scontro con le forze nemiche: un campo d\u2019azione che \u2013 si noti \u2013 va \u201cdal conflitto su larga scala all\u2019assistenza umanitaria in caso di disastri naturali, cio\u00e8 non causati dalla guerra\u201d<a href=\"#_edn60\" title=\"_ednref60\" name=\"_ednref60\">[60]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel complesso, e sulla base delle preliminari attivit\u00e0 di <em>understanding<\/em> e <em>shaping<\/em>, l\u2019azione militare dovrebbe assumere viepi\u00f9 un aspetto <em>chirurgico<\/em>, basato su attacchi di precisione contro i centri di gravit\u00e0 delle forze ostili, in maniera tale da diminuire il pi\u00f9 possibile gli \u201ceffetti collaterali\u201d, i danni ai non-combattenti e le perdite causate dal \u201cfuoco amico\u201d. Lo scopo infatti non \u00e8 di tenere sotto controllo in via permanente il territorio urbano, ma di applicare la forza sui punti nevralgici dell\u2019avversario per renderlo inoperativo. Tuttavia, a dispetto delle velleit\u00e0 \u201cchirurgiche\u201d degli strateghi NATO, l\u2019impegno bellico effettivo dovr\u00e0 nondimeno prevedere tutte le attivit\u00e0 di gestione degli <em>effetti sulla popolazione<\/em>: assistenza ai non-combattenti, rifornimenti alimentari, arruolamento di volontari sotto la guida della protezione civile ecc. Infine \u2013 <em>last, but not least<\/em> \u2013 per la gioia di chi ancora soggiace a qualche forma d\u2019imbelle tecnofilia, una particolare rilevanza strategica viene attribuita al <em>combattimento elettronico<\/em>, basato prevalentemente sulle possibilit\u00e0 di controllare lo spettro elettromagnetico e di condurre operazioni di <em>cyber-war<\/em><a href=\"#_edn61\" title=\"_ednref61\" name=\"_ednref61\">[61]<\/a>.<\/p>\n<p>Nell\u2019elaborazione del Rapporto, gli ultimi due operatori concettuali (<em>Consolidate e Transition<\/em>) ricevono minori attenzioni analitiche, il che non \u00e8 privo di significato circa l\u2019intendimento generale delle nostre teste d\u2019uovo.<\/p>\n<p><em>CONSOLIDATE<\/em> (CONSOLIDAMENTO). La quarta fase, complementare alla precedente, riguarda la protezione delle posizioni conquistate e la continuazione delle iniziative intese a disorganizzare l\u2019avversario, al fine di avvantaggiarsi in termini spaziali, psicologici e informativi: si tratta di prevenire il rischio di riemergenza \u201cterroristica\u201d delle forze sconfitte, di stabilire forme di collaborazione con le autorit\u00e0 locali, di condurre operazioni di <em>mopping up<\/em> (epurazione) degli avversari sconfitti e trattamento dei prigionieri<a href=\"#_edn62\" title=\"_ednref62\" name=\"_ednref62\">[62]<\/a>.<\/p>\n<p><em>TRANSITION<\/em> (TRANSIZIONE). L\u2019ultimo compito da condurre pertiene all\u2019insieme delle <em>exit strategies<\/em>: garantire il ritorno degli sfollati e soprattutto ristabilire \u201cthe rule of law\u201d (il dominio della legge, la legge della legge), ricostituendo le autorit\u00e0 e gli eserciti locali. \u201cPer garantire la sicurezza, le forze militari potrebbero dover istruire\/formare organizzazioni locali e internazionali per il ristabilimento della legge\u201d. I tempi del ritiro dipendono dalla velocit\u00e0 con cui queste organizzazioni stabiliscono un\u2019effettiva presenza. Ma, ormai l\u2019abbiamo capito, tra lo scenario di guerra e quello di pace non c\u2019\u00e8 soluzione di continuit\u00e0: consolidamento e transizione sfumeranno immediatamente in una nuova fase di <em>understanding<\/em><a href=\"#_edn63\" title=\"_ednref63\" name=\"_ednref63\">[63]<\/a>.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p><strong>Note: <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref53\" title=\"_edn53\" name=\"_edn53\">[53]<\/a>La nozione di USECT compare gi\u00e0 in uno studio del Dipartimento di Stato americano del 2000. Cfr. US Department of Defense, Joint Staff, Doctrine for Joint Urban Operations, Joint Publication -3-06, ottobre 2000, 2\u00aa ed.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref54\" title=\"_edn54\" name=\"_edn54\">[54]<\/a>Di qui l\u2019importanza delle tecnologie GPS (Global Positioning System), in grado di rilevare ogni spostamento individuale. Nato per soddisfare le esigenze dell\u2019aviazione militare statunitense (che tuttora lo gestisce), il Sistema di Posizionamento Globale su base satellitare e le sue applicazioni sono entrati nella vita quotidiana del ceto medio planetario. Non si contano ormai pi\u00f9 i gadget <em>high-tech <\/em>che basano il proprio funzionamento sull\u2019infrastruttura GPS, ennesima tecnologia pr\u00eat-\u00e0-porter dalla quale milioni di persone si sono rese dipendenti in un batter d\u2019occhio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref55\" title=\"_edn55\" name=\"_edn55\">[55]<\/a>Al riguardo, va segnalato che il Pentagono, immerso fino all\u2019inguine nel pantano iracheno, nel 2007 ha varato lo <em>Human Terrain System<\/em>, un programma sperimentale che copre il dispiegamento di sociologi e antropologi a supporto delle unit\u00e0 sul terreno (l\u2019ex capo della CIA e successore di Donald Rumsfeld alla Difesa, Robert M. Gates, ha autorizzato nel settembre di quell\u2019anno una spesa di 40 milioni di dollari per dotare di questi team ognuna delle 26 brigate di combattimento statunitensi impegnate in Iraq e Afghanistan). Un primo esempio di tale programma, riferito dal \u201cNew York Times\u201d il 5 ottobre 2007 nell\u2019articolo <em>Army Enlists Anthropology in War Zones<\/em>, si \u00e8 avuto nella valle della Shabak (Afghanistan), dove un\u2019antropologa civile \u00e8 stata <em>embedded <\/em>da un reparto dell\u201982\u00aa Divisione Aerotrasportata (e dai primi di settembre cinque nuovi team sono stati messi all\u2019opera nell\u2019area della capitale irachena, portando il totale a sei).<\/p>\n<p>In ragione dell\u2019importanza strategica assunta dalle scienze sociali, in particolare l\u2019antropologia, nell\u2019ambito della pi\u00f9 recente dottrina controinsurrezionale statunitense (sintetizzata nel \u201cnuovo mantra dei militari\u201d, il <em>Field Manual 3-24. The US Army\/Marine Corps Counterinsurgency Field Manual<\/em>, vademecum ufficiale stilato a Fort Leavenworth dal generale David H. Petraeus e dai suoi collaboratori), il Dipartimento della Difesa ha lanciato una serrata campagna per l\u2019arruolamento di giovani laureati in queste discipline.<\/p>\n<p>Un \u201ccentro di ricerche sociali\u201d \u00e8 in allestimento anche presso AFRICOM, il comando unificato statunitense per le truppe di terra e di mare per l\u2019Africa (cfr., <em>ultra<\/em>, nota 89), \u201cdove ricercatori provenienti dal mondo accademico vengono reclutati per contribuire a tracciare una mappa del complicato terreno umano del continente africano\u201d. Il team sar\u00e0 di stanza in parte a Stoccarda e in parte a Gibuti, presso Camp Lemonier, principale base operativa e di comando del Corno d\u2019Africa. Cfr. JOHN VANDIVER, <em>AFRICOM building research<\/em>, in \u201cStars and Stripes\u201d, European edition, luned\u00ec 15 giugno 2009 (<em><a href=\"http:\/\/www.stripes.com\/article.asp?section=104&amp;article=63315\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.stripes.com\/article.asp?section=104&amp;article=63315<\/a><\/em>).<\/p>\n<p>Del resto, non si \u00e8 di fronte a chiss\u00e0 quale novit\u00e0, dal momento che gi\u00e0 le Guerre indiane videro l\u2019\u201carruolamento\u201d dell\u2019antropologia a stelle e strisce, allora ai suoi albori. La collaborazione tra antropologi e Amministrazione USA raggiunse l\u2019apice nel corso della Seconda Guerra mondiale, quando circa il 60% degli antropologi americani lavorava per l\u2019OSS (Office for Strategic Services, antesignano della CIA), prima di entrare in crisi a causa delle lacerazioni interne alla societ\u00e0 statunitense provocate dalla guerra in Vietnam (nel 1971 l\u2019American Anthropologist Association viet\u00f2 ai suoi membri di partecipare a qualunque ricerca segreta). Oggi, il programma <em>Human Terrain System<\/em> sta incontrando l\u2019opposizione di vari gruppi, come per esempio il Network of Concerned Anthropologists.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref56\" title=\"_edn56\" name=\"_edn56\">[56]<\/a>Si noti l\u2019apporto fornito, in questa prospettiva di mappatura territoriale, non solo dalle nuove tecnologie informatiche, nelle quali alcune anime belle hanno voluto intravedere inaudite possibilit\u00e0 emancipatorie, ma anche dall\u2019insieme delle scienze sociali (sociologia, criminologia, psicologia, statistica ecc.), con le rispettive agenzie di ricerca. Risulta infatti chiaro come una simile attivit\u00e0 di monitoraggio e mappatura di presenze, movimenti, rapporti, tendenze e potenzialit\u00e0 nei contesti urbani non possa essere improvvisata a ridosso di uno specifico intervento militare. Vi dovr\u00e0 pertanto concorrere l\u2019insieme dei \u201csaperi\u201d ordinariamente rivolti ai territori urbani. Dobbiamo altres\u00ec constatare che, da questo punto di vista, le varie ondate di contestazione studentesca non hanno ancora raggiunto la necessaria radicalit\u00e0 critica per mostrare le complicit\u00e0 dei differenti dipartimenti di ricerca universitari in quest\u2019azione. L\u2019ideale di una cartografia integrale dei rapporti sociali resta infine un elemento fondamentale nella formazione di un sistema totalitario, in cui \u201cteoricamente, un unico foglio gigantesco potrebbe indicare le relazioni esistenti in seno all\u2019intera popolazione di un territorio. Questo \u00e8 il sogno utopistico della polizia totalitaria\u201d (HANNAH ARENDT, <em>Le origini del totalitarismo<\/em>, Edizioni di Comunit\u00e0, Torino, 1999, p. 593). \u201cSapremo ci\u00f2 che ha fatto una qualsiasi persona dal primo momento di vita sino all\u2019ultimo\u201d, sognava gi\u00e0 Monsieur Guillaut\u00e9, quell\u2019ufficiale della polizia a cavallo dell\u2019\u00cele de France che nel 1749 present\u00f2 a Luigi XV un progetto in cui per la prima volta si trattava di numerare il territorio parigino (quartieri, case, scale, porte, vetture) per inscrivervi le coordinate utili all\u2019individuazione e all\u2019identificazione delle persone. Cfr. ERIC HEILMANN, <em>La macchina di Guillaut\u00e9 e la nascita della polizia moderna<\/em>, in \u201cConflitti globali\u201d, <em>Un mondo di controlli<\/em>, n. 5, 2009; <em>Num\u00e9roter les maisons pour pouvoir localiser et identifier les personnes<\/em>, in \u201cLe Jura Libertaire\u201d (<em><a href=\"http:\/\/juralibertaire.over-blog.com\/article-31837516.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/juralibertaire.over-blog.com\/article-31837516.html<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref57\" title=\"_edn57\" name=\"_edn57\">[57]<\/a><em>Qui dominus est soli dominus est usque ad coelum et usque ad inferos <\/em>(chi \u00e8 padrone del suolo lo \u00e8 anche del cielo e degl\u2019inferi). L\u2019esempio paradigmatico della rilevanza cruciale della dimensione sotterranea nel combattimento urbano resta quello della Comune di Varsavia, quest\u2019\u201cunico esempio di eroismo collettivo\u201d in quella \u201cbestiale carneficina di popoli-armenti che fu la Seconda Guerra mondiale\u201d (<em>Il ghetto di Varsavia<\/em>, in \u201cInsurrezione\u201d, Milano, n. 0, ottobre 1977). Infatti, l\u2019\u201ceroica follia\u201d di \u201cuomini armati di bottiglie incendiarie e di bombe a mano\u201d insorti il 1\u00ba agosto 1944 contro la guarnigione tedesca (subito rafforzata dalle colonne motorizzate e blindate della Wehrmacht e delle Waffen-SS) e abbandonati al massacro da Stalin, a ennesima riprova che \u201cqualunque manifestazione autonoma del proletariato (per quanto inquinata da ideologie nazionaliste o democratiche come quella di Varsavia del 1944) suscita contro di s\u00e9 l\u2019offensiva <em>unitaria<\/em> del capitale mondiale\u201d, seppe resistere per due mesi proprio grazie all\u2019utilizzo di cantine, passaggi sotterranei e reti fognarie. Lo stesso accadde durante la resistenza nel ghetto di Varsavia accesasi la notte del 19 aprile 1943 (nel periodo del <em>Pesach<\/em>, la Pasqua ebraica) e proseguita per una settimana con selvaggi combattimenti \u201cnelle strade, nelle cantine e nelle fogne\u201d (ibidem). Cfr. anche ZYGMUNT ZAREMBA, <em>1944. La Comune di Varsavia. Tradita da Stalin, massacrata da Hitler<\/em>, in \u201cQuaderni del Centro Studi Pietro Tresso\u201d, serie \u201cStudi e ricerche\u201d, n. 6, gennaio 1988; <em>Viva la Comune di Varsavia<\/em>, in \u201cLa sinistra proletaria\u201d, ottobre 1944 (nella presentazione, a cura di \u201cAvanti barbari\u201d, si sottolinea giustamente come \u201cnell\u2019euforia partigianesca del periodo, che iniziava anche in Italia, rendere noto il comportamento dell\u2019Armata Rossa non era cosa da poco\u201d, <em><a href=\"http:\/\/www.avantibarbari.it\/news.php?sez_id=1&amp;news_id=16\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.avantibarbari.it\/news.php?sez_id=1&amp;news_id=16<\/a><\/em>). Viceversa, poco significativa (e scontatamente nazionalista) \u00e8 l\u2019attuale storiografia: NORMAN DAVIES, <em>Rising \u201944. <\/em><em><span style=\"font-size: 10pt\">The Battle for Warsaw<\/span><\/em>, Macmillan, New York, 2003 (da preferire all\u2019ed. it. style=&#8217;font-size:10.0pt;mso-ansi-language:IT&#8217;&gt;Rizzoli, Milano, 2004, orrendamente deturpata); KRYSTYNA JAWORSKA (a cura di), <em>1944: Varsavia brucia. L\u2019insurrezione di Varsavia tra guerra e dopoguerra<\/em>, Atti del Convegno storico internazionale, Edizioni dell\u2019Orso, Alessandria, 2006; GEORGE BRUCE, <em>L\u2019insurrezione di Varsavia (1\u00ba agosto &#8211; 2 ottobre 1944)<\/em>, Mursia, Milano, 2008.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto strategico della tridimensionalit\u00e0 spaziale, la verticalit\u00e0, riguarda la chance, per le forze resistenti, di utilizzare gli edifici non solo per proteggersi ma anche per colpire dall\u2019alto il nemico (e qui il pensiero non pu\u00f2 che andare alle scene finali dei film <em>Zero in condotta <\/em>di Jean Vigo e <em>If <\/em>di Lindsay Anderson).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref58\" title=\"_edn58\" name=\"_edn58\">[58]<\/a>Le ripetute proclamazioni di \u201czone rosse\u201d temporanee, motivate non solo da eventi naturali, ma anche da continui ritrovamenti di ordigni bellici della Seconda Guerra mondiale, vanno esattamente nella direzione di una continua sperimentazione di \u201cspostamenti controllati\u201d delle popolazioni urbane. Tra queste sperimentazioni, vanno inoltre annoverate le simulazioni d\u2019incidente nucleare, in atto per esempio in Francia. Cfr. \u201cDossier gestion de crise\u201d, in \u201cBulletin\u201d, Coordination contre la soci\u00e9t\u00e9 nucl\u00e9aire, Corbeil, n. 2, primavera 2007, pp. 3-21 (<em><a href=\"http:\/\/archivesantinucleaire.baywords.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/archivesantinucleaire.baywords.com\/<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref59\" title=\"_edn59\" name=\"_edn59\">[59]<\/a>Ma, glossano gli estensori del Rapporto, \u201cla presenza di media internazionali e di organizzazioni caritatevoli [<em>sic<\/em>] potrebbe rendere pi\u00f9 difficile questo compito\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref60\" title=\"_edn60\" name=\"_edn60\">[60]<\/a>La recente e sempre pi\u00f9 <em>normale <\/em>legislazione d\u2019eccezione statunitense va esattamente nella stessa direzione. Ne \u00e8 chiaro esempio il <em>John Warner Defense Authorization Act<\/em> del 2007, col quale vengono modificati gli assetti legislativi statunitensi (il <em>Posse Comitatus Act<\/em> del 1878 e l\u2019<em>Insurrection Act <\/em>del 1807, gi\u00e0 modificato a giugno 2006) concepiti per impedire o, meglio, regolare e limitare sostanzialmente la possibilit\u00e0 del Governo federale di utilizzare l\u2019esercito come strumento di politica interna. \u201cIl Presidente pu\u00f2 utilizzare le forze armate, inclusa la Guardia Nazionale in servizio federale, per ripristinare l\u2019ordine pubblico e far rispettare [<em>enforce<\/em>] le leggi degli Stati Uniti quando, <em>in seguito a disastri naturali, epidemie o altre serie emergenze di salute pubblica <\/em>[sottolineatura nostra], attacchi terroristici o incidenti o altre condizioni in qualunque Stato o possedimento degli Stati Uniti, il Presidente stesso stabilisca che la violenza locale abbia raggiunto una estensione tale che le autorit\u00e0 costituite dello Stato o possedimento siano incapaci di mantenere l\u2019ordine pubblico(o si rifiutino di farlo o falliscano), allo scopo di eliminare, in qualunque Stato, qualsiasi insurrezione, violenza locale, associazioni sovversive o a delinquere\u201d. Nella sostanza si tratta di un significativo allargamento della casistica in cui diviene possibile condurre operazioni militari dirette contro la popolazione americana sotto il pretesto d\u2019imporre la legge (alle situazioni di sommossa, si aggiungono le situazioni di <em>public disorder <\/em>connesse a disastri naturali, epidemie o necessit\u00e0 di <em>health care <\/em>sulla popolazione).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref61\" title=\"_edn61\" name=\"_edn61\">[61]<\/a>La <em>cyber-war <\/em>(distruzione dei sistemi informativi e informatici delle forze nemiche), insieme alla <em>information warfare <\/em>(uso e gestione dell\u2019informazione in vista dell\u2019ottenimento di un vantaggio competitivo sull\u2019avversario), alla <em>psycho-war<\/em> (operazioni di propaganda intese a destabilizzare il nemico prima del combattimento), alla militarizzazione dei media e all\u2019accecamento dei sistemi radar e di avvistamento mira al <em>controllo assoluto dell\u2019info-sfera<\/em>, che rappresenta uno degli aspetti decisivi della cosiddetta <em>Revolution in Military Affairs <\/em>(gli altri elementi chiave della RMA sono l\u2019<em>integrazione sistemica<\/em>, il <em>dominio dello spazio <\/em>e la <em>netwar<\/em>, che ha di mira qualsivoglia rete potenzialmente pericolosa). Parrebbe d\u2019essere in piena letteratura cyberpunk, se non ci fossero di mezzo mucchi di cadaveri per nulla virtuali\u2026<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref62\" title=\"_edn62\" name=\"_edn62\">[62]<\/a>Cosa debba intendersi per \u201ctrattamento dei prigionieri\u201d \u00e8 stato ben illustrato dalla puntata de \u201cLe iene\u201d del 26 aprile 2009, in cui un \u201cesecutore\u201d dell\u2019Esercito Italiano mostra <em>praticamente <\/em>le torture da lui inflitte, insieme con i suoi colleghi, ai \u201cterroristi che minacciano il nostro Paese\u201d nel corso delle missioni in Iraq, Kosovo, Afghanistan, Timor Est, Somalia (com\u2019egli stesso dichiara nel corso dell\u2019intervista, gli \u201cpiace girare\u201d\u2026). La trasmissione, che \u00e8 andata in onda nell\u2019indifferenza pi\u00f9 totale, pu\u00f2 essere vista sul sito <em><a href=\"http:\/\/www.video.mediaset.it\/mplayer.html?sito=iene&amp;data=2008\/03\/07&amp;id=4765&amp;from=iene\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.video.mediaset.it\/mplayer.html?sito=iene&amp;data=2008\/03\/07&amp;id=4765&amp;from=iene<\/a><\/em><\/p>\n<p>D\u2019altra parte, un\u2019inchiesta dell\u2019emittente televisiva americana \u201cAbc\u201d aveva gi\u00e0 descritto, citando fonti dell\u2019<em>intelligence <\/em>USA, le sei tecniche d\u2019interrogatorio pi\u00f9 efficaci utilizzate dalla CIA nella \u201cguerra al terrorismo\u201d (le <em>Enhanced Interrogation Techniques <\/em>introdotte nel marzo del 2002). Sempre secondo le fonti di \u201cAbc\u201d, solo un piccolo nucleo di agenti della CIA sarebbero stati addestrati e autorizzati a fare ricorso a queste tecniche durante gl\u2019interrogatori. Ecco quali sono: <em>a) The Attention Grab<\/em>: l\u2019agente incaricato dell\u2019interrogatorio prende il detenuto per la camicia e lo strattona per attirare la sua attenzione; <em>b) Attention Slap<\/em>: schiaffo a mano aperta sul viso con l\u2019obiettivo di provocare dolore e indurre paura, nonch\u00e9 ovviamente attenzione; <em>c) The Belly Slap<\/em>: schiaffo a mano aperta sullo stomaco. L\u2019obiettivo \u00e8 anche in questo caso di provocare dolore ma senza produrre lesioni interne o lasciare lividi (medici consultati in qualit\u00e0 di esperti hanno sconsigliato l\u2019uso del pugno chiuso poich\u00e9 causa lesioni che durano nel tempo); <em>d) Long Time Standing<\/em>: i prigionieri sono costretti a rimanere in piedi, ammanettati al soffitto e con ceppi alle caviglie per oltre quaranta ore consecutive (tecnica considerata tra le pi\u00f9 efficaci in quanto la stanchezza e la privazione del sonno sono particolarmente adatte a indurre confessioni); <em>e) The Cold Cell<\/em>: lasciato in piedi e nudo in una cella climatizzata a circa dieci gradi, il prigioniero viene periodicamente irrorato con getti d\u2019acqua fredda; <em>f) Water Boarding<\/em>: legato a una tavola inclinata, con i piedi pi\u00f9 in alto della testa e il volto coperto da cellophane, il prigioniero viene inondato d\u2019acqua; la paura di morire annegato lo induce a confessioni volontarie (questa tecnica avrebbe una media di sopportazione di 14 secondi: pare che il pi\u00f9 coriaceo tra i prigionieri accusati di appartenere ad Al-Qaida, Khalid Sheik Mohammed, si guadagn\u00f2 l\u2019ammirazione dei suoi carcerieri per avere resistito tra i due e i due minuti e mezzo prima d\u2019implorare gli agenti americani di interrompere il trattamento offrendosi di confessare).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref63\" title=\"_edn63\" name=\"_edn63\">[63]<\/a>Una parte del rapporto <em>UO 2020 <\/em>\u00e8 dedicata ai sistemi d\u2019arma e alle dotazioni tecnologiche (\u00a7 2.3.3: \u201cFuture Technology\u201d). In proposito si sottolineano le \u201copportunit\u00e0 offerte dai progressi ottenuti per quanto riguarda: raccolta e gestione di informazioni, miniaturizzazione, munizioni di maggiore precisione nell\u2019azione a distanza, robotica e armi non letali\u201d. Inoltre, facendo riferimento al rapporto <em>Land Operations in the Year 2020 (LO 2020) <\/em>vengono identificate dieci tecnologie su cui concentrarsi, molte delle quali hanno rilevanza anche in territorio urbano: tecnologie elettriche d\u2019alta potenza, armi a energia diretta (si intende una classe di armamenti che comprende numerosi dispositivi capaci d\u2019indirizzare sui bersagli, in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia non cinetica, quali: radiazioni elettromagnetiche, onde acustiche, plasma a elevata energia, raggi laser; gli effetti legati all\u2019uso di tali armi possono essere tanto letali che \u201cnon letali\u201d, mentre i campi d\u2019applicazione variano dalla difesa antiaerea alla tutela dell\u2019ordine pubblico), tecnologie computeristiche, tecnologie della comunicazione, tecnologie per la guerra elettronicoinformatica e dispositivi elettronici, biotecnologie, tecnologia dei materiali strutturali, fattori umani e interfacce uomo-macchina, tecnologie per l\u2019attacco di precisione, automazione e robotica. Il tutto tenendo conto che \u201caltre tecnologie e innovazioni potrebbero diventare \u2018potenzialmente vincenti\u2019 in ambito urbano\u201d.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Torna all&#8217;indice] \u201cLa base per tutti gli ulteriori sviluppi concettuali e operativi relativi alle operazioni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,11],"tags":[65],"class_list":["post-17263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-torino-domani","tag-guerra-ai-proletari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17263\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}