{"id":17273,"date":"2009-06-22T16:56:05","date_gmt":"2009-06-22T15:56:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17273"},"modified":"2009-06-22T16:56:05","modified_gmt":"2009-06-22T15:56:05","slug":"elementi-di-geometria-lasimmetria-a-rouen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/06\/22\/elementi-di-geometria-lasimmetria-a-rouen\/","title":{"rendered":"Elementi di geometria: l\u2019asimmetria a Rouen"},"content":{"rendered":"<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte delineato dai centri di studi strategici militari statunitensi che abbiamo preso in considerazione nelle pagine precedenti viene ora fatto proprio anche dalla NATO.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto fatto apparire nel 2003 dall\u2019Alleanza Atlantica <em>Urban Operations in the Year 2020 <\/em>(prodotto dal gruppo di studio SAS 30, cui partecipano dal 1998 esperti di sette nazioni: Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d\u2019America)<a href=\"#_edn42\" title=\"_ednref42\" name=\"_ednref42\">[42]<\/a> la tendenza al prodursi di tensioni legate all\u2019esistenza di \u201cslum e condizioni di povert\u00e0\u201d urbana \u201cpotrebbe crescere significativamente in futuro, conducendo a possibili sommosse, disordini civili e minacce alla sicurezza che imporranno l\u2019intervento delle autorit\u00e0 locali\u201d<a href=\"#_edn43\" title=\"_ednref43\" name=\"_ednref43\">[43]<\/a>. Il rapporto prende quindi le mosse da un\u2019ovviet\u00e0 di base: le discariche umane ai margini e negli interstizi dell\u2019<em>urbe<\/em> costituiscono vere e proprie polveriere destinate in qualche modo a esplodere con effetti e dinamiche difficilmente prevedibili, non solo per la quantit\u00e0 dei possibili rivoltosi e la loro composizione eterogenea, ma anche per la complicata conformazione delle aree metropolitane contemporanee.<\/p>\n<p><!--more-->In aggiunta ai tradizionali rischi delle operazioni militari condotte in citt\u00e0, infatti, si avranno \u201culteriori complicazioni associate alla grande estensione delle aree urbane e suburbane, agli stabili alti e alle aree sotterranee. Queste difficolt\u00e0 saranno ulteriormente complicate dal rischio di perdere il controllo delle folle, dalle differenze culturali e razziali, dal movimento di non-combattenti, dal fatto di condurre operazioni in ambienti a tre dimensioni e dalla prospettiva di danni collaterali alle infrastrutture. Le conseguenze di comportamenti non appropriati rispetto a questi rischi potrebbero essere immense\u201d<a href=\"#_edn44\" title=\"_ednref44\" name=\"_ednref44\">[44]<\/a>.<\/p>\n<p>La posta in gioco riguarda sostanzialmente la capacit\u00e0 da parte delle forze militari di gestire situazioni di conflittualit\u00e0 asimmetrica, in cui il nemico \u00e8 rappresentato non gi\u00e0 da un esercito regolare, bens\u00ec da una massa eterogenea di \u201cirregolari\u201d che, peraltro, potrebbero far buon uso delle dotazioni tecnologiche contemporanee<a href=\"#_edn45\" title=\"_ednref45\" name=\"_ednref45\">[45]<\/a>. \u201cMinacce asimmetriche, tecnologie emergenti e operazioni in aree urbane\u201d sono quindi identificate nel rapporto <em>UO 2020 <\/em>come \u201cle principali caratteristiche e le sfide potenziali per le operazioni dell\u2019Alleanza nel futuro\u201d<a href=\"#_edn46\" title=\"_ednref46\" name=\"_ednref46\">[46]<\/a>. In particolare, si sottolinea che da diversi anni \u00e8 stato rilevato come \u201cun insorgente\u201d possa agire \u201cpi\u00f9 liberamente e con maggior efficacia in aree urbane affollate per attaccare ripetutamente le forze della legge e dell\u2019ordine con una grossa riduzione dei rischi. I guerriglieri, gl\u2019insorgenti e altri gruppi non statali hanno sempre tratto vantaggio dai benefici (per loro) derivanti dall\u2019operare in un ambiente cosiffatto e, senza dubbio, continueranno a farlo (per esempio Belfast, Mogadiscio e Bogot\u00e1)\u201d<a href=\"#_edn47\" title=\"_ednref47\" name=\"_ednref47\">[47]<\/a>.<\/p>\n<p>Per le teste d\u2019uovo dell\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 perci\u00f2 necessario aggiornare le proprie strategie d\u2019intervento, in quanto \u201cdal 1949 la NATO non \u00e8 stata mai impegnata in operazioni di larga scala su territori urbani. Dal punto di vista degli studi strategici si \u00e8 a lungo ritenuto che l\u2019esperienza accumulata nel corso della Seconda Guerra mondiale fosse sufficiente rispetto a eventuali situazioni belliche in territorio urbano\u201d. A dover essere riconsiderato \u00e8, in generale, l\u2019ormai superato approccio caratterizzato da \u201cprogressi lenti e lineari, soluzioni basate sulla potenza di fuoco, significativi danni per i non-combattenti e distruzione di molte infrastrutture\u201d<a href=\"#_edn48\" title=\"_ednref48\" name=\"_ednref48\">[48]<\/a>, nonch\u00e9 \u201celevati livelli di perdite ed estesi danni collaterali\u201d<a href=\"#_edn49\" title=\"_ednref49\" name=\"_ednref49\">[49]<\/a>. In altri termini: quanto pi\u00f9 nell\u2019ectoplasma metropolitano, che si estende di principio <em>senza limiti<\/em>, il nemico diviene per definizione <em>interno<\/em>, tanto meno sar\u00e0 possibile affrontarlo, secondo il modello precedente, con bombardamenti a tappeto e con la distruzione intergrale delle citt\u00e0. Come si vedr\u00e0 tra breve, la distruzione, anche integrale, sar\u00e0 contemplata solo previa creazione di specifiche \u201czone d\u2019esteriorit\u00e0\u201d nel tessuto urbano in cui isolare il nemico.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di un ripensamento strategico deriva quindi da una proiezione degli scenari apertisi negli ultimi anni. Di recente, infatti, le forze NATO sono state ripetutamente impegnate in \u201cNon Article 5 Operations\u201d, cio\u00e8 in azioni diverse dall\u2019\u201cautodifesa individuale o collettiva\u201d prevista appunto dall\u2019art. 5 del <em>Patto Atlantico<\/em>, \u201cin particolare nei Balcani e in aree anch\u2019esse industrializzate o di natura urbana, e si ritiene che questa tendenza continuer\u00e0 a crescere nei prossimi vent\u2019anni\u201d<a href=\"#_edn50\" title=\"_ednref50\" name=\"_ednref50\">[50]<\/a>. E gli andamenti demografici, in cui convergono aumento della popolazione mondiale e generale inurbamento della stessa, indicano come \u201cil processo di urbanizzazione dislocher\u00e0 necessariamente su territori urbani i prossimi interventi militari\u201d.<\/p>\n<p>Di qui, la necessit\u00e0 di elaborare un nuovo approccio operativo, denominato \u201cmanoeuvrist\u201d (di manovra), il cui principale obiettivo dovrebbe consistere nel \u201cfrantumare la coesione e la volont\u00e0 di combattere\u201d del nemico<a href=\"#_edn51\" title=\"_ednref51\" name=\"_ednref51\">[51]<\/a>. Tra le soluzioni individuate dagli analisti, ve ne sono alcune di carattere prevalentemente militare, come per esempio l\u2019impiego di mezzi di sorveglianza interarma al fine di dirigere azioni tattiche contro i \u201cpunti nevralgici del nemico\u201d e l\u2019utilizzo di mezzi d\u2019attacco a distanza per limitare il ricorso al combattimento ravvicinato; altre di carattere pi\u00f9 specificamente investigativo- poliziesco, come quelle necessarie per controllare i flussi di informazioni, persone ed elementi di sostegno di cui dispone il nemico; altre ancora di stampo politico-diplomatico, in quanto le forze militari dovranno essere in grado d\u2019instaurare rapporti di collaborazione con le \u201cmolte agenzie ufficiali e non ufficiali\u201d presenti sul territorio, nella misura in cui le operazioni belliche in ambiente urbano implicano problematiche \u201cnon solo militari, ma anche diplomatiche, politiche, economiche e sociali\u201d. Infine, in piena coerenza con la prospettiva governamentale del fronte interno, spiccheranno compiti di carattere propagandistico: \u201cle informazioni devono essere trattate in maniera sistematica e coerente in tutti gli stadi di un\u2019operazione, incluso il conflitto e le attivit\u00e0 post-conflitto\u201d<a href=\"#_edn52\" title=\"_ednref52\" name=\"_ednref52\">[52]<\/a>.<\/p>\n<p>Per chi infine si ostinasse a pensare che il ragionamento qui sopra delineato riguardi solo il <em>limes <\/em>dell\u2019impero, e non il suo centro organico, per chi volesse comunque proiettare la scena del conflitto in un altrove dovunque purch\u00e9 non qui, per chi insomma continuasse a sentirsi ancora \u201cin pace\u201d nell\u2019esistente (e cio\u00e8 in un esistente di pace), riteniamo bastevole l\u2019\u201cAnnex E\u201d del rapporto, che simula un intervento NATO in un teatro di operazioni nel quale le \u201ccitt\u00e0 d\u2019interesse strategico\u201d non sono Teheran, Pyongyang o, al limite, Pechino, bens\u00ec Rouen, Le Havre, Evreux e Dieppe.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref42\" title=\"_edn42\" name=\"_edn42\">[42]<\/a>La commissione SAS (Studies, Analyses and Simulation), nel maggio 2000, ha deciso che il direttore fosse fornito dal Regno Unito. \u00c8 lecito supporre che a questa decisione abbiano contribuito da una parte l\u2019assoluta fedelt\u00e0 di Londra ai dettami di Washington e dall\u2019altra l\u2019esperienza accumulata dagl\u2019inglesi in materia di \u201ccontroguerriglia urbana\u201d e operazioni \u201canti-riot\u201d nell\u2019Irlanda del Nord, a partire dal 1969. Al riguardo, vedansi il dossier \u201cAntiguerriglia\u201d, in \u201cCONTROinformazione\u201d, a. VII, n. 17, gennaio 1980; ROGER FALIGOT, <em>Britain\u2019s military strategy in Ireland. The Kitson experiment<\/em>, Zed Press, London, 1983.<\/p>\n<p>Particolare curioso: l\u2019acronimo SAS sta anche per Special Air Service, un corpo che, a dispetto del nome, non ha mai avuto quasi nulla a che fare con l\u2019aviazione. Si tratta di quei \u201ccommandos del deserto\u201d le cui gesta dietro le linee dell\u2019Afrika Korps di Rommel riempivano le tavole dei fumetti di guerra che alcuni di noi, da bambini, leggevano avidamente. Con la fine della Seconda Guerra mondiale, i membri dello SAS vengono riciclati e si trasformano in controguerriglieri. Con i problemi posti dall\u2019intervento contro i partigiani dell\u2019ELAS in Grecia e dalle necessit\u00e0 di mantenere il controllo delle colonie, in particolare in Estremo Oriente, il tema della controguerriglia permea sempre pi\u00f9 le dottrine tattiche e strategiche del British Army. Dalla repressione delle sommosse in Malaysia alla lotta contro i \u201cMau Mau\u201d (termine inventato di sana pianta dai servizi segreti di Sua Maest\u00e0 per raffigurare i militanti dell\u2019\u201cEsercito di Liberazione della terra\u201d keniota quali adepti di s\u00e8tte tribali dedite al cannibalismo), all\u2019impegno a Singapore e a Aden, fino al massiccio impiego nell\u2019Ulster in rivolta, il ruolo dello SAS \u00e8 andato accrescendosi e specializzandosi.<\/p>\n<p>A proposito delle tecniche sperimentate dagl\u2019inglesi nei campi di concentramento in Kenya, ove fu introdotta quella differenziazione dei percorsi detentivi (sotto forma di un labirinto, pi\u00f9 o meno duro e chiuso, ufficialmente denominato <em>Pipeline<\/em>) destinata vent\u2019anni dopo a plasmare il \u201ccarcerario\u201d anche in Italia, con la nascita del circuito delle carceri speciali e del \u201csentiero dei camosci\u201d, cfr. <em>Manuale del piccolo colonialista<\/em>, a cura di Comidad, cap. 7: \u201cLa democrazia dei lager. La rivolta dei Kikuyu (Mau Mau) del Kenya\u201d, novembre 2007, <em><a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/documenti\/013documenti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.comidad.org\/documenti\/013documenti.html<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref43\" title=\"_edn43\" name=\"_edn43\">[43]<\/a> Cfr. \u00a7 2.2.2: \u201cTrends in the Urban Environment\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref44\" title=\"_edn44\" name=\"_edn44\">[44]<\/a> Cfr. \u00a7 2.4.2: \u201cImplications for Military Commanders\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref45\" title=\"_edn45\" name=\"_edn45\">[45]<\/a>Analizzando la guerra in Libano del 2006, vista da pi\u00f9 parti come una disfatta per Tzahal, gli esperti del Pentagono sono rimasti sbalorditi dalla distruzione delle unit\u00e0 corazzate israeliane mediante l\u2019utilizzo di sofisticati missili guidati anticarro da parte di Hezbollah, che era anche in grado d\u2019intercettare le comunicazioni del nemico e persino di colpirne una delle navi con un missile <em>Cruise<\/em>. I Corpi della Marina e dell\u2019Esercito USA, dopo aver lungamente intervistato gli ufficiali israeliani, hanno organizzato una serie di simulazioni belliche del costo di molti milioni di dollari per testare le possibili reazioni delle forze statunitensi di fronte a un nemico del genere. Frank Hoffman, ricercatore presso il Marine Corps Warfighting Laboratory di Quantico, ha dichiarato in proposito: \u201cHo organizzato due delle maggiori simulazioni di guerra negli ultimi due anni, ed entrambe si sono concentrate su Hezbollah\u201d. Uno degl\u2019interrogativi, ha sottolineato un analista militare che ha studiato la guerra del Libano per conto del Center for Army Lessons Learned a Fort Leavenworth, era quello su come riuscire a \u201cprepararsi a operazioni di combattimento di maggior entit\u00e0, mentre si \u00e8 impegnati in guerre di contro-insorgenza\u201d. Cfr. GREG JAFFE, <em>Short \u201906 Lebanon War Stokes Pentagon Debate<\/em>, in \u201cWashington Post\u201d, 6 aprile 2009, disponibile in italiano sul sito \u201cl\u2019Occidentale\u201d col titolo <em>Tra guerriglia e guerra convenzionale: Hezbollah caso di studio al Pentagono <\/em>(<em><a href=\"http:\/\/www.loccidentale.it\/articolo\/dilemma+al+pentagono%3A+guerriglia+o+guerra+convenzionale%3F.0069579\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.loccidentale.it\/articolo\/dilemma+al+pentagono%3A+guerriglia+o+guerra+convenzionale%3F.0069579<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref46\" title=\"_edn46\" name=\"_edn46\">[46]<\/a> Cfr. \u201cIntroduction\u201d, p. 1.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref47\" title=\"_edn47\" name=\"_edn47\">[47]<\/a> Cfr. \u00a7 2.3.2: \u201cThe Nature of the Enemy\u201d, p. 5.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref48\" title=\"_edn48\" name=\"_edn48\">[48]<\/a> Cfr. Cap. 3: \u201cThe Manoeuvrist Approach to Urban Operations\u201d, \u00a7 3.1: \u201cBackground\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref49\" title=\"_edn49\" name=\"_edn49\">[49]<\/a> Cfr. \u201cExecutive summary\u201d, \u201cIntroduction\u201d, p. iii.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref50\" title=\"_edn50\" name=\"_edn50\">[50]<\/a> Cfr. cap. 3: \u201cThe Manoeuvrist Approach to Urban Operations\u201d, \u00a7 3.1: \u201cBackground\u201d, cit.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref51\" title=\"_edn51\" name=\"_edn51\">[51]<\/a> Cfr. cap. 3: \u201cThe Manoeuvrist Approach to Urban Operations\u201d, \u00a7 3.3: \u201cThe Manoeuvrist Approach\u201d, p. 9.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref52\" title=\"_edn52\" name=\"_edn52\">[52]<\/a> Cfr. \u00a7 2.3.1: \u201cThe Nature of Conflict in Urban Areas\u201d, p. 5.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Torna all&#8217;indice] L\u2019orizzonte delineato dai centri di studi strategici militari statunitensi che abbiamo preso in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,11],"tags":[65],"class_list":["post-17273","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-torino-domani","tag-guerra-ai-proletari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17273\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}