{"id":17283,"date":"2009-06-22T17:00:03","date_gmt":"2009-06-22T16:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17283"},"modified":"2009-06-22T17:00:03","modified_gmt":"2009-06-22T16:00:03","slug":"elementi-di-geografia-umana-labisso-prossimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/06\/22\/elementi-di-geografia-umana-labisso-prossimo\/","title":{"rendered":"Elementi di geografia umana: l\u2019abisso prossimo"},"content":{"rendered":"<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p>Il Terzo Mondo, se mai \u00e8 esistito come <em>altrove<\/em>, \u00e8 oramai scomparso. Il Terzo Mondo \u00e8 qui. E ci\u00f2 a motivo di profonde e incoercibili ragioni: \u201c\u00c8 ovvio che con l\u2019odierno mostruoso estendersi del Capitale su ogni aspetto della vita umana, con la conquista di ogni angolo del Pianeta alla sua sfera d\u2019influenza, specie nella forma imperialistica finanziaria, si estende alla scala planetaria anche l\u2019attrazione e la repulsione di forzalavoro. Cos\u00ec la sovrappopolazione relativa \u00e8 sempre pi\u00f9 attratta o respinta a seconda della concentrazione di capitale nelle varie aree del mondo. Masse enormi di uomini si spostano rompendo ogni legame con la loro terra, disegnata da frontiere politiche ormai diventate anacronistiche [\u2026], e l\u2019eccedenza di umanit\u00e0 senza riserve dilaga senza che nessuno possa porvi rimedio. Non vi sono poteri legislativi ed esecutivi che possano fermare la marea montante della cosiddetta <em>immigrazione <\/em>[\u2026]. L\u2019espansione \u00e8 finita: la miseria crescente \u00e8 una delle condizioni di esistenza del Capitale globale, [perch\u00e9] solo un immane serbatoio di schiavi potr\u00e0 rappresentare un tentativo di salvezza\u201d<a href=\"#_edn15\" title=\"_ednref15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a>. \u00c8 questa tremenda pressione a produrre quella che certuni chiamano \u201cbrasilizzazione\u201d della classe operaia occidentale, ovverosia la rottura del \u201cpatto\u201d che ha retto il Welfare State nel secondo dopoguerra, il drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei salariati e la progressiva perdita di diritti e garanzie sociali<a href=\"#_edn16\" title=\"_ednref16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p><!--more-->La \u201cfine del Terzo Mondo\u201d ridisegna anche il tessuto delle metropoli occidentali: \u201cOltre alla fatiscenza crescente dei quartieri centrali e delle vecchie periferie, negli Stati sud-occidentali degli Stati Uniti stanno spuntando come funghi insediamenti informali praticamente indistinguibili da quelli che sorgono attorno a una qualunque citt\u00e0 dell\u2019America Latina. Per esempio, a un palmo dalle case milionarie di Palm Springs, in California, sul territorio della riserva indiana, si trovano slum [denominati <em>colonias<\/em>] che ospitano i contadini locali\u201d <a href=\"#_edn17\" title=\"_ednref17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a>. Los Angeles \u00e8 la capitale degli homeless del Primo Mondo, con centomila senzatetto<a href=\"#_edn18\" title=\"_ednref18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>. E nella stessa capitale, Washington, \u201cad appena due strade dal Campidoglio s\u2019apre un altro universo [\u2026] fatto di carcasse d\u2019auto, palazzi sventrati e senza vetri alle finestre [\u2026]. La miseria del mondo si staglia fin sul portone della Casa Bianca\u201d <a href=\"#_edn19\" title=\"_ednref19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p>Il Paese delle <em>mirabilia<\/em> del \u201clibero mercato\u201d e della \u201cdemocrazia\u201d sta andando letteralmente a pezzi, perch\u00e9 il capitale USA, fanatico cultore della magia nera del \u201cfittizio\u201d, ha disinvestito da tutto quanto non era abbastanza e immediatamente redditizio, a cominciare dalle infrastrutture. Ed \u00e8 cos\u00ec che in Minnesota crollano i ponti, le condutture fognarie nel centro di Manhattan esplodono <a href=\"#_edn20\" title=\"_ednref20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a> e la gente passa spesso ore e ore senza energia elettrica, come se vivesse a Baghdad o a Kinshasa.<\/p>\n<p>Parallelamente la distruzione dei \u201cquartieri poveri\u201d di New Orleans, causata dal cedimento delle dighe al passaggio dell\u2019uragano Katrina nel 2005, ha fornito un\u2019ottima occasione per edificare una \u201cnuova\u201d New Orleans polita e ben campita, dopo averne scacciato gli abitanti \u201cstorici\u201d. In questa vasta operazione di bonifica della \u201cpalude sociale\u201d, gli obiettivi di massimizzare la rendita urbana e quelli di estendere il controllo sociale vanno di pari passo, fino a risultare indistinguibili. \u201cNulla \u00e8 triste come questi immensi spostamenti di pietre per mano del dispotismo, al di fuori della spontaneit\u00e0 sociale\u201d, scriveva Louise-Auguste Blanqui denunciando gl\u2019interventi urbanistici con cui il Barone Haussmann scacciava i <em>sans culottes<\/em> dai loro antichi <em>quartiers<\/em><a href=\"#_edn21\" title=\"_ednref21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a>. Ma i \u201ccalcoli che hanno sconvolto la capitale, per un duplice scopo di compressione e di vanit\u00e0, falliranno davanti all\u2019avvenire, come hanno fallito davanti al presente\u201d, ammoniva <em>l\u2019Enferm\u00e9<\/em>, nel maggio 1869, due anni prima della Comune\u2026<\/p>\n<p>Anche l\u2019Europa ha i suoi slum da Terzo Mondo, soprattutto nelle periferie di citt\u00e0 come Lisbona (dove si chiamano <em>clandestinos<\/em>), Atene e Napoli (ma una baraccopoli \u00e8 ben visibile anche transitando sulla Milano-Brescia).<\/p>\n<p>Il peggiore slum europeo \u00e8 probabilmente la \u201cCambogia\u201d, a Sofia in Bulgaria, dove 35 mila rom vivono come i <em>Dalit<\/em>, la casta degli intoccabili, in India.<\/p>\n<p>Un quadro affatto scioccante \u00e8 offerto dalla Russia, dove le baraccopoli hanno proliferato pi\u00f9 velocemente dei membri di quella cleptocrazia che domina la ex \u201cpatria socialista\u201d, molti dei servizi urbani indispensabili (come per esempio il riscaldamento a livello cittadino) sono andati a ramengo, lasciando gli anziani a morire di freddo in inverno, e immense torme di squatter, perlopi\u00f9 immigrati privi di documenti o appartenenti a minoranze nazionali, occupano fabbriche abbandonate e palazzi fatiscenti, in particolare a Mosca. Ma a Milano \u00e8 stato forse diverso, in questi ultimi anni, nelle molte \u201caree dismesse\u201d prodotte dalla distruzione della \u201cgrande fabbrica\u201d, prima della loro \u201criqualificazione\u201d in gigantesche speculazioni immobiliari?<\/p>\n<p>E ancora, quella che certa sociologia buontempona chiama \u201ccaravanizzazione dell\u2019habitat\u201d, molto presente in Centr\u2019Europa e ora visibile anche nelle nostre citt\u00e0, cos\u2019altro \u00e8 se non uno slum su ruote per chi non pu\u00f2 permettersi nemmeno pi\u00f9 una stamberga?<\/p>\n<p>E che differenza c\u2019\u00e8, a parte lo sviluppo in altezza piuttosto che in estensione e l\u2019impiego del calcestruzzo per gli HLM invece di materiali di recupero per le baracche, tra le <em>banlieues <\/em>e le <em>bidonvilles<\/em>, le une e le altre \u201cluoghi del bando\u201d sociale ed esistenziale?<\/p>\n<p>E le \u201cnotti della collera\u201d nelle <em>banlieues<\/em> francesi bastano a evidenziare come la linea di condotta dello Stato <a href=\"#_edn22\" title=\"_ednref22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a> e di questa societ\u00e0 antropofaga consista essenzialmente in una \u201cguerra ai poveri\u201d nella quale il proletariato, volente o nolente, torna sempre pi\u00f9 a reindossare quei panni, che furono originariamente i suoi, della \u201cclasse pericolosa\u201d<a href=\"#_edn23\" title=\"_ednref23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a>. Pericolosa, per il semplice fatto di bere una birra in strada, di sbarcare il lunario pulendo i parabrezza delle auto ferme ai semafori<a href=\"#_edn24\" title=\"_ednref24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a>, di far graffiti senza il beneplacito di un qualche assessore alla Cultura, insomma di esistere e, soprattutto, di essere in \u201csoprannumero\u201d. Per questi \u201cesuberati\u201d (Jacques Tardi), la cui forza-lavoro \u00e8 diventata pletorica rispetto alle odierne necessit\u00e0 della valorizzazione, risuona d\u2019inquietante attualit\u00e0 la soluzione \u201cpi\u00f9 razionale ed efficiente\u201d tra quelle individuate dai benthamiani per l\u2019Inghilterra del primo Ottocento: l\u2019abolizione dei poveri, comunque \u201cridondanti\u201d<a href=\"#_edn25\" title=\"_ednref25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a>.<\/p>\n<p>Il lessico della stigmatizzazione si arricchisce di continuo, mentre viceversa il linguaggio va impoverendosi fino a ridursi tendenzialmente al <em>basic <\/em>MTV, e richiama le retoriche della devianza e dell\u2019esclusione di chi esce dalla norma, bollato come \u201caltro\u201d attraverso un controllo della popolazione che \u00e8 insieme un\u2019enunciazione di normalit\u00e0: \u201cIl soggetto normale si costituisce cos\u00ec come tale escludendo da s\u00e9 un anormale, e se \u2018normale\u2019 vuol dire qui pi\u00f9 o meno attivamente, pi\u00f9 o meno consapevolmente, partecipe di una definizione positiva delle condizioni di vita, questo movimento corrisponde allo spostamento progressivo del confine che separa da coloro che vengono sempre pi\u00f9 respinti a morte\u201d<a href=\"#_edn26\" title=\"_ednref26\" name=\"_ednref26\">[26]<\/a>. Ed \u00e8 cos\u00ec che \u201ca sinistra come a destra, al Sud come al Nord, la semplice presenza del proletariato eccedentario \u00e8 divenuta un autentico incubo vivente per la borghesia. La paura generata nelle classi dirigenti dalle reazioni potenziali di questo proletariato demunito di tutto \u00e8 immensa e provoca dappertutto lo stesso riflesso sicuritario\u201d<a href=\"#_edn27\" title=\"_ednref27\" name=\"_ednref27\">[27]<\/a>.<\/p>\n<p>E allora, sempre pi\u00f9 polizia (con un vero e proprio boom delle \u201cagenzie di sicurezza\u201d private)<a href=\"#_edn28\" title=\"_ednref28\" name=\"_ednref28\">[28]<\/a>, campagne d\u2019isterizzazione (contro l\u2019\u201cuomo nero\u201d, il \u201cclandestino\u201d, l\u2019\u201cabusivo\u201d ecc.)<a href=\"#_edn29\" title=\"_ednref29\" name=\"_ednref29\">[29]<\/a>, ronde e roghi contro i rom, prigioni<a href=\"#_edn30\" title=\"_ednref30\" name=\"_ednref30\">[30]<\/a> e CIE, videosorveglianza, produzione a ciclo continuo di \u201cemergenze\u201d, muri (non ne sono mai stati innalzati tanti come da quando \u00e8 crollato quello di Berlino, che avrebbe dovuto essere l\u2019ultimo\u2026), tornelli (d\u2019ogni foggia e meccanica), sistemi di controllo e schedatura biometrici<a href=\"#_edn31\" title=\"_ednref31\" name=\"_ednref31\">[31]<\/a>, armi \u201cinvalidanti\u201d<a href=\"#_edn32\" title=\"_ednref32\" name=\"_ednref32\">[32]<\/a>, una vera e propria panoplia di manufatti e servizi offerti dall\u2019Industria della Paura<a href=\"#_edn33\" title=\"_ednref33\" name=\"_ednref33\">[33]<\/a>, senza tralasciare i vecchi ma sempre efficaci metodi (sacco di juta e bastonate). Il tutto nel quadro della costruzione di una \u201cFestung Europa\u201d i cui elementi essenziali possono essere cos\u00ec riassunti: \u201cLa blindatura dei confini dell\u2019Unione Europea pro- cede a ritmo serrato in forza dell\u2019impiego di nuove tecnologie e di cooperazioni transfrontaliere, mentre aumentano costantemente la sorveglianza e il controllo al suo interno. A ci\u00f2 si aggiungono le missioni estere dell\u2019Unione Europea nei cosiddetti \u2018Paesi terzi\u2019. [\u2026] Dal 1999 l\u2019Unione Europea definisce l\u2019Europa come uno \u2018Spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia\u2019. Tanto in ambito civile quanto in ambito penale, in futuro avranno luogo cooperazioni giudiziarie e di polizia molto pi\u00f9 estese. [\u2026] A livello poliziesco, gli organi dell\u2019Unione Europea hanno ottenuto l\u2019attribuzione di maggiori competenze, mentre hanno visto la luce nuovi Programmi e nuove Autorit\u00e0. Ogni Autorit\u00e0 di Pubblica Sicurezza potr\u00e0 accedere a tutte le banche dati del DNA e dei rilievi dattiloscopici nonch\u00e9 alle informazioni raccolte negli archivi dei registri automobilistici. [\u2026] Per facilitare l\u2019imposizione di divieti di trasferta e per fare in modo che \u2018soggetti violenti possano essere rapidamente individuati e arrestati\u2019, \u00e8 stato semplificato lo scambio di informazioni su individui \u2018indiziati di terrorismo e facinorosi itineranti\u2019. [\u2026] La formazione di queste \u2018Squadre Speciali Europee\u2019 sar\u00e0 gestita dall\u2019Europol. [\u2026] La cooperazione tra polizia e servizi segreti viene ampliata. [\u2026] Su proposta del ministero dell\u2019Interno tedesco, \u00e8 ora prevista l\u2019implementazione di \u2018Centri Comuni Antiterrorismo\u2019 in tutti gli Stati dell\u2019UE. [\u2026] In aumento su tutto il territorio europeo \u00e8 anche il monitoraggio di Internet. I Paesi membri dell\u2019UE fissano parametri europei e \u2018armonizzano\u2019 le loro leggi nazionali, come nel caso dell\u2019immagazzinamento preventivo di dati (<em>Data retention<\/em>). I fornitori di servizi di telecomunicazione e i provider sono tenuti a salvare i dati relativi ai collegamenti e a trasmetterli alla Polizia, se questa li richiede. [\u2026] Unit\u00e0 di polizia europee conducono in comune addestramenti e operazioni di contrasto a manifestazioni di protesta. In accademie europee di polizia, vengono ideate tattiche operative per il \u2018crowd management\u2019 (controllo della folla). In questo campo, \u00e8 centrale il ruolo dell\u2019Accademia di Polizia Europea (CEPOL) con sede in New Hampshire (Inghilterra) [\u2026]. Dopo le contestazioni di Genova e G\u00f6teborg nel 2001, nel 2004 \u00e8 stato avviato dall\u2019UE il programma di ricerca <em>Coordinating National Research Programmes on Security during Major Events in Europe<\/em>. Al coordinamento e alla direzione di EU-SEC provvede l\u2019\u2018Istituto di Ricerca Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sulla Criminalit\u00e0 e la Giustizia\u2019 (UNICRI). Con il motto: \u2018Advancing security, serving justice, building peace\u2019 questo istituto di ricerca europeo gestisce diversi gruppi che si dedicano a tematiche inerenti la sicurezza. L\u2019UNICRI \u00e8 curatore del manuale antiterrorismo <em>Counter-Terrorism Online Handbook.<\/em> Fra i gruppi di lavoro allocati presso l\u2019UNICRI vi \u00e8 l\u2019\u2018Osservatorio permanente per la sicurezza durante i grandi Eventi\u2019 (IPO), con sede a Torino, in Italia. [\u2026] Di pari passo con l\u2019ampliamento del numero degli Stati membri dell\u2019UE e con l\u2019eliminazione dei controlli di frontiera, \u00e8 in atto un forte riarmo tecnologico: apparecchiature per l\u2019esplorazione ambientale visiva notturna, elaborazione automatizzata di monitoraggi video, cavi a radiofrequenza capaci di misurare e riportare la percentuale d\u2019acqua presente in corpi stazionanti o circolanti nei pressi. Sono nate inoltre nuove centrali operative cogestite. Grazie all\u2019ampliamento del Sistema Informativo di Schengen (SIS), le polizie hanno la possibilit\u00e0 di elaborare maggiori quantit\u00e0 di dati. Per l\u2019archiviazione delle impronte digitali e dei dati biometrici di migranti sar\u00e0 presto attivato il Sistema Informativo per i Visti (SIV). [\u2026] Con l\u2019istituzione dell\u2019\u2018agenzia di frontiera\u2019 FRONTEX a Varsavia, \u00e8 stato allestito un nuovo baluardo della \u2018difesa\u2019 europea dalla migrazione. \u2018Chiunque non lo meriti e non sia gradito sul territorio, deve essere fermato\u2019. [\u2026] FRONTEX mantiene un \u2018Registro Tecnico Centrale\u2019 (\u2018Toolbox\u2019) delle attrezzature dei Paesi membri per il controllo e la sorveglianza dei confini. Inoltre, FRONTEX effettua interventi operativi congiuntamente alle polizie nazionali [\u2026]. Quest\u2019agenzia come tale non dispone di squadre per il contrasto dei rifugiati, ma le squadre di frontiera dei Paesi membri sono destinatarie di massicci incrementi dell\u2019equipaggiamento. I Carabinieri italiani, per esempio, sono stati dotati di nuove imbarcazioni, elicotteri e apparecchiature per il monitoraggio. [\u2026] Il trattato di Lisbona prevede \u2018riforme\u2019 anche nel campo della politica militare. La Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) richiede un \u2018miglioramento progressivo delle capacit\u00e0 militari\u2019. Al pi\u00f9 tardi per il 2010 l\u2019UE dovrebbe stanziare propri contingenti armati. [\u2026] Peraltro, l\u2019UE ha approntato un ulteriore strumento d\u2019intervento in \u2018Stati terzi\u2019 molto meno noto: la \u2018Forza di Gendarmeria Europea\u2019 (EGF o anche: \u2018Eurogendfor\u2019)<a href=\"#_edn34\" title=\"_ednref34\" name=\"_ednref34\">[34]<\/a>. [\u2026] Il Quartier Generale dell\u2019EGF \u00e8 collocato in una caserma dei Carabinieri a Vicenza in Italia. Sempre a Vicenza, il Corpo<a href=\"#_edn35\" title=\"_ednref35\" name=\"_ednref35\">[35]<\/a> gestisce un centro di addestramento internazionale, il <em>Centre of Excellence for Stability Police Units<\/em><a href=\"#_edn36\" title=\"_ednref36\" name=\"_ednref36\">[36]<\/a> (CoESPU)\u201d<a href=\"#_edn37\" title=\"_ednref37\" name=\"_ednref37\">[37]<\/a>.<\/p>\n<p>Quindi, riassumendo all\u2019estremo, le linee di forza lungo cui si ridefinisce lo spazio urbano in Occidente sono tre:<\/p>\n<p>a) la gentrificazione<a href=\"#_edn38\" title=\"_ednref38\" name=\"_ednref38\">[38]<\/a> e bruxellizzazione<a href=\"#_edn39\" title=\"_ednref39\" name=\"_ednref39\">[39]<\/a> del tessuto \u201ctradizionale\u201d della citt\u00e0, per eliderne lo spessore storico, fomite di conflitto, e \u201cabbassarla\u201d<a href=\"#_edn40\" title=\"_ednref40\" name=\"_ednref40\">[40]<\/a> a misura del ceto medio planetario, o meglio della sua ideologia materiata, poich\u00e9 in quanto strato sociale determinato sembra tendere viepi\u00f9 a un\u2019irrimediabile implosione e disgregazione;<\/p>\n<p>b) una spessa coltre di baraccopoli (bidonvillizzazione) e zone marginali (dove la <em>bidonville<\/em> non \u00e8 architettonica, ma esistenziale), sempre pi\u00f9 somiglianti a <em>campi<\/em> di esclusione: \u201cil campo \u00e8 lo spazio che si apre quando lo stato di eccezione comincia a diventare la regola\u201d (Giorgio Agamben);<\/p>\n<p>c) e infine le <em>gated community<\/em>, istituzionalizzatesi a partire dagli anni Settanta, dotate di servizi propri, superprotette da polizie private, apparati elettronici e quant\u2019altro, \u201cveri e propri insediamenti circondati da muraglie e sistemi di controllo che precludono l\u2019accesso a strade, parchi, spiagge fiumi e altre risorse\u201d, vigilati a tempo pieno e delimitati da recinzioni, muri o altre forme di sbarramento<a href=\"#_edn41\" title=\"_ednref41\" name=\"_ednref41\">[41]<\/a>. L\u2019habitat borghese, un tempo concrezione, immagine e promessa di quella sicurezza e di quel comfort che il mercato avrebbe dovuto virtuosamente estendere a tutti i settori della societ\u00e0, \u00e8 divenuto un bunker ultradifeso in un oceano di miseria che va sommergendolo.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref15\" title=\"_edn15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a>Cfr. <em>Legge della miseria crescente<\/em>, in \u201cn+1\u201d, n. 20, dicembre 2006, p. 88.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref16\" title=\"_edn16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a>\u201cNegli anni che vanno all\u2019incirca dal 1965 al 1977 la <em>working class <\/em>occidentale spavent\u00f2 i capitalisti con una sollevazione mondiale contro la catena di montaggio e, in definitiva, con una rivolta contro la \u2018forma-valore\u2019 (bench\u00e9 solo alcuni la intendessero in quanto tale), oltre che contro il peggioramento delle condizioni di vita connesso con l\u2019inizio della crisi\u201d. LOREN GOLDNER, <em>Capitale fittizio e crisi del capitalismo<\/em>, PonSinMor, Gassino Torinese (Torino), 2007, p. 11 (trad. it. modificata). In Italia questa sollevazione fu particolarmente dura, estesa e duratura, tanto che per stroncarla occorse l\u2019azione congiunta di tutti gli apparati dello Stato, dai reparti speciali dei Carabinieri del generale Dalla Chiesa alla CGIL di Lama, e dell\u2019intero sistema dei partiti, PCI in testa. La completa distruzione della classe operaia che ne sarebbe seguita fu divinata con largo anticipo da uno slogan del \u201977: \u201cNon c\u2019\u00e8 disfatta \/ non c\u2019\u00e8 sconfitta, \/ senza \/ il grande \/ Partito comunista\u201d. Pinochet, la \u201cLady di ferro\u201d, il generale Videla e la sua giunta, Reagan e i \u201cChicago Boys\u201d sono le figure simbolo di questa controffensiva dell\u2019Economia che avrebbe impestato l\u2019intero Pianeta e messo in croce i suoi abitanti. Trent\u2019anni dopo, nell\u2019epicentro del \u201cWashington consensus\u201d la distribuzione sociale dei redditi \u00e8 regredita ai livelli pre-1929, oltre 36 milioni di sfruttati vivono nell\u2019\u201cinsicurezza alimentare\u201d, l\u2019orario di lavoro per addetto (dal 1973 al 1998) \u00e8 aumentato di 178 ore all\u2019anno (pari a quattro settimane addizionali), un adulto su 32 \u00e8 in prigione o in libert\u00e0 condizionale (gli USA contano il 25% di tutti i detenuti della Terra per una popolazione che rappresenta appena il 5% della popolazione mondiale) e l\u2019aspettativa di vita \u00e8 scesa al livello di quella della Giordania, collocando il \u201cPaese pi\u00f9 ricco al mondo\u201d intorno al quarantunesimo posto della relativa graduatoria.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref17\" title=\"_edn17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a> <em>Mike Davis on a \u201cPlanet of Slums\u201d. The rising tide of urban poverty<\/em>, cit.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref18\" title=\"_edn18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a>La \u201ccitt\u00e0 degli angeli\u201d vanta un primato anche in campo sicuritario, essendo teatro di una fusione senza precedenti tra progettazione urbana, architettura e apparati di polizia. Ma il lavoro dello sbirro va assomigliando sempre pi\u00f9 a quello inane di Sisifo: accade cos\u00ec che, brutalizzati e scacciati da via Lecco (Milano) all\u2019inizio del 2006, i \u201crifugiati\u201d senza casa tornino nell\u2019aprile 2009 a occupare uno stabile a Bruzzano (per subire poi un ulteriore sgombero e iniziare una nuova peregrinazione tra i dormitori mediolanensi) e che, in Australia, i \u201csenza fissa dimora\u201d rastrellati nel centro di Perth prendano il treno per Maylands e ne invadano i sobborghi (NIKKI HUTCHINSON, <em>Homeless invade suburbs after police clear CBD<\/em>, in \u201cPerth Now\u201d, 24 febbraio 2009; abbiamo tratto questa gustosa informazione da \u201cMall\u201d, <em><a href=\"http:\/\/mall.lampnet.org\/article\/articleview\/5359\/1\/187\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/mall.lampnet.org\/article\/articleview\/5359\/1\/187<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref19\" title=\"_edn19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a>Cos\u00ec racconta Jean Ziegler in <em>Les Nouveaux Ma\u00eetres du monde. Et ceux qui leur r\u00e9sistent<\/em>, Fayard, Paris, 2002. E nelle strade di questi \u201cquartieri ghetto\u201d \u2013 come ai tempi dei Circoli del Proletariato Giovanile e della \u201ccritica della questione urbana\u201d venivano definiti anche i milanesi Quarto Oggiaro, Gallaratese, Gratosoglio ecc. \u2013, da cui non si esce mai se non per entrare in carcere, istituto del quale essi non sono del resto che l\u2019introibo e l\u2019estensione sul territorio metropolitano, tutti i giorni si combatte un\u2019accanita \u201cguerra ai poveri\u201d. Cfr. LO\u00cfCWACQUANT, <em>Dell\u2019America come utopia al rovescio<\/em>, in \u201caut aut\u201d, n. 275, 1996.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref20\" title=\"_edn20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a> BRENDAN LOWE, <em>When cities break down<\/em>, in \u201cTime\u201d, 19 luglio 2007. Una tubatura installata nel 1924 \u00e8 esplosa vicino alla Grand Central, con colonne di fumo innalzatesi fino alla cima dei 77 piani del Chrysler Building, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre trenta. \u201cGli esperti di gestione urbana spiegano che le vecchie citt\u00e0 americane sono delle Pompei dei nostri giorni, nel raggio di possibili eruzioni vulcaniche infrastrutturali come quella di New York\u201d, scrive l\u2019articolista, ma \u201cnon \u00e8 soltanto questione di condotte. Si tratta di ponti, strade, sistemi elettrici, una variet\u00e0 di cose che possono succedere in un contesto artificiale e che possono risultare in effetti disastrose\u201d (Dan LeClair, docente di Urbanistica alla Boston University).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref21\" title=\"_edn21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a>Cit. in WALTER BENJAMIN, <em>Parigi, capitale del XIX secolo<\/em>, Einaudi, Torino, 1986, pp. 201-202. Nel quinto capitolo del <em>Pianeta degli slum<\/em>, cit., l\u2019Autore, dopo aver sottolineato che \u201cla segregazione urbana non \u00e8 uno status quo congelato quanto un\u2019incessante guerra sociale in cui lo Stato interviene regolarmente in nome del \u2018progresso\u2019, dell\u2019\u2018abbellimento\u2019 e perfino della \u2018giustizia sociale per i poveri\u2019 per ridisegnare i confini spaziali a favore della propriet\u00e0 immobiliare, degli investitori stranieri, dell\u2019\u00e9lite dei proprietari di case e dei pendolari delle classi medie\u201d, descrive la portata degl\u2019interventi compiuti dagli emuli \u201ctropicali\u201d del Prefetto della Senna: \u201cl\u2019odierna scala di rimozione della popolazione \u00e8 immensa: ogni anno centinaia di migliaia, a volte milioni, di poveri [\u2026] vengono espulsi con la forza\u201d dai loro quartieri nelle citt\u00e0 del Terzo Mondo, \u201costacoli umani\u201d (secondo una definizione delle autorit\u00e0 di Dakar), nomadi \u201ctransitanti in un perpetuo stato di ricollocazione\u201d (secondo la formula usata dall\u2019urbanista nigeriano Tunde Agbola).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, il pi\u00f9 delirante (e spietato) dei programmi di \u201cabbellimento urbano\u201d \u00e8 stato forse quello condotto a Rangoon, Mandalay e Old Bagan, in preparazione del \u201cVisit Myanmar Year 1996\u201d, dalla dittatura narco-militare birmana, che fra l\u2019altro ha fatto ricorso al lavoro forzato per realizzare le infrastrutture turistiche, mentre centinaia di migliaia di persone venivano strappate dalle loro case e mandate in \u201cnuove citt\u00e0\u201d distanti decine di chilometri dai centri cittadini e dalle loro fonti di reddito. Questa strategia di \u201cpulizia urbana\u201d trova i suoi antecedenti nella guerra che, negli anni Sessanta e Settanta, i regimi militari del Cono Sud dichiarano alle <em>favelas <\/em>e ai <em>campamientos<\/em>, percepiti come potenziali centri di resistenza e come ostacoli alla \u201cborghesizzazione\u201d urbana. E cos\u00ec in Brasile, dopo il 1964, sventolando la minaccia \u201cguerrigliera\u201d, i militari radono al suolo un\u2019ottantina di <em>favelas <\/em>sulle colline intorno a Rio de Janeiro; una delle prime misure adottate dalla giunta di Pinochet, nel 1973, \u00e8 quella di espellere dal centro di Santiago gli abusivi delle <em>poblaciones <\/em>e delle <em>callampas<\/em>; e nell\u2019Argentina di Videla la liquidazione manu militari della militanza sociale nelle <em>villas miserias <\/em>va di pari passo con il riciclaggio speculativo dei terreni urbani \u201cbonificati\u201d (nella Gran Buenos Aires viene raso al suolo il 94% degl\u2019insediamenti \u201cillegali\u201d).<\/p>\n<p>Anche in Egitto, soprattutto dopo la \u201crivolta del pane\u201d contro il Fondo Monetario Internazionale del gennaio 1977 (\u201cla sollevazione dei ladri guidata dai comunisti\u201d, nelle parole del presidente Sadat), lo Stato conduce una feroce repressione nei confronti dei quartieri urbani \u201csovversivi\u201d, a cominciare da Ishash al-Turguman, nel distretto di Bulaq, vicino al centro del Cairo (il repulisti di questo distretto avrebbe dovuto essere il primo passo di una ricostruzione dell\u2019intera citt\u00e0 prendendo a modello Los Angeles e Houston). E in questa caccia alla \u201cfeccia\u201d, ai \u201ccriminali\u201d e ai \u201cterroristi\u201d annidati negli slum si usano tanto i bulldozer quanto gl\u2019incendi dolosi, tanto le squadre speciali quanto le bande prezzolate, tanto le leggi antisommossa risalenti all\u2019epoca coloniale quanto le nuove misure di \u201cemergenza\u201d. Cfr. <em>ivi<\/em>, pp. 93-104.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref22\" title=\"_edn22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a>Merita di ricordare che l\u2019<em>\u00e9tat d\u2019urgence<\/em> promulgato l\u20198 novembre 2005 (con un decreto, convertito in legge dieci giorni dopo) dal governo di destra, senza l\u2019opposizione dell\u2019opposizione, era stato istituito giusto cinquant\u2019anni prima, per far fronte alla sollevazione algerina, da un certo Fran\u00e7ois Mitterrand, allora ministro dell\u2019Interno di un governo di sinistra retto da Pierre Mend\u00e8s-France.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref23\" title=\"_edn23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a>Cfr. LOUIS CHEVALIER, <em>Classi lavoratrici e classi pericolose<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 1976. Di questo Autore va anche ricordato che fu uno dei pi\u00f9 attenti e partecipi osservatori dell\u2019agonia di Parigi sotto l\u2019incedere della lue neomoderna (cfr. <em>L\u2019Assassinat de Paris<\/em>, Calmann-L\u00e9vy, Paris, 1977, coll. \u201cArchives des sciences sociales\u201d; ried. Ivrea, Paris, 1997, con una presentazione di Claude Dubois).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref24\" title=\"_edn24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a>Si veda l\u2019ordinanza emanata dalla giunta comunale di centrosinistra il 25 agosto 2007 che bandiva dalla citt\u00e0 dei Ciompi il \u201cmestiere girovago di cosiddetto lavavetri\u201d (anche gli umili e tumultuosi mestieranti trecenteschi \u201cse ne andarono s\u00ec come gente rotta, et senza capo et sentimento, perch\u00e9 si fidavano et furono traditi da loro medesimi\u201d, come riportato dal cronachista Filippo Villani). Il premier d\u2019allora Romano Prodi si disse per\u00f2 in disaccordo: \u201cIo sono sempre stato convinto che la lotta contro la piccola criminalit\u00e0 \u00e8 indispensabile anche per fermare la grande criminalit\u00e0, ma non avrei cominciato dai lavavetri, avrei cominciato con quelli che fanno le scritte sui muri, con i posteggiatori abusivi\u201d (\u201cCorriere della Sera\u201d, 31 agosto 2007). Il provvedimento della giunta gigliata introduceva anche l\u2019arresto per i trasgressori, facendo ricorso all\u2019art. 650 del Codice Penale che prevede l\u2019arresto fino a tre mesi per \u201cchiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall\u2019Autorit\u00e0 per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d\u2019igiene\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref25\" title=\"_edn25\" name=\"_edn25\">[25]<\/a>Non potendo eliminare alcuni tab\u00f9 che rendevano di fatto questa linea impraticabile, la \u201cbrutalit\u00e0 canagliesca\u201d di questi \u201criformatori della classe media\u201d si espresse in maniera \u201cmoderna, aggiornata e socialmente scientifica\u201d assegnando ai poveri inglesi il dubbio \u201cprivilegio di essere il primo gruppo la cui umanit\u00e0 fosse sottoposta all\u2019analisi dei costi\u201d. Fu cos\u00ec che Edwin Chadwick, James Kay e i loro associati imposero nel 1834 il <em>Poor Law Reform Act<\/em>, la riforma della legge sui poveri, \u201cuno degli esempi di legislazione pi\u00f9 odiati e disprezzati di tutta la storia britannica\u201d. Cfr. STEVENMARCUS, <em>Engels, Manchester e la classe lavoratrice<\/em>, Einaudi, Torino, 1980, pp. 16-17.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref26\" title=\"_edn26\" name=\"_edn26\">[26]<\/a>ANDREA CAVALLETTI, <em>La citt\u00e0 biopolitica. Mitologie della sicurezza<\/em>, Bruno Mondadori, Milano, 2007, p. 17. Figura chiave del delirio sicuritario \u00e8 il \u201cclandestino\u201d, questo nuovo \u201creprobo\u201d e \u201cfuggiasco assoluto\u201d che, per aver violato o cercato di violare \u201cil grande spazio della sicurezza\u201d, viene sistematicamente \u201crespinto nella morte\u201d (ivi, pp. 219-220). Sull\u2019omicidio \u201cche non costituisce reato\u201d di chi \u00e8 stato \u201cmesso al bando\u201d, si veda l\u2019iracondo FILIPPO ARGENTI, <em>Le notti della collera. Sulle recenti sommosse di Francia<\/em>, Tempo di ora, s.l., 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref27\" title=\"_edn27\" name=\"_edn27\">[27]<\/a><em>Petite balade sous le soleil noir du capital<\/em>, in \u201cCommunisme\u201d, Organe central en fran\u00e7ais du Groupe Communiste Internationaliste, n. 59, ottobre 2007, p. 17.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref28\" title=\"_edn28\" name=\"_edn28\">[28]<\/a>\u201cNegli ultimi tempi questo mercato sta attraversando un vero boom. La Blackwater riceve tutta l\u2019attenzione della stampa per il suo discusso ruolo nella sicurezza privata in Iraq, ma ci sono sempre pi\u00f9 citt\u00e0 del mondo che hanno consegnato la lotta al crimine in mani private. Gli analisti stimano che quello delle polizie \u00e8 un affare che globalmente vale tra i 100 e i 200 miliardi di dollari, ed \u00e8 un settore in crescita nel mondo in via di sviluppo. In Russia, ci sono molti pi\u00f9 poliziotti privati di quelli normali: dieci a uno. In Sudafrica, queste milizie sono talmente presenti da essersi addirittura aggiudicate la vigilanza delle caserme di polizia. Si stima che in India la sicurezza privata produca circa un milione di posti di lavoro. Anche l\u2019Uganda ha per le sue strade 20 mila vigilanti, tanti quanti l\u2019Iraq nel 2006, nel pieno della guerra. [\u2026] Nelle citt\u00e0 pi\u00f9 ordinate del mondo, dove da tenere in sicurezza sono gli <em>shopping mall <\/em>[centri commerciali pedonalizzati], compagnie come la [statunitense] Pinkerton o la britannica G4S usano personale qualificato e in uniforme per cooperare strettamente con le forze pubbliche\u201d (\u201cNewsweek\u201d, 23 febbraio 2009).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref29\" title=\"_edn29\" name=\"_edn29\">[29]<\/a>Al riguardo \u00e8 d\u2019obbligo rimandare all\u2019attivit\u00e0 di contrasto, denuncia e mobilitazione svolta dall\u2019Assemblea Antirazzista di Torino e dal Comitato Antirazzista di Milano, oltrech\u00e9 all\u2019azione portata avanti in modo pi\u00f9 o meno organizzato in altre parti d\u2019Italia. L\u2019opuscolo autoprodotto a Torino, col titolo La guerra in citt\u00e0, riporta un\u2019interessante cronologia (maggio-ottobre 2008) di questo intervento quotidiano. Per inciso, lo stimolo per la stesura di questa nostra relazione ci \u00e8 stato offerto proprio dalle pratiche e dalle riflessioni dei compagni sopraindicati, oggi oggetto di pesanti interventi repressivi (due richieste di \u201csorveglianza speciale\u201d per un periodo di quattro anni e un \u201cfoglio di via obbligatorio\u201d) proprio in ragione della loro generosa, ed evidentemente sgradita ai tutori dell\u2019italiota \u201cStato razziale\u201d, attivit\u00e0. <em>Salut!<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref30\" title=\"_edn30\" name=\"_edn30\">[30]<\/a>\u00c8 di pochi giorni fa la proposta, contenuta nel piano straordinario consegnato dal capo del Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria (DAP) Franco Ionta al ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, di costruire <em>carceri galleggianti<\/em>, da ormeggiare nei porti di Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Gioia Tauro, Palermo, Bari e Ravenna, adottando cos\u00ec una soluzione gi\u00e0 messa in pratica negli ultimi vent\u2019anni negli Stati Uniti (la prima chiatta-prigione fu inaugurata a New York nell\u201989, lungo il fiume Hudson), in Gran Bretagna (la nave-prigione <em>Weare <\/em>rimase ancorata dal 1997 al 2005 nella baia di Portland, in Dorset) e, pi\u00f9 recentemente, in Olanda (dove la polizia ha usato un mezzo navale per la detenzione degli immigrati clandestini).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref31\" title=\"_edn31\" name=\"_edn31\">[31]<\/a>Il rapporto <em>An Appraisal of Technologies of Political Control<\/em>, curato da Steve Wright (direttore della fondazione Omega) per conto della commissione STOA (Scientific Technological Options Assessment) del Parlamento Europeo nel 1998 elenca: sistemi semi-intelligenti della zona di rifiuto (che adottano reti neurali capaci di utilizzare modelli di riconoscimento e sono in grado d\u2019\u201cimparare\u201d, cos\u00ec da poter pattugliare aree sensibili e utilizzare a seconda della bisogna armi letali o sub-letali), sistemi di sorveglianza globale (il software di riconoscimento vocale pu\u00f2 intercettare e rintracciare individui e gruppi, mentre supercomputer classificano automaticamente la maggior parte delle chiamate telefoniche, fax, e-mail), sistemi di <em>dataveglianza <\/em>(che tracciano immigrati e attivisti politici cos\u00ec come potenziali \u201cterroristi\u201d o altri obiettivi, attraverso l\u2019uso delle tecniche biometriche per identificare le persone tramite il riconoscimento del DNA, della retina o delle impronte digitali), profilo dei dati (<em>data profiler<\/em>: le polizie di Stato sono in grado di usare la sorveglianza dei dati computerizzati per compilare \u201cmappe di amicizia\u201d o legami, attraverso l\u2019analisi di chi telefona o spedisce posta elettronica e di chi la riceve).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref32\" title=\"_edn32\" name=\"_edn32\">[32]<\/a>Come l\u2019<em>Advanced-Taser<\/em>, una pistola con puntatore laser che genera scariche elettriche di 50 mila volt, provocando una folgorazione immediata, con un effetto invalidante istantaneo pari a quello di una calibro 9. Gli omicid\u00ee compiuti dalla polizia di Akron armata di <em>Taser <\/em>sono stati finora qualificati come casi di morte \u201csenza motivo\u201d o, meglio, di morte per <em>Excited delirium<\/em>, una nuova sindrome che per ragioni incomprensibili colpisce solo uomini o donne in stato di arresto\u2026 (Amnesty International, per parte sua, lamenta la morte dal 2001 di 142 persone colpite da scariche di <em>Taser<\/em>). La ricerca nel settore delle cosiddette armi \u201cnon letali\u201d ha conosciuto una rapida accelerazione negli USA a partire dai primi anni Novanta del secolo scorso. Alle prese con le rispettive rogne \u2013 il Pentagono con l\u2019umiliazione subita in Somalia, la polizia con le conseguenze del pestaggio di Rodney King a Los Angeles, il BATF (Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms) e l\u2019FBI con le critiche seguite ai massacri di Waco e Ruby Ridge \u2013, i responsabili della Difesa e della Sicurezza degli <em>States<\/em> cercavano qualcosa che permettesse alle \u201cforze del bene\u201d di prevalere, possibilmente senza grandguignoleschi spargimenti di sangue o almeno non in \u201cdiretta\u201d. Fu cos\u00ec che nacque la dottrina nota come <em>Military Operations Other Than War <\/em>(MOOTW) e furono sviluppati i relativi progetti per nuovi sistemi d\u2019arma (ovviamente, ebbe il suo peso anche l\u2019aggressiva politica di marketing verso i dipartimenti di polizia condotta dal complesso industrial-militare). I sostenitori pi\u00f9 accaniti di queste teorie erano futurologi come Alvin e Heidi Toffler e scrittori di fantascienza come Janet e Chris Morris (passati dalle fatiche letterarie all\u2019<em>intelligence<\/em>), i quali trovarono spunto nei laboratori di armi nucleari di Los Alamos, nell\u2019Oak Ridge National Laboratory e nel Lawrence Livermore National Lab. (che si vanta di risolvere \u201ci maggiori problemi\u201d in materia di \u201cnational security, homeland security, counterterrorism, energy and environment\u201d). Un altro campione di questa dottrina era il colonnello John Alexander, diventato famoso per il programma <em>Phoenix<\/em> nella guerra del Vietnam e pi\u00f9 tardi promotore della \u201cguerra psicologica\u201d. Del resto, anche in questo caso, non si era di fronte a un\u2019assoluta novit\u00e0. Gi\u00e0 nei primi anni Settanta la British Society for Social Responsibility in Science (BSSRS) scriveva che le armi e le tecnologie della repressione sviluppate e testate dagli Stati Uniti in Vietnam e dall\u2019Inghilterra nelle sue ex colonie e nell\u2019Irlanda del Nord stavano facendo rientro in madrepatria (<em>The new technology of repression. Lessons from Ireland<\/em>, BSSRS, London, 1974). Propagandate come \u201cnon letali\u201d, le nuove tecnologie della repressione mascherano il livello di violenza dispiegata per controllare le agitazioni. In quanto permettono sia di estendere \u201cverso il basso\u201d l\u2019impiego della forza sia di risalire \u201cverso l\u2019alto\u201d, le armi cosiddette \u201cnon letali\u201d o \u201csub-letali\u201d hanno tutte le caratteristiche necessarie per rivestire un ruolo decisivo in campo tattico-strategico e nel controllo sociale, consentendo una risposta graduata in relazione alla tipologia di minaccia e permettendo alle forze dell\u2019ordine di potenziare la propria flessibilit\u00e0, deterrenza e capacit\u00e0 di reazione alle situazioni incerte.<\/p>\n<p>Tra le diverse tipologie di armi \u201cnon letali\u201d gi\u00e0 testate molte sono adatte ai compiti di contenimento di folle di rivoltosi. Le pallottole di gomma e le granate <em>flash-bang <\/em>(cio\u00e8 accecanti-assordanti) possono essere considerate i primi rustici esempi di armi \u201cnon letali\u201d, ma in futuro nuovi e ben pi\u00f9 efficaci sistemi potrebbero entrare in servizio per proteggere installazioni, rendere pi\u00f9 docili i \u201csobillatori\u201d e \u201cmarcare\u201d gl\u2019\u201cinsuscettibili di ravvedimento\u201d per facilitarne il riconoscimento e l\u2019arresto. Un sommario elenco di questi armamenti comprende, oltre alle succitate armi elettriche portatili: mine \u201cnon letali\u201d (contenenti sostanze irritanti o che azionano meccanismi immobilizzanti), laser a bassa energia (possono accecare individui e sensori in modo temporaneo o permanente), schiume paralizzanti, supercaustici (in grado di produrre incalcolabili sofferenze), stimolazioni e illusioni ottiche (armi che emettono impulsi luminosi ad alta intensit\u00e0 e luci stroboscopiche, note anche come <em>Dream Machine<\/em>, in grado di disturbare il sistema nervoso centrale causando vertigini, disorientamento e nausea), sistemi acustici a infrasuoni e a ultrasuoni (la nuova generazione di armi acustiche pu\u00f2 generare onde traumatiche di 170 decibels in grado di danneggiare organi, creare cavit\u00e0 nei tessuti del corpo umano e causare traumi da onde d\u2019urto potenzialmente letali), armi a microonde (<em>Active Denial System<\/em>, come il cosiddetto<em> Pain Ray<\/em>, \u201craggio del dolore\u201d, usato per garantire l\u2019ordine pubblico ma suscettibile d\u2019essere impiegato con un\u2019aumentata potenza e letalit\u00e0), supercolle (fucili \u201clancia-colla\u201d e barriere adesive), reti, cannoni ad acqua elettrizzata, munizioni di gomma e plastica (tra le altre sono state progettate munizioni a \u201cdoppio uso\u201d, che a seconda della velocit\u00e0 con cui vengono sparate possono essere letali o \u201cnon letali\u201d), <em>Beanbag <\/em>(munizione particolare la cui pallottola \u00e8 costituita da un contenitore caricato con pallini ottenuti da legumi secchi).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref33\" title=\"_edn33\" name=\"_edn33\">[33]<\/a>Tra questi merita d\u2019esser segnalato <em>Cogito 1002<\/em>, presentato al Salone dell\u2019Aeronautica di Parigi nel 2007 dalla Suspect Detection System (SDS), un\u2019azienda israeliana che si fa vanto d\u2019essere stata fondata da veterani del Mossad. Ha l\u2019aspetto di un chiosco bianco in cui si viene fatti sedere e sottoposti a una serie di domande, elaborate da un computer e studiate su misura per il relativo Paese d\u2019origine, alle quali bisogna rispondere tenendo una mano appoggiata su di un sensore \u201cbiofeedback\u201d. <em>Cogito 1002 <\/em>registra le reazioni corporee dell\u2019esaminando e indica se costui sia da considerarsi \u201csospetto\u201d oppure no. Le esportazioni israeliane in questo settore, nel 2007, sono ammontate a 1,2 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>I prodotti e i servizi pi\u00f9 significativi, perlopi\u00f9 gi\u00e0 in uso nei Territori Occupati, sono: recinzioni <em>high-tech<\/em>, velivoli senza pilota, rilevatori biometrici d\u2019intrusione, dispositivi di sorveglianza video e audio, sistemi di identificazione dei passeggeri dei voli aerei e d\u2019interrogatorio dei prigionieri. E i bravi studenti dell\u2019Universit\u00e0 Ben Gurion del Negev partecipano a progetti quali l\u2019<em>Innovative Covariance Matrix for Point Target Detection in Hyperspectral Images <\/em>(matrice di covarianza innovativa per l\u2019individuazione di punti bersaglio nelle immagini iperspettrali) e l\u2019<em>Algorithms for Obstacle Detection and Avoidance <\/em>(algoritmi per l\u2019individuazione e l\u2019evitamento di ostacoli).<\/p>\n<p>\u00c8 da segnalare anche <em>Hermes<\/em>, il drone prodotto da Elbit (una delle societ\u00e0 responsabili della \u201cbarriera di sicurezza\u201d d\u2019Israele, accordatasi con la Boeing per realizzare una recinzione \u201cvirtuale\u201d tutt\u2019intorno agli Stati Uniti, costo: 2,5 miliardi di dollari) che, dopo essere stato usato su Gaza per missioni di bombardamento, ha trovato impiego presso l\u2019US Customs and Border Protection per pattugliare la frontiera tra Arizona e Messico (presto droni voleranno anche in North Dakota, vicino al Canada, e nel Golfo del Messico). Ma la passione per i robottini volanti non si ferma alle frontiere, ed \u00e8 cos\u00ec che la polizia di Miami (Miami-Dade Police Department) li vorrebbe per controllare la regione paludosa delle Everglades.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref34\" title=\"_edn34\" name=\"_edn34\">[34]<\/a>Nata da un accordo del 17 settembre 2004 tra i ministri della Difesa di Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna, Eurogendfor si addestra a Saint-Astier, nella regione della Dordogna, nei pressi di Bordeaux. In questa modernissima struttura della Gendarmeria francese \u00e8 stata ricostruita, come in un set cinematografico, una vera e propria citt\u00e0, dove vengono simulate situazioni di guerriglia urbana. Si veda il video <em>Entra\u00eenement des gendarmes \u00e0 St.-Astier<\/em> (<em><a href=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x20url_entrainementdes-gendarmes-a-st-ast_extreme\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x20url_entrainementdes-gendarmes-a-st-ast_extreme<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref35\" title=\"_edn35\" name=\"_edn35\">[35]<\/a>Va ricordato che col decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297 (<em>Norme in materia di riordino dell\u2019Arma dei Carabinieri, a norma dell\u2019articolo 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78<\/em>) l\u2019Arma dei Carabinieri \u00e8 stata elevata al rango di forza armata.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref36\" title=\"_edn36\" name=\"_edn36\">[36]<\/a> Cfr. <em>http:\/\/www.carabinieri.it\/internet\/Coespu<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref37\" title=\"_edn37\" name=\"_edn37\">[37]<\/a> Cfr. ACTIVISTS FROM GIPFELSOLI, PROZESSBEOBACHTUNGSGRUPPE ROSTOCK, MEDIAG8WAY, Abbattere l\u2019architettura sicuritaria europea (<em><a href=\"http:\/\/gipfelsoli.org\/Heiligendamm_2007_italiano\/4821.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/gipfelsoli.org\/Heiligendamm_2007_italiano\/4821.html<\/a><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref38\" title=\"_edn38\" name=\"_edn38\">[38]<\/a>La gentrificazione (in inglese, <em>gentrification<\/em>) \u00e8 quel processo per cui dai vecchi quartieri operai e popolari del centro cittadino, degradati da un punto di vista edilizio e con costi abitativi bassi, nel momento in cui queste zone vengono sottoposte a \u201criqualificazione\u201d, i vecchi abitanti a basso reddito vengono espulsi, per essere destinati a zone pi\u00f9 periferiche, e sostituiti con nuovi abitanti ad alto reddito. Alla ristrutturazione degli immobili e alla \u201cpacificazione\u201d dell\u2019area, opportunamente svuotata di industrie e operai, segue un regressivo \u201csviluppo\u201d in senso turistico e di consumo culturale. Le aree gentrificate vengono quindi provviste di infrastrutture commerciali assolutamente all\u2019avanguardia nell\u2019offerta di pretenziosa paccottiglia e la loro promozione \u00e8 curata nei minimi particolari. Ovviamente, la cosiddetta \u201crinascita della citt\u00e0\u201d \u00e8 stamburata come un evento bellissimo e suscettibile di portare benefici a tutti.<\/p>\n<p>In relazione alla <em>gentrification<\/em> bisognerebbe analizzare altri tre termini canonici del <em>Postmodern Urbanism<\/em>: la <em>heritage preservation<\/em>, la <em>revitalisation<\/em> e l\u2019<em>urban design<\/em>. Ma ce ne manca lo stomaco, oltrech\u00e9 lo spazio. Cfr. il dossier \u201cGentrification, urbanisme et mixit\u00e9 sociale\u201d, in \u201cNon Fides\u201d, Journal anarchiste ap\u00e9riodique, Paris, n. 3, [marzo] 2009 (per un estratto, si veda <em><a href=\"http:\/\/www.non-fides.fr\/spip.php?article119\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.non-fides.fr\/spip.php?article119<\/a><\/em>); inoltre cfr. <em><a href=\"http:\/\/members.lycos.co.uk\/gentrification\/whatisgent.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/members.lycos.co.uk\/gentrification\/whatisgent.html<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref39\" title=\"_edn39\" name=\"_edn39\">[39]<\/a>Dopo i tre gravi bombardamenti aerei subiti durante la Seconda Guerra mondiale Bruxelles dovette subire anche le ingiurie di un riassetto urbanistico nel corso del quale, in particolare negli anni Sessanta, interi quartieri furono quasi completamente distrutti e ricostruiti <em>ex novo<\/em>. Come accadde nel centro di Milano in quegli stessi anni, gli sventramenti causati dalle bombe furono la scusa per operarne di nuovi e ancora pi\u00f9 orrendi. Comune era il <em>target <\/em>degli strateghi della guerra aerea \u201939-45 e dell\u2019urbanistica del capitale nel secondo dopoguerra: le <em>popolazioni<\/em> e la <em>storia <\/em>inscritta nelle pietre delle citt\u00e0 europee, con la loro eccedenza di insurrezioni, rivolte e resistenze.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref40\" title=\"_edn40\" name=\"_edn40\">[40]<\/a><span lang=\"FR\">Cfr. <em>Abaissement<\/em>, in \u201cEncyclop\u00e9die des Nuisances\u201d, Dictionnaire de la d\u00e9raison dans les arts, les sciences et les m\u00e9tiers, Paris, fasc. 3, maggio 1985.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref41\" title=\"_edn41\" name=\"_edn41\">[41]<\/a>Cfr. ALESSANDRO PETTI, <em>Arcipelaghi e enclave<\/em>, Bruno Mondadori, Milano, 2007. \u201cNel funzionamento delle <em>bypass freeway <\/em>a pagamento dei grandi agglomerati urbani di Los Angeles, Toronto, Melbourne; nell\u2019utilizzo delle autostrade come \u2018cordoni sanitari\u2019 destinati a dividere i nuovi insediamenti per le classi emergenti e gli insediamenti informali di Instanbul, Giacarta e Manila; nell\u2019uso di <em>bypass <\/em>pedonali nei centri per uffici della citt\u00e0 di Houston, Texas\u201d l\u2019Autore vede alcuni significativi esempi di nuove \u201cpratiche di controllo e sorveglianza sui flussi\u201d che da una parte garantiscono un collegamento veloce e \u201csicuro\u201d (\u201cSi esce dal garage fortificato di casa, percorrendo tragitti blindati\u201d) tra i luoghi dei \u201cprivilegiati\u201d (<em>gated community<\/em>, aeroporti, quartieri residenziali di lusso, centri commerciali, zone del <em>business<\/em>, parchi a tema, villaggi vacanze ecc.) e dall\u2019altra sono \u201clo strumento con cui controllare, filtrare e segregare intere parti di territorio e popolazioni, separando \u201ci quartieri affluenti dall\u2019espansione degli slum\u201d. Cfr. ALESSANDRO PETTI, <em>Asimmetrie spaziali<\/em>, in \u201cConflitti globali\u201d, n. 6, 2008, pp. 151-152, 164-166.<\/p>\n<p>Queste pratiche di disconnessione, dietro cui si affaccia gi\u00e0 ben visibile la prospettiva della guerra civile, si estrinsecano ai massimi livelli nei Territori Occupati: innanzitutto, le colonie ebraiche sono punti strategici per il controllo del territorio, \u201cconnessi tra loro e con Israele attraverso una rete infrastrutturale continua e omogenea\u201d (la combinazione di questi due elementi, colonia e infrastruttura, genera quella che Jeff Halper definisce \u201cla matrice del controllo\u201d, <em><a href=\"http:\/\/www.icahd.org\/eng\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.icahd.org\/eng\/<\/a><\/em>); in secondo luogo Israele controlla direttamente i flussi attraverso checkpoint permanenti e temporanei, barriere e pattugliamenti dell\u2019esercito (con una sostanziale scomparsa del confine tra la legislazione militare e quella civile, tra norma ed eccezione); in terzo luogo, la dinamica di questo processo ha fatto s\u00ec che le <em>byapass road <\/em>si siano trasformate in <em>sterile road <\/em>(nel gergo militare israeliano: strade completamente bonificate dalla presenza dei palestinesi); infine, il controllo dei flussi e i dispositivi di esclusione sono complementari: \u201cIl muro funziona come una membrana che lascia passare alcuni flussi e ne blocca altri e insieme all\u2019autostrada N. 6 forma un unico sistema in grado di includere ed escludere, connettere e disconnettere\u201d (ALESSANDRO PETTI, <em>art. cit.<\/em>, pp. 153-156, 163).<\/p>\n<p>Cfr. anche EYAL WEIZMAN, <em>Architettura dell\u2019occupazione. Spazio politico e controllo territoriale in Palestina e Israele<\/em>, Bruno Mondadori, Milano, 2009, che muovendosi tra gli spazi sotterranei e gl\u2019insediamenti, fino al cielo militarizzato sopra Gaza e la Cisgiordania, analizza i Territori Occupati come un sistema di controllo costante dello spazio e in costante trasformazione, plasmato e riplasmato da processi paralleli di costruzione e distruzione del paesaggio, che diventa in questo modo non solo immagine, ma strumento del potere; non solo teatro di guerra, ma arma per combatterla. Trasformato in una \u201ctrappola a scatto\u201d dalle colonie ebraiche e dall\u2019incedere tortuoso del Muro, da nuovi avamposti e stazioni di controllo, in un processo imprevedibile e apparentemente incontrollato, non rimane quasi pi\u00f9 nulla dell\u2019ambiente storico-morfologico in cui nacquero i palestinesi che oggi hanno quarantadue anni. \u201cLa recente distruzione in massa delle case di Gaza, per esempio, pu\u00f2 essere interpretata come una riprogettazione dell\u2019ambiente edificato\u201d, allo scopo di \u201cinterrompere la continuit\u00e0 storica, territoriale e sociale del campo profughi, e con essa l\u2019identit\u00e0 politica collettiva del rifugiato\u201d (<em>ivi<\/em>, p. 2).<\/p>\n<p>Di Eyal Weizman, direttore del Centre for Research Architecture al Goldsmiths College di Londra, si veda anche l\u2019intervista, a cura di Linda Chiaramonte, a \u201curuknet.info\u201d: \u201cLo spazio palestinese viene violentato, i militari israeliani per esercitare il controllo sui campi profughi ridisegnano lo spazio distruggendo in modo creativo, di casa in casa. Sfondano i muri come vermi nelle mele. Studiano l\u2019architettura per applicarne le teorie nelle fasi di distruzione e ricostruzione. La tecnologia permette di sparare e vedere attraverso i muri, che ora non rappresentano pi\u00f9 delle barriere, ma si smaterializzano e diventano entit\u00e0 elastiche\u201d (<em><a href=\"http:\/\/www.uruknet.info\/?p=s9801\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.uruknet.info\/?p=s9801<\/a><\/em>).<\/p>\n<p>La categoria di <em>Herrenvolk democracy<\/em> (democrazia del popolo dei signori), assai utile per spiegare la storia dell\u2019Occidente tra la fine dell\u2019Ottocento e gl\u2019inizi del Novecento, ben si attaglia oggi a Israele: come allora l\u2019estensione del suffragio in Europa andava di pari passo col processo di colonizzazione e con l\u2019imposizione di rapporti di lavoro servili o semiservili alle popolazioni assoggettate, cos\u00ec oggi il governo della legge (peraltro sempre sospendibile in caso di \u201cemergenza\u201d) per i cittadini israeliani s\u2019intreccia strettamente con la violenza e l\u2019arbitrio burocratico-poliziesco e con lo stato d\u2019assedio nei Territori Occupati. Sulla categoria di <em>Herrenvolk democracy<\/em>, cfr. DOMENICO LOSURDO, <em>Controstoria del liberalismo<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2005.<\/p>\n<p>[<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=17303\" title=\"Torna all'indice\">Torna all&#8217;indice<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Torna all&#8217;indice] Il Terzo Mondo, se mai \u00e8 esistito come altrove, \u00e8 oramai scomparso. 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