{"id":21473,"date":"2009-11-10T00:55:27","date_gmt":"2009-11-09T23:55:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=21473"},"modified":"2009-11-10T00:55:27","modified_gmt":"2009-11-09T23:55:27","slug":"ai-solidali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2009\/11\/10\/ai-solidali\/","title":{"rendered":"Ai solidali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Molti compagni producono solidariet\u00e0 come i tignosi producono pidocchi. Ne fanno in grande quantit\u00e0, di ogni genere, verso ogni genere di bisognosi di attestazioni solidali: verso i perseguitati, verso i minorati, verso tutti coloro a cui \u00e8 stato o sta per essere sottratto qualcosa. (\u2026) Ora, da molti anni \u2013 perfino da troppi anni \u2013 ci chiediamo che cosa si debba intendere per solidariet\u00e0. Una dichiarazione di intenti? Un riconoscimento della situazione di distretta in cui si trova qualcuno? Un comunicato nei riguardi dell\u2019ente repressore che l\u2019oggetto della repressione non \u00e8 solo ma trova al suo fianco noialtri agguerriti combattenti sprovvisti di comunit\u00e0 di intenti ma tutti orecchi nel cogliere ogni alzata di manganello? (\u2026) La solidariet\u00e0 rivoluzionaria \u00e8 altra cosa. Vediamo, per l\u2019ennesima volta, di chiarire il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Penso, per amore di discussione, che si possano ipotizzare due situazioni: la solidariet\u00e0 che intendo dare agli esclusi in generale e quella che intendo dare ai compagni colpiti dalla repressione. Parrebbe la medesima cosa ma non lo \u00e8. Nei confronti dei primi posso denunciare i processi repressivi ma il mio scopo primario non pu\u00f2 fermarsi qua, deve andare oltre, devo cio\u00e8 cercare di organizzare gli esclusi in questione per realizzare insieme a loro un attacco contro gli strumenti e gli uomini che questa repressione realizzano. Nei confronti dei secondi la mia solidariet\u00e0 rivoluzionaria pu\u00f2 consistere solo continuando il progetto rivoluzionario per cui quei compagni sono stati colpiti dalla repressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente che in ambedue i casi il momento iniziale della solidariet\u00e0 \u00e8 solo un passaggio, perfino pleonastico se non meramente secondario, per andare a un momento successivo. Nel caso degli esclusi in generale ha lo scopo non fine a se stesso di farmi conoscere per presentare il progetto organizzativo, questo s\u00ec di natura rivoluzionaria. Nel caso dei compagni la semplice solidariet\u00e0 \u00e8 quasi controproducente se il mio vero scopo rimane quello di continuare il loro progetto, perch\u00e9 potrebbe mettere a repentaglio proprio questa continuazione, facendo conoscere pubblicamente una condivisione di intenti che non \u00e8 sempre utile portare a conoscenza della repressione. Va da s\u00e9 che se io non condivido il progetto dei compagni oggetto dell\u2019attacco repressivo non sono disponibile nemmeno a fornire loro la mia solidariet\u00e0, in caso contrario quest\u2019ultima sarebbe solo una banale manifestazione di esistenza in vita da parte mia (ecco: sono qua, esisto anch\u2019io) e non avrebbe nulla di rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(Il testo che avete appena letto\u00a0\u00e8 tratto dall&#8217;articolo\u00a0\u201cSolidariet\u00e0 come attestazione in vita\u201d, che potete leggere in tutta la sua\u00a0 limpida durezza nel numero 4 <a href=\"http:\/\/senzatitolo-trimestrale.blogspot.com\/\">della rivista SenzaTitolo.<\/a> Come forse sapete, uno dei redattori di questa pubblicazione \u00e8<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=21703\"> stato arrestato in Grecia il primo di ottobre scorso con l&#8217;accusa di concorso in rapina con un altro anarchico.<\/a> Cogliamo l&#8217;occasione per salutarli.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti compagni producono solidariet\u00e0 come i tignosi producono pidocchi. 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