{"id":23873,"date":"2010-01-04T00:10:06","date_gmt":"2010-01-03T23:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=23873"},"modified":"2010-01-04T00:10:06","modified_gmt":"2010-01-03T23:10:06","slug":"un-appello-da-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/01\/04\/un-appello-da-parigi\/","title":{"rendered":"Un appello da Parigi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Il 25, 26 e 27 gennaio prossimi si svolger\u00e0 al Tribunale di Parigi (Aula 16, Fermata &#8220;Cit\u00e9&#8221; della metropolitana) il processo per l&#8217;incendio di Vincennes. <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=9915\">Ve ne abbiamo gi\u00e0 parlato a lungo, di quella rivolta,<\/a> vi abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=23263\">dell&#8217;apertura del processo in dicembre,<\/a> e recentemente vi abbiamo anche tracciato una stimolante cronologia di questi <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=23663\">ultimi mesi di lotta contro i Centri e contro le galere in Francia ed in Belgio.<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ora ci giunge un appello dalla Francia perch\u00e9 la settimana che precede le udienze &#8211; quella che va dal 16 al 24 di gennaio &#8211; si trasformi in una settimana di solidariet\u00e0 con gli accusati, in una settimana di lotta contro i Centri e contro le frontiere. Eccovelo.<\/p>\n<p><strong>BRUCIAMO LE FRONTIERE!<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La rivolta che ha portato all\u2019incendio della pi\u00f9 grande prigione per stranieri in Francia \u00e8 una risposta concreta e storica all\u2019esistenza dei centri di trattenimento e all\u2019insieme della politica di controllo dei flussi migratori. Nei giorni 25, 26 e 27 gennaio, dieci persone saranno giudicate per questa rivolta nel Tribunale di Parigi (Metropolitana Cit\u00e9). La nostra solidariet\u00e0 deve essere all\u2019altezza della posta in gioco: rilascio degli accusati e, inoltre, libert\u00e0 di movimento e di insediamento.<br \/>\nIl 22 giugno 2008, il pi\u00f9 grande CPT di Francia \u00e8 bruciato. Tra giugno 2008 e giugno 2009, una decina di ex- trattenuti sono stati arrestati e collocati in detenzione preventiva \u2013 per la maggior parte da quasi un  anno -. Sono accusati di danneggiamento, distruzione di edifici del centro di trattenimento amministrativo di Vincennes e\/o violenza contro le forze dell\u2019ordine.<br \/>\nDurante i sei mesi precedenti all\u2019incendio, il centro di Vincennes \u00e8 luogo di continui movimenti di protesta di coloro l\u00ec rinchiusi perch\u00e9 sprovvisti di documenti. Scioperi della fame, piccoli incendi, rifiuto all\u2019appello, diverbi con la polizia, forme di opposizione individuali o collettive, si sono succeduti all\u2019interno del centro per tutto questo periodo. All\u2019esterno, manifestazioni e iniziative denunciano l\u2019esistenza stessa di questi centri e sostengono gli atti di rivolta.<br \/>\nIl 21 giugno 2008, Salem Souli muore nella sua stanza dopo aver invano chiesto di essere curato. Il giorno dopo, una marcia organizzata dai detenuti in ricordo di quest\u2019uomo, \u00e8 repressa con violenza. Scoppia allora una rivolta collettiva e il centro di  trattenimento brucia.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Un processo esemplare<br \/>\n<\/strong>Per impedire che questo tipo di rivolta si diffonda, lo Stato deve colpire duramente, trovare dei responsabili. Queste dieci persone sono state arrestate per servire come esempio. Non importa che siano \u201cinnocenti\u201d o \u201ccolpevoli\u201d. Lo Stato, punendoli, desidera veder scomparire la contestazione, la ribellione, gli atti di resistenza di quelli che si trovano, o si troveranno un giorno, rinchiusi fra le mura di questi centri.<br \/>\nLa rivolta di Vincennes non \u00e8 isolata. Ovunque esistano questi centri di reclusione, scoppiano rivolte, avvengono incendi, evasioni, scioperi della fame, ammutinamenti, devastazioni. \u00c8 successo in Francia (Nantes, Bordeaux, Toulouse dove sono bruciati dei centri) e in numerosi paesi europei (Italia, Belgio, Olanda, Germania) o nei paesi dove i controlli delle frontiere avvengono alla partenza, come in Libia e in Turchia.<br \/>\nL\u2019incendio del  centro di Vincennes non \u00e8 solo simbolico: la scomparsa di 280 posti all\u2019interno del centro ha avuto come conseguenza immediata una importante diminuzione delle retate\u00a0e delle espulsioni nei dintorni di Parigi, durante il periodo successivo. In concreto, migliaia di arresti sono stati evitati. Con il loro agire, i detenuti hanno bloccato per un lasso di tempo il funzionamento del meccanismo di espulsione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Prigione per stranieri: rinchiudere, espellere, dissuadere l\u2019immigrazione<\/strong><br \/>\nI centri di trattenimento sono una delle tappe tra l\u2019arresto e l\u2019espulsione. Servono a tenere rinchiusi gli stranieri per il tempo necessario a preparare le condizioni necessarie alle espulsioni, che si tratti di un passaporto o di un lasciapassare rilasciato da un consolato e un posto in aereo o in nave. Pi\u00f9 uno Stato vuole espellere, pi\u00f9 sono i centri di reclusione che costruisce. Ovunque, il loro numero continua ad aumentare. In Europa, c\u2019\u00e8 la tendenza ad allungare i tempi di trattenimento, il che permette di aumentare le espulsione, ma anche di dissuadere l\u2019immigrazione. Di fatto, questi luoghi di trattenimento sono strutture punitive. Vengono sempre pi\u00f9 costruiti come fossero carceri: video-sorveglianza, unit\u00e0 ridotte, celle d\u2019isolamento\u2026 In Francia, ad esempio, il pi\u00f9 grande centro in  costruzione a Mesnil-Amelot (240 posti), che aprir\u00e0 tra qualche settimana, ha adottato questo modello. In Olanda, dove i suicidi e i decessi \u2018inspiegabili\u2019 sono frequenti nei centri, la detenzione dura 18 mesi e pu\u00f2 essere riconfermata una volta tornati in libert\u00e0, le persone sono rinchiuse singolarmente in cellule molto piccole, oppure su battelli- prigione, con scarse possibilit\u00e0 di accedere all\u2019esterno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Clandestini: mano d\u2019opera fatta su misura\u2026<\/strong><br \/>\nI centri di reclusione sono parte della politica di \u201cgestione dei flussi migratori\u201d, elaborata secondo i criteri della \u201cimmigrazione scelta\u201d ossia in funzione dei bisogni di mano d\u2019opera dei paesi europei. Non \u00e8 da oggi che il padronato dei paesi ricchi fa ricorso ai lavoratori immigrati per accrescere i profitti. In modo legale come nel caso del lavoro a termine, di quello che era il contratto OMI (che permette di adeguare il diritto di presenza sul territorio al tempo dei lavori stagionali) oppure con il lavoro nero, dove gli stranieri sono impiegati molto spesso nei settori pi\u00f9 difficili (BTP, lavori nei ristoranti, pulizie, lavori stagionali, \u2026). Questi settori richiedono una mano d\u2019opera flessibile, da adattare ai bisogni immediati della produzione. Oltre all\u2019assenza di diritti legati al loro statuto, per esempio in  caso di infortunio, la costante minaccia di arresto e di espulsione che pesa sui clandestini, permette ovviamente ai padroni di pagarli di meno, se non addirittura di non pagarli per niente (non \u00e8 poi cos\u00ec raro). Questo abbassamento dei salari e delle condizioni di lavoro permette al padronato di rafforzare lo sfruttamento di tutti. Gli innumerevoli scioperi dei lavoratori privi di documenti mostrano a che punto padroni e Stato hanno bisogno di questa mano d\u2019opera, ma anche che organizzandosi insieme, i clandestini possono talvolta tenere loro testa ed ottenere di essere messi in regola.<\/p>\n<p align=\"justify\"> <strong>\u2026 e capro espiatorio ideale<\/strong><br \/>\nLa politica migratoria, e i centri di reclusione che fanno parte dell\u2019ingranaggio, serve soprattutto a stigmatizzare chi non ha documenti. Lo Stato ne fa il capro espiatorio delle difficolt\u00e0 che incontra oggi il popolo francese. L\u2019utilizzo spettacolare delle espulsioni di Stato contribuisce a dimostrare da una parte l\u2019ampiezza del \u201cpericolo\u201d che l\u2019immigrazione irregolare rappresenta per la Francia e dall\u2019altra l\u2019efficacia di uno Stato che protegge i propri concittadini contro questo pericolo.<br \/>\nLo Stato utilizza artifici come le cosiddette \u201cminacce dell\u2019immigrazione clandestina\u201d, la \u201cfeccia delle periferie\u201d, le \u201cdonne che portano il velo\u201d, o la campagna sull\u2019identit\u00e0 nazionale, per suscitare i peggio rigurgiti xenofobi e razzisti e tentare di creare consenso intorno al potere e al mondo che produce.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Frontiere ovunque<\/strong><br \/>\nI centri di reclusione costituiscono un elemento indispensabile per applicare una politica europea di controllo dei flussi migratori che, mentre pretende abolire le frontiere all\u2019interno dello spazio di Schengen, all\u2019esterno le rafforza, in particolare con il dispositivo Frontex. Cos\u00ec il controllo inizia aldil\u00e0 delle porte dell\u2019Europa in accordo con paesi come la Libia, la Mauritania, la Turchia o l\u2019Ucraina, dove vengono finanziati campi di detenzione per stranieri decretati indesiderabili, prima ancora che abbiano avuto la possibilit\u00e0 di mettere piede in Europa.<br \/>\nAllo stesso tempo dentro questo spazio territoriale le frontiere si moltiplicano, si spostano e quindi sono ovunque: ogni controllo di identit\u00e0 pu\u00f2 portare all\u2019espulsione. Perch\u00e9 la frontiera non \u00e8 solo una linea che demarca un paese, ma soprattutto un posto di controllo, di pressione, di  scelta. Cos\u00ec la strada, i trasporti, le amministrazioni, le banche, le agenzie di lavoro a termine, di fatto funzionano come frontiere.<br \/>\nI centri di reclusione, come tutti i campi per migranti, sono particole di frontiere assassine dell\u2019Europa di Schengen. Sono luoghi dove si aspetta, rinchiusi, a volte senza scadenza e senza sentenza, dove si muore per mancanza di cure, dove ci si suicida piuttosto che essere espulsi. Bisogna farla finita con le frontiere!<br \/>\nPer tutte queste ragioni e perch\u00e9 la gestione dei flussi migratori non \u00e8 \u201cgiusta\u201d. Perch\u00e9 ciascuno deve poter decidere di vivere dove gli pare. Noi siamo solidali con gli accusati della rivolta e dell\u2019incendio del centro di reclusione di Vincennes.<\/p>\n<p align=\"justify\"> LIBERT\u00c0 PER TUTTI GLI ACCUSATI!<br \/>\nLIBERT\u00c0 DI CIRCOLAZIONE E DI INSEDIAMENTO!<br \/>\nCHIUSURA DEI CENTRI DI RECLUSIONE!<br \/>\nBASTA COI DOCUMENTI!<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">SETTIMANA DI SOLIDARIET\u00c0 DAL 16 AL 24 GENNAIO 2010<br \/>\nPrimo  appuntamento il 16 gennaio 2010: Documentari, Dibattito,<br \/>\nInformazioni alle 19.00 al CICP (21 ter, rue Voltaire, 75011 Paris)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25, 26 e 27 gennaio prossimi si svolger\u00e0 al Tribunale di Parigi (Aula 16,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-23873","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23873"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23873\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}