{"id":24473,"date":"2010-01-30T23:51:22","date_gmt":"2010-01-30T22:51:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=24473"},"modified":"2010-01-30T23:51:22","modified_gmt":"2010-01-30T22:51:22","slug":"prove-di-forza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/01\/30\/prove-di-forza-2\/","title":{"rendered":"Prove di forza \/2"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Tutto si pu\u00f2 dire dei questurini, fuorch\u00e9 che non imparino velocemente. E cos\u00ec, prima di partire per la seconda volta all&#8217;assalto de Lostile occupato di corso Vercelli a Torino, ci hanno pensato bene ed hanno evitato di commettere gli errori del primo sgombero che, come ricorderete, era durato una ventina di ore ed era culminato <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=23383\">in barricate incendiate, cariche, inseguimenti e lanci di lacrimogeni in tutto il quartiere<\/a>. Era stata una prova di forza, quella di inizio dicembre, che aveva &#8220;liberato&#8221; per un mesetto lo stabile di corso Vercelli dalla presenza dei sovversivi ma che non li aveva affatto sradicati da quell&#8217;angolo di citt\u00e0. Anzi: quello sfoggio di muscoli polizieschi, e la dignit\u00e0 della risposta che \u00e8 stata loro opposta, aveva reso i nostri un po&#8217; pi\u00f9 ben visti di prima, oltre che resi un po&#8217; pi\u00f9 veri e concreti quegli slogan che da sempre presentano fuoco e fiamme come ovvia risposta agli sgomberi e alla repressione in generale. <!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/71.jpg\" title=\"le camionette a Lostile\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.macerie.org\/wp-content\/uploads\/71.thumbnail.jpg\" alt=\"le camionette a Lostile\" align=\"left\" height=\"150\" width=\"184\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa volta, dicevamo, \u00e8 andata diversamente. Intanto gli uomini della Questura sono arrivati incredibilmente numerosi, occupando tutto il tratto di corso Vercelli che va da corso Emilia a corso Novara: cinque isolati abbondanti, svariate centinaia di metri, con &#8220;checkpoint&#8221; agli incroci pi\u00f9 lontani e vere e proprie barricate di camionette a chiudere la strada nei dintorni della casa. Una scena di guerra, resa possibile dai mezzi messi a disposizione dal vice-ministro leghista Michelino Davico per arginare la lotta alle trivelle in Valsusa prima e per <em>ripulire <\/em>Torino poi: un gran lavoro viste le due settimane di passione in montagna <a href=\"http:\/\/www.informa-azione.info\/torino_sgomberano_la_boccia_squat\">e i tre sgomberi consecutivi in citt\u00e0<\/a>. L&#8217;altro elemento nuovo \u00e8 che gli uomini del Questore si\u00a0 son fatti trovare sul tetto prima ancora degli occupanti, vanificando ogni possibilit\u00e0 di tener duro dall&#8217;alto. Questi\u00a0 due elementi, che cos\u00ec combinati sono abbastanza inediti, ve li buttiamo l\u00ec non certo per dire \u00abcome sono diventati cattivi\u00bb, visto che \u00abcattivi\u00bb lo erano anche prima e che \u00abcattivi\u00bb in fondo lo sono per mestiere. Diciamo solo che la controparte studia, si organizza e sperimenta: che ne tenga conto chi, dopodomani, penser\u00e0 la prossima resistenza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/cartina.jpg\" title=\"cartina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.macerie.org\/wp-content\/uploads\/cartina.thumbnail.jpg\" alt=\"cartina\" align=\"right\" height=\"185\" width=\"193\" \/><\/a>Entrati dentro a Lostile i questurini portano via sei occupanti e li parcheggiano tutto il giorno dentro uno dei commissariati pi\u00f9 lontani della citt\u00e0: i nostri avranno il tempo di scoprire <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=24373\">la &#8220;stanza delle torture&#8221; di corso Tirreno<\/a>, di soffrire un po&#8217; la fame e di farsi notificare la solita sfilza di denunce. I solidali rimasti fuori, invece, si rendono conto che non \u00e8 possibile aprire le danze sotto Lostile oramai sgomberato, e allora decidono di andare a chiedere conto del brusco risveglio direttamente a Chiamparino e alla Bresso, e di farlo a casa loro. E cos\u00ec una ventina di persone si dirigono verso la vecchia sede del Pd di piazza Palazzo di Citt\u00e0, ora quartier generale della campagna elettorale di Mercedes Bresso. L&#8217;ufficio \u00e8 presto occupato: si spiega ai funzionari presenti che si rimarr\u00e0 dentro fino alla liberazione dei sei trattenuti e si invitano tutti i solidali sparpagliati in giro per la citt\u00e0 a raggiungere la piazza del Municipio.<\/p>\n<p>Ascolta la diretta di Radio Blackout dalla sede del Pd occupata:<\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/dentro-alla-sede-del-pd.mp3]\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/021.jpg\" title=\"dalla bresso\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.macerie.org\/wp-content\/uploads\/021.thumbnail.jpg\" alt=\"dalla bresso\" align=\"left\" height=\"159\" width=\"222\" \/><\/a> Questo repentino cambiamento di fronte spiazza le truppe di Maroni e Davico, che ci metteranno un bel po&#8217; ad arrivare. Al loro posto, per\u00f2, di fronte alla sede del Pd occupata si presentano tre tizi nerboruti che, armati di manganelli telescopici e spray urticante,  saltano addosso ai compagni intenti ad attaccare uno striscione sull&#8217;ingresso. Aprono un paio di teste, poi provano ripetutamente a sfondare la porta per aprire qualche testa ancora anche tra i compagni rimasti nella sede. Solo pi\u00f9 tardi si capir\u00e0 chi sono: tre militanti del Pd transitati dal servizio d&#8217;ordine del vecchio Pci ad una agenzia di sicurezza privata, la Hydra Srl, che, guardacaso, ora ha in appalto la sicurezza del partito. Del resto, nel nuovo mondo della globalizzazione tutto va esternalizzato, anche i mazzieri. Questa svolta improvvisa e un po&#8217; truculenta della vicenda creer\u00e0 non pochi imbarazzi a Gioacchino Cuntr\u00f2 e al resto dei vertici del partito di Chiamparino, che passeranno il pomeriggio a spergiurare di fronte ai giornalisti che i loro sono militanti non-violenti, armati solo di tessere e buone intenzioni&#8230; Sopravvissuto al giro di boa del millennio, sullo sfondo, il vecchio Stalin continua a sorridere. Sta di fatto che l&#8217;intervento dei Picchiatori Democratici fa scoppiare il macello. I vetri si riempiono di scritte, alcune vergate con lo spray ed altre direttamente col sangue, mentre i funzionari del &#8220;comitato Bresso&#8221; sono basiti e non sanno pi\u00f9 che pesci pigliare, chiusi nella sede insieme ai manifestanti. Alla fine arrivano i vertici della Digos cittadina, accompagnati dalla solita vagonata di celerini. Dopo una lunga trattativa gli occupanti mollano la presa.\u00a0 In dieci finiranno in Questura, e per cinque di loro i vertici di via Grattoni emetteranno un foglio di via obbigatorio dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ascolta il riassunto della mattinata, in un servizio di Radio Onda d&#8217;Urto:<\/p>\n<p align=\"justify\">[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/2010-01-29-18-46_red_andrea-ostile1.mp3]<\/p>\n<p align=\"justify\">La giornata, per\u00f2, non \u00e8 ancora finita. Di fronte alla sede del Pd occupata e poi sgomberata arrivano i pezzi grossi della citt\u00e0 e nugoli di giornalisti. La notizia delle <em>manganellate democratiche <\/em>\u00e8 sulla bocca di tutti, ancor pi\u00f9 di quelle sullo sgombero e sulle proteste.\u00a0 Molti si indignano e qualcuno reagisce: a pochi metri dai cordoni di celerini schiarati tra corso Vercelli e piazza Crispi qualcuno riesce a spaccare un paio di vetrate della sede del Pd di via Cervino. Solidariet\u00e0 cittadina e in tempo reale, a dimostrazione che quando le forze sono tanto asimmetriche un briciolo di astuzia e di velocit\u00e0 possono aiutare.<\/p>\n<p align=\"justify\">E poi ancora. Nel tardo pomeriggio una ottantina di compagni si radunano a qualche isolato di distanza da Lostile sgomberato, giusto fuori dall&#8217;ampio &#8220;cordone sanitario&#8221; ancora garantito dalle camionette. Un po&#8217; di discorsi al megafono tentano qualche collegamento tra le truppe schierate in corso Vercelli, le cariche di poche ore prima all&#8217;aeroporto di Cagliari, gli scontri di Ischia del giorno precedente e i fatti di Rosarno: la gente ai lati del presidio capisce e applaude, ma sono sempre troppo pochi quelli che si uniscono ai manifestanti quando questi provano a partire in corteo per\u00a0 percorrere la parte ancora libera del quartiere. Inutile tentare di affrontare le truppe che dopo neanche cento di metri di strada arrivano di corsa a chiudere il corteo, davanti e didietro.\u00a0 Gli ordini del vice-ministro, evidentemente, sono chiari: le scene del primo sgombero non si debbono ripetere, neanche lontanamente. Dopo un quarto d&#8217;ora di stallo i manifestanti arretrano e si sciolgono: a questa esibizione di forza tanto muscolare della Questura non c&#8217;\u00e8 alcun modo di opporsi cos\u00ec, direttamente. Ma anche in questo caso un diverso <em>concetto di forza <\/em>emerge &#8211; anche se in piccolo &#8211; tra i manifestanti dispersi. Una trentina di loro aspettano testardamente un paio d&#8217;ore e poi ricompattano nel Quadrilatero romano per dare vita a un breve ed improvviso corteo armati di striscione, megafono e bombolette. Di fronte agli sguardi stupiti dell&#8217;infreddolita <em>movida <\/em>torinese i vicoli si riempiono di scritte, manifesti, discorsi e slogan. Le pattuglie, beffate, arrivano troppo tardi e riescono a mettere le mani solo su di un contestatore, che per\u00f2 viene subito liberato dai suoi compagni. Una donna col velo, intanto, ripete a voce bassa lo slogan che \u00e8 rimasto nell&#8217;aria di questo finale di giornata: \u00abmai pi\u00f9 schiavi\u00bb. Mai pi\u00f9 schiavi, mai pi\u00f9: \u00e8 una questione di forza, senza dubbio. Sta a noi capire quale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto si pu\u00f2 dire dei questurini, fuorch\u00e9 che non imparino velocemente. 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