{"id":25213,"date":"2010-03-07T16:21:33","date_gmt":"2010-03-07T15:21:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=25213"},"modified":"2010-03-07T16:21:33","modified_gmt":"2010-03-07T15:21:33","slug":"aggiornamenti-sugli-scioperi-e-testimonianze-da-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/03\/07\/aggiornamenti-sugli-scioperi-e-testimonianze-da-milano\/","title":{"rendered":"Aggiornamenti sugli scioperi e testimonianze da Milano"},"content":{"rendered":"<p>A Milano, nel Cie di via Corelli, i detenuti e le detenute in sciopero della fame cominciano ad essere debilitati ed indeboliti. Ad alcune ragazze del reparto trans sono state fatte flebo di liquidi e una \u00e8 stata portata in ospedale. I reclusi hanno chiesto invano di essere pesati e controllati costantemente da personale medico, come \u00e8 prassi durante ogni sciopero della fame, ma questo. Tuttavia, nonostante le difficolt\u00e0, lo sciopero continua con determinazione, anche grazie alla solidariet\u00e0 degli antirazzisti che continuamente portano acqua e succhi al centro e mantengono ininterrottamente i contatti.<\/p>\n<p>A Roma, nel Cie di Ponte Galeria, una ventina di reclusi continua lo sciopero: i gestori portano il cibo e loro lo rimandano indietro. Alcuni che avevano iniziato autonomamente lo sciopero qualche giorno prima degli altri sono molto provati, perch\u00e9 oramai sono dieci giorni che non mangiano. A differenza di quanto accade a Milano, a Roma i reclusi sono pesati e monitorati regolarmente, ma la cooperativa Auxilium (subentrata alla Croce Rossa nella gestione del centro da una settimana) non permette che i solidali portino i succhi e le bevande dall\u2019esterno. La dotazione giornaliera di liquidi per ciascun recluso \u00e8 di un litro d&#8217;acqua, ma lo sciopero non si ferma.<\/p>\n<p>A Torino, nel Cie di corso Brunelleschi, lo sciopero nell&#8217;area gialla prosegue a staffetta e oggi un recluso in sciopero della fame da parecchi giorni si \u00e8 sentito male. I suoi compagni di gabbia hanno chiamato la Croce Rossa, il 118 e i solidali fuori. Dopo un&#8217;ora di pressioni &#8211; dall&#8217;interno e dall&#8217;esterno del centro &#8211; il ragazzo \u00e8 stato portato all&#8217;ospedale per accertamenti.<\/p>\n<p>Bologna invece \u00e8 un caso a parte. Nel Cie di via Mattei lo sciopero si \u00e8 interrotto dopo il primo giorno, e soltanto un recluso continua il suo sciopero della fame solitario, anche per motivi personali. La situazione nel centro \u00e8 molto difficile, perch\u00e9 sembra che l&#8217;uso di tranquillanti in questo Cie sia pi\u00f9 diffuso che in altri. Ogni volta che i solidali riescono a contattare i reclusi, questi rispondono del tutto intontiti ed addormentati, a qualunque ora del giorno e della notte.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Infine, ecco alcune testimonianze raccolte dal Comitato Antirazzista di Milano e <a href=\"http:\/\/noinonsiamocomplici.noblogs.org\/post\/2010\/03\/07\/testimonianze-dal-lager-di-corelli-in-sciopero-della-fame-e-solidariet-agli-antirazzisti-torinesi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicate<\/a> sul sito <a href=\"noinonsiamocomplici.noblogs.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">noinonsiamocomplici.noblogs.org<\/a><\/p>\n<p>Dalla sezione Trans del Cie di via Corelli, Milano:<\/p>\n<p><em>\u201cSiamo in 20 persone che stiamo facendo lo sciopero della fame. In ogni stanza siamo in 4 persone. \u00a0I muri son pieni di muffa, le lenzuola vengono cambiate una volta alla settimana mentre le coperte non vengono mai cambiate. Ogni quindici giorni ci danno un bagnoschiuma. \u00a0Alla sera dobbiamo pulire noi la stanza con la scopa e il secchio. Le finestre sono senza tende cos\u00ec la mattina presto entra la luce. Noi siamo obbligate a mettere le coperte sulla finestra per dormire. Il bagno \u00e8 uno schifo, \u00e8 molto sporco. \u00a0Gli scarichi son tutti intasati, dobbiamo fare per forza i nostri bisogni in piedi. Alle 8 e mezza di mattina ci portano un bicchiere di latte e una brioche. Non possiamo bere le cose calde se non con la macchinetta a pagamento. Il cibo \u00e8 molto scadente, ci portano spesso il tacchino. Noi che abbiamo il silicone non possiamo mangiare il tacchino. Per questo a molte di noi sono venute infiammazioni alle protesi, ai fianchi, al seno, nei glutei. Quando andiamo alla Croce Rossa per i nostri problemi di salute ci danno dei tranquillanti per togliere il dolore, ma queste gocce ci fanno addormentare. Quando abbiamo troppo dolore ci danno la tachipirina\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSono qua da una settimana. Ho subito iniziato lo sciopero della fame perch\u00e9 non possiamo stare qua sei mesi. \u00a0Inoltre sono sieropositiva, avevo da fare gli esami del sangue per valutare quali medicamenti prendere invece son stata portata qui e mi hanno fatto saltare la visita. Ho avuto tre giorni la febbre molto alta. Stavo cos\u00ec male che mi hanno portato in ospedale, al Policlinico, per un blocco intestinale. Dopo di che mi hanno riportato in Corelli sempre senza le medicine per l\u2019HIV. Io sono in Italia da nove anni, mi sono ammalata in Italia e non posso stare qua dentro. Abbiamo bisogno di mantenerci e di mantenere la nostra famiglia al paese. Noi vogliamo la nostra libert\u00e0 perch\u00e9 non abbiamo fatto nulla e ci obbligano a stare qua dentro senza potere fare nulla. C\u2019\u00e8 una psicologa che viene dentro una volta alla settimana, ma tanto alla fine ci danno sempre 30 gocce di Valium per dormire e via\u2026 poi diventiamo tutte dipendenti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIo ho avuto un incidente \u00a0molto grave fuori da qua. Ero ancora in cura con la fisioterapia e invece mi hanno presa e portata al Cie. Mi ero fratturata \u00a0la scapola sinistra, il femore e il ginocchio. Qui spesso la ferita alla gamba mi si infiamma: vado in infermeria, mi danno una crema idratante e basta. Molte di noi sono state prese a Pisa, chi ci viene a trovare ha diritto a sette minuti di colloquio dopo \u00a05 ore di viaggio\u2026 \u00c8 pieno ovunque di scarafaggi e vermi nei water e nella doccia. La polizia ci maltratta, ci trattano come cani, ci insultano dicendo che siamo tutti gay, fanno battute sessiste nei nostri confronti. Quando diciamo cose che non gli vanno bene ci danno schiaffoni in faccia, per qualunque cosa ci aggrediscono e ci trattano come se non fossimo come esseri umani, con totale disprezzo. Sappiamo che una trans a Natale s\u2019\u00e8 suicidata qua dentro\u2026 c\u2019\u00e8 una ragazza dentro da quattro mesi che ha visto quello che \u00e8 successo quando la ragazza si \u00e8 suicidata e ora \u00e8 del tutto fuori di testa, perch\u00e9 una persona normale non pu\u00f2 sopravvivere qua dentro e molti vedono come unica uscita la morte. Ci sono persone con casi psichiatrici e dobbiamo vivere tutti assieme in una situazione di conflitto, con diverse patologie tutti assieme e qua entro siamo costretti a convivere con malattie diverse, neppure in carcere \u00e8 cos\u00ec\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dalla sezione femminile del Cie di via Corelli, Milano:<\/p>\n<p><em>\u201cVi racconter\u00f2 la mia storia. Sono arrivata in Italia come turista perch\u00e9 mi piaceva molto questo paese. L\u2019ultima volta mi ha fermato la polizia, mi hanno chiesto il permesso di soggiorno. Io avevo solo il visto come turista, ma mi hanno portato in questura dove son stata tre giorni e poi in Corelli. Mi hanno presa il 26 gennaio e avevo in tasca il biglietto dell\u2019aereo per tornare in Brasile il 16 febbraio\u2026 beh son ancora qui! Ora dovr\u00f2 uscire da questo paese come una criminale, scortata dai poliziotti. Non immaginavo che in Italia potesse esistere un posto come questo. Mi sento inutile, sto molto male. Ci trattano come animali, e questo \u00e8 solo l\u2019inizio\u2026 dovremo fare sei mesi in questo inferno per poi uscire di qua con un\u2019espulsione per dieci anni. Chiediamo a tutti che ci ascoltino, che anche se ci dicono clandestini siamo gente di buon cuore. Siamo venuti in cerca di una vita migliore. Stiamo facendo lo sciopero per fare capire alla gente che siamo esseri umani e abbiamo il diritto di vivere qua come tutti gli altri e che non ci possono togliere la libert\u00e0. Ci dovrebbero esser altri modi per ottenere questo pezzo di carta senza passare da questo inferno. \u00c8 veramente una legge ingiusta, non so chi l\u2019ha inventata e non vogliamo rispettarla. Per noi l\u2019unica opzione che abbiamo \u00e8 lottare\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Milano, nel Cie di via Corelli, i detenuti e le detenute in sciopero della<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[19,45,72],"class_list":["post-25213","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-antirazzismo","tag-dentro-le-gabbie","tag-la-pentola-bolle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25213\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}