{"id":27373,"date":"2010-05-22T15:18:18","date_gmt":"2010-05-22T14:18:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27373"},"modified":"2010-05-22T15:18:18","modified_gmt":"2010-05-22T14:18:18","slug":"labbra-cucite-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/05\/22\/labbra-cucite-a-bologna\/","title":{"rendered":"Labbra cucite, a Bologna"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>Tre punti con ago e filo da labbro inferiore a superiore, per protestare contro il rigetto della sua richiesta d&#8217;asilo in Italia. Amina (il nome \u00e8 di fantasia, ndr), 34 anni di cui otto passati nel nostro Paese, viene dalla Tunisia e in Libia ha un bimbo piccolo cui, ogni mese, manda con fatica un po&#8217; di soldi. Suo figlio \u00e8 nato al di fuori di una \u201cregolare\u201d unione. Ed ora che la giovane donna, ospite forzata del Centro per identificazione ed espulsione degli immigrati senza documenti di Bologna, rischia da un momento all&#8217;altro di essere rispedita in Nordafrica, Amina teme che la famiglia le faccia pagare con la vita quel figlio dello scandalo. Per questo gioved\u00ec pomeriggio, appena saputo del rigetto, la ragazza ha preso ago e filo e si \u00e8 cucita la bocca, nel bagno di uno degli stanzoni comuni del settore femminile, all&#8217;ex caserma di via Mattei. \u00c8 stata un&#8217;immigrata dal suo stesso destino a dare l&#8217;allarme agli operatori della Misericordia, che gestiscono il centro. Ma la donna, accompagnata al Policlinico Sant&#8217;Orsola per una visita fisica e psichiatrica, non ha voluto in nessun modo farsi toccare. Da gioved\u00ec quindi Amina, trattenuta al Cie dal 30 marzo scorso, non mangia e non beve. N\u00e9 ha alcuna speranza, dice, di poter ricorrere contro la decisione di rigetto della richiesta d&#8217;asilo: il poco denaro messo da parte in Italia le serve per mantenere in Libia il suo bambino. Per questo la donna chiede di parlare direttamente con chi ha valutato la sua posizione. E intanto, ad occuparsi di lei sono i medici del Cie e gli psicologi del Progetto sociale. <\/em><br \/>\n<!--more--> <em>\u00abTutti sono liberi di protestare \u2013 dice la direttrice del Cie di Bologna e Modena, Anna Maria Lombardo &#8211; ma stiamo cercando di convincere la donna ad intraprendere altre strade per risolvere la sua situazione\u00bb. Il caso di Amina non \u00e8 per\u00f2 la sola situazione limite ospitata fra le mura di via Mattei, dove dall&#8217;estate scorsa il tempo limite di trattenimento si \u00e8 allungato fino a sei mesi. Ieri, un altro immigrato gi\u00e0 sottoposto a visita psichiatrica, si \u00e8 gettato dal piano ammezzato dell&#8217;ospedale dov&#8217;era stato portato per ulteriori accertamenti. Ora l&#8217;uomo \u00e8 ricoverato per una sospetta frattura alle gambe. E ancora in via Mattei \u00e8 anche Jargalsaikhan, il trentasettenne di origini mongole approdato il 5 maggio al Cie dopo l&#8217;arresto a Caserta perch\u00e8 sprovvisto di documenti. Come raccontato la scorsa settimana da L&#8217;Unit\u00e0, Jargalsaikhan \u00e8 in realt\u00e0 titolare di un permesso di soggiorno temporaneo per motivi di salute rilasciato dalle autorit\u00e0 francesi. L&#8217;uomo soffre di epatite C ed ha bisogno di costanti cure. Anche per questo, dopo un viaggio della speranza era riuscito a raggiungere l&#8217;Europa. \u00abIl documento gli d\u00e0 il diritto di soggiornare Oltralpe ma non negli altri Paesi europei \u2013 fanno per\u00f2 sapere da piazza Galilei -: stiamo comunque cercando di creare le condizioni per rispedirlo in Francia, e non in Mongolia, di modo che possa continuare a curarsi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.unita.it\/news\/cronaca\/98999\/no_allasilo_migrante_si_cuce_le_labbra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">da L&#8217;Unit\u00e0 del 21.05.2010<\/a><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Aggiornamento 27 maggio.<\/strong> <em>Sei giorni dopo la scelta di cucirsi le labbra per protestare contro il rigetto della richiesta di asilo politico, Najoua \u00e8 stata rilasciata dal Cie di via Mattei. La donna \u00e8 stata rilasciata perch\u00e9 i medici del Cie hanno dichiarato il suo stato di salute incompatibile con la permanenza nella struttura.<br \/>\nAd accoglierla, ieri sera all\u2019uscita dal centro, ha trovato l\u2019avvocato Roberta Zerbinati che l\u2019ha subito portata in ospedale per accertamenti. \u00abLa Questura ha deciso di rilasciarla \u2014 ha spiegato il legale \u2014 Resta senza permesso di soggiorno, ma ora potr\u00e0 fare i suoi ricorsi da donna libera\u00bb. Najoua, tunisina di 34 anni, temeva il rientro in patria tanto da spingersi al gesto autolesionista. Dietro l\u2019incubo del rimpatrio ci sono le minacce di morte di un fratello che, saputo della gravidanza della donna non sposata (otto anni fa, l\u2019et\u00e0 del figlio lasciato in Libia) l\u2019aveva attesa con un coltello e le aveva promesso di ucciderla. E un cognato condannato per omicidio, un reato maturato in un ambito connotato da forte integralismo religioso, che cercava anche di imporle il velo.<br \/>\nLa famiglia l\u2019aveva ripudiata con l\u2019 eccezione di una sorella. Najoua era cos\u00ec fuggita in Libia dove aveva partorito ed era rimasta alcuni anni, poi nel 2006, con un gommone \u00e8 arrivata a Lampedusa, per lavorare in Italia, come badante. Ma in Veneto, nel 2009 \u00e8 stata arrestata perch\u00e9 l\u2019uomo che la ospitava era finito in manette per droga. \u00c8 stata in carcere otto mesi ma al processo \u00e8 stata assolta: da marzo al Cie di Bologna perch\u00e9 clandestina, in attesa di espulsione, gioved\u00ec scorso si era vista respingere la richiesta di asilo politico. E si \u00e8 cucita la bocca. <\/em>(da <a href=\"http:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/bologna\/notizie\/cronaca\/2010\/27-maggio-2010\/liberata-ex-cpt-via-mattei-clandestina-le-labbra-cucite-1703092868377.shtml\">&#8220;Il Corriere di Bologna&#8221;<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre punti con ago e filo da labbro inferiore a superiore, per protestare contro il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[45,72],"class_list":["post-27373","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-dentro-le-gabbie","tag-la-pentola-bolle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27373"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27373\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}