{"id":27830,"date":"2010-07-12T23:15:29","date_gmt":"2010-07-12T22:15:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27830"},"modified":"2010-07-12T23:15:29","modified_gmt":"2010-07-12T22:15:29","slug":"abbandonare-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/07\/12\/abbandonare-la-speranza\/","title":{"rendered":"Abbandonare la speranza?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Vi appiccichiamo qua sotto uno dei testi che ci sono capitati nelle mani durante la mobilitazione contro il Cie del 10 di luglio a Torino. Distribuito a mano ed appiccicato sui muri, il tentativo di alcuni <em>antirazzisti fuori dal tempo<\/em> di spiegare un po&#8217; a tutti &#8211; ma in particolar modo alla gente del quartiere e ai &#8220;vicini di casa&#8221; del Centro &#8211; il perch\u00e9 di una ostilit\u00e0 tenace e rumorosa che non vuole proprio chinare la testa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: right; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">A molti, individui o  popoli, pu\u00f2 accadere di ritenere, pi\u00f9 o meno consapevolmente, che ogni  straniero \u00e8 nemico. Per lo pi\u00f9 questa convinzione giace in fondo agli  animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e  incoordinati, non sta all&#8217;origine di un sistema di pensiero. Ma quando  questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di  un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. <\/span><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Esso \u00e8 il prodotto di  una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa  coerenza: finch\u00e8 la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. <\/span><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">La storia dei campi di  distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di  pericolo.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\"><em>&#8211; P. Levi &#8211;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Pensavamo che gli orrori del secolo passato fossero  ormai un capitolo chiuso, una brutta pagina di storia dalla quale una  societ\u00e0 che oggi dice di riconoscersi nei valori di libert\u00e0 ed  uguaglianza avrebbe dovuto trarre un prezioso insegnamento. Che alla  crisi economica ed al conflitto sociale l&#8217;Europa abbia saputo trovare  come miglior rimedio la guerra tra le nazioni e il pugno di ferro con le  popolazioni, la follia dei totalitarismi e la persecuzione delle  minoranze come utile capro espiatorio, sono tutti fatti che ancora oggi  suscitano una profonda vergogna e impongono alle coscienze un imperativo  categorico: il passato non deve tornare.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Eppure \u00e8 successo. Si \u00e8 incominciato con la  propaganda razzista e le leggi discriminatorie, e poi \u00e8 successo che gli  stati si sono organizzati in gigantesche macchine di morte, servendosi  delle tecniche pi\u00f9 moderne per rastrellare la societ\u00e0, deportare gli  indesiderati nei campi di concentramento, annientarli lentamente col  consenso delle masse, per sfruttarli come bestie in un primo momento,  per sterminarli metodicamente quando infine i tempi erano maturi. La  retorica democratica si \u00e8 esercitata a lungo per capacitarsi  dell&#8217;accaduto: come \u00e8 stato possibile? La gente sapeva? Perch\u00e8 non  reagiva ad una simile barbarie? Erano tutti vinti dalla paura o  ottenebrati dall&#8217;ideologia? O forse ciascuno pensava semplicemente a s\u00e9  in tempi particolarmente duri?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Nessuno oggi pu\u00f2 negare che il silenzio e  l&#8217;indifferenza allora furono i migliori complici dei crimini perpetrati:  in Danimarca, dove gli ebrei venivano nascosti e aiutati a fuggire, il  piano di sterminio sostanzialmente fall\u00ec, mentre in Polonia, dove c&#8217;era  una maggiore collaborazione da parte della societ\u00e0, l&#8217;Olocausto  distrusse milioni di vite innocenti. Un episodio pu\u00f2 aiutare a  comprendere meglio questo clima di passiva accettazione e volontaria  ignoranza: siamo nell&#8217;estate del &#8217;44 e per arginare le voci diffuse su  una improbabile soluzione finale segretamente in atto, a una delegazione  del Comitato internazionale della Croce Rossa viene offerta la  possibilit\u00e0 di visitare Auschwitz. E&#8217; cos\u00ec che il dottor Maurice Rossel  entra nel campo e vede solo quello che i nazisti volevano fargli vedere,  invano chiede informazioni sulla condizione dei prigionieri, e dal  comandante del Lager riesce a cavar fuori solo un lungo discorso sulla  missione storica della Germania. Poche ore di visita in cui tutto gli  appare tremendamente normale, operai che lavorano, giardini fioriti e  concerti musicali, bambini che corrono felici, un teatrino programmato  per l&#8217;occasione. Quel giorno, il 29 agosto 1944, vennero gassati 2.499  ebrei.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">A qualcuno potr\u00e0 sembrare eccessivo riportare alla  memoria fatti oramai lontani. Nessuna democrazia ha mai messo in atto un  piano di sterminio, le camere a gas e i forni crematori sono incubi del  passato. Eppure la paura dello straniero e la noncuranza con cui la  maggioranza silenziosa oggi ignora il funzionamento della macchina delle  espulsioni dovrebbe metterci tutti in allarme e richiamarci a  riflettere sulle parole di chi \u00e8 sopravvissuto a quella terribile  esperienza. Corso Brunelleschi non \u00e8 Auschwitz, ma nel C.I.E. vengono  rinchiuse persone che hanno la sola colpa di non avere i documenti in  regola. Sono immigrati che sono stati presi dalla polizia nelle strade, e  vengono controllati dai militari attraverso alte grate di metallo per  un periodo che pu\u00f2 arrivare fino a sei mesi. Alla fine molti di loro  saranno scortati su un aereo e riportati con la forza nel loro presunto  paese di provenienza, dove non vogliono o non possono pi\u00f9 stare. Chi  vuol mettersi il cuore in pace pu\u00f2 star tranquillo che tanto a vigilare  sul rispetto dei diritti umani c\u2019\u00e8 il personale della Croce Rossa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Dentro ai C.I.E. c\u2019\u00e8 da impazzire. Non hai nessun  diritto perch\u00e9 sei clandestino e per la legge non esisti. Se non sai  l\u2019italiano non ti spiegano niente, se protesti ti prendono a bastonate e  passare da l\u00ec alla galera \u00e8 questione di un attimo. Ai reclusi vengono  fornite massicce dosi di tranquillanti per provocare sonnolenza e sedare  gli animi. Succede che a volte qualcuno cerca di impiccarsi o di  ferirsi per richiamare l\u2019attenzione. Nei C.I.E. si muore, come \u00e8  successo qui a Torino ad Hassan, senza che a nessuno gliene freghi  qualcosa. Per quanto le istituzioni cerchino di minimizzare i disordini e  le irregolarit\u00e0, da dentro continuano a uscire disperate richieste  d\u2019aiuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">E cosa fanno gli italiani? Per esempio quelli che  abitano nei dintorni della struttura? Portano i figli a giocare nel  parchetto di fronte, ci passeggiano davanti indifferenti e si curano  solo dei disagi che ricadono su di loro. Quando scoppiano le rivolte si  lamentano per il rumore perch\u00e9 non riescono a dormire, quando qualche  sparuto gruppo di solidali si avvicina alle mura per urlare grida di  libert\u00e0 lanciano secchiate d\u2019acqua dalle finestre e chiamano subito la  polizia. Si considerano gente perbene, magari alla domenica vanno pure  in chiesa a fingere un barlume di sensibilit\u00e0 umana, ma non sono diversi  da quella gente che in un passato non molto lontano ha reso possibile  ci\u00f2 che nessuno poteva immaginare. Quando i residenti si lamentano del  degrado dovrebbero come prima cosa iniziare a guardarsi allo specchio.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\">Noi, che ancora crediamo nella libert\u00e0 e nella  solidariet\u00e0, continueremo a promuovere mobilitazioni contro questo  simbolo concreto del razzismo odierno. Esploderemo fuochi artificiali  nel pieno della notte per far sapere a tutti che qualcuno ce l\u2019ha fatta a  scappare. Faremo rumore per rompere questo complice silenzio.  Moltiplicheremo i disordini in giro per la citt\u00e0 per sostenere le lotte  coraggiose che nascono da dentro. Continueremo a raccontare le storie  che nessuno vuole ascoltare, e non ci importa se dovremo fare i conti  con l\u2019ostilit\u00e0 della gente e con le denunce che ci piovono addosso. Il  bisogno umano di resistenza pu\u00f2 essere ridotto, contenuto e sorvegliato,  ma non pu\u00f2 essere mai eliminato del tutto. Se \u00e8 vero che perfino nei  Lager nazisti qualcuno ha trovato la forza di ribellarsi fino a far  saltare in aria i forni crematori, perch\u00e9 dovremmo abbandonare noi oggi  la speranza di vedere distrutti questi odierni Lager, come \u00e8 successo a  Vincennes e a Lampedusa?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right; margin: 0cm 0cm 10pt\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri; font-size: small\"><em>Antirazzisti fuori  dal tempo<\/em><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/lager.jpg\">Scarica e diffondi il volantino impaginato.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi appiccichiamo qua sotto uno dei testi che ci sono capitati nelle mani durante la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[52],"class_list":["post-27830","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-fascismo-montante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27830"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27830\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}