{"id":27832,"date":"2010-07-12T23:39:33","date_gmt":"2010-07-12T22:39:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27832"},"modified":"2010-07-12T23:39:33","modified_gmt":"2010-07-12T22:39:33","slug":"senza-chiedere-il-permesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/07\/12\/senza-chiedere-il-permesso\/","title":{"rendered":"Senza chiedere il permesso"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">In seguito <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27743\">alla rivolta avvenuta nella notte tra il 3 ed il 4 giugno scorso<\/a> all\u2019interno del Cie di Ponte Galeria, 8 reclusi, accusati di esserne stati gli istigatori, sono stati arrestati e si trovano  attualmente sotto processo con l\u2019accusa di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Il 22 luglio prossimo, mentre in Tribunale si terr\u00e0 la seconda udienza del procedimento, ci sar\u00e0 un presidio in loro solidariet\u00e0.\u00a0 L&#8217;appuntamento \u00e8 per le 10 del mattino in Piazzale Clodio. Di seguito l\u2019appello che lancia la giornata.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"right\"><!--more--><em>&#8220;Fino a quando gli immigrati annegano nei nostri mari oppure si accontentano di raccontare storie lacrimevoli e commoventi, il buon  padrone bianco sente il dovere di indignarsi e magari di protestare. Ma non  appena essi mostreranno di prendere l\u2019iniziativa senza chiedere il permesso,  ben pochi saranno disposti a seguirli.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La macchina delle espulsioni messa in atto dagli stati, oltre a creare  un business economico intorno alla condizione di immigrazione forzata,  serve ad accrescere il grado di ricattabilit\u00e0 degli individui, immigrati e  non, costringendoli ad accettare infime condizioni di vita e di lavoro. Per guadagnare al massimo, il padrone ha bisogno di creare una categoria di persone da tenere sempre in pugno, sotto continua minaccia  (l\u2019internamento e la deportazione ne sono un esempio). Prima sfrutta i futuri migranti  fino all\u2019osso nei loro paesi e poi li attende nei cosiddetti paesi civili per continuare a speculare sulle loro spalle: in questo contesto il padrone  ha sempre a disposizione una forza-lavoro terrorizzata e pronta a tutto per sopravvivere e in oltre sa bene che ogni sfruttato pur di non rimanere escluso dal mondo del lavoro si ritrova nella condizione di abbassare costantemente la testa.<br \/>\nCos\u00ec, sotto il ricatto delle leggi e dalla propaganda razzista gli immigrati continuano ad essere messi all\u2019angolo e resi schiavi: prima sfruttati come manodopera a basso costo fino quando il mercato lo  richiede, poi reclusi e infine deportati, nei loro paesi d\u2019origine. Tutto questo  al fine di garantire continuit\u00e0 al privilegio della classe dominante, ad un sistema economico che non potrebbe trovare sviluppo se non ci fossero  ampie masse di uomini e donne da sfruttare.<br \/>\nPer questo motivo ovunque nel mondo nascono rivolte spontanee ed autorganizzate per opporsi alla schiavit\u00f9, allo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, allo sfruttamento dell&#8217;uomo sulla terra.<br \/>\nOppressione, controllo sociale, odio per il &#8220;diverso&#8221;, guerra tra  poveri, sono elementi indispensabili per chi ha intenzione di non rinunciare ad arricchirsi sulle spalle dei poveri e mascherare la propria ingordigia  tra le maglie della cosiddetta democrazia.<br \/>\nLager dunque, nuovi lager della democrazia vengono definiti i C.I.E., la loro essenza e la gestione che ne consegue ricordano quelle dei campi di Hitler e Stalin (paragone che qualche immigrato detenuto osa fare per definire la sua prigione). Luoghi sorvegliati costantemente dalla  presenza di squadrette (polizia e militari armati) in cui vengono rinchiuse  persone rastrellate dalle strade senza che neanche loro ne comprendano il  motivo.<br \/>\nTenute costrette in delle gabbie in condizioni vessatorie a subire  continue umiliazioni.<br \/>\nCome nel resto del mondo, visto che la macchina delle espulsioni \u00e8 mossa da interessi globali e ha dunque prigioni sparse in giro ovunque sul pianeta, anche in Italia, in particolare dall&#8217;introduzione delle norme varate con il pacchetto sicurezza, molti\/e reclusi\/e nei CIE hanno  alzato la testa scegliendo di non subire passivamente e nel quotidiano i  soprusi del potere.<br \/>\nPoco pi\u00f9 di un anno fa si consumava una rivolta durante la quale veniva incendiato e reso inagibile il CIE di Lampedusa. Da quell&#8217;episodio in  poi, non \u00e8 praticamente passato giorno durante il quale non si siano  registrati atti di protesta e rivolta all&#8217;interno dei CIE di tutta Italia. Nel  corso del tempo e a seconda dei contesti i\/le reclusi\/e hanno risposto in  maniera<br \/>\ndiversa alla miseria della loro condizione e all\u2019infamia dei loro  aguzzini.<br \/>\nScioperi della fame, della sete, atti di autolesionismo come tagli sul corpo o l\u2019ingoio di oggetti, evasioni, gesti individuali di ribellione e vere e proprie rivolte collettive.<br \/>\nRivolte come quella avvenuta a Roma il 15 marzo 2010, dove sono stati procurati centinaia di migliaia di euro di danni alla struttura oppure a Gradisca d&#8217;Isonzo dove, dal 2006, i reclusi hanno distrutto gran parte  del centro collezionando pi\u00f9 di un milione di euro di danni materiali.<br \/>\nDevastazione dell&#8217;inferno nel quale sono costretti a sopravvivere che in alcuni casi ha portato alla chiusura della struttura stessa, come nel  caso del lager di Caltanissetta e quello di Crotone.<br \/>\nA questi episodi sono susseguite violente reazioni da parte delle forze dell\u2019ordine che non si sono mai risparmiate, hanno pestato a sangue (attivit\u00e0 comunque praticata indiscriminatamente e in continuazione all\u2019interno dei CIE, come altrove del resto) e messo in pratica vere e proprie persecuzioni nei confronti dei presunti &#8220;responsabili&#8221; dei disordini, i quali sono stati trasferiti, rimpatriati, minacciati, incarcerati.<br \/>\nLa segregazione, come strumento empirico della repressione e del  controllo sociale, si rinnova fino a progettare nuovi CIE a prova d&#8217;evasione:  proprio quando il recluso viene chiamato &#8220;ospite del centro&#8221; e l&#8217;evasione non  pu\u00f2 essere considerata un reato, il sistema si inventa un nuovo inferno tecnologicamente avanzato. Da qui nascono i nuovi progetti di  costruzione e ristrutturazione dei CIE su tutto il territorio nazionale e nel caso del lager di Ponte Galeria, bottino della cooperativa Auxilium, inizia in questi giorni una ristrutturazione della sezione maschile che comporta, nella prima fase, il trasferimento e il rilascio &#8220;con foglio di via dall&#8217;Italia&#8221; di tutte le persone rinchiuse.<br \/>\nIl 22 Luglio al tribunale di Roma verranno processati gli 8 immigrati imputati per la rivolta del 3 Giugno all&#8217;interno del lager di Ponte  Galeria a Roma mentre, dopo 3 mesi, \u00e8 ancora in corso il processo per i 19 immigrati incolpati per quella scoppiata il 15 marzo. Queste denunce si vanno ad aggiungere alle innumerevoli manovre repressive dello stato in  cui<br \/>\nvengono trascinati i migranti che osano ribellarsi, come chiunque osi  con atti coscienti o istintivi opporsi alla brutalit\u00e0 del dominio. Dunque,  in un sistema in cui la normalit\u00e0 sono i militari nelle strade, le  assoluzioni degli assasini in divisa, lo sfruttamento dell&#8217;uomo e della terra e in  cui solo una piccola parte di eletti ha diritto a far sentire la sua voce, \u00e8 naturale e umano che chi viene schiacciato si ribelli con ogni mezzo,  con quello che in quel momento ha a disposizione.<br \/>\nPer tutto questo noi scegliamo di sostenere i rivoltosi di Ponte Galeria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In seguito alla rivolta avvenuta nella notte tra il 3 ed il 4 giugno scorso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27832","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27832\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}