{"id":27890,"date":"2010-07-30T18:57:17","date_gmt":"2010-07-30T17:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27890"},"modified":"2010-07-30T18:57:17","modified_gmt":"2010-07-30T17:57:17","slug":"aeroporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/07\/30\/aeroporti\/","title":{"rendered":"Aeroporti"},"content":{"rendered":"<p class=\"Standard\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/immagine_aerei.jpg\" title=\"aerei\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/immagine_aerei.jpg\" alt=\"aerei\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span>Vi presentiamo qua sotto alcuni passi di un opuscolo che circola in suolo francese, opuscolo che \u00e8 dedicato alle espulsioni, a come evitarle e a come farsi aiutare per evitarle. Nello specifico, i brani che vi proponiamo sono quelli dedicati agli interventi che i compagni sono soliti fare dentro agli aeroporti, vale a dire al momento della deportazione vera e propria dei <em>senza-documenti<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=26683\">quando si gioca il tutto per tutto<\/a> e non avanzano altre <em>chance <\/em>di liberazione. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--> <span>Come avranno notato i nostri lettori pi\u00f9 attenti, \u00e8 da qualche tempo che tentiamo di documentare come avviene questo passaggio dentro alla macchina delle espulsioni italiana: <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=21163\">vi abbiamo raccontato il viaggio di Miguel,<\/a> poi alcuni <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27737\"><em>viaggi mancati <\/em>di prigionieri che sono riusciti a farsi cacciare dall&#8217;aereo prima che questo prendesse il volo<\/a>, e vi abbiamo raccontato i<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=26853\"> primi timidi tentativi di alcuni compagni di qua<\/a> di intervenire negli aeroporti <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27183\">come si fa comunemente in Francia<\/a>. Vi giriamo ora questo contributo pi\u00f9 \u201cteorico\u201d e articolato visto che l\u2018idea di intervenire dentro agli aeroporti per aiutare il deportato nella sua (eventuale) resistenza sta continuando ad essere proposta qua in Italia, anche in maniera via via pi\u00f9 allargata, <a href=\"http:\/\/piemonte.indymedia.org\/article\/9496\">come \u00e8 successo durante gli avvenimenti recentissimi legati alla lotta di Sabri<\/a>.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" align=\"justify\"><span>L\u2019interesse nostro, come al solito, \u00e8 quello di far crescere le pratiche e di diffonderle, e questo ci interessa soprattutto quando si tratta di pratiche dirette a costituire un ostacolo materiale alle deportazioni. A costituire un ostacolo magari anche piccolo \u2013 come in questo caso, nel quale semplicemente si cercano alleati che possano intervenire su di un <em>aereo preciso<\/em> e per <em>una espulsione precisa<\/em> \u2013 ma che non si limitino ad essere generiche espressioni di sdegno, o fatti solo comunicativi, oppure operazioni propagandistiche di questa o quella parrocchia militante. Lo sdegno va espresso, per carit\u00e0!, e comunicare bisogna, ma quel che ci interessa \u00e8 far viaggiare una vecchia idea che, oramai tanti anni fa, <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=22683\">ci hanno messo nel cuore i compagni di Lecce: \u00absi pu\u00f2 fare\u00bb<\/a>. Che per noi vuol dire: si pu\u00f2 contribuire attivamente alla chiusura dei Centri e si pu\u00f2 aiutar la gente a sfuggire alle retate o alla deportazione, e lo si pu\u00f2 fare <em>anche adesso<\/em> che la situazione sociale \u00e8 quella che \u00e8 e non ci si possono aspettare allargamenti esorbitanti. Questo discorso ci pare valido applicato tanto a questa faccenda dei voli che sembra presa pari pari da un manuale di tecniche non-violente, quanto ad ingranaggi della macchina delle espulsioni che andrebbero affrontati invece con meno garbo: ma il centro \u00e8 sempre, secondo noi, la volont\u00e0 di \u201cfar frizione\u201d, come diceva in una sua bella frase Thoreau.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" align=\"justify\"><span>Poi ogni pratica ha i suoi limiti intrinsechi, soprattutto quando la si porta di peso da un Paese all&#8217;altro. E nel caso dei voli ci tocca ricordarvi che dai Cie italiani la gente viene imbarcata, se non in rarissimi casi, di sorpresa e senza alcun preavviso \u2013 cosa che accorcia di molto i tempi a disposizione dei solidali per organizzarsi ed andare all&#8217;aeroporto. E poi, soprattutto, che il limite massimo di permanenza dentro ai Centri francesi (32 giorni) fa s\u00ec che l\u00ec <em>perdere l&#8217;aereo<\/em> un paio di volte possa voler dire essere liberati, mentre qui bisogna perderne molti di pi\u00f9, con tutto quello che comporta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Intervenire contro le deportazioni in aeroporto<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>In Francia questa pratica d&#8217;intervento negli aeroporti esiste in maniera pi\u00f9 o meno sistematica sin dal 1998 e si \u00e8 diffusa maggiormente in questi ultimi tre anni. La maggior parte delle deportazioni avviene per via aerea. Le deportazioni effettuate con il treno, con i cellulari della polizia o via nave, utilizzate per rimpatriare algerini e marocchini, sono pi\u00f9 difficili da ostacolare, sia per i reclusi che per i loro amici che stanno fuori.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Se volete resistere alla deportazione, dovete avvisare la vostra cerchia di amici o chi vi sostiene fuori dal Centro e, se conoscete la data esatta del viaggio, dovete comunicarla loro il pi\u00f9 presto possibile. Al momento dell&#8217;imbarco, il rapporto di forza che si riesce ad instaurare pu\u00f2 aiutare ad impedire la deportazione: parlare agli altri passeggeri, fare pressione sulla compagnia aerea. Oggi, in Francia, ci sono <em>senza-documenti<\/em> che scampano alla deportazione e talvolta vengono perfino liberati. Succede, per esempio, che dei passeggeri dell&#8217;aereo rifiutino di viaggiare insieme ad un deportato e questo pu\u00f2 spingere il comandante a far sbarcare il <em>senza-documenti<\/em>. Sempre in Francia, nel 2006-2007, le mobilitazioni degli studenti liceali hanno radunato centinaia di persone che sono intervenute negli aeroporti e che sono riuscite ad impedire delle espulsioni, ma tante altre espulsioni sono state ostacolate grazie all\u2019intervento di soltanto cinque o sei persone.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Attento! Non serve a niente fare vedere unicamente agli sbirri che non vuoi essere deportato, c&#8217;\u00e8 il rischio soltanto di farsi menare inutilmente. Meglio conservare le forze per il momento in cui ci saranno altri testimoni oltre ai poliziotti, vale a dire dei passeggeri: questo potrebbe incitarli a reagire. Generalmente, il <em>senza-documenti<\/em> \u00e8 portato nell\u2019aereo prima degli altri passeggeri.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>\u00c8 preferibile che manifesti il tuo rifiuto di essere espulso in maniera rumorosa. Spesso i poliziotti provano ad impedire al <em>senza-documenti<\/em> di parlare. Chiunque voglia rifiutare l\u2019imbarco deve sapere che subir\u00e0 delle violenze. Aspettare l\u2019ultimo momento per poi resistere clamorosamente pu\u00f2 aiutare ad attenuare queste violenze grazie alla presenza dei testimoni. In pi\u00f9, se gli sbirri capiscono che vuoi ostacolare l&#8217;espulsione, possono decidere di utilizzare la nave o il treno, e questo complica le cose. Si deve anche stare particolarmente attenti a non accettare n\u00e9 cibo n\u00e9 bibite il giorno della deportazione (se ne conoscete la data): non \u00e8 raro che l\u2019amministrazione del Centro ci mescoli dei calmanti o dei sonniferi che annullano qualsiasi volont\u00e0 e dunque cancellano ogni possibilit\u00e0 di opporsi all\u2019espulsione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>La prima difficolt\u00e0 \u00e8 di sapere con quale aereo il <em>senza-documenti<\/em> sar\u00e0 espulso. Teoricamente, in Francia, il prigioniero deve essere informato in anticipo di quando e come partir\u00e0. In certi Centri \u00e8 possibile conoscere la data e l\u2019ora dell\u2019espulsione perch\u00e9 vengono segnati su un tabellone. Si deve regolarmente chiamare il <em>senza-documenti<\/em> al Centro per chiedergli se conosce la data e chiedergli di avvertire se \u00e8 informato di qualcosa.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Ma, nella pratica, quando l\u2019amministrazione sospetta che ci possa essere il rischio di un rifiuto d\u2019imbarco oppure di mobilitazione esterna, il recluso pu\u00f2 non essere avvertito, o addirittura ricevere false informazioni da parte della amministrazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Attenzione! L\u2019amministrazione pu\u00f2 deportare fino al giorno di scadenza del trattenimento. Si deve rimanere in allerta fino alla fine. Se la detenzione scade alle due del pomeriggio si pu\u00f2 anche essere portati fuori dal Centro all\u2019una ed caricati sull&#8217;aereo alle quattro. \u00c8 totalmente legale visto che si \u00e8 usciti dal Centro prima dell\u2019ora della fine del trattenimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Sin dall\u2019inizio della detenzione, il trattenuto pu\u00f2 dare ai suoi compagni di prigionia i numeri di telefono dei suoi amici o dei parenti che stanno fuori, chiedendo loro di avvertirli immediatamente se i poliziotti vengono a prenderlo per portarlo all\u2019aeroporto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Una volta conosciuta la data del espulsione si deve capire il pi\u00f9 velocemente possibile con quale volo e da quale aeroporto il <em>senza-documenti <\/em>sta per essere espulso. Di solito gli orari di volo sono disponibili sui siti Internet di ogni aeroporto. Si pu\u00f2 anche cercare sui siti come \u201cExpedia\u201d o \u201cOpodo\u201d, utili quando i voli non sono diretti e viene fatto uno scalo in un altro paese europeo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Appena conosciuti l\u2019orario e il luogo esatto della partenza dell\u2019aereo, si deve andare all\u2019aeroporto. Anche essendo in 3 l\u2019intervento pu\u00f2 essere efficace. \u00c8 meglio essere sul posto tre ore prima della partenza per parlare con pi\u00f9 passeggeri possibile tra quelli che stanno in coda al <em>check-in<\/em>. Per\u00f2, nel caso di una espulsione a sorpresa, quando si viene avvertiti all\u2019ultimo momento, vale la pena andarci anche soltanto mezz\u2019ora prima del volo, perch\u00e9 si pu\u00f2 sempre trovare qualche ritardatario.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>\u00c8 importante parlare con ognuno dei passeggeri per spiegare la situazione e dire a tutti di rifiutare di viaggiare con un deportato. Spiegare che il comandante di bordo ha tutti i poteri e pu\u00f2 decidere di non decollare con un persona deportata nell\u2019aereo. Di fatto, il comandante \u00e8 l\u2019unico padrone a bordo. I passeggeri possono esprimere il proprio rifiuto restando semplicemente in piedi: ovviamente questo funziona meglio se sono in tanti a farlo. Possono anche rivolgersi alle hostess, agli steward, al comandante di bordo per spiegare che rifiutano di viaggiare in queste condizioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Si deve spiegare ai passeggeri che generalmente gli sbirri salgono nell\u2019aereo per intimidirli e convincere tutti quanti di chiudere il becco. Ricordare ai passeggeri che \u00e8 meglio evitare qualsiasi contatto con i poliziotti. Non sono gli agenti, infatti, a decidere dello sbarco e parlare con loro potrebbe fornire pretesti per denunce. \u00c8 meglio rivolgersi unicamente al personale dell\u2019aereo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Gli espulsi sono spesso messi in fondo all\u2019aereo dietro una tenda, ammanettati e a volte persino imbavagliati. Se i passeggeri vogliono reagire collettivamente, \u00e8 preferibile incoraggiar loro a rimanere ai piedi della scaletta finch\u00e9 il detenuto non sia sceso. Il rifiuto di salire nell\u2019aereo riscontra un maggiore successo quando \u00e8 di massa. Pu\u00f2 essere utile scambiarsi il numero di telefono con i passeggeri quando ci sembra siano disponibili ad intervenire nell\u2019aereo. Questo permette di sapere quel che succede a bordo. E poi, se il <em>senza-documenti<\/em> viene arrestato per resistenza le testimonianze dei passeggeri possono servire.<\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>\u00c8 molto importante sapere che quando i passeggeri si mettono in mezzo, o manifestano il proprio disaccordo, rischiano di essere sbarcati dall\u2019aereo e denunciati, quando non arrestati. \u00c8 preferibile non nasconderlo ai passeggeri, sempre specificando che fino ad oggi i passeggeri che sono stati ben sostenuti se la sono sempre cavata egregiamente, al massimo con una multa. I contatti scambiati (telefoni o mail) permettono, in caso di problemi successivi, di organizzare un sostegno e di preparare una difesa con le testimonianze degli altri passeggeri.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\"><span>Prendere contatto con il personale che lavora al bancone della compagnia di volo e chiedere di vedere il capo dello scalo permette di informare il comandante di bordo della vostra presenza e del fatto che il volo rischia di essere \u201cdisturbato\u201d. Nei piccoli aeroporti \u00e8 anche possibile parlare con il personale di bordo, che spesso utilizza lo stesso sportello d\u2019imbarco dei passeggeri. \u00c8 utile anche rompere le palle ai sindacati degli aeroportuali (bombardandoli di telefonate e di fax, per esempio) per spingerli a far pressione pure loro: possono rifiutarsi di pulire l\u2019aereo, o di rifornirlo di carburante, come \u00e8 successo in Francia nel 2000.<o:p><\/o:p><\/span><strong><em><span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"Textbody\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Intervenire contro le deportazioni via nave<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"Standard\" align=\"justify\"><span>\u00c8 molto pi\u00f9 difficile ma non \u00e8 impossibile. A Marsiglia varie deportazioni sono state impedite grazie alla mobilitazione dei marinai della Sncm, che per\u00f2 fino ad ora si occupano solo delle famiglie seguite da R\u00e9seau Education Sans Fronti\u00e8re, che \u00e8 una rete molto attiva nel proteggere i bambini dei <em>senza-documenti<\/em> scolarizzati nelle scuole francesi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" align=\"justify\"><span>Sempre a Marsiglia, una deportazione \u00e8 stata evitata grazie a dei militanti che sono saliti sulla stiva della nave e si sono messi a parlare con il capitano (era una nave algerina). A S\u00e8te, invece, nel marzo del 2009, tre deportazioni sono state bloccate occupando il tetto della cabina pi\u00f9 alta mentre altri solidali manifestavano al porto. La reazione dei passeggeri e del personale \u00e8 stata buona.<strong><em><o:p><\/o:p><\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi presentiamo qua sotto alcuni passi di un opuscolo che circola in suolo francese, opuscolo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27890\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}