{"id":27934,"date":"2010-08-19T20:13:24","date_gmt":"2010-08-19T19:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27934"},"modified":"2010-08-19T20:13:24","modified_gmt":"2010-08-19T19:13:24","slug":"carte-scoperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/08\/19\/carte-scoperte\/","title":{"rendered":"Carte scoperte"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">\u00abAi primi       segnali di tensione partiranno i blitz nelle camerate: un  pronto intervento che dovrebbe servire a scongiurare disordini o        tentativi di fuga. \u00c8 quanto scaturito dal   vertice urgente convocato in  Prefettura a Gorizia dopo la fuga di Ferragosto       di 25 clandestini  dal Cie di Gradisca. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abUn operatore dell&#8217;ente gestore del Cie di Gradisca \u00e8 stato denunciato  per favoreggiamento nel corso della rivolta scoppiata in via Udine a  ferragosto. [&#8230;] A denunciare il  dipendente dell\u2019ente gestore dei servizi interni (il consorzio  cooperativistico trapanese \u201cConnecting People\u201d) del Centro di  identificazione ed espulsione di via Udine \u00e8 stata la Polizia, a seguito  delle indagini avviate per ricostruire la dinamica della rivolta che  aveva portato all\u2019ennesima fuga di massa dalla struttura isontina,  conclusasi con il ferimento di un immigrato e contusioni per due  militari impegnati nelle operazioni di contenimento. La denuncia \u00e8  scattata una volta visionate le immagini delle telecamere interne del  Cie, in base alle quali sarebbe emerso un tardivo intervento  dell\u2019operatore nel chiudere il cancello d\u2019ingresso del campetto di  calcio. Mancanza che ha consentito a una quarantina di immigrati di  riversarsi nell\u2019area e, da l\u00ec, raggiungere la recinzione esterna.\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\">(<a href=\"http:\/\/ricerca.gelocal.it\/ilpiccolo\/archivio\/ilpiccolo\/2010\/08\/18\/GO_01_PIED.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il Piccolo, 18 agosto<\/a>)<\/p>\n<p><em>(Messo alle strette da fughe e rivolte continue, il Prefetto di Gorizia ha deciso di giocare a carte scoperte, ordinando la repressione preventiva di ogni movimento interno al Centro:<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=20043\"> sappiamo bene cosa voglia dire un &#8220;blitz&#8221; <\/a>della polizia, o dell&#8217;esercito, nelle camerate di un Cie. E guai, poi, se chi lavora nel Centro &#8211; dal traduttore, all&#8217;operatore sociale, all&#8217;infermiere&#8230; &#8211; non si comporta apertamente e fino in fondo da secondino in borghese, disposto a correr dietro agli evasi e a tappare le falle della vigilanza: non ci sono pi\u00f9 scuse, in tutti i sensi.)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27934\">Sull&#8217;aria che tira intorno al Cie di Gradisca, leggi questa piccola ma significativa rassegna stampa.<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">Dal Piccolo del 19\/08\/10<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Gradisca, Centro immigrati blindato. E i dipendenti temono per il futuro<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">di STEFANO BIZZI GRADISCA \u00abNo comment\u00bb. \u00abNon possiamo parlare, ordini  della Prefettura\u00bb. Alle 7, alle 15 e alle 23 di ogni giorno della  settimana c\u2019\u00e8 il cambio del turno. \u00c8 l\u2019unica occasione per avvicinare  gli operatori che lavorano all\u2019interno del Centro di identificazione ed  espulsione di Gradisca d\u2019Isonzo e farsi raccontare quanto accade  all\u2019interno del Cie. Dalla struttura di via Udine scappano per\u00f2 solo gli  immigrati. Gli operatori dell\u2019ente gestore non si lasciano sfuggire  neppure una parola. Non possono: l\u2019ordine \u00e8 quello di non parlare.  Soprattutto con i giornalisti. Quello che succede all\u2019interno dell\u2019ex  caserma \u201dUgo Polonio\u201d, deve rimanere all\u2019interno. Entrare per verificare  la situazione dopo la fuga di Ferragosto \u00e8 impossibile. L\u2019ultima nostra  visita risale allo scorso 22 dicembre, ma la richiesta alla Prefettura  era stata presentata a settembre: subito dopo l\u2019aggressione subita da  due operatori. Il portoncino d\u2019accesso in acciaio \u00e8 azionato dal corpo  di guardia che dalle telecamere di sorveglianza controlla ci\u00f2 che  succede sul piazzale esterno. Alle 15.15 arriva il vicedirettore  Vittorio Isoldi. \u00c8 come sempre cortese, ma come sempre \u00e8 anche risoluto  nella sua posizione. \u00abNon posso rilasciare dichiarazioni, mi dispiace\u00bb,  dice prima di scomparire all\u2019interno del Cie. Se il numero due non  parla, magari lo fa il numero uno. Proviamo a chiedere un appuntamento  con il direttore Luigi Del Ciello. Magari all\u2019esterno dato che pensare  di mettere il naso oltre al muro di cinta \u00e8 utopia. Ci avviciniamo al  citofono. Prima ancora di premere il pulsante, il portone si apre  automaticamente. La sorpresa \u00e8 grande. Dura per\u00f2 un solo istante. Al  primo passo in avanti si richiude. Evidentemente si stava spalancando  non per fare entrare noi, quanto per fare uscire gli operatori smontanti  o gli ospiti del Cara (in attesa che la loro domanda venga esaminata  dalla locale Commissione territoriale , i richiedenti asilo possono  andare e venire a proprio piacimento). Appena gli agenti in servizio si  accorgono dalle telecamere che stiamo per violare la soglia, la porta si  richiude. Ci riproviamo. Suoniamo, ma non risponde nessuno. All\u2019interno  sanno benissimo chi siamo e cosa vogliamo e sanno altrettanto bene che  non possono soddisfare le nostre richieste. Per evitare di dover dare  spiegazioni, decidono di non giocare neppure la partita. Se gli  operatori non parlano di quello che succede all\u2019interno, difendono per\u00f2  in modo compatto il collega algerino denunciato dalla Questura per aver  favorito la sommossa e la fuga. \u00abHo visto il video &#8211; assicura uno dei  lavoratori con la maglietta arancione -. Lui non c\u2019entra nulla. Loro  erano organizzati militarmente. Lo hanno distratto tenendolo occupato e  hanno agito dall\u2019altra parte. Ha fatto quello che facciamo tutti. \u00c8  capitato a lui, ma al suo posto avrebbe potuto esserci chiunque. Siamo  tutti con lui\u00bb. \u00abNoi non abbiamo compiti di polizia &#8211; ribatte un altro  dipendente di Connecting People -, di fronte a questi episodi noi  possiamo solo allargare le braccia. Non dimentichiamo che sono persone  che si trovano qui per aver commesso un reato, sia solo quello di  immigrazione clandestina\u00bb. \u00abNon dimenticate &#8211; aggiunge un terzo &#8211; che  quando scappano urlano: \u201dSe ti avvicini ti ammazzo\u201d\u00bb. Intanto sulle  prese di posizioni politiche legate alle richieste di chiusura c\u2019\u00e8 un  dipendente che ricorda: \u00abNon siamo poliziotti: se chiude il Centro non  verremo trasferiti ma andremmo a casa con i nostri mutui e con i nostri  problemi. L\u2019etica \u00e8 una altra cosa: Connecting Pepole la sta affrontando  con in testa la Persona, non l\u2019Avanzo di galera, che spesso \u00e8 un  disgraziato di 20-25 anni. I Cie ci sono, bisogna gestirli. La  cittadinanza di Gradisca non \u00e8 stata mai in pericolo: anzi. L\u2019indotto  gradiscano esibisca le fatture emesse a Connecting People e il Comune  dica a quanto ammonta lo stipendio degli impiegati extracomunitari  ospiti. Vi assicuro che \u00e8 un businness e molto redditizio\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal Messaggero veneto del 19\/08\/10<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Cie, lavori per 100 mila euro<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">GRADISCA. I lavori di consolidamento e ripristino dell\u2019efficienza  delle parti strutturali interne danneggiate nel corso dei disordini  precedenti alla rivolta di ferragosto, annunciati marted\u00ec al termine del  vertice sulla sicurezza svoltosi in prefettura a Gorizia, rappresentano  solo un primo capitolato d\u2019intervento per il Cie di via Udine. A  confermarlo \u00e8 stato l\u2019ufficio di gabinetto della stessa Prefettura  isontina, ricordando come i lavori pi\u00f9 corposi devono ancora ottenere il  via libera dal Viminale. \u00abNell\u2019immediato si provveder\u00e0 alla  sostituzione dei lucchetti forzati, a rimettere a posto le grate  forzate, le sbarre che sono state rimosse dalle porte e a rimpiazzare le  vetrate antisfondamento ormai compromesse. Si tratta, in definitiva, di  lavori di ripristino in efficienza delle strutture essenziali. Un  intervento pi\u00f9 corposo, comprensivo del ripristino dei cosiddetti  \u201coffendicula\u201d (gli spuntoni ricurvi posizionati in cima alle recinzioni e  rimossi nel 2007, ndr ), della sistemazione degli impianti di  rilevamento a infrarossi e delle telecamere, invece, rientrano in un  secondo capitolato, ovviamente pi\u00f9 costoso. Il preventivo si aggira, in  questo caso, sui 100 mila euro, ma deve essere ancora finanziato dal  ministero dell\u2019Interno, nonostante da tempo (da fine 2008, ndr ) ne sia  stata accertata la necessit\u00e0\u00bb. Ritardi recentemente finiti nel mirino  dei sindacti di Polizia, che a pi\u00f9 riprese avevano denunciato come il  Cie di Gradisca operi ormai in condizioni di \u00abassoluta inefficienza  strutturale, il complesso \u00e8 ormai un colabrodo\u00bb. (ma.ce.)<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal Piccolo del 18\/08\/10<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Dalla massima sicurezza a struttura colabrodo<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">GRADISCA Da carcere di massima sicurezza per clandestini a  prigione-low cost da cui evadere \u00e8 diventato uno scherzo. E  l\u2019incredibile metamorfosi del Cie di Gradisca, struttura inaugurata nel  2006 e costata 17 milioni di euro. Appena 4 anni dopo, la credibilit\u00e0  del centro vacilla in maniera evidente. Sessanta evasioni riuscite in  neanche tre mesi, almeno sei rivolte pesantissime, tensioni interne,  operatori minacciati, continui episodi di autolesionismo, incendi,  isolati casi di droga fornita agli immigrati dall\u2019esterno. E danni  stimati &#8211; dall\u2019apertura a oggi &#8211; per almeno un milione di euro, tanto  che la capienza \u00e8 stata ridotta ben al di sotto di quella ufficiale (240  posti). IL SINDACO \u00abNon ci facciamo alcuna illusione, ma continuiamo a  dire che quel centro per noi non andava aperto e oggi andrebbe chiuso\u00bb  commenta il sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, irritato e  preoccupato per la ricaduta negativa su un piccolo centro come quello  isontino. \u00abLa cittadinanza sta vivendo questa escalation di tensione con  grande maturit\u00e0 ma anche con apprensione \u2013 dice \u2013 ma per quanto la  vicinanza di Stato, Regione, Prefettura e Questura sia stata sinora  costante, dico alle autorit\u00e0 che adesso devono starci ancora pi\u00f9 vicine.  Ma concretamente, con interventi corposi sia fuori che dentro il Cie.  Lo devono sia alla nostra cittadina, che sta pagando un prezzo altissimo  per una decisione totalmente calata dall\u2019alto e che ha visto da sempre  tutti contrari, sia a operatori e forze dell\u2019ordine che lavorano in  condizioni molto difficili\u00bb. ESASPERATI Sul caso-Cie anche i sindacati  di polizia infatti fanno quadrato: il centro immigrati va chiuso o  quantomeno rimesso in sicurezza al pi\u00f9 presto. Continue le denunce del  Sap, giunte con l segretario provinciale Angelo Obit, \u00e8 arrivata anche  la decisa presa di posizione del Siulp con il referente territoriale  Giovanni Sammito: \u00abL\u2019escalation di tentativi di fuga \u00e8 preoccupante e  con essa aumentano anche episodi di autolesionismo fra gli immigrati\u00bb. E  anche gli operatori hanno paura. Luigi Murciano<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Clandestini, caccia aperta ancora per sei<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">di STEFANO BIZZI GRADISCA Sono ancora sei i clandestini irreperibili  dopo la maxi-fuga di Ferragosto dal Cie di Gradisca d\u2019Isonzo. A  scavalcare il secondo muro di cinta dell\u2019ex caserma \u201dUgo Polonio\u201d erano  stati 25 immigrati: 8 erano stati subito fermati dagli agenti di  guardia, altri 6 erano stati intercettati la mattina seguente dalle auto  pattuglie e gli ultimi 5 erano stati rintracciati la stessa sera di  luned\u00ec nel Monfalconese. VERTICE Ieri mattina in Prefettura a Gorizia si  \u00e8 tenuta una riunione tecnica urgente alla quale hanno partecipato i  rappresentanti istituzionali del Governo, quelli delle forze dell\u2019ordine  coinvolte nella sorveglianza e i vertici dell\u2019ente gestore del centro  d\u2019identificazione ed espulsione isontino Connecting People. Nel corso  del vertice \u00e8 stato posto l\u2019accento sul fatto che a breve saranno  terminati i lavori di consolidamento e di ripristino , gi\u00e0 autorizzati e  finanziati dal Ministero dell\u2019Interno, \u00abper la messa in efficienza  delle parti strutturali interne del centro che erano state danneggiate o  asportate nel corso di precedenti tentativi di fuga\u00bb. Tali lavori  dovrebbero garantire \u00abpi\u00f9 adeguati standard di sicurezza\u00bb. VIGILANZA Le  forze di polizia, l\u2019esercito e gli operatori sono stati invitati a  collaborare in modo pi\u00f9 efficace per garantire la prevenzione. Per  questo ai primi segnali di tensione partiranno i blitz nelle camerate.  Un pronto intervento che servir\u00e0 a scongiurare ulteriori disordini o  tentativi di fuga. \u00abIl clima teso all\u2019interno del Cie &#8211; spiega il  viceprefetto vicario Gloria Allegretto &#8211; non dipende da attriti con le  forze dell\u2019ordine . Dipende da altro: dipende dal fatto che l\u2019unico  pensiero degli ospiti \u00e8 quello di fuggire \u00bb. RETE \u00c8 sempre pi\u00f9 probabile  che dietro alle fughe congiunte di Brindisi, Gradisca e Milano ci sia  una regia unica. Secondo il Corriere della Sera la regia comune non  sarebbe neppure cos\u00ec occulta come si \u00e8 detto. Il sistema sarebbe ben  radicato e le informazioni sarebbero \u00abgestite\u00bb dall\u2019esterno dai gruppi  anarchici e no-global. REAZIONI \u00abFosse solo il Cie di Gradisca d\u2019Isonzo a  creare problemi, potremmo cercare di studiare dei sistemi per  migliorarlo copiandoli dalle altre strutture del Paese &#8211; spiega  l\u2019assessore regionale alla Sicurezza Federica Seganti -. \u00c8 evidente per\u00f2  che ad essere inadeguato alle esigenze di oggi \u00e8 il sistema complessivo  e va ripensato. Dobbiamo rivedere l\u2019approccio perch\u00e9 i Cie non sono  adeguati a contenere attivit\u00e0 organizzate dall\u2019esterno\u00bb. \u00abLe evasioni  dai Cie avvenute in questi giorni, confermano che le nostre  preoccupazioni per i tagli del Governo alle forze dell&#8217;ordine erano  fondate\u00bb, afferma invece il deputato Angelo Compagnon, coordinatore  regionale dell\u2019Udc del Friuli Venezia Giulia. \u00abDa mesi &#8211; ricorda  Compagnon &#8211; chiediamo un adeguamento sostanzioso di risorse umane e di  mezzi per garantire davvero la sicurezza dei cittadini. Ci auguriamo che  quanto avvenuto nel giro di 48 ore in pi\u00f9 parti del Paese, con un  tempismo e una concomitanza peraltro alquanto sospetti, induca  l\u2019Esecutivo a provvedere con misure urgenti\u00bb. \u00abLa sproporzione tra il  numero di agenti chiamati a vigilare nei Centri e quello degli immigrati  ospiti di queste strutture &#8211; conclude Compagnon &#8211; era sotto gli occhi  di tutti gi\u00e0 da tempo. Per queste ragioni presenter\u00f2 un\u2019interpellanza  urgente ai ministri dell\u2019Interno e dell\u2019Economia, rispettivamente per  quanto riguarda la sicurezza e le risorse necessarie alle forze  dell\u2019ordine\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal Messaggero Veneto del 18\/08\/10<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Rivolta al Cie, denunciato un operatore<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">GRADISCA. Un operatore dell&#8217;ente gestore del Cie di Gradisca \u00e8 stato  denunciato per favoreggiamento nel corso della rivolta scoppiata in via  Udine a ferragosto. La notizia, confermata dalla Questura di Gorizia, \u00e8  arrivata nel corso di un vertice straordinario svoltosi ieri mattina in  Prefettura e convocato per fare il punto sui lavori di messa in  sicurezza che a breve saranno terminati nella struttura. A denunciare il  dipendente dell\u2019ente gestore dei servizi interni (il consorzio  cooperativistico trapanese \u201cConnecting People\u201d) del Centro di  identificazione ed espulsione di via Udine \u00e8 stata la Polizia, a seguito  delle indagini avviate per ricostruire la dinamica della rivolta che  aveva portato all\u2019ennesima fuga di massa dalla struttura isontina,  conclusasi con il ferimento di un immigrato e contusioni per due  militari impegnati nelle operazioni di contenimento. La denuncia \u00e8  scattata una volta visionate le immagini delle telecamere interne del  Cie, in base alle quali sarebbe emerso un tardivo intervento  dell\u2019operatore nel chiudere il cancello d\u2019ingresso del campetto di  calcio. mancanza che ha consentito a una quarantina di immigrati di  riversarsi nell\u2019area e, da l\u00ec, raggiungere la recinzione esterna. Luned\u00ec  sera, intanto, 5 degli 11 fuggiaschi (tutti tunisini) sono stati  intercettati dai carabinieri di Monfalcone nelle vicinanze dell\u2019abitato  di Pieris e, una volta identificati, riportati nel Cie gradiscano.  Ancora in corso, invece, le ricerche degli ultimi 6 fuggiaschi. A  seguito dei nuovi disordini nella struttura isontina, ieri mattina \u00e8  stato convocato in Prefettura a Gorizia un summit alla presenza dei  vertici della stessa, della Questura, dei comandi provinciali di  Carabinieri e Guardia di Finanza, dell\u2019Esercito preposto alla vigilanza  esterna del Cie e del consorzio \u201cConnecting People\u201d. \u00abUna riunione  tecnica di coordinamento &#8211; si legge nella nota diramata dalla Prefettura  goriziana &#8211; dove \u00e8 stato posto l\u2019accento sul fatto che a breve saranno  terminati i lavori gi\u00e0 autorizzati e finanziati dal Ministero  dell\u2019Interno di consolidamento e ripristino per la messa in efficienza  delle parti strutturali interne al Centro che erano state danneggiate o  asportate nel corso di precedenti tentativi di fuga. Tali lavori  assicureranno pi\u00f9 adeguati standard di sicurezza all\u2019interno del Cie\u00bb.  Nel corso della riunione \u00e8 stata ulteriormente ribadita la massima  collaborazione tra le forze di Polizia, gli appartenenti alle forze  armate e gli operatori dell\u2019ente gestore, al fine di garantire tutta la  possibile attivit\u00e0 preventiva. A questi ultimi \u00e8 stata raccomandata la  pi\u00f9 efficace vigilanza all\u2019interno delle camerate e l\u2019attenzione per la  percezione anche dei minimi segnali di tensione, anomalie o segnali  premonitori, in modo da poter allertare con immediatezza le forze  dell\u2019ordine per un pronto intervento atto a scongiurare disordini e  ulteriori tentativi di fuga\u00bb. (ma.ce.)<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u00abGradisca non pu\u00f2 continuare a pagare per tutti\u00bb<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Il sindaco GRADISCA. \u00abRingraziamo Stato e Regione per quanto finora  hanno fatto per la nostra comunit\u00e0, mostrando sempre grande sensibilit\u00e0  nei confronti delle nostre problematiche, ma a loro chiediamo ulteriori  sforzi, perch\u00e8 Gradisca \u00e8 pesantemente danneggiata, nella sua stessa  identit\u00e0, dalla presenza del Cie\u00bb. Alla luce dei nuovi disordini al  Centro di identificazione ed espulsione di via Udine, tornato agli onori  della cronaca nazionale dopo la rivolta di Ferragosto, \u00e8 il sindaco  Franco Tommasini ad alzare la voce lanciando una richiesta di aiuto a  Stato e Regione e parlando apertamente di una Gradisca \u00abche sta pagando  per tutti. L\u2019unico Cie del Triveneto lo ospitiamo noi, una cittadina di  nemmeno 7 mila anime, un peso rivelatosi da subito insostenibile.  Sarebbe oltremodo riduttivo, e poco obiettivo, considerare la  preoccupante sistematicit\u00e0 con cui i disordini si susseguono nella  struttura come un semplice danno all\u2019immagine di Gradisca. Siamo una  cittadina che ha sempre vissuto sul turismo e sul commercio e questa  pubblicit\u00e0, estremamente negativa, che ci sta facendo il Cie di via  Udine sta pesantemente intaccando la nostra economia, oltre che la  nostra quotidianit\u00e0. \u00c9 un dato che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorato: Gradisca  non pu\u00f2 continuare a pagare, sulla propria pelle, per tutti. Per questo  chiediamo a Stato e Regione ulteriori aiuti, non credo sia presuntuoso  affermare che Gradisca, per quello che sta vivendo, vanta un credito nei  confronti di tali istituzioni\u00bb. Un credito, nessuna compensazione. Lo  ribadisce con forza il primo cittadino gradiscano, il cui pensiero va  immediatamente ai suoi concittadini. \u00abLi invito a stare tranquilli, la  situazione al Cie \u00e8 sotto costante monitoraggio e siamo sistematicamente  in contatto con Prefettura e Questura, che si sono sempre mostrate  sensibili nei nostri confronti e alle quali non abbiamo mai smesso di  denunciare le nostre preoccupazioni e \u2013 inutile negarlo \u2013 frustrazioni  per quanto sta accadendo. Come amministratori, tuttavia, ci sentiamo  ancora una volta in dovere di elogiare pubblicamente i nostri  concittadini per la seriet\u00e0, la serenit\u00e0 e la civilt\u00e0 con cui stanno  affrontando, quotidianamente, queste problematiche, di non facile  soluzione. Era facile prevedere che saremmo arrivati a questo punto, lo  si sapeva benissimo gi\u00e0 cinque anni fa ma questo non ci impedisce di  chiedere ancora a gran voce la chiusura del centro di via Udine: non  abbiamo cambiato opinione, anche se sappiamo che resta estremamente  difficile veder soddisfatta la nostra richiesta. Riteniamo sia doveroso,  in ogni caso, che la struttura venga quantomeno messa in sicurezza, che  si ponga fine a questa situazione insostenibile, anche se restiamo  convinti che il vero problema sia a monte, non pu\u00f2 essere risolto una  volta che gli immigrati sono arrivati qui\u00bb. (ma.ce.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAi primi segnali di tensione partiranno i blitz nelle camerate: un pronto intervento che dovrebbe<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27934","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27934"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27934\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}