{"id":27952,"date":"2010-09-01T16:34:55","date_gmt":"2010-09-01T15:34:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=27952"},"modified":"2010-09-01T16:34:55","modified_gmt":"2010-09-01T15:34:55","slug":"luragano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/09\/01\/luragano\/","title":{"rendered":"L&#8217;uragano"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>Dal Belgio, vi traduciamo alcuni brani <a href=\"http:\/\/www.cemab.be\/uploads\/2010\/08\/louragan.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dal numero unico &#8220;l&#8217;ouragan&#8221;<\/a>, brani che inquadrano e descrivono bene la lotta contro la costruzione del nuovo centro per senza-documenti di Steenokkerzeel, nei pressi di Bruxelles. Da leggere e meditare.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/louragan.jpg\" title=\"l\u2019ouragan\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/louragan.jpg\" alt=\"l\u2019ouragan\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Contro la costruzione di un nuovo Centro <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ai primi di maggio del 2009, lo Stato ha cominciato la costruzione di un nuovo centro di detenzione nei dintorni di Bruxelles. Sorger\u00e0 giusto a lato di un altro Centro: il 127bis di Steenokkerzeel. Da quel giorno \u00e8 partita la lotta. Una lotta che non vuole soltanto impedire la costruzione del Centro, ma che mette anche le prigioni, le frontiere e gli Stati nel mirino. Perch\u00e9 i Centri non sono tanto un &#8220;caso a parte&#8221;, ma uno degli strumenti attraverso i quali questo sistema cerca di garantirsi la sopravvivenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">La lotta contro i Centri in Belgio non \u00e8 nata ieri. \u00c8 da pi\u00f9 di dieci anni che c&#8217;\u00e8 gente che si batte in maniere anche diverse per far sparire questi lager. Dentro ai Centri scoppiano molte rivolte. Lo Stato allora ha ritenuto cosa prudente ricoprire con una fitta cortina fumogena la costruzione di questo nuovo centro di detenzione: presentandolo come cosa che non interessa a nessuno, che non illumina in nulla la societ\u00e0 nella quale viviamo, che non \u00e8 una prigione ma un semplice &#8220;centro d&#8217;accoglienza&#8221;. Un primo obiettivo di questa lotta era, ed \u00e8 tutt&#8217;ora, rompere questa cortina fumogena. Bisogna anche sapere che l&#8217;Ufficio degli Stranieri, la struttura federale che gestisce i Centri e le espulsioni dei senza-documenti, evita di lasciare filtrare troppe informazioni rispetto alle rivolte nei Centri. In questa maniera cercano di isolare quelli che si ribellano contro le espulsioni e tentano di evitare che la solidariet\u00e0 si metta in marcia; una solidariet\u00e0 che avrebbe come punto di partenza non una carit\u00e0 qualsiasi, <em>ma un reciproco riconoscimento nella rivolta<\/em>.<br \/>\nIn questi ultimi mesi, numerosi volantini contro i centri di detenzione sono stati distribuiti tutti gli angoli del Belgio; i muri delle citt\u00e0 sono stati ricoperti di manifesti e di slogan e, a pi\u00f9 riprese, la gente ha fatto passeggiate con volantini e vernice in mano nelle strade dei quartieri di Bruxelles. Questa agitazione ha tentato di rompere il silenzio e di situare l&#8217;esistenza dei Centri in una prospettiva pi\u00f9 ampia. Perch\u00e9 un centro di detenzione non \u00e8 soltanto il filo spinato, ma fa parte di una macchina pi\u00f9 complessa che rende possibile l&#8217;espulsione di chi lo Stato considera &#8220;indesiderabile&#8221;. Dalle imprese che costruiscono e gestiscono i Centri (come Besix, Valens, Michiels NV., Fabricom, Dalkia, gli architetti Bontinck&#8230;), a quelle che forniscono i servizi (come ISS Cleaning, La Banque de la Poste, Sodexo Catering) fino alle persone e alle istituzioni responsabili della politica dell&#8217;immigrazione (tutti i partiti politici, la polizia, la Fedasil che si occupa della &#8220;accoglienza&#8221; e della &#8220;selezione&#8221; dei richiedenti asilo, i trasporti pubblici e i servizi di controllo sociale come l&#8217;Ispettorato del Lavoro, che collaborano alle retate dei senza-documenti). In questi ultimi mesi questi ingranaggi sono stati disturbati, attaccati e sabotati in molte maniere. Secondo alcune fonti, pi\u00f9 di un centinaio di piccole azioni modeste e anonime avrebbero avuto luogo contro la macchina delle espulsioni.<br \/>\nOra, la grande sfida di questa lotta \u00e8 quella di trovare una maniera di continuare ad andare avanti, di dare coraggio a tutti quelli che vogliono distruggere i lager delle deportazioni. La forza di questa lotta \u00e8 che non conta che <em>sulle proprie forze<\/em>, <em>senza<\/em> e <em>contro<\/em> i partiti, senza elemosinare comprensione presso i politici o i giornalisti. \u00c8 una lotta dal basso e il suo terreno principale \u00e8 <em>la strada<\/em>. Questa lotta deve permettere di ritrovarsi proprio <em>l\u00e0<\/em>, sulla strada; di discutere e ravvivare la rivolta, tanto individuale che collettiva. E cos\u00ec ci avvicineremo poco a poco, passo dopo passo, a quello che vogliamo: distruggere con le nostre stesse mani i Centri, liberare tutti, per parlare in questa maniera di un altro mondo, di un mondo di libert\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Sabotaggio dei cantieri<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In differenti luoghi e momenti (come il 15 luglio a Diegem o il 12 maggio ad Anversa), dei macchinari della Besix o della Valens sono stati sabotati. Queste due imprese non riempiono solo le citt\u00e0 di torri di uffici, ma stanno costruendo anche il nuovo centro di detenzione. Dei cavi sono stati tagliati, dei vetri rotti e del materiale di costruzione danneggiato. Il 5 giugno, a Liegi, dove la Valens sta costruendo il nuovo tribunale, il cantiere \u00e8 stato parzialmente incendiato e uno slogan \u00e8 stato dipinto sui muri: \u00abFuoco alle prigioni\u00bb. O ancora, come nel novembre del 2009 quando un escavatore, un gruppo elettrogeno e del materiale da costruzione in un cantiere della Besix lungo una ferrovia sono stati incendiati.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Occasioni<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nei giorni di Natale degli sconosciuti hanno preso in ostaggio la statuina di Ges\u00f9 che si trovava nella greppia del Presepe per chiedere il blocco della costruzione del centro per senza-documenti e la distruzione di tutte le prigioni. Poco tempo dopo, a Bruxelles, decine di distributori di biglietti degli autobus sono stati sabotati con della colla o con della schiuma espansa, mentre degli adesivi facevano riferimento alla lotta contro i Centri e contro le prigioni. Nel novembre del 2009, un dibattito sull&#8217;immigrazione che si teneva durante il &#8220;Festival delle Libert\u00e0&#8221; \u00e8 stato disturbato da parte di chi preferisce agire in prima persona contro ci\u00f2 che soffoca la libert\u00e0 piuttosto che farne delle divagazioni in compagnia di politici e specialisti &#8211; lontani dalla mischia. Fine giugno: l&#8217;estate \u00e8 cominciata in maniera combattiva, quando decine di persone hanno occupato per un giorno intero il cantiere del nuovo Centro di Steenokkerzeel.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Nella strada<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel novembre del 2009, pi\u00f9 di centocinquanta persone hanno partecipato ad una manifestazione selvaggia contro i centri per senza-documenti e tutte le galere, percorrendo le strade di Anderlecht, Molenbeek et Bruxelles. Lungo il percorso, hanno distribuito volantini e ridipinto qualche veicolo delle ditte collaborazioniste. La sera precedente il corteo, il commissariato di Anderlecht era stato incendiato da alcune decine di giovani, che protestavano contro le torture dei detenuti nelle prigioni di Bruxelles da parte dei secondini e dei poliziotti. In differenti occasioni, decine di persone sono scese nelle strade dei quartieri di Bruxelles per distribuire volantini, dipingere slogan sui muri e incollare manifesti.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Visite&#8230;<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nell&#8217;ottobre del 2009, alcune decine di persone mascherate hanno fatto una breve visita agli uffici della Besix a Sint-Denijs-Westrem, visto che questa impresa sta costruendo il nuovo Centro. Hanno devastato gli interni, danneggiato gli uffici con vernice e roba marcia e dipinto slogan contro i Centri. Nel febbraio del 2010, il funzionamento della mensa dell&#8217;Universit\u00e0 di Bruxelles, gestita dalla Sodexo (che fa i suoi affari rifornendo pure i centri per senza-documenti) \u00e8 stato disturbato: un gruppo di persone si \u00e8 impadronito di una parte del cibo e ha rovinato quello che avanzava, urlando slogan contro la collaborazione della Sodexo e lasciando sul posto un volantino esplicativo. In precedenza, a Bruxelles, degli sconosciuti avevano rotto tutti i vetri della sede centrale di questa azienda.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Fuoco alla macchina delle espulsioni<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In questi ultimi mesi, molti veicoli e macchinari delle aziende che collaborano con le espulsioni sono stati bruciati. Per esempio, il 17 marzo nel cantiere Besix della Business School di Bruxelles, ma anche il 9 novembre 2009 quando un camioncino di Valens \u00e8 stato incendiato a Berchem-Sainte-Agathe o ancora il 16 luglio a Gand, dove un camioncino della Iss Cleaning \u00e8 finito in cenere. Alla fine dell&#8217;anno, quattro gru e vari escavatori della Valens sono stati incendiati. E qualche mese pi\u00f9 tardi, un incendio da Michiels NV a Heist-op-den-Berg ha distrutto un escavatore, una gru ed un hangar.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Leggi anche:<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cemab.be\/uploads\/2010\/08\/louragan.pdf\">L&#8217;ouragan<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=23663\">A Nord del confine<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=21273\">Le plat pays<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contre la construction d\u2019un nouveau centre ferm\u00e9 \u00e0 Steenokkerzeel<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">D\u00e9but mai 2009, l\u2019Etat a commenc\u00e9 la construction d\u2019un nouveau centre ferm\u00e9 pr\u00e8s de Bruxelles. Il se trouvera juste \u00e0 c\u00f4t\u00e9 d\u2019un autre centre : le 127bis de Steenokkerzeel. Depuis, une lutte est en route. Une lutte qui ne veut pas seulement emp\u00eacher cette construction, mais qui place aussi les prisons, les fronti\u00e8res et les Etats dans sa ligne de mire. Car les centres ferm\u00e9s ne sont pas tellement \u00ab un cas \u00e0 part \u00bb, mais bien un des instruments \u00e0 travers lequel ce syst\u00e8me essaye d\u2019assurer sa survie.<br \/>\nLa lutte contre les centres ferm\u00e9s en Belgique ne date pas d\u2019hier. Depuis plus de dix ans, des gens se battent de diff\u00e9rentes mani\u00e8res pour faire dispara\u00eetre ces camps. A l\u2019int\u00e9rieur des centres, beaucoup de r\u00e9voltes \u00e9clatent. L\u2019Etat a donc jug\u00e9 prudent d\u2019envelopper la construction du nouveau centre ferm\u00e9 dans un rideau de fum\u00e9e : en le pr\u00e9sentant comme quelque chose dont personne n\u2019a rien \u00e0 foutre, qui ne dirait rien sur la soci\u00e9t\u00e9 dans laquelle on vit, qui ne serait pas une prison mais un simple \u00ab centre d\u2019accueil \u00bb. Un premier objectif de cette lutte \u00e9tait, et est encore, de rompre ce rideau de fer. Il faut aussi savoir que l\u2019Office des Etrangers, l\u2019instance f\u00e9d\u00e9rale qui g\u00e8re les centres ferm\u00e9s et les expulsions des sans-papiers, \u00e9vite de laisser filtrer trop d\u2019informations par rapport aux r\u00e9voltes et aux mutineries qui ont lieu dans les centres. Par l\u00e0, ils essayent d\u2019isoler ceux qui se r\u00e9voltent contre les expulsions et tentent d\u2019\u00e9viter qu\u2019une solidarit\u00e9 se mette en route ; une solidarit\u00e9 qui prendrait comme point de d\u00e9part non une charit\u00e9 quelconque, mais une reconnaissance r\u00e9ciproque dans la r\u00e9volte.<br \/>\nCes derniers mois, de nombreux tracts contre les centres ferm\u00e9s ont \u00e9t\u00e9 distribu\u00e9s en diff\u00e9rents endroits de la Belgique ; les murs des villes ont \u00e9t\u00e9 recouverts d\u2019affiches et de slogans et, \u00e0 plusieurs reprises, des gens ont d\u00e9ambul\u00e9, tracts et peinture \u00e0 la main, dans les rues des quartiers bruxellois. Cette agitation a tent\u00e9 de rompre le silence et de placer l\u2019existence des centres ferm\u00e9s dans une perspective plus large. Car un centre ferm\u00e9 n\u2019est pas seulement un tas de barbel\u00e9s, mais fait partie de toute une machinerie qui rend possible l\u2019expulsion de ceux que l\u2019Etat consid\u00e8re comme des \u00ab ind\u00e9sirables \u00bb. Depuis les entreprises qui construisent et g\u00e8rent les centres (comme Besix, Valens, Michiels NV., Fabricom, Dalkia, les architectes Bontinck,..), celles qui y fournissent des services (comme ISS Cleaning, La Banque de la Poste, Sodexo Catering) jusqu\u2019aux personnes et institutions responsables de la politique d\u2019immigration (tous les partis politiques, la police, l\u2019instance F\u00e9d\u00e9ral FEDASIL qui s\u2019occupe de l\u2019\u00ab accueil \u00bb des demandeurs d\u2019asile et en facilite la \u00ab s\u00e9lection \u00bb, les transports en communs et les services de contr\u00f4le social comme l\u2019Inspection du Travail qui collaborent aux rafles des de sans-papiers). Ces derniers mois, ces rouages ont souvent \u00e9t\u00e9 harcel\u00e9s, attaqu\u00e9s et sabot\u00e9s de diff\u00e9rentes mani\u00e8res. Selon certaines sources, plus d\u2019une centaine de ces petites actions modestes et anonymes auraient eu lieu \u00e0 l\u2019encontre de la machine \u00e0 expulser.<br \/>\nMaintenant, le grand d\u00e9fi de cette lutte est de trouver une mani\u00e8re de continuer \u00e0 aller de l\u2019avant, de donner du courage \u00e0 tous ceux qui veulent d\u00e9truire les camps de d\u00e9portations. La force de cette lutte est qu\u2019elle ne compte que sur ses propres forces, sans et contre les partis politiques, sans qu\u00e9mander de compr\u00e9hension aupr\u00e8s des politiciens ou des journalistes. C\u2019est une lutte d\u2019en bas et son terrain principal est la rue. Cette lutte doit permettre de se retrouver l\u00e0, dans la rue ; de discuter et de raviver la r\u00e9volte, tant individuelle que collective. Et alors, nous nous rapprocherons petit \u00e0 petit, pas \u00e0 pas, de ce que nous voulons : raser de nos propres mains les centres ferm\u00e9s, lib\u00e9rer tout le monde et parler ainsi d\u2019un autre monde, d\u2019un monde de libert\u00e9.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Sabotages sur des chantiers<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">A diff\u00e9rents moments et endroits (comme le 16 juillet \u00e0 Diegem ou le 12 mai \u00e0 Anvers), des engins de chantiers appartenant \u00e0 Besix ou \u00e0 Valens ont \u00e9t\u00e9 sabot\u00e9s. Ces deux entreprises n\u2019\u00e9rigent pas seulement partout dans les villes des tours de bureaux, mais construisent aussi le nouveau centre ferm\u00e9. Des c\u00e2bles ont \u00e9t\u00e9 coup\u00e9s, des vitres bris\u00e9es et du mat\u00e9riel de construction endommag\u00e9. Le 5 juin, \u00e0 Li\u00e8ge, o\u00f9 Valens construit un nouveau palais de jus?? ce, le chantier a \u00e9t\u00e9 partiellement incendi\u00e9 et un slogan a \u00e9t\u00e9 peint sur les murs \u00ab Feu aux prisons \u00bb. Ou encore, comme en novembre 2009, quand, une excavatrice un groupe \u00e9lectrog\u00e8ne et du mat\u00e9riel de construction sur un chantier de Besix au long d\u2019une voie ferr\u00e9e ont \u00e9t\u00e9 incendi\u00e9s.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Des occasions<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Autour de No\u00ebl, des inconnus ont pris en otage la statue de J\u00e9sus qui se trouvait dans une cr\u00e8che pour revendiquer l\u2019arr\u00eat de la construction du nouveau centre ferm\u00e9 et la destruction on de toutes les prisons. Un peu avant, \u00e0 Bruxelles, des dizaines de machines de vente de ticket de la STIB ont \u00e9t\u00e9 sabot\u00e9es avec de la colle et de la mousse expansive tandis que des autocollants faisaient r\u00e9f\u00e9rence \u00e0 la lutte contre les centres ferm\u00e9s et les prisons. En novembre 2009, un d\u00e9bat \u00e0 propos de l\u2019immigration dans le cadre du \u00ab Festival des Libert\u00e9s \u00bb a \u00e9t\u00e9 l\u00e9g\u00e8rement perturb\u00e9 par des gens qui pr\u00e9f\u00e8rent agir eux-m\u00eames contre ce qui \u00e9touffe la libert\u00e9 que d\u2019en radoter avec des politiciens et des sp\u00e9cialistes \u2013 loin de la m\u00eal\u00e9e. Fin juin, les mois d\u2019\u00e9t\u00e9 ont \u00e9t\u00e9 commenc\u00e9s de mani\u00e8re combattive quand des dizaines de personnes ont occup\u00e9 pendant un jour le chantier du nouveau centre ferm\u00e9 \u00e0 Steenokkerzeel.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Dans la rue<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">En novembre 2009, plus de 150 personnes sont parties en manifestation non-autoris\u00e9e contre les centres ferm\u00e9s et toutes les prisons pour parcourir les rues d\u2019Anderlecht, de Molenbeek et de Bruxelles. Tout au long du trajet, ils ont distribu\u00e9 des tracts et repeint quelques v\u00e9hicules d\u2019entreprises collaboratrices des centres ferm\u00e9s. La veille de la manif, le commissariat d\u2019Anderlecht avait \u00e9t\u00e9 incendi\u00e9 par des dizaines de jeunes en r\u00e9action aux tortures des d\u00e9tenus dans les prisons bruxelloises par des matons et des policiers.<br \/>\nA diff\u00e9rentes occasions, des dizaines de personnes sont descendues dans les rues des quartiers bruxellois pour distribuer des tracts, peindre des slogans et coller des affiches.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Des visites&#8230;<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">En octobre 2009, des dizaines de gens cagoul\u00e9s ont visit\u00e9 rapidement les bureaux de Besix \u00e0 Sint-Denijs-Westrem, car cette entreprise construit le nouveau centre ferm\u00e9. Ils ont ravag\u00e9 l\u2019int\u00e9rieur, endommag\u00e9 les bureaux avec de la peinture et de la pourriture et peint des slogans contre les centres ferm\u00e9s.<br \/>\nEn f\u00e9vrier 2010, la cantine de l\u2019Universit\u00e9 bruxelloise tenue par Sodexo (qui se fait du fric sur l\u2019approvisionnement des centres ferm\u00e9s) a \u00e9t\u00e9 perturb\u00e9e : un groupe de personnes s\u2019est empar\u00e9 d\u2019une parti e de la nourriture et a pourri ce qui restait ; ils gueulaient des slogans contre la collaboration de Sodexo en laissant sur place un tract explicatif. Pr\u00e9c\u00e9demment, \u00e0 Bruxelles, des inconnus avaient cass\u00e9 toutes les vitres du si\u00e8ge principal de cette entreprise.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Feu \u00e0 la machine \u00e0 expulser<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ces derniers mois, beaucoup de v\u00e9hicules et d\u2019engins d\u2019entreprises et d\u2019institutions collaboratrices ont \u00e9t\u00e9 br\u00fbl\u00e9s. Ce fut le cas, le 17 mars sur le chantier Besix du Business School \u00e0 Bruxelles, mais aussi le 9 novembre 2009 quand une camionnette de Valens a \u00e9t\u00e9 incendi\u00e9e \u00e0 Berchem-Sainte-Agathe ou encore le 16 juillet \u00e0 Gand o\u00f9 une camionnette de ISS Cleaning est partie en flamme. A la fi n de l\u2019ann\u00e9e, quatre grues et plusieurs excavatrices de Valens ont \u00e9t\u00e9 incendi\u00e9es. Et quelques mois plus tard, un incendie chez Michiels NV \u00e0 Heist-op-den-Berg a ravag\u00e9 une excavatrice, une grue et un hangar.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Belgio, vi traduciamo alcuni brani dal numero unico &#8220;l&#8217;ouragan&#8221;, brani che inquadrano e descrivono<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27952","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27952\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}