{"id":28079,"date":"2010-11-15T23:20:50","date_gmt":"2010-11-15T22:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28079"},"modified":"2010-11-15T23:20:50","modified_gmt":"2010-11-15T22:20:50","slug":"farina-vernice-sassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/11\/15\/farina-vernice-sassi\/","title":{"rendered":"Farina, vernice, sassi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Venerd\u00ec 12 novembre, verso le 18, sfidando una pioggia battente una  cinquantina di persone sono partite in una manifestazione selvaggia  contro il nuovo centro di reclusione di Steenokkerzeel e contro tutte le  prigioni. La manifestazione \u00e8 cominciata nella metro Clemenceau (ad  Anderlecht). I partecipanti hanno distribuito volantini, lanciato fuochi  artificiali e acceso fumogeni gridando slogan contro i centri di  detenzione, contro lo Stato, in solidariet\u00e0 coi rivoltosi nelle carceri,  eccetera. L&#8217;iniziativa \u00e8 stata accolta con entusiasmo da parecchi  passanti e abitanti del quartiere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more-->Alcune pattuglie di polizia che  cercavano di avere un incontro ravvicinato con la manifestazione sono  stati ricevuti come si deve, con lanci di vernice, di farina e di sassi.  I vetri di un veicolo appartenente alla societ\u00e0 Carlson Wagonlit (che  collabora con le espulsioni) e alcune finestre dello stabile della SNCB  (le ferrovie belghe, attive nelle retate dei senza-documenti) sono state  spaccate. Un fumogeno \u00e8 stato scagliato sotto un veicolo della  televisione nazionale che passava di l\u00e0 per caso. La manifestazione si \u00e8  quindi diretta alla Gare du Midi per entrare a Saint-Gilles. A quel  punto, un numero crescente di pattuglie della polizia hanno tentato di  accerchiare i manifestanti. Reti metalliche e barriere dei cantieri  raccolte lungo il percorso sono state messe di traverso nella strada per  rallentarli. Appena entrati a Saint-Gilles, i manifestanti si sono  dispersi. La polizia non ha potuto arrestare nessuno.<br \/>\n<br style=\"font-style: italic\" \/><span style=\"font-style: italic\">Segue il testo di due volantini distribuiti durante l&#8217;iniziativa:<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"text-decoration: underline\">CONTRO I CENTRI PER CLANDESTINI E CONTRO TUTTE LE PRIGIONI<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\nContro  tutte le prigioni Perch\u00e9 la prigione non \u00e8 che il prolungamento estremo  di questa societ\u00e0 che fondamentalmente non ci lascia scegliere dove  stare, dove andare e cosa fare. Perch\u00e9 la prigione e la legge non hanno  niente a che vedere con la giustizia, esistendo solo per mantenere un  certo sistema e per incarcerare gli indesiderabili. Perch\u00e9 una societ\u00e0  che ha la necessit\u00e0 di rinchiudere persone, di torturarle fisicamente e  mentalmente e di distruggerle, \u00e8 meglio attaccarla al pi\u00f9 presto, se  vogliamo un giorno avere la possibilit\u00e0 di assaporare quella che  potrebbe essere la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Per un mondo senza Stato Perch\u00e9  qualsiasi Stato rappresenter\u00e0 sempre un ostacolo sul cammino di chi  desidera vivere libero. Perch\u00e9 lo Stato ci ridurr\u00e0 a numeri e soffocher\u00e0  la nostra individualit\u00e0. Perch\u00e9 in questa societ\u00e0 ci sono persone che, a  immagine e somiglianza dello Stato, esercitano il potere sugli altri.  Diventare un padrone, fare il secondino, controllare il proprio partner,  denunciare i tuoi vicini. Tutti comportamenti che rafforzano lo Stato e  gli stessi fondamenti dell&#8217;autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Per un mondo senza  frontiere Perch\u00e9 le frontiere esistono solo per proteggere la  &#8220;prosperit\u00e0&#8221;. Una prosperit\u00e0 che chiede tutto da noi e che in cambio  concede un&#8217;esistenza miserabile. Una prosperit\u00e0 che rende ricche alcune  persone e sfrutta enormemente tante altre. Perch\u00e9 le frontiere erette  dal razzismo, dal nazionalismo, dal sessismo e dalla religione ci  mettono gli uni contro gli altri e ci fanno dimenticare tutto ci\u00f2 che  veramente ci deteriora la vita, ci controlla e ci opprime.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Perch\u00e9 desideriamo senza limiti un mondo basato sulla solidariet\u00e0 e sulla libert\u00e0 individuale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per un mondo senza Stato e senza frontiere<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p><br style=\"text-decoration: underline\" \/><span style=\"text-decoration: underline\">LA SEMPLICIT\u00c0 DELLE COSE<\/span><\/p>\n<p>Per  una volta vorremmo provare a parlare un linguaggio semplice. Perch\u00e9 le  ragioni per cui siamo in collera e vogliamo cambiare questo mondo nella  sua totalit\u00e0 e il pi\u00f9 in fretta possibile, sono semplici. Perch\u00e9, in  fondo, i desideri e le idee che abbiamo sono semplici.<\/p>\n<p>Siamo  tutti differenti, abbiamo un passato differente, storie differenti.  Lavoriamo, o magari no. A fine mese riusciamo a sbarcare il lunario, o  magari no. Siamo gi\u00e0 passati per la galera, o magari no. Eppure, c&#8217;\u00e8 una  sorta di filo rosso che attraversa le nostre vite e che lega la maggior  parte di noi. Cerchiamo di sopravvivere a una realt\u00e0 che non abbiamo  scelto e che, siamo onesti, alla fin fine ha davvero ben poco da  offrirci. Ogni giorno dobbiamo di nuovo correre per non essere  calpestati. Al lavoro, a scuola, all&#8217;agenzia interinale, all&#8217;ufficio di  collocamento. Dappertutto ci si aspetta da noi che acconsentiamo, che  siamo acquiescenti, o meglio ancora che prendiamo l&#8217;iniziativa e  partecipiamo al gioco con accanimento affinch\u00e9 un giorno, forse,  prendiamo il posto del padrone. Da noi si attendono comunque obbedienza,  perch\u00e9 sono loro che possono ficcarti la testa sott&#8217;acqua. Questa  condizione che \u00e8 diventata una realt\u00e0 costituisce un attentato diretto  contro il nostro tempo, la nostra energia, la nostra salute e le nostre  relazioni sociali. Ci viene offerta una vita all&#8217;ombra degli uffici e  delle fabbriche. Per di pi\u00f9, senza darci alcuna sicurezza. Negli ultimi  vent&#8217;anni qui non ci sono mai stati tanti poveri come ora. Sempre pi\u00f9  persone non riescono a seguire il ritmo e sono strangolate dalla  povert\u00e0. Ma naturalmente non c&#8217;\u00e8 solo la povert\u00e0 a minacciarci quando  non vogliamo seguire il normale corso delle cose. Su tutti noi pende la  minaccia del carcere. A chi decide di tracciarsi un cammino non proposto  dal men\u00f9, lo Stato risponde con l&#8217;isolamento e la reclusione. E lo  Stato lavora sodo al loro sviluppo. A Steenokkerzeel stanno per essere  posate le ultime pietre di una nuova prigione per senza-documenti. Una  prigione con celle individuali, concepita appositamente per i detenuti  ribelli che non si rassegnano alla propria reclusione. Nel frattempo  sono in corso di elaborazione nove nuove prigioni, fra cui una con mille  posti ad Haren, nella periferia di Bruxelles. Una societ\u00e0 basata sulla  costrizione e sul controllo deve costruire luoghi di detenzione anche  per mantenere le cose come sono. Noi non accettiamo n\u00e9 questa societ\u00e0 n\u00e9  l&#8217;esistenza delle sue carceri.<\/p>\n<p>Per fortuna esistono anche altre  persone arrabbiate, perfino furiose. In Francia, in questi ultimi due  mesi, l&#8217;atmosfera della vita quotidiana ha cambiato tono. Una protesta  sindacale contro il prolungamento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile \u00e8 diventata per  molti un momento di lotta contro lo Stato, contro il capitalismo ed  altro ancora. Nemmeno pi\u00f9 vicino a noi gli ultimi mesi hanno visto  mancare un certo spirito di iniziativa. In diverse carceri i detenuti si  sono ribellati ed hanno attaccato le infrastrutture. Anche fuori dalle  mura, alcune persone si sono scontrate con ci\u00f2 che deteriora la loro  vita. Due settimane fa, ad Anderlecht, gli sbirri sono stati attaccati a  colpi di bottiglie molotov e pietre, e pochi giorni dopo alcuni uffici  della polizia federale hanno sub\u00ecto un attacco incendiario. Questi  avvenimenti non escono dal nulla. Negli ultimi anni si sono verificati  spesso atti del genere. Ci sono stati molti momenti in cui lo Stato \u00e8  stato attaccato, le prigioni e quelli che le costruiscono si sono  ritrovati qualche bastone fra le ruote, l&#8217;autorit\u00e0 in tutte le sue forme  e colori strapazzata.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non vogliamo pi\u00f9 ha un volto  contro cui appare possibile opporsi. Adesso resta da sapere se questa  voglia di battersi \u00e8 solo un sasso tirato nell&#8217;acqua o se pu\u00f2 veramente  cambiare il corso del fiume. Vogliamo lottare contro quanto ci soffoca.  Non solo per il disgusto che ci provoca, ma perch\u00e9 aspiriamo a qualcosa  di completamente differente. Un altro modo di vivere insieme dove poter  cercare senza intralci la pi\u00f9 grande libert\u00e0 per ciascuno. Un mondo non  pi\u00f9 basato sul lavoro, il denaro e la ricerca di denaro, sul potere e la  costrizione, ma sulla solidariet\u00e0 e i desideri condivisi, che rompa con  la mediocrit\u00e0 quotidiana e faccia della vita un&#8217;avventura. Sogni che  diventino realt\u00e0, respingendo ogni compromesso che vorrebbe convincerci a  sminuirli. Non pi\u00f9 padroni n\u00e9 lavoratori, quindi, non pi\u00f9 detenuti n\u00e9  secondini, non pi\u00f9 capi n\u00e9 seguaci. Solo noi stessi e quel che vogliamo  farne.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Per una lotta senza limiti per la libert\u00e0<br \/>\nContro ogni autorit\u00e0, per la rivoluzione sociale<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\"><em>da Indymedia Lombardia<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 12 novembre, verso le 18, sfidando una pioggia battente una cinquantina di persone sono<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28079","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28079\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}