{"id":28100,"date":"2010-11-23T10:47:18","date_gmt":"2010-11-23T09:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28100"},"modified":"2010-11-23T10:47:18","modified_gmt":"2010-11-23T09:47:18","slug":"gradisca-un-incendio-e-una-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/11\/23\/gradisca-un-incendio-e-una-fuga\/","title":{"rendered":"Gradisca: un incendio, una fuga e altro ancora"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gradisca-sfocata-1.jpg\" title=\"gradusca sfocata 1\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gradisca-sfocata-1.jpg\" alt=\"gradusca sfocata 1\" \/><\/a><br \/>\n<em>(Inutile dirvi che avremmo volentieri evitato di pubblicare delle immagini come queste che i prigionieri di Gradisca hanno voluto far  uscire dalle gabbie. Ci eravamo abituati, da un po&#8217; di tempo a questa  parte, a pubblicare foto di incendi e di fughe &#8211; ed eravamo molto pi\u00f9  contenti. Ci siamo permessi, allora, di oscurarle un tantino. Un po&#8217; per  pudore rispetto alla sofferenza altrui, un po&#8217; per non consegnare ai  facitori di gazzette &#8211; rigorosamente schierati dalla parte dei padroni e  sempre pronti a diffamare le lotte e le resistenze dei pi\u00f9 esclusi tra  gli esclusi &#8211; i volti dei reclusi.)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gradisca-2_sfocata.jpg\" title=\"gradusca sfocata 2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gradisca-2_sfocata.jpg\" alt=\"gradusca sfocata 2\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Cosa sta succedendo dentro al Cie di Gradisca? Lo abbiamo chiesto ad un compagno della zona, che sta raccogliendo un po&#8217; di informazioni dalle voci dei reclusi.<br \/>\nIn estrema sintesi. Venerd\u00ec sera un gruppo di reclusi \u00e8 salito sul tetto provando la fuga. Intercettati dalle guardie &#8211; che al Centro in questi giorni sono numerosissime, tra soldati, poliziotti e carabinieri &#8211; sono stati ributtati a terra e tutti gli altri prigionieri, che in quel momento stavano facendo l&#8217;aria, sono stati fatti rientrare a forza nelle camerate. Da l\u00ec in poi, e per tutto il giorno dopo, la tensione \u00e8 andata alle stelle: vetri e batterie ingoiate. In cinque si sono cuciti le labbra.<br \/>\nTra tutti i feriti solo due sono stati portati al Pronto Soccorso, mentre gli altri sono stati abbandonati a s\u00e9 stessi senza grosse cure: a niente sono valsi gli appelli lanciati dai solidali della zona. Fortunatamente, per\u00f2, dei due portati all&#8217;ospedale uno \u00e8 riuscito a scappare nella notte tra domenica e luned\u00ec, mentre di nuovo ieri pomeriggio i reclusi del blocco blu hanno tentato la fuga in gruppo. Non si sa se qualcuno sia riuscito effettivamente a scavalcare i cancelli; si sa invece che la polizia \u00e8 intervenuta in maniera molto violenta, ferendo due persone sul momento e continuando a picchiarne una quando oramai era chiusa in infermeria, inerme. Ed \u00e8 proprio in solidariet\u00e0 con i pestati che gli altri reclusi hanno bruciato dei materassi, costringendo gli operatori di Connecting People a chiamare i Vigili del Fuoco.<\/p>\n<p align=\"justify\"> La situazione, oggi, \u00e8 ancora molto tesa. Da un lato la polizia minaccia ritorsioni sui prigionieri che hanno contatti con l&#8217;esterno, dall&#8217;altra gli operatori di Connecting People continuano a lamentarsi e a dire di avere paura, mentre qualche giornalista parla addirittura di sezioni intere &#8220;in mano agli immigrati&#8221;. Sta il fatto che dopo i fatti di ieri altre due camerate sono state fatte sgomberare e sono itate dichiarate inagibili, in una situazione in cui la capienza complessiva, oramai, \u00e8 sfruttata solo per met\u00e0. Da due anni a questa parte, insomma, il Centro di Gradisca \u00e8 stato smontato pezzo per pezzo, tanto da renderne impellente lo svuotamento e la ristrutturazione: si parla di questo dicembre, e tutto il merito va alla determinazione dei reclusi. Ad impedirne la riapertur\u00e0, per\u00f2, dovremo pensarci noi, il movimento contro ai Cie che sta fuori dalle gabbie: e staremo a vedere se riusciremo ad esserne all&#8217;altezza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ascolta la corrispondenza da Gradisca:<\/p>\n<p align=\"justify\"> [audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/gradisca-dal-fine-settimana-in-poi.mp3]<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Aggiornamento 24 novembre.<\/strong> La Questura di Gradisca ha annunciato di aver tradotto in<strong> carcere<\/strong> uno dei protagonisti delle mobilitazioni di luned\u00ec e nella mattinata di oggi due dei reclusi che si erano cuciti la bocca per protesta (a quanto pare proprio quelli delle foto qui sopra) sono stati prelevati e portati a Roma, dove li aspettava <strong>l&#8217;aereo per Tunisi<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28100\">E leggi qualche articolo di stampa.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28100\"> <\/a><!--more--><br \/>\n<em>\u00abUn tentativo di rivolta all&#8217;interno del Cie di Gradisca d&#8217;Isonzo \u00e8 stato sedato [luned\u00ec]. Una dozzina di immigrati, ospitati in due differenti camerate, hanno appiccato un incendio ad alcuni materassi, con l&#8217;obiettivo di distrarre la vigilanza e tentare la fuga: per spegnere le fiamme, si \u00e8 reso necessario l&#8217;intervento dei Vigili del fuoco di Gorizia. Dichiarate inagibili, le due stanze sono state sgomberate e gli ospiti ridistribuiti in altri locali da operatori e forze dell&#8217;ordine.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/web\/notizie\/regioni\/friuliveneziagiulia\/2010\/11\/22\/visualizza_new.html_1697644390.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ansa<\/a><\/p>\n<p><em>\u00abNella notte tra domenica e [luned\u00ec], invece, fuga riuscita per un immigrato  tunisino, riuscito a eludere la sorveglianza mentre si trovava al pronto  soccorso dell\u2019ospedale di Gorizia, dove era stato trasferito a seguito  di una ferita autoprocurata al braccio.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.info-action.net\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=731:cie-di-gradisca-cronache-di-quotidiana-rivolta&amp;catid=95:cie-lager\">il Messaggero Veneto<\/a><\/p>\n<p><em><br \/>\n\u00abNei Cie italiani scoppia  la rivolta silenziosa. Quella dell\u2019autolesionismo dei migranti, che si  cuciono le labbra con ago e filo per protestare contro tutto e tutti: la  Bossi-Fini, il decreto Maroni che ha allungato a sei mesi la permanenza  nelle strutture di identificazione, ma anche contro il loro imminente  rimpatrio e le condizioni di vita all\u2019interno delle strutture. Un  silenzioso tam tam e &#8211; secondo gli inquirenti \u2013 forse anche una regia  occulta dall\u2019esterno sta unendo in queste ore i clandestini reclusi nei  Cie di Gradisca d\u2019Isonzo e Torino: almeno una quindicina di loro  (quattro i casi accertati nella struttura gradiscana), principalmente di  etnia maghrebina, si sono clamorosamente cuciti le labbra nelle ultime  48 ore. In massima parte si tratterebbe di irregolari tunisini che  attendevano a giorni il rimpatrio. Decine di altri immigrati, in segno  di solidariet\u00e0, nelle ultime ore hanno invece ingerito lamette,  batterie, forbicine per le unghie, vetri rotti. \u00c8 successo a Torino, nel  Cie di corso Brunelleschi, come Gradisca e anche a Lamezia Terme, in  Calabria. Tensione alta negli ultimi giorni anche a Bologna e Bari. A  quanto si apprende, dei quattro immigrati che a Gradisca si sono cuciti  la bocca con ago e filo uno solo \u00e8 stato ricoverato in ospedale.  Trasportato a Cattinara, \u00e8 riuscito a eludere la sorveglianza e fuggire.  Gli altri tre migranti in protesta, secondo fonti vicine alla Questura  goriziana, rifiuterebbero invece le cure. Nel Cie isontino la tensione  rimane altissima. Alcuni padiglioni del centro di fatto sono in mano  agli immigrati. Ieri all\u2019ex Polonio si \u00e8 registrata la seconda rivolta  in pochi giorni. Dopo la protesta inscenata nella notte fra venerd\u00ec e  sabato, con una quindicina di immigrati saliti sui tetti nel tentativo  (non riuscito) di darsi alla fuga, ieri attorno alle 16 \u00e8 scoppiato un  incendio: gli immigrati hanno dato fuoco a coperte, lenzuola, materassi e  suppellettili, rendendo necessario l\u2019intervento dei Vigili del fuoco.  Sabato pomeriggio, in seguito all\u2019interruzione anticipata dell\u2019ora  d\u2019aria, quattro reclusi del Cie di Gradisca avrebbero invece ingerito  delle lamette. Due di loro, rinchiusi nella Zona blu \u2013 quella a maggiore  rischio &#8211; sono stati trasportati al Pronto soccorso mentre gli altri,  rinchiusi nella Zona rossa, sono rimasti all\u2019interno del Cie. A Gradisca  sono approdati due casi eclatanti: quello di un cittadino tunisino che  ha presentato ricorso contro l\u2019espulsione in quanto gay (nel Paese  d\u2019origine l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 un reato punito con il carcere) e un  cittadino indiano passato dalle telecamere di \u201cAnnozero\u201d, durante il  presidio di solidariet\u00e0 agli immigrati abbarbicati sulla gru di Brescia,  a una cella del Cie. Nella struttura partiranno a dicembre (per 1  milione e 600mila euro) i lavori di potenziamento della sicurezza. Il  Cie sar\u00e0 svuotato, ma non \u00e8 dato sapere se al termine dell\u2019intervento  sar\u00e0 portato alla sua capienza reale di 250 posti o se verr\u00e0 mantenuta  quella attuale (non pi\u00f9 della met\u00e0). Secondo i sindacati di polizia un  centro a pieno regime diverrebbe \u201cuna polveriera\u201d pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non  sia.\u00bb<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"right\">Fonte:<a href=\"http:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/dettaglio\/protesta-al-cie-di-gradisca-in-quattro-si-cuciono-la-bocca\/2805816\"> Il Piccolo <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"justify\"><em>\u00abSi \u00e8 concluso con l\u2019arresto, per  resistenza e minacce a pubblico ufficiale, di un immigrato nordafricano  il luned\u00ec ad alta tensione all\u2019interno del Centro di identificazione ed  espulsione (Cie) di via Udine. Le manette, per l\u2019ospite della struttura  isontina, sono scattate verso le 23, quando l\u2019uomo, di cui non sono  state rese note le generalit\u00e0, \u00e8 stato identificato come uno dei  responsabili dell\u2019incendio appiccato in tarda serata in una camerata.  L\u2019azione, che ha coinvolto una decina di immigrati, \u00e8 scatta a poche ore  di distanza da quella messa in atto nel pomeriggio da una ventina di  ospiti, che avevano dato fuoco a materassi e coperte rendendo  inutilizzabili due camere e richiedendo l\u2019intervento dei Vigili del  fuoco di Gorizia. L\u2019immigrato tratto in arresto luned\u00ec sera si  presenter\u00e0 gi\u00e0 stamane al Tribunale di Gorizia per l\u2019udienza di  convalida del provvedimento. Un clima di tensione, stando a quanto si \u00e8  potuto apprendere, alimentato in prevalenza da immigrati di nazionalit\u00e0  tunisina, nei confronti dei quali stanno continuando ad arrivare gli  ordini di rimpatrio nel proprio Paese. Procedure, tuttavia, non agevoli  considerando che la Tunisia consente il rimpatrio di soli 4 connazionali  al giorno in tutta Italia. Una limitazione che obbliga le Prefetture  italiane, tra cui quella di Gorizia, ad inviare alla spicciolata gli  immigrati tunisini nelle strutture romane, visto che proprio dalla  capitale partono i voli charter presposti all\u2019espulsione coatta dei  clandestini identificati. Passando ai previsti lavori di adeguamento e  messa in sicurezza del Cie di Gradisca, invece, \u00e8 slittata a fine mese  l\u2019assegnazione dell\u2019appalto dei lavori, per i quali la Prefettura ha  indetto un bando di gara fissando in un milione 660 mila euro la base  d\u2019asta.\u00bb<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"right\">Fonte: il Messaggero Veneto, 24 novembre 2010<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Inutile dirvi che avremmo volentieri evitato di pubblicare delle immagini come queste che i prigionieri<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[49,72],"class_list":["post-28100","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-dietro-le-sbarre","tag-la-pentola-bolle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28100\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}