{"id":28113,"date":"2010-11-26T09:59:35","date_gmt":"2010-11-26T08:59:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28113"},"modified":"2010-11-26T09:59:35","modified_gmt":"2010-11-26T08:59:35","slug":"mai-piu-schiavi-mai-piu-schiave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/11\/26\/mai-piu-schiavi-mai-piu-schiave\/","title":{"rendered":"Mai pi\u00f9 schiavi, mai pi\u00f9 schiave&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/domande.jpg\" title=\"domande e risposte\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/domande.jpg\" alt=\"domande e risposte\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>\u00ab[&#8230;] Da una parte i padroni che in tutto il mondo e in tutti i modi sfruttano, violentano, escludono ed umiliano. E noi tutti dall&#8217;altra:  sappiamo che ci vogliono schiavi ma stiamo imparando a dire basta.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Qui di seguito, il testo completo di uno dei volantini che un gruppo di compagni distribuir\u00e0 alla manifestazione del 27 novembre.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--> <strong>8 novembre 2010.<\/strong> La polizia carica e disperde chi, nel centro di Brescia, era andato a lottare insieme ai <em>senza-documenti<\/em> asserragliati sulla gru. I fermati trovati senza permesso di soggiorno verranno trasferiti dentro a Centri di Identificazione ed Espulsione e deportati quasi tutti in pochi giorni. Un trattamento simile gli uomini di Maroni lo avevano riservato a molti di quelli che a Rosarno avevano osato ribellarsi prendendo pietre e bastoni per urlare la propria rabbia. \u00c8 da quel giorno che abbiamo imparato che la macchina delle espulsioni serve a punire chi non vuol pi\u00f9 vivere in silenzio come uno schiavo, ma ha il coraggio di scendere in strada e lottare.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>21 agosto 2009.<\/strong> Al processo nel quale era accusata di aver preso parte ad una sommossa dentro al Cie di Milano, Joy trova il coraggio di puntare il dito contro l&#8217;ispettore di polizia a capo della struttura, che qualche settimana prima aveva provato a violentarla. Indagata per calunnia, condannata per la sommossa, Joy \u00e8 rimasta prigioniera del circuito Cie-carcere-Cie per dieci mesi prima di essere liberata. Solo il prossimo 2 dicembre, invece, inizier\u00e0 il procedimento contro Vittorio Addesso, l&#8217;ispettore che, saltandole addosso di fronte ad altre recluse e a crocerossini compiacenti, ci ha insegnato una volta per tutte cosa \u00e8 veramente un <em>senza-documenti<\/em> agli occhi degli uomini dello Stato: una eccedenza fastidiosa da gestire ed usare, uno schiavo in disarmo, un corpo da sfruttare in ogni modo e da cui pretendere qualsiasi cosa, <em>come se fosse scontato e normale<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>20 luglio 2010.<\/strong> Proprio nei giorni in cui tutte le attenzioni di giornalisti, partiti, sindacati e associazioni dal nome blasonato sono puntate su Sakineh &#8211; la donna iraniana condannata a morte per adulterio e per complicit\u00e0 con l&#8217;omicidio del marito -, l&#8217;Italia consegna Faith alla Nigeria, dove la aspetta la pena capitale per aver ucciso il suo padrone di lavoro che la violentava. <em>Senza-documenti<\/em>, Faith era stata fermata in Italia mentre tentava di difendersi dalle pesanti attenzioni di un suo connazionale, e subito rinchiusa dentro al Cie di Bologna. Da quel giorno sappiamo che tutti i discorsi umanitari sono parole al vento, e che ci\u00f2 che conta davvero quando c&#8217;\u00e8 da decidere sulle vite dei poveri sono gli investimenti all&#8217;estero delle imprese italiane e gli accordi tra gli Stati. I padroni vogliono schiavi e idrocarburi, il resto sono chiacchiere fastidiose.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>24 aprile 2009.<\/strong> L&#8217;Italia nega l&#8217;asilo ai 30 tunisini che sono stati rinchiusi nel Cie di Gradisca dopo cinque mesi di prigionia, trasferimenti e sommosse nei Centri di mezza Italia, dall&#8217;incendio di Lampedusa in poi. Arrivano tutti dal bacino minerario di Gafsa e scappano dalla repressione durissima che il regime tunisino aveva scatenato l&#8217;anno prima contro i giovani della regione, insorti  dopo che gli alti-e-bassi del mercato dei fosfati li aveva dichiarati inutili, <em>di troppo<\/em>. Da quel giorno sappiamo che le vicende dello scontro di classe attraversano il mediterraneo su dei barconi e che i padroni di l\u00e0 dal mare hanno un buon alleato nelle polizie europee. E viceversa.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>31 dicembre 2009.<\/strong> Ai cancelli di un&#8217;azienda di trasporti di Brembio (Lodi), agli operai che picchettano gli ingressi per protestare contro turni massacranti e licenziamenti punitivi, uno sbirro in borghese spiega: \u00abVoi perdete il permesso di soggiorno. Oltre al lavoro anche il permesso di soggiorno&#8230; siete contenti?! Allora facciamo subito, prendete il volo e tornate a casa!\u00bb. Poi li fa caricare e ne arresta due, un lavoratore immigrato e un solidale italiano. Da quel giorno sappiamo che il permesso di soggiorno \u00e8 l&#8217;arma con la quale i padroni ricattano gli sfruttati stranieri per separarli dagli sfruttati italiani e farne dei <em>crumiri obbligati<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>30 ottobre 2010.<\/strong> Salendo su di una gru in mezzo alla citt\u00e0 e rimanendoci per diciassette giorni, i <em>senza-documenti<\/em> di Brescia hanno scaldato il cuore di migliaia di sfruttati e di esclusi in tutta Italia. Da quel giorno sappiamo che le lotte coraggiose, anche quando partono da parole d&#8217;ordine parziali o separate, possono trovarsi da s\u00e9 i propri alleati e allargare <em>nei fatti<\/em> l&#8217;ambito del proprio discorso.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Nelle strade, nei Centri per senza-documenti, ai cancelli delle aziende, in cima alle gru<\/strong> tutti questi passaggi di lotta ci hanno insegnato a porre un unico problema: quello della divisione sociale. Da una parte i padroni che in tutto il mondo in tutti i modi sfruttano, violentano, escludono ed umiliano. E noi tutti dall&#8217;altra: sappiamo che ci vogliono schiavi ma stiamo imparando a dire basta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab[&#8230;] Da una parte i padroni che in tutto il mondo e in tutti i<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28113"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28113\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}