{"id":28189,"date":"2010-12-19T14:17:04","date_gmt":"2010-12-19T13:17:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28189"},"modified":"2010-12-19T14:17:04","modified_gmt":"2010-12-19T13:17:04","slug":"fuga-da-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/12\/19\/fuga-da-milano\/","title":{"rendered":"Fuga da Milano"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">In queste giornate di freddo e gelo, qualcosa succede all\u2019interno del Cie di via Corelli a Milano. Questa notte un gruppo di dieci reclusi ha provato ad evadere. Sei sono stati riacciuffati, ma in quattro sono riusciti a riconquistare la libert\u00e0. Per rappresaglia, questa mattina la polizia ha effettuato diverse perquisizioni, sequestrando gli effetti personali, coperte e acqua. Ma, a quanto raccontano i reclusi stessi, questa vendetta non ha tolto loro la gioia di sapere che i loro compagni ce l&#8217;hanno fatta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28189\">Leggi uno degli articoli che descrive la fuga.<\/a><\/p>\n<p><!--more--> <em>In undici hanno segato le sbarre con piccole lame, hanno  raggiunto il cortile del Centro di identificazione ed espulsione di via  Corelli e poi si sono arrampicati sul muro di cinta servendosi di  lenzuola legate a formare una corda. Due sono stati fermati dai militari  che avevano notato i movimenti del gruppo dai monitor del servizio di  sicurezza, cinque sono rimasti all\u2019interno del Cie, quattro sono  riusciti a scappare.<\/em><\/p>\n<p style=\"display: none\" class=\"adv adv-left\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"display: none\" class=\"adv adv-left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<em>L\u2019ennesimo tentativo di fuga dal Centro di  via Corelli \u2014 per il freddo ma anche per i lunghi tempi di detenzione,  fino a sei mesi \u2014 si consuma alle 5 di domenica mattina, quando le  guardie si accorgono dei movimenti nel reparto C. Nei monitor una decina  di ospiti della struttura sta tentando di segare le sbarre di ferro e  forzare le uscite. Scatta subito l\u2019allarme, un algerino di vent\u2019anni  viene bloccato subito insieme a un palestinese. Altri cinque rientrano.  Ma mentre le forze dell\u2019ordine arrivano all\u2019interno dei reparti per  sedare la rivolta, in quattro riescono a fuggire: sono un algerino, un  tunisino, un palestinese e un marocchino, tutti di et\u00e0 compresa tra i 18  e i 25 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Una evasione a una settimana esatta dall\u2019ultimo  tentativo, quando extracomunitari e agenti erano rimasti feriti nei  disordini in tre settori riservati normalmente ai nordafricani. La  settimana scorsa il gruppo di ospiti aveva cercato di raggiungere il  tetto della struttura per scappare, ma tutti erano stati bloccati.  Preclusa la fuga, i nordafricani avevano divelto termosifoni, porte,  lanciato sedie e tavoli, tanto da rendere i reparti inagibili. <\/em><br \/>\n<em>Ieri  erano sessanta gli ospiti del Centro, che sempre pi\u00f9 spesso aspettano la  tarda notte per tentare di evadere, approfittando del fatto che i  sensori sui tetti collegati agli allarmi, che avvisano le forze  dell\u2019ordine di presenze anomale, sono rotti. Per questo i tentativi di  fuga si concentrano quasi sempre tra la mezzanotte e le 5 del mattino.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMa  il problema della gestione della sicurezza all\u2019interno del Cie nasce  dall\u2019ambiguit\u00e0 di queste strutture \u2014 denuncia Mauro Guaetta, segretario  milanese del Siulp, il pi\u00f9 importante sindacato di polizia \u2014 . Non sono  carceri, le forze dell\u2019ordine non entrano, ma poi quando \u00e8 necessario  garantire la sicurezza e impedire le fughe, gli agenti non possono  operare con immediatezza. Nel tempo necessario a organizzarsi per  intervenire, all\u2019interno succede di tutto. Il ministro Maroni deve  decidere cosa vuol fare di questi posti. \u00c8 necessario rivedere le regole  di gestione che oggi sono poco funzionali\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"display: none\" class=\"adv adv-middle\"> <a href=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/5c\/local.repubblica.it\/rg\/milano\/interna\/1698189357\/Middle\/default\/empty.gif\/6c785532414530416e57494141583141\" target=\"_top\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/0\/default\/empty.gif\" width=\"1\" border=\"0\" height=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2010\/12\/19\/news\/cie_quattro_immigrati_fuggono_dopo_aver_annodato_le_lenzuola-10400335\/\">La Repubblica Milano<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste giornate di freddo e gelo, qualcosa succede all\u2019interno del Cie di via Corelli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[49],"class_list":["post-28189","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-dietro-le-sbarre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28189"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28189\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}