{"id":28271,"date":"2011-01-30T00:41:47","date_gmt":"2011-01-29T23:41:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28271"},"modified":"2011-01-30T00:41:47","modified_gmt":"2011-01-29T23:41:47","slug":"il-punto-da-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/01\/30\/il-punto-da-parigi\/","title":{"rendered":"Il punto da Parigi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>Da Parigi, il punto sugli arresti che, dalla fine di dicembre fino a questi giorni, hanno coinvolto alcuni dei compagni attivi nella lotta contro la macchina delle espulsioni (e non solo). In fondo, una lettera dal carcere di Olivier e il resoconto di una recente iniziativa in loro solidariet\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/manifmidi21.jpg\" width=\"320\" align=\"left\" height=\"254\" \/> <strong>Bruno<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato arrestato ad un posto di blocco della polizia nella metro di Parigi il 21 dicembre scorso, e si trova in carcerazione preventiva nella prigione di Fresnes. Da gennaio a maggio del 2008 aveva gi\u00e0 scontato 4 mesi e mezzo: appena uscito sotto controllo giudiziario, nel luglio 2008, si era reso latitante. L\u2019accusa specifica contro di lui, insieme a due altri compagni (uno latitante, Ivan, e uno sotto controllo giudiziario, Damien) \u00e8 di aver fabbricato e trasportato un fumogeno artigianale e dei chiodi a tre punte, trovati nella loro macchina qualche ore prima di una manifestazione davanti al Cie di Vincennes.<br \/>\n<!--more--> Inoltre, Bruno rimane sotto accusa con 5 altri compagni (Ivan, Damien, Farid, Isa, Juan) per \u00abassociazione di malfattori con finalit\u00e0 di terrorismo\u00bb (l\u2019equivalente francese del 270bis). I fatti specifici contro gli altri compagni sono, secondo i casi, un sabotaggio nel corso del movimento anti-Cpe del 2006 contro un segnale elettrico delle ferrovie alla periferia di Parigi, l\u2019incendio mancato (l\u2019ordigno non si \u00e8 innescato) di un veicolo degli sbirri durante lo stesso movimento a Parigi, il possesso della mappa originale di una galera per minori in costruzione e di chili di una \u00abmateria incendiaria o esplosiva\u00bb (clorato di potassio), trovati in una macchina fermata dagli sbirri ad un casello dell&#8217;autostrada. L\u2019\u00abassociazione\u00bb \u00e8 basata, secondo i giudici e l\u2019anti-\u00abterrorismo\u00bb sul fatto che gli imputati si conoscono (stessa casa occupata per alcuni, il fatto di essere stati fermati insieme per altri, ecc.), che alcuni sono accusati di pi\u00f9 fatti specifici (collegando questi fatti tra loro) e che avrebbero uno scopo eversivo comune: \u00abcontro lo Stato ed il Capitale, e in particolar modo contro le galere e i Cie\u00bb. Il nome dell&#8217;\u00abassociazione\u00bb, mai apparso prima, l\u2019hanno dato i geni del anti-\u00abterrorismo\u00bb: <em>mouvance anarcho-autonome <\/em>(Maaf), che sarebbe pi\u00f9 o meno \u00abmovimento\/area anarco-autonomo\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Olivier, Dan e Camille<\/strong><br \/>\nLoro sono stati arrestati nel quartiere di Belleville a Parigi la notte del 13 gennaio 2011. Sono tutti e tre accusati di \u00abdanneggiamento aggravato\u00bb, per delle scritte qualificate dai giudici come \u00abeversive\u00bb: \u00abviva l\u2019insurrezione in Algeria e in Tunisia\u00bb, \u00abMorte agli Stati\u00bb, \u00abviva l\u2019anarchia\u00bb, ecc. Camille \u00e8 uscita del carcere femminile di Fleury Merogis il 19, e si trova ora ai domiciliari con permesso di uscire per andare al Universit\u00e0 o al lavoro (e a firmare al Tribunale una volta alla settimana!). Ad Olivier e Dan \u00e8 stato negato di andare ai domiciliari, rimangono quindi nel carcere di La Sant\u00e9.<br \/>\nDan era gi\u00e0 sotto accusa dal febbraio 2010 per delle scritte dentro una banca Bnp nel corso di una manifestazione selvaggia a Barb\u00e8s (Parigi) nel dicembre 2009. Olivier era gi\u00e0 sotto accusa dal febbraio 2010 per l&#8217;incendio di un bancomat, e da giugno 2010 per \u00abdanneggiamento aggravato\u00bb (\u00e8 stato pedinato mentre comprava la colla che, secondo gli sbirri, sarebbe servita qualche ora dopo per danneggiare una agenzia Air France con dei manifesti apparsi durante una breve occupazione).<\/p>\n<p align=\"justify\">Ricordiamo che dal dicembre 2009 al giugno 2010 si sono moltiplicate in varie citt\u00e0 iniziative in solidariet\u00e0 con i dieci <em>sans-papiers<\/em> accusati dell&#8217;incendio del Cie di Vincennes del giugno 2008 (sono stati condannati nel marzo 2010 ad anni di carcere). A Parigi ci sono state manifestazioni selvagge nei quartieri, dibattiti, striscioni e scritte, ma anche all&#8217;incirca 80 bancomat sabotati (con acido, a colpi di mazza o incendiati), brevi occupazioni di agenzie della Air France, della Sncf o di Carlson Wagon Lits Travel (che prenota i posti degli espulsi sugli aeri e sulle navi), scritte, manifesti e colpi di mazza sulle vetrine della Croce Rossa, di agenzie interinali o di Bouygues (costruttore di Cie e galere), scritte nei tribunali, ecc.<br \/>\nIl 15 febbraio e l&#8217;8 giugno 2010, l\u2019anti-\u00abterrorismo\u00bb aveva eseguito prima 8 e poi 6 perquisizioni contro 15 compagni, portando per ora a 7 di loro sotto accusa, pi\u00f9 3 altri coinvolti. Secondo i giornali, gli stessi sbirri (<em>Brigade criminelle de Paris-section anti-terroriste<\/em>) starebbero lavorando su 12 inchieste, che secondo pi\u00f9 l&#8217;impressione di molti starebbero per confiulire in una sola e nuova \u00abassociazione eversiva\u00bb basata sulla tematica della \u00abperturbazione della macchina delle espulsioni\u00bb e dei Cie.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Fran\u00e7ois<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato arrestato il 19 gennaio nel pomeriggio mentre usciva da una sede di compagni a Bagnolet (periferia est di Parigi) e portato il giorno dopo nel carcere di Fleury Merogis. Lui \u00e8 sotto accusa sia per nelle perquisizioni di febbraio e che quelle di giugno 2010 (come Olivier), in un caso per un attacchinaggio su una banca durante una manifestazione selvaggia, nell&#8217;altro perch\u00e9 visto &#8211; secondo gli sbirri, che si basano su delle registrazioni di telecamere &#8211; in metropolitana 30 minuti dopo e ben al di l\u00e0 dei fatti con un altro compagno accusato di aver partecipato al danneggiamento di una agenzia della Sncf il 17 marzo, giorno del verdetto contro i 10 <em>sans-papiers <\/em>condannati per l\u2019incendio del Cie di Vincennes. Fran\u00e7ois \u00e8 uscito sotto controllo giudiziario il 28 gennaio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Per finire\u2026<\/strong><br \/>\nSembra chiaro che i bastardi dell&#8217;anti-\u00abterrorismo\u00bb si diano da fare contro i compagni di Parigi. I dossier (gli atti giudiziari) fanno gi\u00e0 migliaia di pagine, ed ogni segno di dissenso contro la macchina delle espulsioni \u00e8 oggetto delle loro attenzioni (decine di perizie sulle scritte, sulla colla dei manifesti, sugli striscioni sui ponti o sulle impalcature, centinaia di ore di riprese di telecamere urbane, di strada, di bancomat o della metro, decine e decine di analisi Dna o impronte digitali).<br \/>\nNiente di nuovo, e con tutto questo accuse basate solo su momenti pubblici come manifestazione nelle strade, occupazioni o presenza solidale nei tribunali. Chiaro poi che ogni pretesto gli serve per incarcerare, come nel caso di Olivier, Dan e delle scritte solidali con gli insorti in Tunisia e contro i potenti (definite dai giudici come \u00abforma minimale di azione diretta che porta poi al compimento di atti molto pi\u00f9 gravi\u00bb che \u00aboltrepassa i limiti della libera espressione democratica\u00bb).<br \/>\nInfine, visto che il potere sta spingendo su un argomento pi\u00f9 che sociale &#8211; la lotta sia dentro che fuori i Cie contro la macchina delle espulsioni o la solidariet\u00e0 nei quartieri con gli insorti del Maghreb -, basandosi sulla paura dell\u2019incontro di certe pratiche di conflittualit\u00e0 diffusa con delle idee sovversive, la solidariet\u00e0 non dovrebbe fare troppo fatica a poter esprimersi\u2026 continuando la lotta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Per avere pi\u00f9 informazioni in francese sulla macchina delle espulsioni <a href=\"http:\/\/cettesemaine.free.fr\/spip\/rubrique.php3?id_rubrique=113\">potete dare una occhiata qui<\/a>, mentre se volete maggiori dettagli sugli ultimi arresti, <a href=\"http:\/\/cettesemaine.free.fr\/spip\/rubrique.php3?id_rubrique=124\">cliccate qui<\/a>, <a href=\"http:\/\/cettesemaine.free.fr\/spip\/rubrique.php3?id_rubrique=68\">oppure qui<\/a>. Eccovi invece una lettera dal carcere di Olivier e il resoconto<\/em><strong> <\/strong><em>di una iniziativa in solidariet\u00e0 con gli arrestati di qualche giorno fa.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Non siamo in prigione per delle scritte sui muri\u2026<\/strong><\/p>\n<p align=\"right\">Prigione della Sant\u00e9 [Parigi], 21 gennaio 2011.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo stati arrestati in strada, a Belleville, dalla BAC [unit\u00e0 di polizia che spesso operano \u201cin borghese\u201d, NdT]. Due pattuglie giravano, sapendo quello che cercavano. Nello zaino, gli sbirri ci trovano una bomboletta e le nostre dita sono un po&#8217; troppo nere per i loro gusti. Il nostro passaggio in commissariato non dura a lungo: giusto il tempo che i pulotti tirino fuori la panoplia dei loro trucchi, meno per farci parlare che per metterci addosso la tensione. Nel pomeriggio del 13, quelli della SAT-Brigade Criminelle [section antiterroriste, sezione antiterrorismo della polizia parigina, NdT] vengono a cercarci, sorridenti. Da quel momento \u00e8 abbastanza chiaro che le scritte saranno solo un dettaglio insignificante, un pretesto per tenerci.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c\u00c8 stupido, vi eravate calmati, tutta questa storia stava finendo, ma avete ricominciato\u201d. Qualche tentativo di interrogatorio, per la forma. Prima ancora, le perquisizioni, per aggiornare i loro archivi, mettere un po&#8217; di casino. Negli uffici, gli appunti appesi ci informano delle denunce sporte dalla Croce Rossa. I sospetti si concentrano in fretta su di noi. Gi\u00e0 al commissariato del XX arrondissement gli sbirri parlavano di una riunione straordinaria fra di loro, dopo una chiamata dell&#8217;antiterrorismo, a proposito dei danni fatti a diversi locali della Croce Rossa, la notte fra l&#8217;11 e il 12 gennaio. Altre scritte hanno colpito la \u201cCasa della giustizia e del diritto\u201d, nel X arrondissement. L&#8217;antiterrorismo che si agita per delle scritte sui muri? C&#8217;\u00e8 qualcosa che stona. La notte del nostro arresto si tratta di scritte che portano messaggi di solidariet\u00e0 con le rivolte delle ultime settimane in Tunisia e Algeria, contro lo Stato, sia esso dittatoriale o democratico. Ci interrogano a proposito di quelle scritte, ma anche a proposito di quelle della notte precedente, con il pretesto che i temi sarebbero prossimi (\u00e8 vero che pochi manifestano la propria ostilit\u00e0 nei confronti dello Stato\u2026) e che certe espressioni, come \u201cCrepi lo Stato\u201d compaiono in entrambi i casi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al di l\u00e0 di questi fatti specifici, ci viene contestata soprattutto la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0, della nostra partecipazione alle lotte, e quindi dei legami di complicit\u00e0 ed amicizia tessuti nel corso di tali lotte. In questo contesto, la prigione per punire il divieto, per due di noi, di incontrarci e di comunicare, ha chiaramente come fine l&#8217;annientamento ogni forma di lotta e di organizzazione informale che sfugga al quadro democratico e al suo controllo sociale.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;associazione a delinquere, anche se non viene formalmente evocata nel nostro caso, resta l&#8217;ossessione di chi utilizza ogni fatto, anche cos\u00ec \u201canodino\u201d come delle scritte, dei fumogeni, degli attacchinaggi, per farlo rientrare nella casella \u201cmovimento anarco-autonomo\u201d. Una costruzione, questa, molto utile per separare gli uni, terrorizzare gli altri, smarcare eventualmente i \u201cleader\u201d dai \u201csimpatizzanti\u201d, \u201cteorizzatori\u201d e \u201cattacchini di manifesti\u201d, \u201cpreparatori\u201d ed \u201cesecutori\u201d, cio\u00e8 secondo il modello autoritario e gerarchico che \u00e8 quello della societ\u00e0 che noi combattiamo, e che ci disgusta sotto tutti gli aspetti. Questo genere di attacchi repressivi, in un momento in cui certe lotte, contro i centri di detenzione e tutte le forme di carcere, per esempio, sembra sottotono, servono loro come \u201cprecauzione\u201d, al fine di bloccare sul nascere ogni velleit\u00e0 di conflittualit\u00e0 contro quello che ci domina. Le denunce regolari della Croce Rossa partecipano in pieno a questa offensiva degli sbirri, con i quali essa non perde occasione di collaborare. Mano nelle mano nella gestione delle prigioni, mano nella mano nella repressione delle lotte antiautoritarie. Un po&#8217; di vernice per questi umanitari dalle mani rosso sangue \u00e8 il minimo\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">Al di l\u00e0 di questa o questa pratica o mezzo impiegato nella lotta (perch\u00e9 sono evocati ad egual titolo incendi, distruzioni, semplici danneggiamenti, occupazioni collettive\u2026) \u00e8 questa lotta stessa, e quello che essa porta in s\u00e9 in termini di desideri e prospettive (un mondo senza sfruttamento, senza denaro, senza prigioni, senza Stato), che il potere vuole soffocare. Ci\u00f2 non \u00e8 affatto conseguenza di uno stato o di leggi \u201cd&#8217;eccezione\u201d. La libert\u00e0 e la democrazia non hanno nulla a vedere l&#8217;una con l&#8217;altra. Bisogna essere dei bei bugiardi per sostenere il contrario. Quello che fa loro girare le palle, \u00e8 che la nostra rabbia, le nostre rivolte, le nostre lotte non hanno nulla da reclamare, nulla da concedere, nulla da rinnegare, nulla da mendicare. Lasciamo volentieri tutto questo ai professionisti ed opportunisti della politica. Allo stesso modo, le nostre amicizie, le nostre affinit\u00e0 non sono negoziabili. La libert\u00e0 che noi volgiamo \u00e8 incondizionata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno slogan della rivolta in Kabilia diceva: \u201cVoi non potete ucciderci; siamo gi\u00e0 morti\u201d.<br \/>\nLo Stato pu\u00f2 anche sbatterci in galera, ma sono i rapporti sociali esistenti che ci imprigionano in ogni caso. C&#8217;\u00e8 una cosa che noi non dimentichiamo: abbiamo una vita sola.<br \/>\nRiassumiamo: \u201cNessuna libert\u00e0 per i nemici del potere\u201d, ci dicono. Noi rispondiamo: \u201cNessuna pace per i nemici della libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>Olivier<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Passeggiata in solidariet\u00e0 con i rivoltosi, a Parigi. <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Marted\u00ec [25 gennaio, NdT] a mezzogiorno, una trentina di persone motivate si sono ritrovate a Belleville, in solidariet\u00e0 con la lotta in Tunisia, Algeria e altrove, e con i compagni che si sono ritrovati in gattabuia per aver lottato a proposito di questo soggetto o a proposito della lotta contro il centro di detenzione di Vincennes.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo un piccolo scambio di volantini, in cui ci siamo passati i differenti pezzi di carta che gridavano in maniere diverse quello che volevamo dire, siamo partiti lungo la via Belleville.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Al grido di: \u201cAlgeria, Tunisia, Parigi, insurrezione\u201d, \u201cAlgeria, Tunisia, Parigi, potere assassino\u201d, \u201cAlgeria, Tunisia, Parigi, sbirri porci assassini\u201d, \u201cAbbasso tutti gli Stati\u201d, \u201cLibert\u00e0 per tutti, con o senza documenti\u201d, \u201cDittatura, democrazia, potere assassino\u201d e altri, migliaia di volantini sono stati diffusi e un mucchio di manifesti incollati da una banda mobile e ben motivata.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo un giro per il quartiere siamo tornati, senza incidenti, alla stazione del metr\u00f2.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci siamo fatti ben sentire, \u00e8 fattibile dovunque e semplice, viva l&#8217;immaginazione di ciascuno e la libert\u00e0!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Parigi, il punto sugli arresti che, dalla fine di dicembre fino a questi giorni,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28271","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28271\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}