{"id":28345,"date":"2011-02-13T23:56:26","date_gmt":"2011-02-13T22:56:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28345"},"modified":"2011-02-13T23:56:26","modified_gmt":"2011-02-13T22:56:26","slug":"evasione-a-brindisi-sciopero-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/02\/13\/evasione-a-brindisi-sciopero-a-torino\/","title":{"rendered":"Evasione a Brindisi, sciopero a Torino"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La tensione dentro al Cie di <strong>Brindisi<\/strong> continua ad essere altissima, proprio come nelle settimane scorse. Rivolte e fughe si susseguono una dopo l&#8217;altra: alcune<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28319\"> ve le abbiamo segnalate nei giorni scorsi<\/a> spulciando la cronaca locale, ma sono oramai talmente numerose che &#8220;non fanno pi\u00f9 notizia&#8221; ed \u00e8 difficile venirne a conoscenza. Sappiate per\u00f2 che l&#8217;ultima \u00e8 della notte scorsa: materassi bruciati e buche scavate, 27 persone in fuga. Niente male: e l&#8217;aria che tira a Restinco lascia intendere che la rabbia esploder\u00e0 ancora.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel Cie di <strong>Torino<\/strong>, intanto, continua lo sciopero della fame. Oramai sono 24 ore, e alla protesta si sono subito uniti pure i cinquanta tunisini appena arrivati che sono stati stivati nell&#8217;area delle donne. Piano piano la tensione sembra alzarsi pure qui. <a href=\"http:\/\/piemonte.indymedia.org\/article\/11679\">Un saluto solidale c&#8217;\u00e8 stato questa sera fuori dalle mura<\/a> e i prigionieri hanno risposto calorosamente, mentre un prigioniero si \u00e8 tagliato per protesta e &#8211; ovviamente &#8211; non \u00e8 stato soccorso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco di nuovo la voce di un prigioniero di corso Brunelleschi, ai microfoni\u00a0 di Radio Blackout questa mattina:<\/p>\n<p align=\"justify\">[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/sciopero-fame-torino-13-febbraio.mp3]<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Aggiornamento 14 febbraio.<\/strong> Sono stati <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/dettaglio-news\/13:22-13:22\/3916921\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">convalidati i trattenimenti di tutti e cinquanta i tunisini<\/a> arrivati a <strong>Torino<\/strong> da Lampedusa sabato. Intanto i funzionari dell&#8217;Ufficio immigrazione, tornati in servizio dopo il week-end, hanno avuto una brillante pensata per spezzare lo sciopero della fame che \u00e8 in corso dall&#8217;altroieri: dire ai prigionieri che chi avrebbe smesso sarebbe stato liberato. Ma nessuno ha creduto loro, e lo sciopero prosegue compatto. Sulla sommossa di <strong>Brindisi<\/strong>, invece, abbiamo trovato l&#8217;articolo che vi incolliamo qui sotto. Non conferma l&#8217;esito della fuga, che invece ci \u00e8 stato confermato da voci interne ai Centri, ma ne fa una descrizione molto viva.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>\u00abBottiglie d\u2019alcol usate come lanciafiamme contro le forze dell\u2019ordine, tentativi d\u2019incendio, devastazioni ed un nuovo cratere aperto proprio sul muro di cinta in prossimit\u00e0 dell\u2019uscita del centro di Restinco, quasi a m\u00f2 di sfida a polizia, carabinieri, finanzieri e militari del \u201cSan Marco\u201d intervenuti a sedare la pi\u00f9 violenta tra le ultime rivolte. Fortunatamente nessun ferito, n\u00e9 tra le forze dell\u2019ordine n\u00e9 tra gli ospiti, il pi\u00f9 violento e pericoloso gruppo che il Cie-Cara (Centro di identificazione ed espulsione e Centro accoglienza richiedenti asilo ndr) di Restinco abbia mai accolto.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>L\u2019ennesimo tumulto inizia proprio mentre il questore Vincenzo Carella, respingeva i 120 tunisini in arrivo da Lampedusa, crocevia dello sbarco di massa dal nord Africa dove \u00e8 ormai \u2013 a detta dello stesso ministro dell\u2019Interno Roberto Maroni \u201cemergenza umanitaria\u201d. Ed i riflessi, era da tempo prevedibile, si riflettono sull\u2019Italia e Brindisi in particolare. Tra i 120 nessuno aveva richiesto asilo politico e per questo, vista la situazione esplosiva all\u2019ordine del giorno, il numero uno della questura ha  disposto il respingimento, provvedimento che implica l\u2019abbandono del territorio italiano nell\u2019arco di cinque giorni. Due tra loro sono stati arrestati perch\u00e9 colpiti da precedenti provvedimenti da parte di altre questure puntualmente violati.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>LA RIVOLTA NOTTURNA \u2013 Una rivolta ogni due giorni, almeno nelle ultime tre settimane, da quando da Agrigento sono arrivati un gruppo di circa 35 tunisini. Tra loro ci sarebbero molti evasi dalle carceri dopo la rivolta che ha costretto al forfait il presidente Ben Al\u00ec. Un gruppo compatto, molto violento, i cui componenti pare provengano non solo dalle patrie galere ma da citt\u00e0 vicine, quindi molto affiatato. I tunisini pare non abbiano nemmeno socializzato con il resto degli ospiti del Cie (sono una sessantina in tutto) e che terrorizzino con la loro presenza anche il personale civile in servizio nel centro (mediatori sociali, addetti alle pulizie, ecc. che mai si erano trovati davanti ad una situazione cos\u00ec delicata).<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il copione si ripete ogni volta con maggiore violenza. Dormono di giorno, entrano in azione di notte. La notte tra sabato e domenica hanno iniziato con le devastazioni intorno alle 23, gli scontri si sono conclusi intorno alle 5 del mattino. Questa volta hanno preso di mira un punto differente, attuando una nuova strategia che ha ridotto il centro di Restinco in macerie: distrutti mense, alloggi e magazzini. I rivoltosi hanno sfondato la porta di ferro frangi fuoco che separa la mensa del Cie da quella del Cara separate da una scalinata e si sono introdotti nei magazzini dove hanno fatto man bassa di bottiglie d\u2019alcol, estintori, lamette e di qualsiasi cosa potesse essere usata come arma.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Dalla mensa del Cara (60 gli ospiti presenti attualmente a fronte di una disponibilit\u00e0 di 128 posti, ndr) si sono diretti verso il muro di cinta dove \u00e8 iniziata la guerriglia prima che arrivassero a sfondare la rete di recinzione da cui avrebbero potuto facilmente guadagnare la fuga (in questa parte del centro di solito non si verificano scontri perch\u00e9 i richiedenti asilo sono pacifici). Trovata la strada sbarrata  da una cinquantina tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari del \u201cSan Marco\u201d, hanno tentato su un altro fronte: dopo aver sfondato un muro dalle loro camerate si sono diretti verso la zona degli uffici della vigilanza dove hanno praticato un enorme breccia nel muro di cinta lanciando i tufi che venivano via contro le forze dell\u2019ordine.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Se non c\u2019\u00e8 stato alcun ferito \u2013 nemmeno in seguito ad atti di autolesionismo che i tunisini sono soliti praticare, quasi a mo\u2019 di rito d\u2019iniziazione alla battaglia \u2013 \u00e8 un miracolo. Da tempo i sindacati dell\u2019osservatorio provinciale di polizia denunciano una situazione insostenibile che pu\u00f2 precipitare da un momento all\u2019altro con conseguenze imprevedibili per chi \u00e8 chiamato a garantire la sicurezza. Finora \u2013 nonostante siano anche pronti circa 200 mila euro per lavori d\u2019adeguamento della struttura \u2013 ogni appello \u00e8 caduto nel vuoto. Prima che quei soldi siano spesi, tempi burocratici permettendo, occorrer\u00e0 comunque far qualcosa, perch\u00e9 se \u00e8 vero che per chi indossa una divisa \u201cil pericolo \u00e8 il suo mestiere\u201d, non \u00e8 comunque normale andare a lavorare con la consapevolezza di non sapere se e in quali condizioni ritorner\u00e0 a casa.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.brindisireport.it\/cronaca\/2011\/02\/13\/una-notte-di-fuoco-a-restinco-il-questore-firma-120-respingimenti\/\">da Brindisireport.it <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tensione dentro al Cie di Brindisi continua ad essere altissima, proprio come nelle settimane<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28345\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}