{"id":28397,"date":"2011-02-28T11:56:20","date_gmt":"2011-02-28T10:56:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28397"},"modified":"2011-02-28T11:56:20","modified_gmt":"2011-02-28T10:56:20","slug":"frutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/02\/28\/frutti\/","title":{"rendered":"Frutti"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">I primi frutti, in termini di libert\u00e0, delle sommosse di Gradisca della settimana appena terminata si stanno gi\u00e0 facendo sentire. Gi\u00e0 sabato 32 prigionieri erano stati liberati in sordina per alleggerire la pressione sulla struttura, scatenando le ire dei sindacati di polizia che avevano equiparato &#8211; giustamente! &#8211; ogni liberazione ad una ammissione di fallimento del sistema dei Cie. Ieri poi &#8211; e lo apprendiamo <a href=\"http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/dettaglio\/nuova-rivolta-al-cie-di-gradisca-che-e-quasi-del-tutto-inagibile\/3560767\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dai quotidiani locali di oggi<\/a> &#8211; era prevista la liberazione di un&#8217;altra ventina di reclusi, saltata all&#8217;ultimo per un intervento del Viminale. E proprio contro il Viminale si stanno scagliando i sindacati di Polizia della Provincia, sempre pi\u00f9 imbufaliti: ci ha lasciati soli &#8211; dicono in sostanza -negandoci sia i rinforzi per tenere a bada i prigionieri ammassati in un Centro semidistrutto che la disponibilit\u00e0 a trasferire i reclusi altrove.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi, invece, dopo una notte passata ammucchiati nelle stanze comuni insieme agli altri prigionieri, a sette ragazzi \u00e8 stata annunciata l&#8217;imminente liberazione. Ora sono in guardiola ad aspettare: vedremo se si verranno liberati veramente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Leggi i primi articoli della stampa locale sul collasso del Cie isontino.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nuova rivolta al Cie di Gradisca che \u00e8 quasi del tutto inagibile<\/strong><br \/>\nGli ospiti hanno appiccato incendi in sei delle sette stanze rimaste utilizzabili. La Prefettura di Gorizia ha inviato una richiesta ufficiale di aiuto al ministero dell\u2019Interno<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d\u2019Isonzo \u00e8 al collasso. A mettere definitivamente al tappeto la struttura isontina sono stati gli incendi appiccati dagli immigrati nel primo pomeriggio di ieri, quando tra le 13 e le 14 sono state date alle fiamme sei delle sette stanze rimaste ancora agibili dopo i disordini delle ultime due settimane. Un\u2019azione palesemente mirata quella degli \u201cospiti\u201d del centro, che negli ultimi cinque giorni hanno incendiato (bruciando materassi e suppellettili varie) sedici stanze del complesso, dove al momento risulta agibile una sola camerata, a regime standard predisposta per ospitare 8 letti.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> Un\u2019inezia a fronte dei 105 immigrati clandestini attualmente rinchiusi nella struttura, tanto da costringere la Prefettura di Gorizia a inviare nel pomeriggio di ieri una richiesta d\u2019aiuto ufficiale al ministero dell\u2019Interno, precisando la \u00absituazione di assoluta criticit\u00e0 e il concreto rischio di collasso in cui versa il Cie\u00bb.<br \/>\n\u00abResta agibile una sola stanza, salvata in tempo dai vigili del fuoco \u2013 hanno confermato ieri dalla Prefettura del capoluogo isontino \u2013. Lo stato d\u2019emergenza era scattato gi\u00e0 venerd\u00ec sera, quando a seguito di altri incendi erano rimaste 7 le stanze funzionali, con una capacit\u00e0 standard di 56 posti, per ospitare 135 immigrati. Molti avevano passato la notte a terra, in sistemazione d\u2019emergenza, ma ora, con una sola stanza agibile e una capienza di 105 persone, la situazione \u00e8 al limite del drammatico. Gli spazi per ospitare gli immigrati, seppur in alloggi di fortuna come corridoi e locali normalmente adibiti ad altre funzioni, materialmente ci sono ma \u00e8 evidente che pu\u00f2 trattarsi di una soluzione temporanea, impraticabile nell\u2019arco di pi\u00f9 giorni. In merito a possibili trasferimenti di immigrati dal Cie di Gradisca, invece, al momento non ci sono comunicazioni ufficiali, stanotte (ieri, ndr ) sicuramente resteranno tutti nella struttura, non c\u2019\u00e8 disponibilit\u00e0 di posti negli altri centri italiani\u00bb.  <\/em><\/p>\n<p style=\"display: none\" id=\"adMiddle\"> <a href=\"http:\/\/oas.gelocal.it\/5c\/quotidianiespresso.it\/qe\/messaggeroveneto\/interna\/1756760910\/Middle\/default\/empty.gif\/6c78553241457a36446b344141766a47\" target=\"_top\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/oas.gelocal.it\/0\/default\/empty.gif\" width=\"1\" border=\"0\" height=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> Il Carnevale ad alta tensione nel Cie di Gradisca \u00e8 cominciato gi\u00e0 nella tarda mattinata di ieri, quando il previsto rilascio di una ventina di immigrati (dopo che sabato 32 erano stati fatti uscire con il foglio di via, l\u2019invito ad abbandonare il Paese entro 5 giorni) disposto dalla Questura goriziana \u00e8 stato bloccato dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. Un mancato rilascio che ha immediatamente fatto esplodere la tensione nella struttura, dove poco dopo le 13 sono cominciati i disordini, sfociati nell\u2019incendio.<\/em><br \/>\n<em> Inutile l\u2019intervento dei vigili del fuoco di Gorizia, che non hanno potuto far altro che provvedere alla messa in sicurezza della struttura e dichiarare l\u2019inagibilit\u00e0 delle sei stanze. Nel corso dell\u2019incendio, con alte colonne di fumo che per un\u2019ora si sono elevate sopra il Centro per immigrati isontino, non si sono registrati casi di intossicamento o feriti.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Da Il <a href=\"http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/dettaglio\/nuova-rivolta-al-cie-di-gradisca-che-e-quasi-del-tutto-inagibile\/3560767\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Messaggero Veneto Online<\/a><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5 incendi in un mese: chiuso il Cie di Gradisca, agibile solo una stanza<\/strong><br \/>\nOspiti da alloggiare altrove, la Prefettura si rivolge al ministero. Bruciati materassi, chiesta riduzione della capienza del centro<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d&#8217;Isonzo (Gorizia) \u00e8 chiuso, non pu\u00f2 ricevere altri ospiti e deve sistemare altrove il centinaio di immigrati che vi sono alloggiati. Ieri l&#8217;ennesimo incendio appiccato da nordafricani ha danneggiato le ultime stanze rimaste agibili. Di agibile ne \u00e8 rimasta solo una e gli extracomunitari, tutti nordafricani, hanno passato la notte alla meno peggio sistemati nelle zone comuni. Lo conferma la Prefettura di Gorizia, che attende disposizioni ministeriali dopo aver gi\u00e0 segnalato nei giorni scorsi la grave situazione che si \u00e8 creata a Gradisca.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Quello di ieri \u00e8 infatti il quinto incendio nell&#8217;arco di una trentina di giorni: il primo risale al 28 gennaio, il secondo a met\u00e0 febbraio, a seguire quelli di gioved\u00ec e venerd\u00ec scorso e infine le fiamme di ieri. I nordafricani hanno incendiato i materassi, poich\u00e9 nelle camerate non vi sono praticamente altre suppellettili e ora non si sa nemmeno come farli dormire. La Prefettura di Gorizia aveva gi\u00e0 chiesto al Ministero una riduzione della capienza del Cie, sia per gli incendi sia per la ristrutturazione dei locali in corso, ma ora la situazione \u00e8 divenuta esplosiva. Il problema \u00e8 che anche gli altri Cie del Paese sono tutti pieni e non si sa dove sistemare gli extracomunitari di Gradisca.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ilgazzettino.it\/articolo.php?id=140196&amp;sez=NORDEST\">Il Gazzettino <\/a><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Il Sap: Centro abbandonato dal Viminale <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il febbraio \u201ccaldo\u201d al Cie di Gradisca \u00e8 cominciato sabato 12, quando l\u2019arrivo da Lampedusa di una cinquantina di immigrati tunisini (30 dei quali chiesero immediatamente asilo politico) provoc\u00f2 un\u2019immediata escalation di tensione, sfociata luned\u00ec 14 nell\u2019incendio di tre stanze. Marted\u00ec 22 nuovi disordini e l\u2019inizio di una settimana di fuoco, proseguita gioved\u00ec con l\u2019incendio di sette stanze e l\u2019arresto di 5 clandestini. Venerd\u00ec nuovi disordini, culiminati con l\u2019incendio di altre quattro stanze.<br \/>\nSull\u2019escalation di tensione nella struttura isontina \u00e8 intervenuto ieri il segretario provinciale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) di Gorizia, Angelo Obit. \u00abVista la grave situazione il questore, che nel frattempo non aveva ottenuto rinforzi dal Dipartimento e nemmeno disponibilit\u00e0 di posti in altri Cie \u2013 ha detto Obit \u2013, sabato aveva suo malgrado deciso di dimettere dal Centro, con intimazione a lasciare l\u2019Italia, i soggetti giudicati meno pericolosi. Era l\u2019unica possibilit\u00e0 per continuare a trattenere gli altri. Ieri ne dovevano essere dimessi altri 20 ma \u00e8 arrivato l\u2019altol\u00e0 del Dipartimento. Cos\u00ec si \u00e8 alzata la tensione e sono state bruciate altre sei stanze. Se l\u2019Europa ha abbandonato l\u2019Italia il Dipartimento ha abbandonato Gradisca e il questore. La totale solidariet\u00e0 del Sap va agli operatori e al questore al quale non va attribuita alcuna responsabilit\u00e0\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/messaggeroveneto\/2011\/02\/28\/GO_04_SEC50.html\">da Il Messaggero Veneto <\/a><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Rivolta al Cie di Gradisca <\/strong><br \/>\nIl Centro \u00e8 ormai inagibile L&#8217;ennesima protesta \u00e8 scoppiata dopo lo stop al rilascio di 20 immigrati Sabato ne erano usciti 30. Il Sap: \u00abResta una sola stanza per cento ospiti\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I rivoltosi hanno vinto: il Cie \u00e8 definitivamente al collasso. Una settimana di rivolte ha portato ieri ad un epilogo grottesco, inimmaginabile: la struttura di massima sicurezza da 17 milioni di euro non \u00e8 pi\u00f9 agibile. Smontata pezzo dopo pezzo dalla furia degli ospiti. Ora, dopo l&#8217;incendio di altre 6 stanze, all&#8217;ex Polonio \u00e8 allarme-sovraffollamento. A salvarsi dall&#8217;ennesima sommossa, scoppiata alle 14 di ieri, \u00e8 stata una sola camerata da 8 posti sita nella zona rossa. Sono invece 105 i clandestini ospitati in via Udine: hanno trascorso la notte negli spazi comuni, sistemati alla bell&#8217;e meglio a terra, nei corridoi. Una sistemazione di fortuna che fa del Cie una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi istante. Febbrili in queste ore i contatti fra la Prefettura goriziana ed il Viminale per capire come gestire la situazione. Esclusi, almeno ieri, trasferimenti in altri Cie della penisola, dove del resto non sta neppure uno spillo. Stando alle indiscrezioni, il casus belli sarebbe scaturito da una decisione del Ministero dell&#8217;Interno, che domenica pomeriggio avrebbe congelato l&#8217;operazione di svuotamento avviata il giorno prima dalla Questura. Si era concretizzata nel rilascio (tramite foglio di via e obbligo di lasciare il Paese) di 30 immigrati ritenuti non pericolosi. Un&#8217;operazione di alleggerimento che ieri mattina avrebbe dovuto rimettere in libert\u00e0 altri 20 clandestini, riportando il Cie sotto le 100 unit\u00e0. Poi il dietrofront. E la situazione \u00e8 deflagrata con la ribellione dei migranti che gi\u00e0 riassaporavano la libert\u00e0. Durissimo il commento del Sap, sindacato autonomo di polizia. \u00abIl Cie di fatto non esiste pi\u00f9 &#8211; denuncia il segretario Angelo Obit &#8211; In cinque anni sono stati distrutti tutti i sistemi di sicurezza, la mensa, i dispositivi di vigilanza, mai ripristinati. Questa settimana invece \u00e8 stata completata l&#8217;opera con la progressiva devastazione delle camerate\u00bb. La situazione secondo il Sap \u00e8 diventata senza uscita quando da Lampedusa sono stati trasferiti 50 tunisini. Da allora un&#8217;escalation di incendi \u00absistematica, quasi studiata: i migranti sapevano perfettamente quali erano le criticit\u00e0 del Cie\u00bb. Ieri il collasso, nonostante il piano di svuotamento appena avviato. Vista la grave situazione il questore Piovesana (\u00abche nel frattempo non ha ottenuto rinforzi e nemmeno disponibilit\u00e0 di posti in altri Cie\u00bb precisa Obit) aveva infatti deciso di dimettere i 30 soggetti meno &#8220;a rischio&#8221; con intimazione a lasciare il Paese. \u00abEra l&#8217;unica possibilit\u00e0 per continuare a trattenere gli altri\u00bb spiega il Sap. Ieri avrebbero dovuto esserne dimessi altri 20, ma \u00e8 arrivato l&#8217;altol\u00e0 del Dipartimento per l&#8217;Immigrazione. Ed \u00e8 stato il collasso.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">da<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/ilpiccolo\/2011\/02\/28\/NZ_09_136268.html\"> Il Piccolo<\/a><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"center\"> <font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\"><strong class=\"spip\">Gradisca\u00a0: le centre de r\u00e9tention en ruines <\/strong><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"center\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\"><strong class=\"spip\">suite aux r\u00e9voltes incendiaires de ces derniers jours<\/strong><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\">Apr\u00e8s  un mois de r\u00e9voltes, de matelas br\u00fbl\u00e9s, de sabotages et de dommages  mat\u00e9riels, les retenus du CIE (Centre d\u2019Identification et d\u2019Expulsion)  de Gradisca (Gorizia) sont litt\u00e9ralement arriv\u00e9s \u00e0 d\u00e9molir leurs cages.  Le centre avait d\u00e9j\u00e0 \u00e9t\u00e9 rendu inutilisable par de nombreuses \u00e9meutes  depuis son ouverture il y a cinq ans, au point que moins de la moiti\u00e9 de  l\u2019\u00e9tablissement \u00e9tait effectivement op\u00e9rationnel. L\u2019arriv\u00e9e des jeunes  ayant v\u00e9cu les derni\u00e8res r\u00e9volutions au Maghreb a fait exploser la  poudri\u00e8re.<\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\">Depuis  une semaine, les incendies \u00e9taient devenus le quotidien de la r\u00e9volte.  Le 27 f\u00e9vrier surgissait le cinqui\u00e8me incendie en moins de 30 jours\u00a0: le  premier remontait au 28 janvier, le second au 14 f\u00e9vrier avec l\u2019arriv\u00e9e  de 50 Tunisiens de Lampedusa (trois cellules incendi\u00e9es), et les trois  derniers lors de la semaine enflamm\u00e9e qui a d\u00e9but\u00e9 mardi 22 f\u00e9vrier  (sept cellules incendi\u00e9es le 24 f\u00e9vrier, quatre autres le lendemain).  Pierre par pierre, mur par mur, les sans-papiers ont donc d\u00e9truit  progressivement toutes les cellules (16 en tout). La police a essay\u00e9  plusieurs fois de contr\u00f4ler la situation, cinq sans-papiers ont \u00e9t\u00e9  incarc\u00e9r\u00e9s, mais au bout d\u2019un moment la situation devenue ing\u00e9rable. Le  Sap, syndicat de keufs a comment\u00e9 ainsi la situation\u00a0: &#8220;<em class=\"spip\">Le  centre de r\u00e9tention de fait n\u2019existe plus. En cinq ann\u00e9es ont \u00e9t\u00e9  d\u00e9truits tous les syst\u00e8mes de s\u00e9curit\u00e9, le r\u00e9fectoire, les dispositifs  de surveillance, jamais r\u00e9par\u00e9s. Cette semaine, le boulot s\u2019est termin\u00e9  avec la destruction successive des chambres.<\/em>&#8221; Selon lui, la  situation est devenue ing\u00e9rable lorsque 50 Tunisiens ont \u00e9t\u00e9 transf\u00e9r\u00e9s  de Lampedusa. Depuis lors, s\u2019est produite une escalade d\u2019incendies &#8220;<em class=\"spip\">syst\u00e9matiques, quasi \u00e9tudi\u00e9e\u00a0: les migrants savaient parfaitement quelles \u00e9taient les failles du centre de r\u00e9tention<\/em>&#8220;.<\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\">Hier,  il ne restait plus qu\u2019une cellule avec 8 lits pour plus de 105 d\u00e9tenus,  les immigr\u00e9s ont d\u00fb s\u2019arranger pour dormir dans les espaces communs. Le  centre n\u2019existe plus.<\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\">Et,  bien que l\u2019Etat essaye de le cacher, la destruction de la structure  porte ses fruits\u00a0! Hier, trente-deux sans-papiers ont \u00e9t\u00e9 remis en  libert\u00e9, le minist\u00e8re de l\u2019Int\u00e9rieur a bloqu\u00e9 in extremis la lib\u00e9ration  d\u2019une autre vingtaine de r\u00e9tenus, mais ce matin on a annonc\u00e9 \u00e0 sept  d\u2019entre eux la lib\u00e9ration imm\u00e9diate (avec une obligation de quitter le  territoire). Quant aux transferts vers d\u2019autres centres italiens, il  n\u2019en est pas question pour l\u2019instant, tant ils sont d\u00e9j\u00e0 pleins  eux-m\u00eames, et surtout \u00e0 capacit\u00e9 r\u00e9duite vu les r\u00e9voltes de ces deux  derni\u00e8res ann\u00e9es qui ont d\u00e9truit les places disponibles&#8230;<\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"right\"><a href=\"http:\/\/cettesemaine.free.fr\/spip\/article.php3?id_article=3978\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"1\"><font face=\"georgia,arial,helvetica,sans-serif\" size=\"2\">da Cettesemaine<\/font><\/font><\/a><\/p>\n<p class=\"spip\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi frutti, in termini di libert\u00e0, delle sommosse di Gradisca della settimana appena terminata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28397","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28397\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}