{"id":28424,"date":"2011-03-06T23:37:49","date_gmt":"2011-03-06T22:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28424"},"modified":"2011-03-06T23:37:49","modified_gmt":"2011-03-06T22:37:49","slug":"del-suo-peggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/03\/06\/del-suo-peggio\/","title":{"rendered":"Del suo peggio"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Non sapendo bene cosa fare dei reclusi di <strong>Gradisca<\/strong> dopo la distruzione delle stanze del Centro, Maroni ha pensato bene di fare del suo peggio &#8211; come al solito. Intanto, visto che sono<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28405\"> ancora tutti costretti a dormire e a mangiare per terra<\/a>, che \u00e8 stato <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28408\">vietato loro di fumare,<\/a> che sono guardati a vista dai celerini arrivati appositamente da Padova e che la luce non viene spenta neanche di notte, per evitare che si lamentino troppo forte Maroni ha pensato bene di far requisire loro i telefoni cellulari. E cos\u00ec, per sapere cosa succede dentro, dobbiamo addirittura fidarci di quel che dicono i sindacati di polizia, visto che i contatti con l&#8217;interno oramai sono diventati estremamente difficoltosi (proprio come quelli con i reclusi di Modena e di Milano). Proprio il Sap, per esempio, sui giornali di oggi ha fatto sapere che i prigionieri <em>\u00abnon possono lavarsi n\u00e9 farsi la barba (se non  alcuni), visto che sono disponibili solo i bagni delle camere agibili  (due docce per camera), senza considerare che gli \u00e8 vietato anche  l&#8217;accesso allo spazio comune all&#8217;aperto\u00bb. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Ai poliziotti \u00e8 chiaro che queste misure volute dal ministero possono dare forza ad una rivolta grossa e disperata, e che i rinforzi mandati da Maroni rischiano di non bastare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Piano piano la tensione sta salendo, tanto che un detenuto che l&#8217;altro giorno per protesta si stava tagliando con una lametta \u00e8 stato <strong>arrestato<\/strong> perch\u00e9 poi la lametta l&#8217;avrebbe rivolta contro il poliziotto intervenuto per fermarlo.<\/p>\n<p align=\"justify\">A parte queste misure di una crudelt\u00e0 dozzinale, l&#8217;infimo Maroni potrebbe tirare fuori un altro coniglio dal suo cappello: come sapete la struttura isontina \u00e8 mezza Cie e mezza Cara e, se il Cie oramai \u00e8 distrutto, il Cara invece si mantiene molto meglio. Ora, visto che a giorni potrebbe aprire il Campo di Mineo, <a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/03\/varato-il-piano-per-deportare-duemila.html\">la mega struttura siciliana dove <em>concentrare<\/em> e rinchiudere i richiedenti asilo fino ad ora sparpagliati nei Cara <\/a>italiani, potrebbe anche darsi che gli &#8220;ospiti&#8221; del Cara di Gradisca vengano trasferiti in Sicilia lasciando lo spazio ai prigionieri loro vicini, fino ad ora ammassati nei corridoi. Un modo, insomma, di far risorgere il Cie dalle sue ceneri. Forse proprio per pianificare questi traslochi a catena, dall&#8217;altro giorno ai richiedenti asilo \u00e8 stato esteso il divieto di tenere accendini, oltre che quello di tenere cellulari con la fotocamera: e questo vuol dire perquisizioni ad ogni ingresso con tutto quel che ne consegue.<\/p>\n<p>Intanto, una piccola novit\u00e0 da corso Brunelleschi, a <strong>Torino<\/strong>, dove lo sciopero della fame \u00e8 terminato oramai da due giorni. A quanto sembra, la polizia \u00e8 riuscita ad effettuare, ieri, <em>sei deportazioni<\/em> verso la Tunisia, via Genova. I deportati, secondo quanto riferiscono i loro compagni di prigionia di queste settimane, sarebbero stati individuati come i famosi evasi dalle carceri tunisine dei giorni della rivoluzione. Per portarli fuori dalle sezioni senza troppi problemi, la polizia ha detto loro di volerli portare in ospedale per una visita e non ha fatto prendere loro i vestiti e i bagagli. In pi\u00f9, <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2011\/03\/03\/tunisi-torino-la-nostra-odissea.html\">\u00e8 filtrata la notizia che <\/a>venticinque reclusi sono stati denunciati per l&#8217;incendio di luned\u00ec scorso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28424\">Leggi alcuni articoli su Gradisca dalla stampa locale.<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"sommario\"><strong>Il Sap critica in maniera aspra le condizioni in cui sono  tenuti gli extracomunitari ospiti del Centro. \u00abSituazione vergognosa\u00bb<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La Commissione parlamentare Schengen, Europol  e Immigrazione sar\u00e0 l\u201911 di marzo al Centro di identificazione ed  espulsione di di Gradisca d\u2019Isonzo dopo le ultime sommosse che di fatto  lo hanno reso inagibile. Lo hanno reso noto i parlamentari friulani del  Pd Ivano Strizzolo e Carlo Pegorer. Prima della visita al Cie, la  delegazione parlamentare si incontrer\u00e0 nel municipio di Gradisca con i  rappresentanti delle istituzioni locali e con i responsabili di  prefettura e questura per fare il punto sulla situazione divenuta  insostenibile.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il Cie di Gradisca \u00e8 il centro dove si sono  avuti pi\u00f9 disordini ed episodi di violenza rispetto agli altri ubicati  in varie regioni italiane. La visita della delegazione parlamentare \u00e8  ritenuta ancora pi\u00f9 necessaria anche alla luce di possibili sviluppi  circa la situazione del Nord Africa. <\/em> <em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/secure-it.imrworldwide.com\/cgi-bin\/count?url=&amp;rnd=1299397665463&amp;cid=&amp;ref=http%3A\/\/redazione.quotidianiespresso.extra.kataweb.it\/redazione\/messaggeroveneto\/Edizione_Giornaliera\/mappe\/NZ_generale_02.html&amp;sr=sr1280x1024:cd24:lgit:jey:cky:tz1:ctna:hpna\" width=\"1\" height=\"1\" \/><br \/>\n<strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>\u00abIl  peggiore dei serial killer ha un trattamento migliore degli immigrati  detenuti nel Cie di Gradisca d&#8217;Isonzo, dove a seguito della situazione  di emergenza venutasi a creare domenica scorsa vi sono condizioni di  trattenimento inumane\u00bb. A lanciare l&#8217;ennesimo allarme sul Centro di  identificazione ed espulsione di via Udine \u00e8 la segreteria provinciale  del Sap (Sindacato autonomo di Polizia), che in una nota ricorda come \u00abi  101 ospiti attuali per la quasi totalit\u00e0 vengono fatti alloggiare nei  luoghi comuni (atri e corridoi) tra le due mense, da anni non  funzionanti, mentre una parte \u00e8 sistemata nell&#8217;unica stanza rimasta  agibile, anche se si \u00e8 provveduto a ripristinarne un&#8217;altra. A oggi  vengono fatti dormire a terra, senza materassi e cuscini, con la luce  accesa anche di notte. Non possono lavarsi n\u00e8 farsi la barba (se non  alcuni), visto che sono disponibili solo i bagni delle camere agibili  (due docce per camera), senza considerare che gli \u00e8 vietato anche  l&#8217;accesso allo spazio comune all&#8217;aperto. Il rischio di malattie \u00e8  elevato\u00bb. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em> Ad aggravare ulteriormente la situazione e la tensione \u00abormai  altissima sono le due ordinanze prefettizie riguardanti il divieto di  fumare per gli ospiti e il ritiro dei telefoni cellulari, prevedendo  l&#8217;utilizzo dei telefoni fissi della struttura (dei sei presenti solo tre  sono in funzione, di cui due nella zona verde, attualmente oggetto di  lavori di messa in sicurezza e dove gli ospiti vengono scortati dalla  polizia per telefonare, <em>ndr<\/em>). Anche la somministrazione dei  pasti \u00e8 un momento di attrito che la Polizia deve contenere al chiuso e  in spazi ristretti, con notevole pericolo. Per non parlare dei controlli  personali mirati a reperire accendini, lamette da barba, vetro e lacci  per le scarpe. Gli immigrati arrivano a chiedere di essere trasferiti in  un carcere per poter consumare un pasto decente, lavarsi e dormire. Il  sindacato si chiede come mai si permetta questa situazione &#8220;vergognosa&#8221;,  costringendo le forze dell&#8217;ordine, non specializzate nel trattenimento  di soggetti cos\u00ec detenuti, a un continuo contatto con gli immigrati. Chi  si \u00e8 assunto la responsabilit\u00e0 del trattenimento in queste condizioni?  Un Paese civile quale \u00e8 l&#8217;Italia non pu\u00f2 tollerare in trattenimento in  queste condizioni\u00bb. <\/em><\/p>\n<p style=\"display: none\" id=\"adMiddle\"><a href=\"http:\/\/oas.gelocal.it\/5c\/quotidianiespresso.it\/qe\/messaggeroveneto\/interna\/1257364011\/Middle\/default\/empty.gif\/585a4c49636b78714b5841414375557a\" target=\"_top\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/oas.gelocal.it\/0\/default\/empty.gif\" width=\"1\" border=\"0\" height=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"data\" align=\"right\">Il Messagero Veneto, 6 marzo<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><strong> Tenta di ferire un agente tunisino arrestato<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em> Autolesionismo e aggressione a  un poliziotto, un arresto al Cie. Le forze dell&#8217;ordine hanno tradotto  nel carcere goriziano un immigrato nordafricano con l&#8217;accusa di avere  minacciato e aggredito un agente di polizia con una lametta. L&#8217;agente  era intervenuto per fare desistere l&#8217;uomo dal completare un atto di  autolesionismo e per poco non \u00e8 stato ferito dalla furia del maghrebino.  Un episodio che ben chiarisce quale sia il clima dietro il muro dell&#8217;ex  Polonio. Il vicino Cara, intanto, potrebbe essere svuotato per fare  fronte all&#8217;emergenza umanitaria che sta per abbattersi sulle coste  siciliane. I richiedenti asilo attualmente ospitati a Gradisca  potrebbero dunque essere trasferiti in Sicilia. Il piano d&#8217;emergenza  varato dal ministro Maroni prevede infatti che nei Cara vengano smistati  i cittadini stranieri in fuga dalla Libia. Ma torniamo alla  delicatissima situazione del Cie. Nella struttura la tensione pu\u00f2  esplodere in qualunque momento e le condizioni di vita degli immigrati  &#8220;sono assurde: costretti a dormire e mangiare a terra e senza  possibilit\u00e0 di lavarsi&#8221;. A denunciarlo senza giri di parole il Sap,  sindacato autonomo di polizia, il cui segretario nazionale Dressadore ha  scritto al Dipartimento per le libert\u00e0 civili e l&#8217;immigrazione per  denunciare la gravit\u00e0 della situazione. \u00abLa struttura \u00e8 caduta  letteralmente a pezzi &#8211; denuncia Dressadore &#8211; senza che venissero  attuati seri interventi di ripristino, diversamente da quanto accaduto  in altri Cie. La situazione attuale \u00e8 incandescente e non si esclude che  in qualunque momento possa essere attuato, viste le condizioni di vita  all&#8217;interno, un tentativo di fuga di massa. Eppure nonostante l&#8217;evidente  pericolo \u00e8 stato disposto un rinforzo di sole 10 unit\u00e0\u00bb. Relativamente  allo svuotamento del Cara, invece, l&#8217;associazione Tenda per la Pace ed i  diritti esprime &#8220;sconcerto&#8221; per la decisione del Consiglio dei ministri  in vista del possibile esodo di migranti sulle coste siciliane. Per  fare loro posto, i richiedenti asilo gi\u00e0 presenti nelle strutture per  rifugiati di tutto il Paese sarebbero trasferiti nel &#8220;Villaggio della  solidariet\u00e0&#8221; di Mineo, in provincia di Caltanissetta, un maxi-Cara da  2mila posti. Tenda per la Pace denuncia anche come il divieto di fumo  disposto al Cie, dopo gli incendi delle ultime settimane, sia stato  allargato anche al vicino Cara. Accendini e telefoni cellulari vengono  requisiti.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"right\">Il Piccolo, 5 marzo<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"> <strong>Allarme Cie, Tommasini alza la voce<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"> <em>\u00abCapiamo la particolarit\u00e0 del  momento e le difficolt\u00e0 che ne conseguono, ma riteniamo doveroso che si  trovi nell\u2019immediato una soluzione che possa tranquillizzare la  cittadinanza e restituire un po\u2019 di serenit\u00e0 a Gradisca\u00bb: l\u2019ha ribadito  il sindaco Franco Tommasini, pronto a ricordare anche come i ripetuti  disordini al Cie di via Udine abbiano insinuato quotidiana  preoccupazione nella popolazione gradiscana.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Un disagio che lo stesso primo cittadino  non nasconde. \u00abSe sono preoccupato? Credo sia normale alla luce di  quanto sta succedendo, anche perch\u00e8 tutto questo non \u00e8 normale per una  cittadina di meno di 7 mila abitanti. Vedo e sento la gente preoccupata,  ormai se ne parla sempre di quanto sta accadendo dietro quel muro, ma  da parte mia non posso che ribadire l\u2019invito a stare tranquilli. Che  soluzione auspichiamo? Credo che per quanto riguarda Gradisca ci sia ben  poco da decidere: la priorit\u00e0 resta ovviamente quella di svuotare il  centro, di ripristinare subito gli standard di sicurezza e confidiamo  che si trovi in breve tempo il modo di normalizzare il tutto. Al  momento, tuttavia, non abbiamo comunicazioni in merito\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Sull\u2019operato della politica, regionale e  nazionale, invece, Tommasini precisa: \u00abLa politica non solo pu\u00f2, ma deve  sicuramente fare di pi\u00f9\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Sull\u2019alta tensione al Cie gradiscano  (dove marted\u00ec si \u00e8 registrata anche l\u2019aggressione di un immigrato  tunisino a un poliziotto, ferito a una mano) e sulle restrizioni varate  anche al limitrofo Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo),  intanto, ieri \u00e8 intervenuta anche l\u2019associazione \u201cTenda per la pace e  per i diritti\u201d, denunciando come proprio al Cara \u00absi applicano le stesse  regole del Cie. Dal 1\u00b0 marzo \u00e8 vietato fumare al Cie e le motivazioni  non sono certo di carattere salutistico, ma di sicurezza.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Le ultime azioni di protesta al Cie hanno  provocato un ulteriore giro di vite da parte delle forze di sicurezza.  Ma non \u00e8 tutto: le stesse regole anti-fumo o anti-fuoco sono state  applicate nel vicino Cara. Il divieto di utilizzo e detenzione di  accendini significa costanti preoccupazioni a ogni ingresso nella  struttura nei confronti di richiedenti asilo che, ricordiamo, secondo la  legislazione italiana e le direttive europee non possono essere  trattenuti in stato detentivo.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Nel centro, poi, oltre alle perquisizioni  anti-sigarette e accendini, si \u00e8 inasprito anche del telefonini  cellulari con foto e videocamere, con queste persone costrette a  scegliere tra i sequestro e il danneggiamento volontario dell\u2019obiettivo  da parte delle autorit\u00e0. Un bel colpo secco alla telecamera: modalit\u00e0  piuttosto strane di dimostrare accoglienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><em>Azioni pericolosamente \u201csospette\u201d secondo  l\u2019associazione. \u00abSi stanno forse implementando le misure del piano del  Ministero dell\u2019Interno per far fronte all\u2019incremento di ingressi dal  nord Africa? Al termine del consiglio dei Ministri, Maroni ha annunciato  che il Consiglio ha dato \u201cil via alla realizzazione del villaggio della  solidariet\u00e0 a Mineo, in una struttura privata di propriet\u00e0 della  Pizzarotti spa. Secondo il Governo il supercentro di Mineo far\u00e0 da  \u201cmodello di eccellenza in Europa nell\u2019accoglienza dei richiedenti asilo.  Un modello che prevede il trapianto a Mineo dei richiedenti asilo  ospitati oggi nei Cara italiani. Ci\u00f2 a cui stiamo assistendo \u00e8  un\u2019operazione pericolosissima, in totale disaccordo con le direttive  europee sull\u2019asilo, che vedr\u00e0 la creazione di un ghetto isolato e  militarizzato per i richiedenti asilo politico e la trasformazione dei  Cara in ulteriori centri detentivi quali sono i Cie. Non \u00e8 ammissibile  che in nome di un\u2019emergenza umanitaria, gestibile in altre modalit\u00e0, si  smantellino esperienze gi\u00e0 in atto e si alimenti una cultura di  ghettizzazione degli stranieri, il tutto favorendo interessi privati  golosi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Il Messaggero Veneto, 5 marzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sapendo bene cosa fare dei reclusi di Gradisca dopo la distruzione delle stanze del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28424","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28424","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28424"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28424\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28424"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28424"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28424"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}