{"id":28460,"date":"2011-03-21T12:08:17","date_gmt":"2011-03-21T11:08:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28460"},"modified":"2011-03-21T12:08:17","modified_gmt":"2011-03-21T11:08:17","slug":"fuga-e-arresti-a-gradisca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/03\/21\/fuga-e-arresti-a-gradisca\/","title":{"rendered":"Fuga e arresti a Gradisca"},"content":{"rendered":"<p>Proprio mentre corso Brunelleschi bruciava, anche i reclusi del Centro di Gradisca hanno ricominciato a farsi sentire nonostante siano ammassati nelle sale comuni, per terra, guardati a vista dalla polizia. Non conosciamo la dinamica esatta dei fatti, visto che da quasi un mese <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28424\">ai prigionieri sono vietati i contatti con l&#8217;esterno<\/a>, ma a quanto riportano <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/web\/notizie\/regioni\/friuliveneziagiulia\/2011\/03\/21\/visualizza_new.html_1533229998.html\">le agenzie di stampa<\/a> ieri sera una quindicina di loro \u00e8 riuscita a sfondare verso il cortile &#8211; come era successo<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28427\"> giusto due settimane fa<\/a> &#8211; e a tentare la fuga. Sei sono riusciti a dileguarsi, otto invece sono stati arrestati. Con buona pace di Maroni, che ha fatto di tutto perch\u00e9 non venisse pi\u00f9 liberato nessuno, e del consorzio Connecting People che sta facendo di tutto per non perdere l&#8217;appalto della gestione del Cie, quasiasi siano le condizioni di detenzione dei reclusi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28460\"><em>Leggi alcuni articoli di stampa sull&#8217;accaduto.<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Al Cie altra rivolta otto arrestati e due militari feriti<\/strong><\/p>\n<p><em>Otto arresti, due militari feriti. E una nuova evasione di massa. E&#8217; il  bilancio dell&#8217;ennesima      notte di ordinaria follia al Cie di  Gradisca. A sette mesi dall&#8217;ultima fuga (ma a poche settimane da incendi  e tumulti che      hanno seriamente devastato la struttura) sei  tunisini domenica sera sono riusciti a scappare. Senza essere ripresi. I  disordini      si sono verificati fra le 20 e le 24 e hanno coinvolto  in tutto una quindicina dei 90 immigrati ancora presenti. Da 20 giorni,       vista l&#8217;inagibilit\u00e0 di molti locali, al Cie si vive sul pavimento e  in spazi comuni. Esasperazione e tensione sono altissime.      Domenica  in 4 sono saliti sul tetto per distrarre gli operatori &#8211; solo alla  mezzanotte sono stati convinti a desistere &#8211; mentre      in 13 hanno  raggiunto il muro di cinta lanciandosi nel vuoto. Nella campagna  circostante ne sono stati subito ripresi 7, altri      6 non sono stati  intercettati. Nel frattempo all&#8217;interno i disordini portavano al  ferimento di due militari della Brigata      Ariete, che cura la  vigilanza con le forze dell&#8217;ordine (guariranno in 10 giorni) mentre un  operatore veniva scagliato violentemente      a terra. Il capo della  Mobile di Gorizia, Culot, ha reso noto il bilancio della rivolta: 8  arresti per resistenza e lesioni      e in un caso &#8211; quello di un  algerino &#8211; anche l&#8217;aggravante della rapina: dopo avere aggredito un  operatore nel caos generale,      si \u00e8 impossessato del suo mazzo di  chiavi. I nordafricani verranno processati per direttissima questa  mattina. Analoga      sommossa si \u00e8 verificata al Cie di Torino,  protagonisti sempre dei tunisini. La Questura del capoluogo piemontese  definisce      \u00abprobabili\u00bb i collegamenti fra le due rivolte: si  tratterebbe in entrambi i casi di clandestini sbarcati a Lampedusa      a  met\u00e0 febbraio. Contatti fra immigrati ospitati a Torino e Gradisca sono  acclarati. E adesso sul Cie isontino \u00e8      bufera. Per il sindaco  Tommasini \u00abnon vi sono pi\u00f9 le condizioni per tenerlo aperto\u00bb. Indignati i  sindacati      di polizia, che a 10 giorni dalla visita della  Commissione Schengen non hanno notizie di interventi ) o incrementi di  organico.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/ilpiccolo\/2011\/03\/22\/NZ_07_02.html\">Il Piccolo, 22 marzo <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Gradisca, rivolta al Cie: militari feriti<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>\u00abIl Friuli Venezia Giulia non \u00e8 in grado di accogliere altri immigrati  perch\u00e9 siamo gi\u00e0      saturi e stiamo gi\u00e0 facendo molto di pi\u00f9 di tante  altre regioni dove non ci sono centri come il Cie di Gradisca,      che  poi \u00e8 andato in difficolt\u00e0\u00bb. A chiudere la porta all&#8217;arrivo di nuovi  migranti in regione, una possibilit\u00e0      cresciuta al pari  dell&#8217;emergenza di Lampedusa, \u00e8 stato il presidente Renzo Tondo, fermo  nel ribadire la posizione della      sua giunta anche alla vigilia della  riunione al ministero dell&#8217;Interno, alla quale parteciper\u00e0 il  vicepresidente Luca      Ciriani. \u00abIl nostro aiuto umanitario non  mancher\u00e0, per\u00f2 oggi non siamo in grado di accogliere altre persone      &#8211;  ha ribadito Tondo &#8211; ne abbiamo gi\u00e0 tante. Ci sono altre regioni prima  di noi che devono fare quello che abbiamo gi\u00e0      fatto. Poi si  discuter\u00e0\u00bb. Parole e preoccupazioni, quelle di Tondo, arrivate a poche  ore di distanza da una delle      giornate pi\u00f9 turbolente per il Cie  (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d&#8217;Isonzo, dove la  nuova rivolta      scoppiata domenica sera ha registrato un vero e  proprio bollettino di guerra: 6 immigrati clandestini fuggiti, 8  arresti,      4 denunce a piede libero, due militari lievemente feriti,  tre operatori aggrediti e danni ingenti alla struttura. Ad accendere       la miccia, poco dopo le 20, l&#8217;azione di una trentina di ospiti che,  una volta forzato il blocco delle forze dell&#8217;ordine impegnate      nella  vigilanza, sono riusciti a guadagnare gli spazi esterni della  struttura. Da l\u00ec, a conferma che l&#8217;azione non era      improvvisata,  l&#8217;allargamento su due fronti della rivolta, con alcuni immigrati saliti  sui tetti del Cie e altri a puntare      direttamente la recinzione.  Azioni, oltretutto, ripetute e nel corso delle quali, oltre al lieve  ferimento di due militari      dell&#8217;Esercito (integrati nella  sorveglianza a carabinieri, poliziotti e agenti della guardia di  finanza), che hanno riportato      escoriazioni e contusioni da  colluttazione, si sono registrate le aggressioni, fortunatamente senza  gravi conseguenze, anche      di due operatori dell&#8217;ente gestore e a  un&#8217;infermiera di turno. Nel corso dei disordini 6 immigrati sono  riusciti a scavalcare      le recinzioni e far perdere le loro tracce,  mentre 8 ospiti sono stati arrestati (7 per violenza e resistenza a  pubblico ufficiale,      uno per furto aggravato in quanto aveva  sottratto con la forza a uno degli operatori le chiavi delle porte  interne della struttura)      e processati gi\u00e0 ieri mattina per  direttissima al tribunale di Gorizia. Nel corso della nottata  danneggiate porte, finestre,      una macchinetta del caff\u00e8 e, in parte,  anche le due stanze (sulle 28 totali) rimaste agibili dopo gli incendi  di fine      febbraio. La situazione \u00e8 tornata alla normalit\u00e0 solo dopo  l&#8217;una di notte, quando gli ultimi immigrati sono scesi      dai tetti.  Ancora in corso, invece, le indagini avviate dalle forze dell&#8217;ordine per  valutare eventuali collegamenti con i      disordini, avvenuti  praticamente in contemporanea e con dinamiche similari, al Cie di  Torino.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/messaggeroveneto\/2011\/03\/22\/PR_05_01.html\">Il Messaggero veneto, 22 marzo <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio mentre corso Brunelleschi bruciava, anche i reclusi del Centro di Gradisca hanno ricominciato a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28460","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28460\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}