{"id":28473,"date":"2011-03-27T13:26:03","date_gmt":"2011-03-27T12:26:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28473"},"modified":"2011-03-27T13:26:03","modified_gmt":"2011-03-27T12:26:03","slug":"vetri-rotti-e-nervi-scoperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/03\/27\/vetri-rotti-e-nervi-scoperti\/","title":{"rendered":"Vetri rotti e nervi scoperti"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/logo-conn-peo.jpg\" title=\"connecting people\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/logo-conn-peo.jpg\" alt=\"connecting people\" height=\"137\" width=\"220\" align=\"left\" \/><\/a>Come forse sapete (<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28454\">ne abbiamo parlato qui a fianco<\/a>) qualche notte fa una mano ignota ha rotto un vetro della sede del consorzio Kair\u00f2s, in via Lulli 8 a Torino. Un piccolo pensiero per un consorzio di cooperative sociali che, aderendo a <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=22273\">Connecting People<\/a>, partecipa alla gestione di diversi Centri di identificazione ed espulsione, tra cui quello di <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28424\">Gradisca<\/a> (in provincia di Gorizia) e quello di <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28458\">Restinco<\/a> (in provincia di Brindisi). E anche un piccolo gesto di solidariet\u00e0 con le rivolte dei prigionieri senza-documenti che &#8211; pezzo dopo pezzo &#8211; stanno sfasciando e bruciando le prigioni che li rinchiudono (come \u00e8 successo, guardacaso, proprio a Gradisca e a Restinco, per citare solo gli ultimi episodi).<\/p>\n<p><a title=\"su1\" name=\"su1\"><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo vetro rotto, e le scritte lasciate di contorno, devono aver fatto innervosire non poco <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=22643\">Mauro Maurino<\/a>, ex-direttore di Kair\u00f2s e attuale amministratore di Connecting People. Che infatti ha deciso di rilasciare <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28473#articolo1\">un&#8217;intervista addirittura a Massimo Numa<\/a>, noto agente della questura di Torino in comodato d&#8217;uso gratuito al quotidiano La Stampa, per ribadire che n\u00e9 lui n\u00e9 Connecting People stanno pensando minimamente di mollare la presa sul grande business dei Cie:<strong> <\/strong><em><strong>\u00ab<\/strong><\/em><em>La scelta non cambia: noi forniamo servizi alla persona a uomini rinchiusi.<\/em><em> Si vuole impedire che vengano dati agli immigrati servizi essenziali per poter, attraverso questo, legittimare e accelerare l&#8217;esplosione di questi luoghi. Chi specula politicamente vorrebbe abbassare il livello di vita nei centri.<\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more-->Per comprendere quanto Connecting People ci tenga a continuare imperterrita a <em>&#8220;fornire servizi alla persona a uomini rinchiusi&#8221;<\/em>, e come non si lasci intimidire da niente e da nessuno, basta considerare l&#8217;annosa vicenda del rinnovo dell&#8217;appalto per la gestione del Cie di Gradisca: <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28427\">esclusa in un primo tempo dalla gara per alcune irregolarit\u00e0 tecniche<\/a>, Connecting People non demorde e presenta ricorso; lo vince, e ora attende speranzosa di vedersi rinnovato il contratto. Nel frattempo, continua a fornire i suoi &#8220;servizi alla persona&#8221; nonostante l&#8217;ingratitudine dei reclusi, che hanno recentemente completato la distruzione di tutte le sezioni, e per questo sono costretti a vivere per terra nei corridoi.<\/p>\n<p><a title=\"su2\" name=\"su2\"><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A sentire le parole di Maurino, se dipendesse solo da lui e da Connecting People nei Centri di identificazione ed espulsione si starebbe benissimo. Il problema \u00e8 per\u00f2 che periodicamente i reclusi stessi, al posto di ringraziare e stare buoni, si rivoltano e incendiano e distruggono le strutture che li tengono prigionieri. Ma anche per questo problema, Maurino ha la sua spiegazione, <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28473#articolo2\">affidata alla penna di Giorgio Gibertini<\/a> del web-magazine &#8220;Figli &amp; Famiglia&#8221;: <em><strong>\u00ab<\/strong><\/em><em>Oggi esiste un movimento politico che ritiene che gli immigrati possano diventare uno strumento di &#8220;rivoluzione&#8221;. Non considera l&#8217;uomo ma considera il fenomeno migratorio come occasione che mette in discussione la societ\u00e0 in modo radicale.<\/em><em> Questa movimento ha lanciato la strategia del &#8220;Fuoco ai Cie&#8221;. Strategia che si concretizza nei Centri in episodi come quello di Gradisca.\u00bb <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E, dopo aver nascosto <em>dietro uno slogan<\/em> le cause sociali del disastro che \u00e8 pagato per gestire, Maurino ci tiene a dire che comunque la rivolta non ha senso, \u00e8 roba da matti, una strada che non porta da nessuna parte, perch\u00e9 alla fine, se reclusi ed aguzzini non vanno d&#8217;amore e d&#8217;accordo, ci perdono tutti: gli uni, gli altri, e le persone intorno. Infatti <em>\u00abgli effetti [delle rivolte] sono deleteri a pi\u00f9 livelli: <\/em><em>(i) per noi gestori \u00e8 difficile dare i servizi necessari alle persone ad affrontare sei mesi che contengono fallimento e sofferenza; (ii) chi \u00e8 chiamato alla sicurezza viceversa si vede costretto a diminuire gli spazi di libert\u00e0 all&#8217;interno delle strutture; (iii) le persone che vi soggiornano di fatto vedono diminuire la loro qualit\u00e0 della vita; (iv) i fuochi spaventano i territori e rafforzano stereotipi che certamente non spingono verso l&#8217;accoglienza ma soltanto verso la chiusura. <\/em><em>Alla fine del fuoco nessuno ha guadagnato nulla. Se anche bruciassero tutti i Cie si passerebbe soltanto ad una fase di maggiore chiusura e conflitto.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Insomma <em>&#8220;se anche bruciassero tutti i Cie&#8221;<\/em> staremmo tutti molto peggio<em>.<\/em> C&#8217;era un tempo in cui il movimento contro i Cpt polemizzava con coloro che dall&#8217;opposizione ai  Centri stavano passando in tutta fretta alla &#8220;cogestione&#8221; dei Centri. Il dibattito potrebbe essere cos\u00ec riassunto:<\/p>\n<p><em>&#8211; Visto che questi posti esistono, \u00e8 meglio che sia io a gestirli, in modo da garantire un trattamento umano<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ma, cos\u00ec facendo, con il tuo collaborazionismo stai giustificando l&#8217;esistenza di quei posti<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Oggigiorno, evidentemente, il pensiero dei collaborazionisti come Maurino ha fatto innegabili passi da gigante, al punto che costoro non sono pi\u00f9 neanche in grado di immaginare un mondo senza lager. Anzi, sono <em>sicuri<\/em> che un mondo senza lager sarebbe indubitabilmente peggiore di quello attuale. Per definizione, i &#8220;progressisti&#8221; non concepiscono passi indietro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tornando all&#8217;intervista di Maurino a Massimo Numa, \u00e8 abbastanza scontato che buona parte di essa sia dedicata ad attaccare questi anarchici che si sono incaponiti a rompergli le scatole. Come le rivolte dei reclusi sono senza senso, cos\u00ec anche chi solidarizza con esse deve essere un po&#8217; bacato. <em>\u00abQuale obiettivo pensano di raggiungere? Vogliono fare paura. Semplicemente fare paura. E, attraverso la paura, condizionare. Un&#8217;idea rozza ma non priva di efficacia, che vale la pena esaminare. \u00c8 l&#8217;idea di un uomo in balia dei suoi sentimenti pi\u00f9 viscerali, incapace di scegliere per ideale, per convinzione religiosa, per senso civico; robaccia superabile scagliando cubetti di porfido, vergando scritte minacciose per far trionfare l&#8217;istinto di conservazione. Una paura da diffondere non solo tra i &#8220;capitalisti&#8221; incarnati nella dirigenza di Connecting People, ma anche tra tutti coloro che per mille ragioni e qualche sofferenza arrivano nella nostra sede (&#8230;) La violenza degli anarchici ormai da due anni aleggia nei nostri uffici (&#8230;). Un anno e mezzo fa, nella sede di Gradisca d&#8217;Isonzo, \u00e8 arrivato un plico-bomba. Non ci sono state vittime solo per un incredibile colpo di fortuna. Subito dopo c&#8217;\u00e8 stato l&#8217;attentato alla Bocconi e poi tutti gli altri&#8230; Con noi, quella mattina, c&#8217;era un ex militare, reduce dall&#8217;Afghanistan; ha visto l&#8217;involucro, ha capito, lo ha fatto esplodere lontano, spingendo via i miei collaboratori.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"> E qui, Maurino rivela &#8211; forse involontariamente? &#8211; un vero e proprio scoop: nei loro uffici sono di casa dei &#8220;reduci dall&#8217;Afghanistan&#8221;. Non sappiamo se parli di<a href=\"http:\/\/issuu.com\/salvotom\/docs\/sqm3\/18\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Luigi del Ciello,<\/a> il militare in pensione che dirige il Centro di Gradisca, o di qualche suo ex commilitone, magari un po&#8217; pi\u00f9 giovane ed esperto nelle procedure di trattamento dei prigionieri di guerra. Fatto sta che, evidentemente, Maurino non si vergogna di ammettere che collabora con persone che per professione e &#8211; che sia chiaro &#8211; nel nome della legge e nel rispetto del diritto internazionale e delle Nazioni Unite, ammazzano, bombardano, distruggono, e a volte pure stuprano. A meno di non voler credere alla propaganda del governo, secondo cui i militari italiani sono impegnati in &#8220;missioni di pace&#8221;. E allora che Maurino pensi e dica ci\u00f2 che vuole, ma che almeno ci risparmi i suoi sproloqui sulla &#8220;paura&#8221;, sulle &#8220;minacce&#8221;, sulla &#8220;violenza&#8221;, sugli &#8220;ideali&#8221;. Perch\u00e9, altrimenti, saremmo costretti a pensare che, secondo lui, un mondo senza militari sarebbe un mondo peggiore di quello di oggi. O che forse, pi\u00f9 probabilmente, Mauro Maurino parli solo a vanvera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&#8212;<\/p>\n<p><a title=\"articolo1\" name=\"articolo1\"><\/a><\/p>\n<h2>\u00abI Cie sono polveriere pronte a esplodere\u00bb<\/h2>\n<h3><em> Parla l&#8217;amministratore di Connecting people che opera nei centri<\/em><\/h3>\n<p><em>di Massimo Numa<\/em><\/p>\n<p>Torino. I Cie? Una polveriera pronta ad esplodere. E i politici, di  destra o sinistra, non importa, non hanno capito cosa sta succedendo  dentro i centri. Mentre procura e Digos stanno operando al meglio, nella  direzione giusta, una parte della magistratura ha valutato, in sede di  giudizio, una serie di gravissimi episodi di violenza politica in modo  assai superficiale. Aumentando cos\u00ec il livello di pericolo per strutture  e operatori\u00bb. Parla Mauro Maurino, presidente di Kairos e  amministratore di Connecting People, il consorzio che si occupa di  servizi e di logistica nei Cie. Nei giorni scorsi la sede di via Lulli  ha subito l\u2019ennesimo attacco da parte degli anarco-insurrezionalisti,  gli stessi che, dall\u2019esterno, pilotano e guidano, ormai da mesi e con  effetti devastanti (avvalendosi persino della consulenza di un pool di  legali vicini all\u2019ala pi\u00f9 violenta degli antagonisti), rivolte e  distruzioni.<\/p>\n<p><strong>Presidente, lei ha paura? <\/strong>\u00abDiciamo che sono  consapevole che la soglia d\u2019attenzione \u00e8 stata gi\u00e0 ampiamente superata.  Un anno e mezzo fa, nella sede di Gradisca d\u2019Isonzo, \u00e8 arrivato un  plico-bomba. Non ci sono state vittime solo per un incredibile colpo di  fortuna. Subito dopo c\u2019\u00e8 stato l\u2019attentato alla Bocconi e poi tutti gli  altri&#8230; Con noi, quella mattina, c\u2019era un ex militare, reduce  dall\u2019Afghanistan; ha visto l\u2019involucro, ha capito, lo ha fatto esplodere  lontano, spingendo via i miei collaboratori. Io invece mi ritrovo con  il mio nome al centro di pesanti minacce continue, una precisa  schedatura personale. Sono un bersaglio per chi, da tempo, ha scelto di  abbandonare forme di protesta legali. Adesso bisogna provare a capire a  che punto della strada sono gi\u00e0 arrivati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei non lo  dice, ma si sa che &#8211; alcuni mesi fa &#8211; in via Lulli, tre individui erano  in strada, lo stavano aspettando. Cosa \u00e8 successo?<\/strong> \u00abE\u2019 vero, \u00e8  successo anche questo. Ma non sono abituato a subire intimidazioni, ho  vissuto il clima delle manifestazioni e non ho niente da nascondere.  Cos\u00ec sono sceso, li ho affrontati: \u201cCercate me?\u00bb. Si sono allontanati.  Ho fatto una segnalazione alla Digos, so che sono stati identificati.  Due soggetti di Rovereto, uno di Torino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel Nord Est  opera XXX YYY, spesso in Piemonte e dintorni, considerato il leader pi\u00f9  importante e carismatico del movimento che ha fatto della guerra ai Cie  il centro di un\u2019azione di contrasto dai toni ossessivi. L\u2019ultimo  episodio, come lo giudica?<\/strong> \u00abUn attentato vile e dunque di poco  valore. Gli anarchici hanno danneggiato una vetrata della sede del  consorzio Kairos e scritto slogan contro Connecting People. Quale  obiettivo pensano di raggiungere? Vogliono fare paura. Semplicemente  fare paura. E, attraverso la paura, condizionare. Un\u2019idea rozza ma non  priva di efficacia, che vale la pena esaminare. E\u2019 l\u2019idea di un uomo in  balia dei suoi sentimenti pi\u00f9 viscerali, incapace di scegliere per  ideale, per convinzione religiosa, per senso civico; robaccia superabile  scagliando cubetti di porfido, vergando scritte minacciose per far  trionfare l\u2019istinto di conservazione. Una paura da diffondere non solo  tra i \u201ccapitalisti\u201d incarnati nella dirigenza di Connecting People, ma  anche tra tutti coloro che per mille ragioni e qualche sofferenza  arrivano nella nostra sede\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 il rischio di un passo indietro, dopo le intimidazioni? <\/strong>\u00abLa  violenza degli anarchici ormai da due anni aleggia nei nostri uffici,  si tenta dunque di creare un clima di paura. Ma non per questo  cambieremo le nostre scelte. La scelta non cambia: noi forniamo servizi  alla persona a uomini rinchiusi. Si vuole impedire che vengano dati agli  immigrati servizi essenziali per poter, attraverso questo, legittimare e  accelerare l&#8217;esplosione di questi luoghi. Chi specula politicamente  vorrebbe abbassare il livello di vita nei centri\u00bb.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>(La Stampa &#8211; 20 marzo 2011)<\/em><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28473#su1\">Torna su<\/a><\/p>\n<p align=\"center\">&#8212;<\/p>\n<p><a title=\"articolo2\" name=\"articolo2\"><\/a><\/p>\n<h2>Intervista a Mauro Maurino sull\u2019emergenza Lampedusa<\/h2>\n<p align=\"justify\"><em>di Giorgio Gibertini<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Maurino, siamo in piena emergenza sbarchi e subito dopo i primi  arrivi Connecting People ha comunicato alla stampa la propria  disponibilit\u00e0 a collaborare col Governo. Che cosa intendevate dire con  questa comunicazione?<\/strong> Precisiamo che l\u2019Italia ha un sistema di accoglienza che \u00e8  predisposto per fronteggiare una richiesta di asilo, accoglienza e  contenimento.  Innanzitutto in queste ore bisogna dare efficienza a  questo sistema, che \u00e8 ordinario ed \u00e8 in grado di dare risposte utili a  fronteggiare la situazione<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Come il governo pu\u00f2 aiutare l\u2019ordinario?<\/strong> Rispettando i contratti che ha in essere , pagando i gestori dei centri che cos\u00ec riescono a lavorare con pi\u00f9 efficacia.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ma \u00e8  sufficiente questo ora?<\/strong> No, probabilmente per via del numero, no!  Allora una volta saturato  l\u2019ordinario si avvia lo straordinario e sullo straordinario Connecting,   come credo Caritas ed altre organizzazioni,  sono pronte ad accogliere  persone e a definire tutto ci\u00f2 che concerne l\u2019accoglienza in un secondo  momento. Adesso siamo di fronte ad una emergenza e quindi il primo  problema \u00e8 dare aiuto alle persone:  cibo, vestiario casa, cure mediche.  Connecting People nella passata emergenza ha attivato delle strutture  che sono state dismesse ma che sono riattivabili nel giro di poche ore  questo perch\u00e9 siamo una organizzazione dedicata a questo tipo di  attivit\u00e0. Abbiamo competenze, personale specializzato, una cultura  capace di accogliere e nello stesso tempo porre in modo preciso le  condizioni di questa accoglienza alle persone con cui entriamo in  contatto. Abbiamo a tuttoggi una disponibilit\u00e0 di 400 posti  straordinari.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Da pi\u00f9 parti si parla di un rischio invasione, il Ministero  dell\u2019Interno teme lo sbarco di 80 mila persone provenienti dal Nord  Africa: sar\u00e0 invasione secondo voi? <\/strong>Il problema sta nella definizione. Se ci immaginiamo invasi,  chiunque sbarchi \u00e8 un invasore. Se invece si prende atto che una parte  del mondo vicino a noi \u00e8 in subbuglio, e da sempre in queste situazioni  vi \u00e8 anche movimento di popolo (non \u00e8 solo la globalizzazione ad aver  generato spostamento dei popoli)  allora  verifichiamo se siamo capaci  di aiutare i paesi a dare condizioni dignitose di vita ai loro cittadini  oppure sar\u00e0 inevitabile che il tema dell\u2019invasione o accoglienza ci  accompagner\u00e0 sempre. Siamo di fronte a un fenomeno che non arresteremo  per tempi indefiniti, un fenomeno con luci e ombre di cui paghiamo il  prezzo e godiamo dei vantaggi.  Faccio un esempio. Quando nel dopoguerra  gli istriani sono venuti a centinaia di migliaia per qualcuno erano  degli italiani che tornavano a casa per altri erano fascisti. La diversa  prospettiva cambiava radicalmente il modo di rapportarsi con le persone  (non con il movimento di popolo) e quindi anche l\u2019idea di convivenza e  di qualit\u00e0 della vita che ne derivava. L\u2019invasione cosiddetta \u00e8 anche  incentivata da risposte affrettate come quella di Mineo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Perch\u00e9 ritiene quella di Mineo una risposta affrettata?<\/strong> Mineo \u00e8 problematico per pi\u00f9 ragioni. Una legata ai numeri. Nei  centri oggi viene fatto un lavoro particolare che richiede attenzione e  che spesso non \u00e8 compatibile con dimensioni troppo elevate. Con questi  numeri la diagnosi e la prevenzione sanitaria diventano problematiche  cos\u00ec come \u00e8 molto difficile l\u2019attenzione alla persone vulnerabili  (tratta delle donne vittime di tortura) che necessitano di un supporto  psicologico e di una attenzione particolare. Dico di pi\u00f9: di fronte ad  una ipotesi di tensione e di rivolta, col coinvolgimento di settemila  persone, chi interviene? L\u2019esercito? Chi sar\u00e0 in grado di garantire la  sicurezza? Cosa pu\u00f2 succedere a Mineo se settemila migranti decidono che  non stanno loro bene le cose cos\u00ec come sono? Mineo assolutamente non  garantisce sicurezza! Infine \u00e8 un\u2019ingenuit\u00e0 dire svuotiamo i cara e li  trasformiamo in Cie. Questo non accade naturalmente, poich\u00e9 i CIE  richiedono strutture che non sono necessariamente rappresentate dagli  attuali cara. L\u2019adattamento richiede spese, e tempi non indifferenti,  spesso per avere strutture inefficienti e non in grado di servire allo  scopo del contenimento.  Visto che l\u2019Italia ha uno strumento ordinario  per gestire il fenomeno perch\u00e9 avviare immediatamente qualcosa di  straordinario?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ma secondo lei \u00e8 possibile ragionare sulla gestione normale anche nel momento emergenziale? <\/strong>Si afferma che si vuole interrompere il flusso di arrivi e poi si  garantisce agli sbarcati un villaggio fatto di villette, piscine ,  palestre. Naturalmente non si riflette sull\u2019effetto richiamo che avrebbe  una scelta del genere. Non si tratta di frustrare le attese di persone  che arrivano in Italia per inseguire un sogno ma nemmeno di incentivare  l\u2019idea che nel nostro paese tutto \u00e8 dato, tutto \u00e8 facile e dunque\u2026 Nel  concentrare su un unico territorio i rifugiati si dimentica che oggi nel  \u201cdisperdere\u201d le persone si ottiene che tanti territori si sono attivati  per integrare queste persone. Possiamo immaginare che concentrando a  Mineo otteniamo lo stesso effetto? Dopo Mineo, dove andranno? come  potremo verificare i percorsi di queste persone. Oggi la nostra  decennale esperienza ci insegna che spesso siamo in grado di continuare  ad avere rapporti con loro, continuare ad aiutare ma anche ottenere  da,loro per il nostro Paese per il semplice fatto che piano piano  diventano membri della comunit\u00e0 e dei territori in cui sono stati  ospitati. Mineo non sar\u00e0 la stessa cosa.  E\u2019 una scelta totalmente  sbagliata ed affrettata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>La cronaca ci ha riportato, subito dopo i primi sbarchi, di  incidenti, scontri ed incendi nel Cara di Gradisca da voi gestito: come  vede questo fatto? <\/strong>Oggi esiste un movimento politico che ritiene che gli immigrati  possano diventare uno strumento di \u201crivoluzione\u201d. Non considera l\u2019uomo  ma considera il fenomeno migratorio come occasione che mette in  discussione la societ\u00e0 in modo radicale. Questa movimento ha lanciato la  strategia del \u201cFuoco ai Cie\u201d. Strategia che si concretizza nei centri  in episodi come quello di Gradisca. Gli effetti sono deleteri a pi\u00f9  livelli. Nei fatti impedisce ai vari attori che intervengono di  raggiungere i propri scopi istituzionali. Per noi gestori \u00e8 difficile  dare i servizi necessari alle persone ad affrontare 6 mesi che  contengono fallimento e sofferenza, per chi \u00e8 chiamato alla sicurezza  viceversa si vede costretto a diminuire gli spazi di libert\u00e0 all\u2019interno  delle strutture. Le persone che vi soggiornano di fatto vedono  diminuire la loro qualit\u00e0 della vita. In generale fenomeni come i fuochi  spaventano i territori e rafforzano stereotipi che certamente non  spingono verso l\u2019accoglienza ma soltanto verso la chiusura. Alla fine  del fuoco nessuno ha guadagnato nulla. Se anche bruciassero tutti i Cie  si passerebbe soltanto ad una fase di maggiore chiusura e conflitto.  Usiamo le occasioni di discussione per ragionare sulla riforma di queste  strutture, sulla costruzione di significato per questo periodo di sei  mesi che appare ai pi\u00f9 ingiusto e inutile. Difficile ottenere qualcosa  di buono dalle persone che vivono sei mesi senza riuscire a dare un  minimo significato al loro tempo.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>(Figli &amp; Famiglia &#8211; 16 febbraio 2011)<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28473#su2\">\u00a0Torna su<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come forse sapete (ne abbiamo parlato qui a fianco) qualche notte fa una mano ignota<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28473","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28473\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}