{"id":28576,"date":"2011-06-02T22:59:10","date_gmt":"2011-06-02T21:59:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28576"},"modified":"2011-06-02T22:59:10","modified_gmt":"2011-06-02T21:59:10","slug":"i-mandanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/06\/02\/i-mandanti\/","title":{"rendered":"I mandanti?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/eni1.jpg\" title=\"eni gheddafi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/eni1.jpg\" alt=\"eni gheddafi\" align=\"left\" height=\"186\" width=\"249\" \/><\/a>Un carabiniere in congedo, le richieste strategiche del capitalismo italiano, le operazioni di guerra all&#8217;estero e gli &#8220;atti ostili&#8221; in patria, la propaganda intorno al <em>nemico<\/em> <em>esterno <\/em>e a quello <em>interno<\/em>. E in mezzo alcune delle vicende repressive di questi mesi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Leggete con attenzione questa intervista ad Umberto Saccone, il responsabile della sicurezza dell&#8217;Eni, che tra una chiacchiera e l&#8217;altra con i suoi amici de &#8220;Il Giornale&#8221; afferma che le operazioni di polizia di Bologna e di Firenze sono servite a <em>circoscrivere<\/em> le iniziative di solidariet\u00e0 con le rivolte arabe, iniziative che tanto spesso hanno punzecchiato le strutture del cane a sei zampe disperse sul territorio. Con una certa sfrontatezza, insomma, si autodenuncia come uno dei &#8220;mandanti&#8221; di alcune delle retate pi\u00f9 recenti. Un mitomane? Staremo a vedere.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>La denuncia del capo della sicurezza dell&#8217;Eni: &#8220;Nostri pozzi assediati da Al Qaida e anarchici&#8221;<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Da Al Qaida agli anarchici: e nel mirino degli attacchi c\u2019\u00e8 sempre lui, il cane a sei zampe di Eni, simbolo del business petrolifero targato Italia. I dati degli attacchi a Eni in Italia e all\u2019estero fanno impressione: 49 \u00abatti ostili\u00bb in Italia dal 2009 ad oggi, 36 dipendenti rapiti qua e l\u00e0 per il mondo dal 2007. A fronteggiare gli attacchi, un ex 007: Umberto Saccone, colonnello dei carabinieri e poi capocentro del Sismi all\u2019estero, dal 2006 capo della sicurezza di Eni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I ribaltoni nei paesi arabi hanno cambiato lo scenario in cui vi muovete. Perch\u00e9 avete deciso di allontanare tutti i dipendenti Eni dalla Libia?<br \/>\n<\/em>\u00abPerch\u00e8 non c\u2019erano pi\u00f9 le condizioni di sicurezza, che per noi sono una priorit\u00e0. Il 18 marzo, in coordinamento con l\u2019unit\u00e0 di crisi della Farnesina, abbiamo concluso le operazioni di rimpatrio. Oggi in Libia non abbiamo pi\u00f9 nessuno. La produzione \u00e8 sospesa, in applicazione dell\u2019embargo decretato dalla coalizione internazionale. Le infrastrutture sono state messe in sicurezza in modo da riprendere la produzione appena la situazione lo permetter\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Non \u00e8 la Libia l\u2019unico posto agitato, in quelli dove andate a estrarre petrolio.<\/em><br \/>\n\u00abAbbiamo complessivamente diciassette aree di crisi. Dal dicembre 2010, \u00e8 stato tutto un incendiarsi dal Marocco fino all\u2019Iran, dall\u2019Oman al Sudan. Da queste aree abbiamo evacuato da dicembre 373 persone. In Egitto e in Tunisia quando la composizione di un nuovo Stato ha preso forma li abbiamo riportati sul posto. Ma teniamo gli occhi aperti, perch\u00e9 non \u00e8 detto che i paesi stiano andando verso una definitiva stabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Come vivono i vostri dipendenti questo andirivieni?<\/em><br \/>\n\u00abSanno che quando li facciamo tornare in quei Paesi \u00e8 perch\u00e9 siamo sicuri che la situazione si \u00e9 tranquillizzata. Non ci assumiamo rischi non prevedibili e non gestibili\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Osama Bin Laden teorizzava l\u2019attacco non ai pozzi, patrimonio del popolo arabo, ma alle infrastrutture, cio\u00e8 proprio agli impianti di aziende come Eni. La sua uccisione migliora la situazione?<\/em><br \/>\n\u00abDa anni il dibattito sui network della jihad globale afferma che colpire gli interessi petroliferi \u00e8 la vera jihad economica, cio\u00e8 il modo migliore per colpire gli infedeli. La morte di Osama non cambia lo scenario, il network jihadista ha cellule in Irak, nello Yemen, in Arabia Saudita, in Algeria, in paesi come Mali e Mauritania, fino all\u2019Emirato islamico del Cucaso. Io credo che esista un testamento ideologico ed economico di Osama. Ma alla fine la leadership verr\u00e0 presa da chi sar\u00e0 in grado di meglio colpire gli infededeli e di finanziare tutte le altre Al Qaida di questo network mondiale\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Dei paesi dove Eni \u00e8 presente qual \u00e8 oggi il pi\u00f9 rischioso?<\/em><br \/>\n\u00abIndubbiamente il Pakistan, dove Al Qaida ha dimostrato possibilit\u00e0 oggettive di muoversi e di colpire. Noi per\u00f2 siamo presenti al sud e nella capitale Islamabad dove il territorio \u00e8 presidiato dalle forze di sicurezza in maniera pi\u00f9 capillare\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Quanto vi preoccupano gli attacchi che subite in Italia?<\/em><br \/>\n\u00abPreoccupa l\u2019impennata molto forte che c\u2019\u00e8 stata dopo l\u2019avvio della \u201crivolta dei gelsomini\u201d nei paesi arabi. Ma a Bologna e a Firenze sono state fatte operazioni di polizia che hanno immediatamente circoscritto questi fenomeni\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Perch\u00e9 tanti ce l\u2019hanno con voi?<\/em><br \/>\n\u00abCi sono gli avversari della globalizzazione, i difensori dell\u2019ambiente, i movimenti contro i consumi. Le aziende con una forte identit\u00e0 come Eni sono un obiettivo privilegiato. Noi con queste realt\u00e0 cerchiamo il dialogo, ci confrontiamo, cerchiamo di capire le loro ragioni e di spiegare le nostre\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>E vi stanno a sentire?<\/em><br \/>\n\u00abCon molti di loro si riesce a ragionare, gli spieghiamo il tipo di impegno di Eni nei paesi in cui opera, ragioniamo con loro su come migliorare ancora\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Ma gli attentati continuano. Alcuni, evidentemente, non li avete convinti.<\/em><br \/>\n\u00abEvidentemente i loro motivi reali sono diversi da quelli che professano\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Lei ha scritto un libro, \u00abLa security aziendale nell\u2019ordinamento italiano\u00bb, in cui affronta anche i rapporti tra la security delle aziende strategiche e i servizi segreti. Come sono le vostre relazioni con la nostra intelligence?<\/em><br \/>\n\u00abLa partnership tra pubblico e privato \u00e8 la migliore risposta a quanto sta accadendo nel mondo. I nostri rapporti con i servizi di informazione italiani sono ottimi, d\u2019altronde abbiamo un obiettivo comune che \u00e8 la creazione di maggiore sicurezza per tutti\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I nostri servizi segreti dovrebbero difendere la collettivit\u00e0. Voi vi occupate della sicurezza di una azienda privata. Che garanzie ci sono che le informazioni di cui entrate in possesso siano usate solo a difesa degli interessi pubblici?<\/em><br \/>\n\u00abLa risposta \u00e8 semplice: le strutture di Eni approvvigionano energia al paese, e sono soggette al segreto di Stato. Lo Stato deve tenere salde le proprie prerogative. Ma tra queste c\u2019\u00e8 anche la difesa del proprio potenziale difensivo, di cui strutture come le linee di approvvigionamento energetico sono una componente indispensabile. Quindi \u00e8 naturale che la tutela dei nostri asset avvenga sulla base di una integrazione tra i nostri dispositivi di sicurezza e quelli dello Stato\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Lei stesso \u00e8 stato a lungo uno 007. Che differenza c\u2019\u00e8 tra il suo lavoro di allora e quello di oggi?<\/em><br \/>\n\u00abL\u2019approccio di fondo \u00e8 lo stesso: un operatore dell\u2019intelligence \u00e8 uno che si colloca prima degli eventi, perch\u00e9 quando gli eventi si verificano vuol dire che lui ha gi\u00e0 perso\u00bb.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/esteri\/i_pozzi_italiani_assediati_al_qaida_e_anarchici\/23-05-2011\/articolo-id=524817-page=0-comments=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il Giornale<\/a>, 23 maggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un carabiniere in congedo, le richieste strategiche del capitalismo italiano, le operazioni di guerra all&#8217;estero<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28576","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28576\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}