{"id":28745,"date":"2010-08-02T18:00:41","date_gmt":"2010-08-02T17:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28745"},"modified":"2010-08-02T18:00:41","modified_gmt":"2010-08-02T17:00:41","slug":"extracomunitari-meglio-in-divisa-e-armati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/08\/02\/extracomunitari-meglio-in-divisa-e-armati\/","title":{"rendered":"Extracomunitari, meglio in divisa e armati"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0.42cm\"><strong>Rovigo, 02 agosto 2010<\/strong> &#8211;<em> Il dado \u00e8 tratto e i cantieri per trasformare l\u2019ex base missilistica di Zelo (Rovigo) nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) del Veneto, dovrebbero partire gi\u00e0 entro la fine dell\u2019anno. Non c\u2019\u00e8 ancora una comunicazione ufficiale, ma sembra proprio che il ministro dell\u2019Interno, Roberto Maroni, sia pronto a oltrepassare non la linea del Rubicone, bens\u00ec quella del Tartaro, il fiume che divide in due questa Rio Bo al confine tra le province di Rovigo e Verona. Una scelta condivisa in primis con il presidente della Regione, Luca Zaia e, a quanto pare, caldeggiata anche dal sindaco Flavio Tosi che, altrimenti, avrebbe avuto il suo bel daffare per spiegare a Verona e dintorni la collocazione a Bovolone o Isola Rizza, in pole position nelle scorse settimane. Dismessa definitivamente nel maggio 1999, la base di Zelo, del resto, ha tutte le carte in regola per ospitare uno di questi centri di identificazione per clandestini, considerati alla stregua di campi di concentramento da associazioni come Amnesty International e Medici senza frontiere.<br \/>\nA disposizione ci sono ben venti edifici, pronti a trasformarsi in camerate per gli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno. L\u2019insieme dei capannoni offre una superficie di circa diecimila metri quadrati coperti, disseminati in un\u2019area scoperta prossima ai settantatremila. E, sopratutto, non ci sono grossi centri abitanti nei paraggi e, dunque, si limita il numero dei potenziali scontenti. In paese, per\u00f2, ignorano di essere diventati l\u2019oggetto principale del dibattito politico in Veneto, con il centrodestra pronto a dividersi (gi\u00e0 iniziate le scaramucce tra il Pdl polesano e quello veronese) e il centrosinistra deciso a schierarsi con un no netto, attraverso l\u2019annuncio di un\u2019interrogazione urgente per iniziativa del consigliere regionale polesano del Pd, Graziano Azzalin. Varcata la soglia del bar Sole in via Roma a Zelo, la via principale in un centro con non pi\u00f9 di cinque strade, la notizia che sta per arrivare nell\u2019ex base una struttura detentiva per clandestini \u00e8 comunque un buon motivo per interrompere la milionesima partita a briscola. Gi\u00e0, perch\u00e9 la sorpresa \u00e8 davvero tanta: nessuno sa nulla. O meglio, tutti sapevano che la base sarebbe stata presto recuperata, ma ciascuno offre una versione diversa sul progetto da realizzare. Quattrocento abitanti, quattrocento versioni differenti.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi parla di un fantomatico ingegnere intenzionato a costruire un campo energetico solare, chi invece assicura che l\u2019Aprilia sia l\u00ec l\u00ec per impiantare un centro collaudi per le proprie motociclete o, ancora, chi indica addirittura un\u2019opzione dal nome esotico: art expo. \u00abE&#8217; passato qui un imprenditore di Padova &#8211; racconta la barista Antonella &#8211; e aveva assicurato che erano pronti ad aprire un\u2019esposizione di arte contemporanea nella vecchia base missilistica. Mi ero anche resa disponibile a gestire il bar l\u00ec dentro\u00bb. Ma del Cie non vi \u00e8 alcuno che sappia qualcosa. La notizia appena appresa non viene certo accolta con favore. \u00abCaspita, abito proprio l\u00ec vicino &#8211; riprende la ragazza &#8211; se qualcuno scappasse di l\u00e0, non so se potremmo stare tranquilli. Non mi si fraintenda: qui un quarto degli abitanti \u00e8 straniero e sono tutti lavoratori bene integrati. Ma quelli chi li conosce?\u00bb. C\u2019\u00e8 un altro tipo di extracomunitario che, invece, sarebbe ben gradito: il miltare statunitense. L\u2019esercito Usa, del resto, da queste parti c\u2019\u00e8 stato dal 1964 al 1988, distaccato presso la 79\u02da squadriglia intercettori teleguidati, che aveva le chiavi della base. \u00abAltro che Cie, qua ci riprenderemmo volentieri gli americani &#8211; dice convinta una ragazza &#8211; a Vicenza non li vogliono pi\u00f9? Li mandino qua al posto dei clandestini\u00bb. Chi ha i capelli bianchi ricorda quel periodo come una sorta di et\u00e0 dell\u2019oro. Poi il declino del paese, testimoniato dalla vecchia trattoria ormai diroccata su Strada Oratorio o dallo strano \u00abgrattacielino\u00bb di cinque piani che si erge arrogante attorniato da casette basse, tanto malconcio da ricordare una casa abbandonata in fretta e furia in uno scenario di guerra. Qualche voce fuori dal coro dei no al Cie, comunque, c\u2019\u00e8. Al negozio di alimentari il proprietario Giorgio Mariotti accoglie con favore la notizia: \u00abEra un peccato che la struttura fosse abbandonata. Se arrivasse questo centro, sarebbe una bene per il paese\u00bb. Una vecchia signora dall\u2019aria mite annuisce: \u00abHa ragione, basta che ci assicurino che quella gente non esca di l<\/em><em>\u00ec\u00bb<\/em><em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.42cm\" align=\"right\">(Corriere del Veneto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rovigo, 02 agosto 2010 &#8211; Il dado \u00e8 tratto e i cantieri per trasformare l\u2019ex<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[97,125],"class_list":["post-28745","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-nuovi-cie","tag-veneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28745\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}