{"id":28777,"date":"2010-05-23T11:51:56","date_gmt":"2010-05-23T10:51:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28777"},"modified":"2010-05-23T11:51:56","modified_gmt":"2010-05-23T10:51:56","slug":"jacob","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/05\/23\/jacob\/","title":{"rendered":"Jacob"},"content":{"rendered":"<p><font face=\"georgia, serif\"><strong>Bari, 28 maggio 2010 <\/strong>\u2013 <em>Potrebbe chiamarsi Nouader Nabr Eddine, o Abib Musarof, oppure Moustaf\u00e0 Moustaf\u00e0, o ancora Mahabi Habib, Abib Musotfue, Habib Al\u00ec, ma, per la Polizia italiana \u00e8 \u201801EN6AT\u2019. Questo il Codice Unico Individuo di colui che \u00e8 stato battezzato, dalle forze dell\u2019ordine, \u2018L\u2019uomo dai mille volti\u2019. Era lui che, fino all\u201911 maggio scorso, armato della sua valigia, rigorosamente vuota, derubava, di qualsiasi cosa, i viaggiatori dei treni italiani.<br \/>\nDi quest\u2019uomo non si sa nulla. Potrebbe avere 45 anni come potrebbe essere di nazionalit\u00e0 algerina ma una sola cosa \u00e8 certa: \u00e8 l\u2019autore di numerosi furti dal 1994 a oggi. Tutte le volte che veniva arrestato e portato nei vari Cie italiani, dopo 2 mesi tornava in libert\u00e0 a riprendeva la sua \u2018professione\u2019.<br \/>\nLa sua \u2018avventura\u2019, senza nome e senza identit\u00e0, \u00e8 finita a Potenza, durante controlli della Polizia Ferroviaria. Qui, l\u201911 maggio scorso, era a bordo del treno che collega il capoluogo potentino a Salerno. Gli agenti sul convoglio, impiegati negli ultimi tempi in attivit\u00e0 di identificazione a tappeto, hanno chiesto i documenti all\u2019uomo che ha dato loro il suo codice fiscale. Quando i poliziotti gli hanno chiesto la data di nascita, il presunto 45enne ha tentennato: \u201cE\u2019 normale questa reazione \u2013 spiegano i vertici baresi della Polfer \u2013 proprio perch\u00e8, avendo pi\u00f9 identit\u00e0 poteva anche dimenticare la data di nascita relativa al nome\u201d. E poi, c\u2019era quella sospetta valigia, sempre vuota.<br \/>\nFatto scendere dal treno e portato in questura, \u00e8 finito nel carcere di Potenza mentre le analisi della polizia andavano avanti tanto che, entro 20 ore, il prefetto lucano ha notificato il decreto di espulsione e avviso orale.<br \/>\nDal carcere lucano, quindi al Cie di Bari dove il fascicolo \u00e8 passato nella mani della Polfer. Da questo momento in poi sono scattate le indagini che hanno condotto all\u2019arresto definitivo. Dopo un accurato controllo incrociato tra i dati del Ministero dell\u2019Interno, le impronte digitali e fotodattiloscopiche, e gli elementi elencati nel Casellario Giudiziale (ben 6 pagine), gli agenti hanno scoperto che al presunto 45enne erano attribuibili oltre 48 identit\u00e0, tutte diverse. Poi hanno accertato che vi era, a carico di uno dei nomi a lui attribuibili, un decreto di espulsione emesso dal Tribunale di La Spezia ma non eseguito. Cos\u00ec \u00e8 stato scoperto che aveva maturato un debito con la giustizia pari a 7 anni di reclusione (per reati che vanno dal furto alla rapina passando anche per la detenzione e lo spaccio di droga) e oltre 10mila euro di multe.<br \/>\nDal 1994, era sempre riuscito a evitare l\u2019espulsione continuando a vivere, ovviamente senza fissa dimora, di espedienti vari sul territorio nazionale: da Nola, nel Napoletano, a La Spezia, passando da Bologna e Caserta, Rimini, Riva del Garda (in provincia di Trento), Napoli e San Giorgio a Cremano fino a Pistoia. Secondo gli inquirenti, quindi, \u201caveva maturato un vero e proprio metodo di lunga sopravvivenza criminale\u201d. E pensare che la sua prima condanna risale al marzo 1996.<br \/>\nOra il presunto algerino \u00e8 rinchiuso nelle patrie galere di Bari, in attesa di scontare tutto il debito accumulato in questi 16 anni di latitanza e di viaggi \u2018gratis\u2019 sui treni di mezza Italia.<\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"right\">(barisera)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, 28 maggio 2010 \u2013 Potrebbe chiamarsi Nouader Nabr Eddine, o Abib Musarof, oppure Moustaf\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[69],"class_list":["post-28777","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-lordine-e-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28777\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}