{"id":28797,"date":"2011-02-22T16:38:44","date_gmt":"2011-02-22T15:38:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28797"},"modified":"2011-02-22T16:38:44","modified_gmt":"2011-02-22T15:38:44","slug":"emergenza-cannoni-denari-e-sbarre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/02\/22\/emergenza-cannoni-denari-e-sbarre\/","title":{"rendered":"Emergenza: cannoni, denari e sbarre"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><strong>Roma, 22 febbraio 2011<\/strong> &#8211;<em>Il piano di emergenza che in queste ore viene messo a punto al Viminale \u00e8 quello che prevede lo scenario peggiore. Perch\u00e9 in Libia vivono da tempo oltre un milione di clandestini provenienti da altri Paesi della regione e il crollo del regime di Gheddafi potrebbe spingere molti di loro a mettersi in viaggio verso l\u2019Europa e dunque sulla rotta che passa per l\u2019Italia. Il clima di tensione che si respira nel nostro Paesetrova conferma quando la Difesa decide di alzare il livello di allerta nelle basi dell\u2019aeronautica, mentre l\u2019Interno coordina gli interventi di sicurezza in collegamento con l\u2019Unione Europea. Ma la trova soprattutto nella decisione del ministro dell\u2019Interno Roberto Maroni di appoggiare la richiesta del leader Udc Pierferdinando Casini per la creazione di una \u00abunit\u00e0 di crisi\u00bb aperta ai partiti dell\u2019opposizione. I due ne avrebbero parlato in colloquio telefonico e stasera la questione sar\u00e0 affrontata nella riunione convocata a palazzo Chigi.<br \/>\nIl sistema di controllo sulla costa libica \u00e8 gi\u00e0 saltato, il contingente della Guardia di Finanza che fino a qualche giorno fa pattugliava porti e spiagge insieme ai poliziotti locali \u00e8 stato trasferito presso l\u2019ambasciata italiana a Tripoli. Gli ufficiali di collegamento che sono ancora operativi hanno comunicato di non avere pi\u00f9 interlocutori con i quali trattare. Vuol dire che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuna vigilanza e dunque bisogna riorganizzare il sistema di sorveglianza con i mezzi navali e con gli aerei. Perch\u00e9 le notizie arrivate ieri in serata\u2014 sia pur non controllate \u2014 parlavano di decine di barconi pronti a salpare appena le condizioni del mare lo consentiranno. Non a caso si \u00e8 deciso di mobilitare la nave Marina Elettra dotata di un particolare sistema radar e di controllo tecnologico che consente l\u2019intercettazione delle comunicazioni. Fino a ieri sera era nel porto di La Spezia, ma nelle intenzioni dei vertici militari c\u2019\u00e8 quella di farla salpare con a bordo le unit\u00e0 speciali di contrasto all\u2019immigrazione clandestina, in grado di fronteggiare l\u2019arrivo dei pescherecci e dei barconi carichi di migranti.<br \/>\nEra stato proprio Maroni \u2014 di fronte al precipitare della situazione in Libia \u2014 a sollecitare Silvio Berlusconi a convocare con urgenza un vertice interministeriale. In primo piano c\u2019\u00e8 l\u2019emergenza immigrazione, ma ci sono anche le ripercussioni di questa crisi sull\u2019economia italiana. \u00abRischiamo di fare la fine di Costantinopoli\u00bb , ha sottolineato il titolare dell\u2019Interno illustrando al presidente del Consiglio i pericoli provenienti dalle rivolte che infiammano l\u2019intero Maghreb. E non celando i propri timori per il fermento di quell\u2019area islamista che, secondo numerosi esperti, si muove per fomentare e per cercare di orientare i movimenti popolari. Sabato scorso, mentre in Cirenaica esplodevano le proteste, il prefetto Rodolfo Ronconi, responsabile del Dipartimento Immigrazione del Viminale, ha presieduto la riunione con i responsabili degli Affari Internazionali della commissione europea per mettere a punto il piano di intervento in mare. L\u2019Italia ha gi\u00e0 schierato i mezzi navali della Marina, della Finanza e della Guardia Costiera e quelli aerei per la sorveglianza dall\u2019alto. Ora scatta la missione Frontex, ma anche questo potrebbe non bastare tenendo conto che la Tunisia e l\u2019Egitto non sono affatto pacificate e pure il Marocco appare in fermento. L\u2019Italia ha chiesto alla Ue un finanziamento da 100 milioni e domani Maroni rinnover\u00e0 questa esigenza nell\u2019incontro a cinque che precede la riunione dei ministri dell\u2019Interno dei 25 Stati membri dell\u2019Unione prevista gioved\u00ec a Bruxelles.<br \/>\nIl vertice di domani al Viminale coinvolger\u00e0 Francia, Grecia, Cipro e Malta, direttamente coinvolti insieme alla Spagna nella nuova ondata migratoria che arriva dall\u2019Africa. Maroni comunicher\u00e0 quanto \u00e8 gi\u00e0 stato deciso di fare in Italia per essere pronti a gestire le migliaia di extracomunitari che potrebbero arrivare nei prossimi giorni e quelli che sono gi\u00e0 approdati dopo essere partiti dalla Tunisia. Al momento viene confermata la scelta di farli rimanere in Sicilia: la Protezione Civile ha trasferito il materiale per allestire tendopoli in varie aree e cos\u00ec \u00absfollare\u00bb il centro di accoglienza di Lampedusa e soprattutto l\u2019intera isola ormai occupata da migliaia di migranti. I Cie e le altre strutture italiane hanno una capienza complessiva di oltre 6.000 persone, ma si punta ad avere almeno altrettanti posti e dunque si devono individuare le aree dove creare i villaggi. Una soluzione estrema che per\u00f2 non viene affatto esclusa, tenendo conto della gravit\u00e0 delle informazioni che arrivano dalla Libia e pi\u00f9 in generale dal Nordafrica. Chi chiede asilo dovrebbe invece essere alloggiato nel Villaggio degli Aranci a Mineo, in provincia di Catania, anche se il Cir, Consiglio Italiano per i Rifugiati, ha chiesto ieri al ministro di valutare un\u2019ipotesi alternativa nel timore che \u00abin una struttura cos\u00ec grande si perda il controllo della situazione\u00bb . La scelta definitiva dovrebbe essere fatta oggi, inserita in un progetto complessivo che si muove seguendo le regole previste dallo stato di emergenza umanitaria decretato nei giorni scorsi. Un piano da sottoporre all\u2019Unione Europea dove Maroni ribadir\u00e0 che l\u2019Italia non \u00e8 in grado di fronteggiare da sola \u00abuna situazione che rischia di trasformarsi in un a catastrofe per tutto il nostro continente\u00bb .<\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"right\">(Corriere della sera)<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 22 febbraio 2011 &#8211;Il piano di emergenza che in queste ore viene messo a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[65,69,106],"class_list":["post-28797","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-guerra-ai-proletari","tag-lordine-e-pubblico","tag-ristrutturazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28797\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}