{"id":28807,"date":"2010-11-09T21:20:50","date_gmt":"2010-11-09T20:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28807"},"modified":"2010-11-09T21:20:50","modified_gmt":"2010-11-09T20:20:50","slug":"imprenditoria-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2010\/11\/09\/imprenditoria-sociale\/","title":{"rendered":"Imprenditoria sociale"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0.42cm\"><strong>Bari, 09 novembre 2010<\/strong> &#8211; <em>Mostra interesse ed \u00e8 sempre pi\u00f9 grossa e ben marcata la fetta di imprenditoria sociale che sull\u2019accoglienza dei richiedenti asilo e sulla protezione dei rifugiati scatena appetiti. Se il paradigma di governo vuole frontiere chiuse e centri di accoglienza e di identificazione sempre meno affollati, la realt\u00e0 dice altro. E cio\u00e8: la gestione dei Cara (i Centri di accoglienza per i richiedenti asilo) e i progetti territoriali finanziati dallo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) fanno gola a tutti. Nonostante a Roma il ministero dell\u2019Interno abbia ridotto i fondi, a Bari e in provincia c\u2019\u00e8 attesa, anzi tensione, anche con scambi di ceffoni polemici.<br \/>\nSar\u00e0 l\u2019effetto della crisi, sta di fatto che mai come prima l\u2019immigrazione interessa non solo il mondo cooperativo tradizionalmente vicino alla sinistra, ma anche societ\u00e0 e associazioni d\u2019imprese che fino a qualche anno fa con lo straniero avevano a che fare forse solo al semaforo, visto che si occupavano e continuano a occuparsi di riabilitazione, di assistenza domiciliare, di pronto soccorso. Lo testimonia quel che accade in citt\u00e0 e nei grossi centri di provincia. Da noi succede anche altro: le organizzazioni che hanno inventato e sperimentato modelli, addirittura certificati a livello europei, escono di scena perch\u00e9 nel frattempo le regole d\u2019accesso alla gestione dei servizi agli immigrati sono state cambiate in modo che certi requisiti di unicit\u00e0 e di professionalizzazione acquisita non fossero pi\u00f9 premianti.<br \/>\nRegole pi\u00f9 leggere = pi\u00f9 mercato = pi\u00f9 ribassi = meno servizi di qualit\u00e0 all\u2019immigrato. Proviamo a capire meglio. Per farlo occorre tenere separati due \u00abmondi\u00bb: il Cara, e quindi la prima accoglienza degli sbarcati, dai progetti dello Sprar che riguardano invece l\u2019integrazione di chi la protezione l\u2019ha gi\u00e0 ottenuta (seconda accoglienza). Il Cara. Gioved\u00ec scorso, per indisponibilit\u00e0 di due membri della commissione giudicatrice la Prefettura ha rinviato la seduta pubblica per l&#8217;apertura dei plichi delle offerte per l&#8217;affidamento della gestione. Una gara che vale quasi 19milioni di euro in tre anni.<br \/>\nPer restare alle cose di casa nostra, trapela che sono nove (mai cos\u00ec alto il numero, in passato) i soggetti interessati a gareggiare e, tra questi, quattro sono associazioni temporanee (Ati). Fanno parte della partita a nove, perch\u00e9 sono stati gli stessi soggetti a confermarlo, il consorzio d\u2019impresa Oer, Ladisa e Medica Sud e, in proprio, i gestori uscenti della cooperativa sociale Auxilium (leader in Basilicata nei servizi integrati a anziani e diabili) e il Comitato provinciale della Croce Rossa (ex gestore della \u00abroulettopoli \u00bb di Palese). Il consorzio d\u2019imprese prima citate \u00e8 lo stesso che gestisce il Centro di identificazione e espulsioni (Cie) al quartiere San Paolo. Di nuovo c\u2019\u00e8 che il capogruppo non \u00e8 l\u2019associazione di soccorso Operatori emergenza radio (come per il Cie) ma la \u00abMedica Sud\u00bb di Ilaria Tat\u00f2, fisiatra e figlia di Biagio Tat\u00f2, ortopedico ed ex senatore di An. Per un appalto milionario ce ne sono altri che fanno gola con la stessa intensit\u00e0.<br \/>\nSono in scadenza i progetti Sprar che vengono presentati dai Comuni che a loro volta li affidano a organizzazioni del terzo settore. A Bitonto (governata dal centrodestra) \u00e8 accaduto che il servizio per 48 rifugiati sia stato affidato attraverso avviso pubblico. Si sono presentati in tre: \u00abLa Casa di Tom\u00bb di Cassino, l\u2019Arci di Bari e l\u2019Auxilium (del Cara). Il progetto di integrazione a Bitonto fu l\u2019Arci a inventarlo pi\u00f9 di 10 anni fa in linea col pressing che su scala nazionale la stessa organizzazione metteva in moto sugli enti locali per dare futuro a chi gode di protezione internazionale. L\u2019Arci ha perso una gara che mette a disposizione 753mila euro per tre anni.<br \/>\nOggi operatori e attivisti protestano davanti al Comune di Bitonto lamentando irregolarit\u00e0 e avanzando preoccupazione per il futuro degli immigrati. L\u2019Auxilium replica facendo sapere che il servizio sar\u00e0 migliore. Va detto per\u00f2 che la seconda accoglienza (progetti per 12 minoriti, 15 famiglie e 6 disagiati psichici) il Comune di Bari (centrosinistra), in particolare la Ripartizione servizi sociali, li ha affidati senza ricorrere all\u2019avviso pubblico: rispettivamente alla cooperativa Csise capogruppo di un\u2019Ati con l\u2019associazione Glr e Etnie, a un\u2019ati Arci e Etnie e (terzo progetto) ancora all\u2019Arci. Due procedure diverse per effetto di un altro modo di applicare il codice degli appalti del 2006. Ma in questo caso si tratta di servizi per i quali occorrono competenze, risorse (strutture) e abilit\u00e0 non da poco. Almeno sulla carta. Gi\u00e0. Perch\u00e9 qui il male \u00e8 che spesso i controlli sono solo di carta.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">(Gazzetta del mezzogiorno)<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.42cm\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, 09 novembre 2010 &#8211; Mostra interesse ed \u00e8 sempre pi\u00f9 grossa e ben marcata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[97,106],"class_list":["post-28807","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-nuovi-cie","tag-ristrutturazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28807\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}