{"id":28855,"date":"2011-09-20T20:59:26","date_gmt":"2011-09-20T19:59:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28855"},"modified":"2011-09-20T20:59:26","modified_gmt":"2011-09-20T19:59:26","slug":"lampedusa-in-fiamme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/09\/20\/lampedusa-in-fiamme\/","title":{"rendered":"Lampedusa in fiamme"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lampedusa<\/strong>, 20 settembre<br \/>\n\u00ab<strong>Lampedusa, incendio al Centro immigrati<\/strong><\/p>\n<p>La struttura ospita 1.300 tunisini, alcuni sarebbero riusciti a fuggire<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>09:57 &#8211; Un incendio di vaste proporzioni \u00e8 scoppiato nel centro d&#8217;accoglienza di Contrada Imbriacola a Lampedusa. La struttura ospita circa 1.300 immigrati tunisini. Sul posto sono intervenute tutte le squadre dei vigili del fuoco presenti sull&#8217;isola siciliana. Il rogo sarebbe stato appiccato dagli stessi extracomunitari. Evacuato il centro.<br \/>\nAlcuni extracomunitari sarebbero anche riusciti a fuggire. La zona \u00e8 stata presidiata dalle forze dell&#8217;ordine e dai vigili del fuoco, che hanno tentato di circoscrivere le fiamme. L&#8217;incendio, appiccato in diversi punti, ha causato una densa nube di fumo nero sospinta dal vento verso il centro abitato.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Secondo il sindaco dell&#8217;isola, Bernardino De Rubeis, i danni sarebbe ingenti. Le fiamme, secondo i rilievi dei vigili del fuoco, sarebbero state appiccate in tre palazzine della struttura, andate completamente distrutte. I circa 1200 migranti che erano all&#8217;interno del Centro sono stati radunati dalle forze dell&#8217;ordine nei pressi dello stadio comunale, a Cala Saline.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Nel centro di prima accoglienza i tunisini nei giorni scorsi avevano protestato a pi\u00f9 riprese per chiedere il loro trasferimento sulla terra ferma. Non \u00e8 la prima volta che il centro di accoglienza viene dato alle fiamme. Un episodio analogo, con danni consistenti alla struttura, si era registrato nel febbraio del 2009.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.tgcom.mediaset.it\/cronaca\/sicilia\/articoli\/1021961\/lampedusa-incendio-al-centro-immigrati.shtml\">TgCom<\/a><\/p>\n<p><strong>Lampedusa<\/strong>, 20 settembre<\/p>\n<p>\u00ab<strong>A fuoco il centro di accoglienza<\/strong><br \/>\nIn fuga 400 immigrati, \u00e8 rivolta<\/p>\n<p>A Contrada Imbriacola, dove erano ospitati oltre 1300 migranti tunisini. Incendio quasi spento e diversi intossicati. Chiuso l&#8217;aeroporto. Fuga di massa, poi tutti rintracciati e portati nel campo sportivo. Il sindaco: &#8220;Il fuoco ha distrutto tutto, il Cie non esiste pi\u00f9. E&#8217; guerra, i cittadini reagiranno. I delinquenti tunisini vanno trasferiti subito, anche con le navi militari&#8221;. La procura di Agrigento apre un&#8217;inchiesta. Un centinaio di immigrati trasferiti con un volo militare da Lampedusa verso altri centri di accoglienza.<\/p>\n<p><em>Un incendio di vaste proporzioni \u00e8 scoppiato nel pomeriggio nel centro d&#8217;accoglienza di Contrada Imbriacola a Lampedusa, dove erano ospitati circa 1300 immigrati tunisini. Ed \u00e8 allarme in tutta l&#8217;isola.<br \/>\nCirca 800 gli immigrati erano riusciti a fare perdere le loro tracce ma 400 sono stati rintracciati dai carabinieri vicino al molo Favaloro, gli ltri in vari luoghi dell&#8217;isola. La nube di fumo sollevatasi dal rogo ha investito anche il centro abitato, arrivando fin sopra l&#8217;aeroporto che \u00e8 stato momentaneamente chiuso. Ci sono diversi intossicati.<br \/>\nIl rogo \u00e8 stato appiccato da immigrati che da diverse settimane erano ospiti della struttura. Gli extracomunitari da giorni protestavano per chiedere il  trasferimento sulla terra ferma. Non \u00e8 la prima volta che il centro di accoglienza viene dato alle fiamme. Un episodio analogo, con danni consistenti<br \/>\nalla struttura, si era registrato nel febbraio del 2009.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>&#8220;Il Cie \u00e8 interamente devastato, \u00e8 tutto bruciato, non esiste pi\u00f9 e non pu\u00f2 pi\u00f9 ospitare un solo immigrato&#8221; ha dichiarato l&#8217;allarmato sindaco di Lampedusa Bernardino de Rubeis. &#8220;Ora Lampedusa non ha pi\u00f9 un posto. E&#8217; urgente che il governo intervenga dopo tanto immobilismo. Avevamo avvertito tutti su quello che poteva succedere ed \u00e8 accaduto&#8221;. E ancora: &#8221; Questo \u00e8 uno scenario di guerra. C&#8217;\u00e8 una popolazione che non sopporta pi\u00f9, vuole scendere in piazza con i manganelli e difendersi da sola, perch\u00e8 chi doveva tutelarla non l&#8217;ha fatto&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>A fine giornata tutti i tunisini che si trovavano all&#8217;interno del Centro sono stati radunati al campo sportivo di Lampedusa, sotto la sorveglianza delle forze dell&#8217;ordine. I fuggiaschi sarebbero stati tutti rintracciati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/palermo.repubblica.it\/cronaca\/2011\/09\/20\/news\/lampedusa_va_a_fuoco_il_centro_di_accoglienza-21958039\/\">La Repubblica &#8211; Palermo<\/a><\/p>\n<p><strong>Lampedusa<\/strong>, 20 settembre<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Lampedusa in fiamme<br \/>\n<\/strong>Il Cie devastato dalla rivolta. In fuga 800 persone. 300 agenti in assetto antisommossa al campo di calcio<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>LAMPEDUSA\u2013 Mille tunisini in rivolta hanno incendiato i materassi delle camerate distruggendo il centro accoglienza da dove chiedevano di andare via. E la pi\u00f9 rovente estate di Lampedusa finisce tra le fiamme, sotto una nube acida che si alza verso il cielo e ricade sul centro abitato, fra gli alberghi, per fortuna con meno di dieci feriti e intossicati. Un incendio per fuggire dall\u2019isola, per dire no ai rimpatri diretti sull\u2019asse Lampedusa-Tunisi. Una rivolta guidata dai pi\u00f9 violenti dei 1.200 ospitati nel devastato Cie, mentre dieci minori arrivati venerd\u00ec con un barcone annaspano terrorizzati, centinaia di immigrati fuggono da contrada Imbriacola verso le stradine del paese e una teoria di disperati compare fra i pub del corso, invade il molo, il porto, la costa davanti ad alberghi, pensioni e case dei turisti, incrociando i pompieri, scappando alla vista dei cellulari della polizia, dileguandosi in parte fra I sentieri di campagna.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>NOTTE AL GELO &#8211; Un inferno nell\u2019isola senza pace dove il campo sportivo diventa ancora una volta rifugio notturno, simile ad una prigione, per fortuna sotto un cielo terso, ma spazzato da un vento gelido. Triste replay che porta indietro alle immagini sconvolgenti di febbraio o marzo, alla \u201ccollina del disonore\u201d, annullando la mole di promesse frattanto rovesciate qui da tutti i potenti. A cominciare da Silvio Berlusconi, fino alle recentissime rassicuranti visite lampo del sottosegretario all\u2019interno Sonia Viale e del ministro della Difesa Ignazio La Russa. Tanto che il sindaco Dino De Rubeis aveva provato a rasserenare gli animi di commercianti e albergatori, a far calare la tensione dei suoi concittadini riferendo venerd\u00ec scorso una telefonata con il ministro Roberto Maroni: \u00abMi ha garantito che mille tunisini entro un paio di giorni saranno trasferiti tutti in altri centri sparsi sul territorio italiano. Mi ha anche spiegato le difficolt\u00e0 che ci sono state per i rimpatri dei giorni scorsi. Maroni dovr\u00e0 a breve tornare in Tunisia, per rimodulare gli accordi ma questa volta, lo far\u00e0 insieme a Frattini ed interagiranno con i rispettivi ministri di quello Stato&#8230;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>\u00abE\u2019 UNA GUERRA\u00bb &#8211; Ma al quarto giorno da quelle parole, tossendo, coprendosi la bocca per cercare di non respirare fumo, esplode la rabbia di quest\u2019omone che ha sempre teso la mano agli immigranti: \u201cQuesta \u00e8 ormai una guerra e i cittadini di Lampedusa reagiranno. Anche perch\u00e9 non abbiamo di fronte la massa dei profughi sub sahariani, ma centinaia di giovani tunisini che vogliono tutto e subito con arroganza, proprio come delinquenti, pronti a mettere a repentaglio la nostra e la loro vita\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>\u201cCI SCAPPA IL MORTO\u201d \u2013 Che la situazione sia incandescente lo conferma il responsabile del poliambulatorio Pietro Bartolo, il medico arruolato da De Rubeis come assessore alla Sanit\u00e0: \u201cHo soccorso gli intossicati, compreso un immigrato paraplegico al quale avevo fatto avere una sedia a rotelle sperando che lo portassero in un altro centro italiano. Invece li fanno restare qui anche due mesi e con tutta la buona volont\u00e0 delle forze di polizia il Centro diventa una bomba ad orologeria, stanchi ed esauriti come sono questi disperati. Che cosa si aspetta? Qui prima o poi ci scappa il morto\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>TUTTO PREVEDIBILE \u2013 Che l\u2019incendio del Centro fosse prevedibile lo avevano ribadito con ripetuti allarmi le organizzazioni umanitarie. \u00c8 il caso di \u201cSave the Children\u201d, adesso preoccupata per le condizioni inaccettabili in cui sono ospitati tanti minori. Ovvero dell\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Italia, come spiega Flavio Di Giacomo, responsabile della comunicazione: \u00abDa giorni all\u2019interno della struttura di accoglienza si era creata un\u2019atmosfera molto tesa a causa dell\u2019alto numero di migranti tunisini, oltre 1.300, e per la seconda volta in due anni e mezzo ci troviamo di fronte a un incendio che mette a rischio l\u2019incolumit\u00e0 di migranti e operatori\u00bb.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>CARCERE A CIELO APERTO \u2013 A scrivere \u00abadesso basta\u00bb sono Lino Maraventano e Rosangela Mannino, presidente e vicepresidente dell\u2019associazione che riunisce commercio, turismo e servizi: \u00abNon possiamo pi\u00f9 sopportare che Lampedusa e Linosa siano utilizzate come un carcere a cielo aperto e si possa consentire l\u2019arrivo sull\u2019isola di migliaia di immigrati al giorno&#8230; Lampedusa non \u00e9 Alcatraz, non \u00e8 uno specchietto per le allodole, vuole essere liberata da una morsa che la sta letteralmente soffocando\u00bb. Al di l\u00e0 delle distanze politiche, l\u2019appello al governo per non lasciare l\u2019isola in balia di un\u2019emergenza continua parte anche dal Pd e dalla leader di Legambiente Giusi Nicolini, responsabile della riserva protetta: \u00abNon si pu\u00f2 perdere altro tempo per trovare soluzioni concrete rendendo civile la vita di chi sta qui e di chi arriva in cerca di aiuto\u00bb. Cresce comunque la rabbia mentre un volo speciale ne porta via cento in una notte che non finisce mai. Svegli i vigili del fuoco costretti a controllare i residui focolai di un padiglione ormai da abbattere e svegli i trecento agenti in assetto antisommossa raccolti attorno al campo di calcio, stipato da tunisini decisi a tutto pur di andare via da Lampedusa, ma senza essere rimpatriati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/11_settembre_20\/lampedusa-rivolta_b2dd952c-e3a1-11e0-bc23-ba86791f572a.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il Corriere della Sera<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lampedusa, 20 settembre \u00abLampedusa, incendio al Centro immigrati La struttura ospita 1.300 tunisini, alcuni sarebbero<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[72,75],"class_list":["post-28855","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa","tag-la-pentola-bolle","tag-lampedusa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28855"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28855\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}