{"id":28887,"date":"2011-10-01T13:15:45","date_gmt":"2011-10-01T12:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28887"},"modified":"2011-10-01T13:15:45","modified_gmt":"2011-10-01T12:15:45","slug":"unaltra-fuga-a-restinco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2011\/10\/01\/unaltra-fuga-a-restinco\/","title":{"rendered":"Un&#8217;altra fuga a Restinco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Brindisi<\/strong>, 1 ottobre<br \/>\n\u00ab<strong>Cie, dopo la rivolta in carcere 4 tunisini<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Quattro tunisini sono finiti in cella a seguito dei violenti scontri che nel pomeriggio di gioved\u00ec hanno contrapposto gli ospiti del Cie di Restinco alle forze dell\u2019Ordine. Sono fra i quindici e i diciotto, invece, gli immigrati che sono riusciti a fuggire dal centro dileguandosi nel nulla. Il bilancio finale della rivolta include anche cinque poliziotti, cinque agenti della Guardia di finanza e un militare del battaglione San Marco finiti in ospedale con prognosi oscillanti fra i tre e i dieci giorni.<\/em><br \/>\n<em> All\u2019origine della sedizione, ancora una volta, c\u2019\u00e8 stato il rifiuto di alcuni extracomunitari di espatriare al suolo italiano. Il clima di tensione che da settimane si respira nel Cie, poi, ha fatto il resto.<\/em><br \/>\n<em> Stando alla ricostruzione dei fatti fornita dalle forze dell\u2019ordine, la fitta sassaiola all\u2019indirizzo degli uomini in divisa \u00e8 iniziata fra le 17 e le 18 del pomeriggio.<\/em><br \/>\n<em> I rivoltosi hanno bersagliato le forze dell\u2019ordine con tutto quello che gli capitava a tiro. Servendosi di una spranga di ferro, invece, hanno cercato di forzare il cancello della struttura.<\/em><br \/>\n<em> A evitare una fuga di massa \u00e8 stato l\u2019intervento del reparto Mobile proveniente da Taranto.<\/em><br \/>\n<em> Se non fosse stato per l\u2019arrivo dei rinforzi, con ogni probabilit\u00e0, l\u2019onda d\u2019urto dei facinorosi sarebbe riuscita a travolgere le forze dell\u2019ordine, aprendo una breccia nel centro.<\/em><br \/>\n<em> Iniziati fra le 17 e le 18, i disprdini sono andati avanti fino alle 20.<\/em><br \/>\n<em> Una volta ripristinata una parvenza di tranquillit\u00e0, gli investigatori hanno preso visione delle immagini riprese dall\u2019impianto di videosorveglianza e hanno interrogato decine di ospiti.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"> <a href=\"http:\/\/www.senzacolonne.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=13753:cie-dopo-la-rivolta-in-carcere-4-tunisini&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280\">Senzacolonne.it<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Brindisi<\/strong>, 30 settembre<br \/>\n<strong>\u00abNuova rivolta al Cie di Restinco<\/strong><br \/>\nScappano in 18, cinque persone arrestate<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Dopo la fuga nei giorni scorsi di 62 migranti, a Restinco la comunit\u00e0 tunisina lancia una nuova sfida alle forze dell\u2019ordine: altri 18 sono scappati nella serata di ieri. Cinque finora gli arrestati. Il resto dei fuggitivi si cerca ancora nella campagne intorno alla citt\u00e0.<br \/>\nUn allarme che intorno alle 19 di ieri ha fatto scattare diverse divisioni in tenuta antisommossa: erano presenti carabinieri, polizia, guardia di finanza e militari delle Forze armate.<br \/>\nQuesta volta la protesta degli immigrati tunisini si \u00e8 limitata inizialmente alla zona interna della struttura. Poi, nella sera, hanno raggiunto i tetti e cercato quindi la fuga. A causa del trambusto nel cortile, il \u201cCie\u201d (Centro di identificazione ed espulsione) \u00e8 comunque rimasto circoscritto per diverse ore prima di passare all\u2019azione diretta: gli immigrati hanno atteso il buio per far perdere le tracce. Nel parapiglia all\u2019esterno sono stati raggiunti da militari e agenti una decina di tunisini, ma solo 5 sono finiti in carcere.<br \/>\nAd incidere su queste ripetute sommosse \u00e8 purtroppo l\u2019espulsione: tutti gli ospiti sono a conoscenza che dopi 6 mesi di permanenza si ritorna a casa. Quindi, il gioco forte per la comunit\u00e0 tunisina \u00e8 cercare la libert\u00e0 con la fuga, cercando di scatenare come ieri una sorta d\u2019inferno. Dalle coste africane fino a Lampedusa, poi la destinazione di Brindisi (ma anche molte altre in Italia) \u00e8 quasi un optional prima di perdere per sempre la speranza di altra vita. Un giro vorticoso per il quale si pu\u00f2 anche morire e che di sicuro \u00e8 costato denaro, servito per essere traghettati come sardine. Ma a loro non importa nulla, sapendo che dietro quei cancelli c\u2019\u00e8 la libert\u00e0, un amico o un parente che li aspetta in Francia o in Germania. Da qualche anno non cambia nulla da quelle parti: qualche giorno fa un\u2019altra fuga in massa aveva permesso l\u2019allontanamento di una sessantina di migranti, non senza il ferimento di alcuni agenti e militari.<br \/>\nAll\u2019inizio del mese, proprio in seguito alla solita fuga, era stato arrestato nelle campagne di Restinco il 26enne Nawakes El Hossine: il tunisino si era lanciato da un muro alto 5 metri e una volta intercettato aveva cercato di difendersi dai carabinieri con il lancio di alcune pietre. Era poi finito in carcere per qualche giorno per minacce e resistenza a pubblico ufficiale, ritornando infine al \u201cCie\u201d. Il 29 agosto era accaduto con altri 45 ospiti della stessa etnia, ma a ritroso nel tempo \u00e8 gi\u00e0 accaduto tantissime volte. Fughe e proteste che hanno visto gli extracomunitari incendiare materassi o mobili, ferendosi o trovando qualsiasi altro modo per farsi sentire.<br \/>\nIeri, sul fare del tramonto, c\u2019era la stessa atmosfera lungo le campagne di contrada Montenegro, allertate dall\u2019arrivo improvviso dei lampeggianti blu ma anche da numerosi giovani in tuta mimetica del battaglione San Marco. Squadre antisommossa che non hanno fatto altro che districarsi intorno alla nota struttura che ospita anche il \u201cCara\u201d, il Centro di accoglienza richiedenti asilo. Tutto \u00e8 rimasto sotto controllo, poi la fuga in massa per 18 di loro al solito grido di \u201clibert\u00e8, libert\u00e8\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"> <a href=\"http:\/\/www.quotidianodipuglia.it\/articolo.php?id=164869&amp;sez=BRINDISI\">Nuovo Quotidiano di Puglia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brindisi, 1 ottobre \u00abCie, dopo la rivolta in carcere 4 tunisini Quattro tunisini sono finiti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[45,72,105],"class_list":["post-28887","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-dentro-le-gabbie","tag-la-pentola-bolle","tag-restinco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28887","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28887"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28887\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}