{"id":29600,"date":"2013-07-08T21:13:49","date_gmt":"2013-07-08T20:13:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29600"},"modified":"2013-07-08T21:13:49","modified_gmt":"2013-07-08T20:13:49","slug":"nel-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2013\/07\/08\/nel-corpo\/","title":{"rendered":"Nel corpo"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Qui di seguito, <a href=\"http:\/\/www.informa-azione.info\/carcere_lettera_aperta_di_una_ex_detenuta_del_carcere_delle_vallette\">la lettera scritta recentemente da una ex detenuta <\/a>delle Vallette per descrivere la sezione femminile dal di dentro<em>, <\/em>soffermandosi su quelle <em>piccole cose<\/em> che, giorno dopo giorno, fanno la quotidianit\u00e0 carceraria. Con le sue oppressioni, le sue miserie e, di converso, le sue possibilit\u00e0 di lotta.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<em>\u00c8 nel corpo che si sente la sofferenza immediata del carcere. Vi racconto le piccole materialit\u00e0 che traumatizzano le membra e fanno del carcere di Torino una delle galere pi\u00f9 invivibili (a detta di chi di galere ne ha girate molte e a lungo).<br \/>\n<\/em><!--more--><em>Nel femminile, diviso in 4 sezioni, sono collocate circa 200 donne, 2 in ogni cella.<br \/>\nLe celle sono piccole e scure, hanno dimensioni di 4 metri per 2 nello spazio abitativo che dispone di un letto a castello, un tavolino a muro, 2 sgabelli -se si \u00e8 fortunati- e 4 piccoli pensili. Il bagno \u00e8 di dimensioni 4 metri per 1 con water, lavandino e bidet. In cella non c\u2019\u00e8 acqua calda, che \u00e8 invece fredda e terribilmente terrosa. Se lasci la moka bagnata il giorno dopo puoi scorgere la traccia grigiastra lasciata dall\u2019acqua. Se le due concelline non sono entrambe smilze e piccoline \u00e8 quasi impossibile muoversi contemporaneamente senza toccarsi e intralciarsi.<br \/>\nLe finestre sono piccole e basse, infossate verso l\u2019interno e circondate da sbarre e da una grata a maglia fine (messa dopo la protesta delle lenzuola). L\u2019aria gi\u00e0 riciclata dall\u2019esterno, chiusa dalle alta mura dei vari perimetri, non riesce a circolare e ad arieggiare la cella. Chi ha problemi di claustrofobia ed asma ne patisce molto.<br \/>\nDi conseguenza il minimo da pretendere \u00e8 che le celle rimangano aperte, mentre c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di uscire dal proprio cubicolo solo 4 ore su 24.<br \/>\nDalle 9 alle 11 della mattina c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di uscire all\u2019aria, in un cortile spoglio con alte mura e nessuna fontana. Nello stesso orario \u00e8 concesso fare il bucato e la doccia con l\u2019acqua calda in un unico locale che dispone di 3 docce e un lavandino. Solo 3 persone alla volta possono recarsi a fare la doccia, in sezione si \u00e8 in 50 donne.<br \/>\nAl pomeriggio la stessa storia. Dall\u2019una alle tre c\u2019\u00e8 l\u2019aria e ci sono le docce aperte. Se non si fa n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra si rimane chiuse.<br \/>\nAll\u2019aria c\u2019\u00e8 una rete di pallavolo e due porte barcollanti da calcio, ma c\u2019\u00e8 solo una palla bucata e sgonfia con cui oltre che calciarla per scaricare il nervoso non si pu\u00f2 fare nessun gioco.<br \/>\nIn pi\u00f9 le guardie portachiavi riducono il tempo d\u2019apertura. Ad un quarto aprono e a meno un quarto chiudono, mai all\u2019orario giusto.<br \/>\nRiassumendo\u2026 la concomitanza degli orari dell\u2019aria e della doccia riduce il tempo di stare all\u2019aperto e crea l\u2019impossibilit\u00e0 di fare entrambe le cose. Le docce sono poche e fanno schifo, il soffitto \u00e8 giallo dall\u2019umidit\u00e0 e sgocciola, l\u2019acqua troppo dura fa squamare la pelle, lo spazio per l\u2019aria \u00e8 triste, troppo assolato e senza fonti d\u2019acqua corrente durante l\u2019estate, senza riparo per l\u2019inverno. Una bella lista di ovvi motivi per lottare. I tempi e gli ambienti delle ore d\u2019aria sono fondamentali per un minimo di sopravvivenza possibile.<br \/>\nRispetto alla possibilit\u00e0 di fare movimento e sport\u2026 ecco non c\u2019\u00e8 nessuna possibilit\u00e0.<br \/>\nEsiste una palestra, inagibile da oltre un anno. Hanno aperto un corso di pallavolo per 15 persone che hanno fatto richiesta e dopo mesi sono state chiamate a partecipare.<br \/>\nL\u2019inattivit\u00e0, causata da mancanza di strutture e mezzi, facilita il corpo a sformarsi, a deprimersi di pi\u00f9, a non avere la stanchezza sufficiente per dormire, a trattenere il nervoso, il malessere e la mente affranta. Gli spazi ci sono e dovrebbero essere utilizzati. Ma possiamo aspettare che qualcuno ce li conceda per generosit\u00e0 o sarebbe ora di esigerli con forza?<br \/>\nPer ogni malessere non fisico il carcere propone la Terapia. La visita dallo psichiatra \u00e8 quella pi\u00f9 suggerita dalla direzione carceraria e la somministrazione di farmaci consigliata dallo psichiatra la pi\u00f9 generosa.<br \/>\nLa maggioranza delle detenute utilizza psicofarmaci per affrontare la sofferenza e l\u2019insonnia. Il carrellino dell\u2019infermeria passa tre volte al giorno per dispensare anestetici all\u2019angoscia della carcerazione.<br \/>\nPer i mali fisici, per qualsiasi male, c\u2019\u00e8 il Brufen. Mal di collo, Brufen, mal di schiena, Brufen, mal di denti, Brufen\u2026 e cos\u00ec via.<br \/>\nIl personale medico non pare cos\u00ec professionale, a volte di fronte a non ovvi malesseri si destreggia nello sperimentare miscugli di farmaci. Al femminile ho visto donne gonfiare con il passare degli anni (io sono entrata pi\u00f9 volte per brevi soggiorni), altre dimagrire di molti, molti, molti chili, altre mi hanno raccontato di terribili mali a causa di cure dentistiche errate e rimedi bestiali, siringhe di miscugli di antidolorifici intramuscolo. (se hai male ai denti \u00e8 la fine. Il dentista in carcere fa schifo, se si sta anni dentro con qualche problema ai denti si rischia di uscire sdentate).<br \/>\nRicordo che lo scorso Natale nella sezione maschile \u00e8 morto un detenuto per una terapia sbagliata. Il caso \u00e8 rimasto all\u2019oscuro. Qualche suo compagno di sezione ha protestato per l\u2019accaduto, ma come risposta ha ricevuto un immediato trasferimento in un altro carcere. I tentativi di zittire chi prende il coraggio di raccontare non devono scoraggiare. Affinch\u00e9 questi episodi non colpiscano pi\u00f9 chi \u00e8 costretto all\u2019interno di un carcere, per la propria incolumit\u00e0, le violenze, gli abusi e la negligenza di chi gestisce queste gabbie dovrebbero essere diffuse il pi\u00f9 possibile e la vigilanza di chi \u00e8 dentro dovrebbe essere al massimo grado, altro che psicofarmaci.<br \/>\nI problemi di salute derivano anche dall\u2019alimentazione.<br \/>\nIl cibo che passa il vitto \u00e8 abbondante, ma spesso \u00e8 immangiabile e misterioso. Nei carrelli della casanza si sono visti frittate spugnose, sughi di carne e hamburger verdi, pasticci di patate acidi, riso sempre crudo e uova vecchie. Chi non ha soldi, chi vive da anni senza alcun legame con fuori o con una famiglia indigente impossibilitata ad aiutarla, oppure chi si \u00e8 vista arrestare e sequestrare le proprie cose sospettate de essere i proventi dell\u2019attivit\u00e0 illecita commessa, si vede costretta a doversi cibare principalmente del cibo che passa il carcere. Diventa impossibile concedersi quei piccoli vizi che ti renderebbero un po\u2019 pi\u00f9 lieta, e allora rimandi tutto al desiderio.<br \/>\nL\u2019amministrazione offre a chi non ha soldi 15 euro al mese. Con 15 euro puoi comprarti un pacco di caff\u00e8, un pacco di carta igienica, uno shampoo, un bagnoschiuma, un pacco di assorbenti, un pacco d\u2019acqua da 6 bottiglie e un dolcino di quelli economici. E i francobolli? Le buste? Una penna? Una bottiglia d\u2019olio per condire l\u2019insalata? Sei poverella? Mangi insipido e sei costretta ad elemosinare i bolli.<br \/>\nI prezzi dei prodotti della spesa sono in continua variazione, solitamente in crescita. Si sospetta che i prezzi siano aumentati rispetto ai prezzi del supermercato, a volte la cosa risulta palese, quando il prezzo originario \u00e8 ancora appiccicato sulla scatola da dove vengono distribuiti i prodotti. Dove va quel sovrapprezzo? Ad alimentare l\u2019amministrazione carceraria che si lamenta di mancanza di fondi e di scarsit\u00e0 di strumenti? Secondo le normative i prezzi della spesa in carcere dovrebbero essere uguali alla prima area di commercio al di fuori. Risulta difficile capirlo visto che non esiste un elenco noto con la lista di tutti i prodotti disponibili elencati con relativo prezzo precisato. Quindi altro che mantenuto dallo Stato come suole dire la gente indifferente, il carcere \u00e8 mantenuto dalle stesse detenute che inoltre lo puliscono in cambio di una paga misera e ancora pi\u00f9 misera se hai una pena definitiva, dai soldi dello stipendio ti tolgono le spese del vitto e dell\u2019alloggio carcerario.<br \/>\nAltra privazione che \u00e8 degna di nota \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di tenere il fornellino in cella per 24 ore. Esso viene ritirato alle 9 di sera alla chiusura dei blindi e ridato alle 7 del mattino. E se qualcuna insonne volesse farsi una camomilla oppure degli spaghetti aglio, olio e peperoncino? O se qualcun\u2019altra \u00e8 mattiniera e vuole bersi il caff\u00e8 alle 5? \u201cI fornellini non rimangono nelle celle perch\u00e9 alcune detenute sniffano il gas\u201d questa \u00e8 la scusa che hanno utilizzato le guardie, l\u2019ispettrice e i colleghi civili, mettendo le detenute le une contro le altre, sniffatrici di gas contro cuoche notturne. E perch\u00e9 non incazzarci con chi ha deciso di togliercelo? C\u2019\u00e8 chi tre volte al giorno somministra terapie stordenti, chi chiude e rinchiude con mille mandate porte che ci fanno soffocare, che portano al suicidio\u2026 si preoccupano che con del gas una si possa stordire e cos\u00ec giustificano il fatto che ci possono levare tutto?<br \/>\nNon sarebbe ora di smettere di essere trattate da scolare monelle, ma di comportarci come donne dignitose che si incazzano e si riprendono quello di cui hanno bisogno?<br \/>\nIn carcere si sopravvive grazie agli incontri. Nonostante la storie completamente differenti si trovano donne con le stesse paure e la stessa voglia di libert\u00e0. C\u2019\u00e8 sempre una storia divertente o colma di sfighe che vale la pena di essere ascoltata. A volte nascono discussioni su vicende avvenute nel trantran quotidiano, sui fatti di cronaca con punti di vista strampalati, su sogni su fuori, su vicende del passato, su lamentele sullo schifo del carcere. Non c\u2019\u00e8 mai tempo per\u00f2 per parlare a lungo. Le ore d\u2019incontro sono quelle d\u2019aria, da far incastrare con la doccia e due ore la sera di socialit\u00e0 (si pu\u00f2 stare in 4 in cella). \u00c8 poco il tempo per superare la superficialit\u00e0 delle cose che si dicono, per iniziare a dire le cose che si pensano, non sufficiente per concluderle. Proprio impossibile invece \u00e8 comunicare con le altre sezioni dello stesso braccio. Al femminile si sono solo quattro sezioni una vicina all\u2019altra ma \u00e8 come se fossero distantissime, se sei in terza non sai quasi nulla di quello che succede in prima e sono una sull\u2019altra.<br \/>\n\u00c8 vietato ogni tentativo di comunicare. Se urli troppo dalla finestra per parlare con una tua amica che \u00e8 in un\u2019altra sezione vieni rimproverata. Con il maschile nel 2011 esisteva ancora la posta libera, senza dover mettere i francobolli. La corrispondenza era fitta, nascevano rapporti epistolari d\u2019amore e c\u2019era l\u2019opportunit\u00e0 di scambiarsi informazioni sulle differenti situazioni di detenzione, di far girare notizie di maltrattamenti e ingiustizie, di tirar su il morale di uno\/a sconosciuto\/a. Oggi le lettere interne bisogna spedirle, e il tempo di una risposta pu\u00f2 essere anche di due settimane, perch\u00e9 l\u2019attesa di una missiva che esce dal carcere ha inspiegabilmente questa durata. Riducendo al minimo l\u2019incontro fisico con le compagne di detenzione, aumentando le distanze tra sezioni differenti, tra maschile e femminile, tra dentro e fuori i legami sono pi\u00f9 fragili, aumenta la sensazione di isolamento, diminuisce la possibilit\u00e0 di far girare notizie di maltrattamenti, pestaggi o iniziative di protesta che se comunicare velocemente potrebbero avere una simultanea reazione solidale nelle altre parti del carcere e fuori.<br \/>\nMa per superare le difficolt\u00e0 di comunicazione, e gli ostacoli che l\u2019amministrazione penitenziaria frappone internamente tra i detenuti e tra i detenuti e il mondo di fuori \u00e8 necessaria la consapevolezza che la solidariet\u00e0 e la determinazione individuale e collettiva sono gli unici strumenti che abbiamo contro le violenze, gli abusi e le umiliazioni che subiamo quotidianamente. Se ci lasciamo drogare tutti i giorni, se accettiamo passivamente le condizioni in cui ci costringono a vivere, se continuiamo ad essere isolate e indifferenti perdiamo la dignit\u00e0 che sola ci rende libere tra quelle mura e non costruiamo nessuna ancora di salvataggio a cui aggrapparci per resistere al mare aperto in cui siamo esiliate.<\/em>\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui di seguito, la lettera scritta recentemente da una ex detenuta delle Vallette per descrivere<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[49,65],"class_list":["post-29600","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-dietro-le-sbarre","tag-guerra-ai-proletari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29600","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29600"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29600\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}