{"id":29650,"date":"2013-09-20T08:19:15","date_gmt":"2013-09-20T07:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29650"},"modified":"2013-09-20T08:19:15","modified_gmt":"2013-09-20T07:19:15","slug":"ancora-uno-sforzo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2013\/09\/20\/ancora-uno-sforzo-2\/","title":{"rendered":"Ancora uno sforzo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mappa_cie_2.jpg\" title=\"mappa_cie_2.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mappa_cie_2.jpg\" alt=\"mappa_cie_2.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Pubblichiamo un articolo tratto dal numero di settembre del mensile anarchico Invece, accompagnato da una cartina che rappresenta graficamente la situazione dei Centri in Italia. I dati sui posti effettivamente disponibili nei Centri danneggiati dalle rivolte ma ancora funzionanti cambiano di giorno in giorno, e quindi potrebbero non essere precisi all&#8217;unit\u00e0. In ogni caso, su tredici Centri pensati dai funzionari del Ministero ad oggi sei sono chiusi e quasi tutti quelli rimasti aperti sono pi\u00f9 o meno severamente danneggiati. <\/em><em>Se volete fare un confronto con la cartina originale, che risale a due anni fa, la potete trovare sul <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/mininterno\/export\/sites\/default\/it\/assets\/files\/17\/0889_centri_cie_aggiornati_per_sito.pdf\">sito<\/a> del Ministero dell&#8217;Interno. <\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Ancora uno sforzo. Estate nei Cie<\/strong><\/p>\n<p>Dopo le rivolte scoppiate nell\u2019inverno e nella primavera scorsi in diversi Centri di Identificazione ed Espulsione che ne hanno ridotto la capienza o provocato addirittura la chiusura, la rabbia dei reclusi contro questi lager \u00e8 continuata a divampare anche durante l\u2019estate.<br \/>\nIl 18 giugno a Crotone alcuni reclusi si scontrano con le forze dell\u2019ordine utilizzando spranghe di ferro e pietre trovate all\u2019interno della struttura per protestare contro le condizioni di detenzione. Cinque finanzieri e quattro militari restano feriti. Nel pomeriggio del 19 luglio in due blocchi del Cie di Modena vengono fracassati mobili e suppellettili e spaccati i pannelli di plexiglass; nel cortile interno vengono poi bruciati alcuni materassi. A mezzanotte, alla notizia che non verr\u00e0 riconsegnato un numero di materassi sufficiente per tutti riesplode la protesta: 13 reclusi salgono sul tetto utilizzando come gradini i buchi fatti nei pannelli di plexiglass e iniziano a scagliare tegole contro le forze dell\u2019ordine tenendo in scacco fino alle quattro del mattino i poliziotti, i finanzieri, i carabinieri e gli agenti della municipale accorsi in gran fretta. 70mila euro i danni provocati alla struttura, a poche centinaia di metri dal Centro poi, proprio mentre era in corso la rivolta, ignoti approfittano delle strade relativamente sgombere per svaligiare un negozio del tutto indisturbati: 40 mila euro il bottino. Nel frattempo il sindacato di polizia Siulp, lamentandosi con Prefetto e Questore, chiede a gran voce la chiusura del Cie e verr\u00e0 accontentato poco prima di ferragosto quando il Centro verr\u00e0 svuotato e chiuso per ristrutturazione. Alcuni giorni dopo, nella notte tra domenica 21 e lune d\u00ec 22 luglio nel Cie di corso Brunelleschi a Torino, i reclusi dell\u2019area bianca, la pi\u00f9 nuova, quella appositamente ristrutturata per esistere ai disordini, danno il la all\u2019ennesima rivolta. Le misure anti-rivolta (letti avvitati ai pavimenti e tavoli della mensa in cemento) non impediscono agli immigrati di danneggiare seriamente la struttura e in poco tempo altri fuochi vengono accesi nell\u2019area gialla, nella rossa e nella blu. Durante la sommossa alcuni reclusi tentano la fuga: alcuni vengono subito ripresi, un altro cade e viene portato in ospedale ferito, un altro ancora pare invece che sia proprio riuscito ad evadere. Non si registrano arresti. E fino al marted\u00ec mattina successivo i reclusi delle varie aree rimangono ancora accampati nei cortili, a causa dei danni inferti alla struttura.<br \/>\nNel Cie di Gradisca la sera dell\u20198 agosto i reclusi si rifiutano di entrare nelle camerate e la polizia decide di convincerli con manganelli e lacrimogeni: per non rimanere soffocati spaccano alcune barriere di plexiglass che circondano il cortile dell\u2019aria. Tre giorni dopo nuove proteste e nuovi lanci di lacrimogeni: alcuni reclusi salgono sui tetti, tentando forse di scappare, ma due cadono. Uno si ferisce gravemente. Per cercare di riportare la calma il Prefetto \u00e8 costretto a cedere ad alcune richieste: vengono restituiti i telefoni, che nel Centro di Gradisca erano vietati da mesi, e viene riaperta la sala mensa, chiusa da tempo per evitare pericolosi assembramenti.  Sabato 17, mentre fuori si radunano quasi duecento persone in solidariet\u00e0 ai reclusi in lotta, questi distruggono nuovamente alcune barriere di plexiglass e salgono sui tetti, restandoci fino a tarda sera. Nella notte tra luned\u00ec e marted\u00ec 20 infine, approfittando del maltempo e della mancata riparazione delle barriere di plexiglass, diversi reclusi durante il cambio turno riescono a scavalcare il muro di cinta. I militari di guardia, intervenuti in ritardo, sono purtroppo riusciti a fermare diversi fuggitivi, ma sembra che almeno in sei ce l\u2019abbiano fatta. Nella notte del 10 agosto nel Cie di Crotone muore un recluso di 31 anni, per un malore dicono, a diversi giorni di distanza, la polizia e la Misericordia che gestisce la struttura. Una scintilla che fa scoppiare l\u2019incendio: i reclusi del Centro, una cinquantina in tutto, danno vita a una rivolta e in poche ore vengono distrutti i muri e l\u2019impianto di videosorveglianza, poi incendiate le stanze e gli arredi. E cos\u00ec, con una struttura completamente inagibile e ingestibile, la Prefettura decide di chiudere i battenti e trasferire i reclusi in altri Centri.<br \/>\nCome si diceva all\u2019inizio, i reclusi dei Cie stanno quindi continuando, colpo su colpo, pezzo dopo pezzo, a smantellare la macchina delle espulsioni. Dei circa duemila posti di internamento previsti per senza documenti, ne sono oggi disponibili meno della met\u00e0. A Roma, i responsabili dei Cie sparsi in tutto il paese continuano a fissare vertici d&#8217;emergenza per fare il punto della situazione. Con la loro rabbia, ostinazione e ansia di libert\u00e0 i reclusi stanno mostrando come \u201cFuoco alle prigioni\u201d possa essere non solo uno slogan o una scritta vergata sui muri. In uno dei momenti di pi\u00f9 alta conflittualit\u00e0 nei Cie, \u00e8 per\u00f2 l\u2019iniziativa dei nemici delle espulsioni a non essere all\u2019altezza di ci\u00f2 che la situazione richiederebbe. Rimandando ad altri momenti una riflessione sul perch\u00e9 di queste difficolt\u00e0, \u00e8 ora pi\u00f9 che mai necessario sottolineare quanto sia urgente riprendere anche \u201cfuori\u201d le ostilit\u00e0. Cogliere l\u2019occasione. Perch\u00e9 queste parentesi favorevoli in cui il nemico \u00e8 in grande difficolt\u00e0 non durano in genere a lungo. E oggi noi, \u201cfuori\u201d, possiamo e dobbiamo dare delle spallate per far s\u00ec che questi lager per senza documenti non esistano pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un articolo tratto dal numero di settembre del mensile anarchico Invece, accompagnato da una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[45,72],"class_list":["post-29650","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","tag-dentro-le-gabbie","tag-la-pentola-bolle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29650"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29650\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}