{"id":29688,"date":"2013-11-05T14:44:54","date_gmt":"2013-11-05T13:44:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29688"},"modified":"2013-11-05T14:44:54","modified_gmt":"2013-11-05T13:44:54","slug":"gradisca-chiude-forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2013\/11\/05\/gradisca-chiude-forse\/","title":{"rendered":"Gradisca chiude, forse"},"content":{"rendered":"<p>Da questa mattina \u00e8 in corso lo svuotamento del Cie di <strong>Gradisca<\/strong>, completamente distrutto dalle rivolte dei reclusi degli ultimi giorni. Gi\u00e0 nel weekend la Polizia, per allentare la tensione, aveva iniziato le prime manovre: alcuni reclusi erano stati <strong>liberati<\/strong> con un foglio di via, altri <strong>trasferiti<\/strong> in altri Centri (Milano e Torino), qualcuno infine era stato <strong>espulso<\/strong>. All&#8217;alba di oggi una trentina di reclusi sono partiti per la Sicilia, destinazione <strong>Trapani Milo<\/strong> e in un primo momento sembrava che questo trasferimento di massa significasse la chiusura del Centro. E invece poche ore fa la Questura ha fatto sapere ai <a href=\"http:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/cronaca\/2013\/11\/05\/news\/al-cie-di-gradisca-non-sara-sgombero-totale-1.8057679\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">giornalisti<\/a> che il Centro <strong>non chiuder\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 qualche ragioniere in divisa avrebbe stimato la presenza di ancora 18 posti disponibili, non si sa in quali condizioni. Sta il fatto che dalle nostre informazioni, adesso come adesso, dentro al Centro rimangono soltanto <strong>otto prigionieri<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Aggiornamenti 6 novembre<\/strong><\/p>\n<p><strong>ore 12<\/strong> &#8211; Il Cie di Gradisca \u00e8 completamente <strong>vuoto<\/strong>, ma non ancora ufficialmente chiuso. Due degli otto reclusi rimasti sono stati trasferiti in un CARA siciliano, in quanto richiedenti asilo, gli altri sei sarebbero stati deportati, pi\u00f9 o meno volontariamente, in Algeria. Intanto, sempre a proposito di <strong>trasferimenti<\/strong> e <strong>deportazioni<\/strong>, segnaliamo un <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GmrS2tSVA38\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">video<\/a> comparso ieri su internet, che riprende le ultime scene del trasferimento Gradisca-Trapani di una trentina di reclusi. Un dettaglio, che non sfugge di certo ad uno sguardo attento,\u00a0 \u00e8 il nome della <strong>compagnia aerea<\/strong> che si \u00e8 occupata del viaggio: ancora una volta \u00e8 la <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28557\">Mistral Air<\/a>, societ\u00e0 del gruppo Poste Italiane.<\/p>\n<p><strong>ore 21<\/strong> &#8211; Trasferiti in massa a <strong>Trapani<\/strong>, i reclusi reduci da Gradisca dimostrano di non aver perso la voglia di lottare. In attesa di maggiori informazioni, riportiamo un breve articolo uscito su sito di informazione locale che racconta di alcune proteste scoppiate nel Centro siciliano poche ore fa.<\/p>\n<p><strong><em>\u00ab<\/em>CIE di Milo, manifestazione di protesta dei migranti<\/strong><br \/>\n<em>Nemmeno il tempo di arrivare e sistemarsi nei locali del Centro di Identificazione ed Espulsione di contrada Milo. Nel pomeriggio di oggi \u00e8 scoppiata l&#8217;ennesima protesta, protagonisti gli oltre trenta immigrati appena arrivati dal centro di trattenimento temporaneo di Gradisca di Isonzo. La vivace dimostrazione, con gente che \u00e8 salita sui tetti urlando tutta la propria situazione di malessere, \u00e8 rientrata all&#8217;arrivo della polizia. Una vera fortuna considerato che da un momento all&#8217;altro si era temuto addirittura uno scontro tra immigrati ed agenti. Ma l&#8217;emergenza continua ed ulteriori piccolo fuochi come quello di oggi rendono il problema &#8220;migranti&#8221; sempre pi\u00f9 pressante<\/em><em><em>\u00bb<\/em>. <\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.trapaniok.it\/3194\/Cronaca-trapani\/cie-di-milo-manifestazione-di-protesta-dei-migranti#.Unq7FUOp1ko\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Trapani Ok <\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Aggiornamenti 8 novembre<\/strong><\/p>\n<p>Si susseguono incontrollate le voci intorno al futuro del Cie di Gradisca: c&#8217;\u00e8 chi dice che rimarr\u00e0 vuoto almeno sei mesi per riaprire poi tutto insieme, chi che riaprir\u00e0 gradualmente man mano che le sezioni verranno restaurate, chi invece che verr\u00e0 abbandonato. Sta il fatto che ora il Cie <em>non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9<\/em>, chiuso di fatto dalle lotte dei reclusi. Di seguito una breve rassegna stampa.<\/p>\n<p><strong><!--more-->\u00ab Il Viminale \u201cdimentica\u201d il Cie di Gradisca<\/strong><br \/>\nGradisca, 08 novembre 2013<\/p>\n<p><em>Non esiste una data per l&#8217;inizio dei lavori di ristrutturazione del Cie di Gradisca. E non \u00e8 chiaro neppure se l&#8217;eventuale riapertura dell&#8217;ex Polonio sar\u00e0 progressiva o bisogner\u00e0 attendere che siano recuperate in blocco tutte e tre le sezioni rese inagibili dalle rivolte degli ospiti degli ultimi tre anni. L&#8217;impressione \u00e8 che, dopo averne azzerato le presenze, sulla struttura di Gradisca il Viminale voglia quasi prendersi una pausa di riflessione. A confermare come da Roma non vi siano novit\u00e0 sostanziali \u00e8 Giuseppe Donadio, capo di gabinetto della Prefettura di Gorizia. \u00abAd oggi non abbiamo comunicazioni ufficiali sull&#8217;inizio dei lavori e sulla loro durata &#8211; spiega &#8211; n\u00e8 sappiamo se l&#8217;eventuale riapertura avverr\u00e0 a blocchi o bisogner\u00e0 attendere che tutte e tre le sezioni siano ripristinate\u00bb. Una situazione di incertezza che ricorda da vicino quella di altri Cie italiani: nei mesi scorsi a chiudere temporaneamente i cancelli erano stati i centri di Brindisi, Bologna, Modena e Crotone, mentre le altre 8 strutture ancora operative registrano ogni giorno la chiusura di alcuni padiglioni a causa delle rivolte degli ospiti. Un&#8217;altra certezza su Gradisca per\u00f2 c&#8217;\u00e8: ed \u00e8 che per disposizione del Ministero dell&#8217;Interno i giornalisti non potranno visitare ci\u00f2 che rimane dell&#8217;ex caserma. Disposizione che, per\u00f2, non riguarda i consiglieri regionali. Oggi gli esponenti di Sel e Pd Giulio Lauri, Silvana Cremaschi, Diego Moretti e Stefano Pustetto visiteranno il Centro di identificazione ed espulsione. Intanto dalla Sicilia rimbalza la notizia che i 36 immigrati trasferiti da Gradisca al Cie di Milo hanno dato vita a una veemente protesta non appena sistemati nel centro trapanese, salendo sui tetti e urlando la propria rabbia sino a sfiorare il contatto con le forze dell&#8217;ordine. In una situazione di stallo ed enorme incertezza, la dialettica politica non cessa di arroventarsi. Per il presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, Luigi Manconi, il provvedimento di chiusura temporanea \u00abdeve diventare presto una chiusura definitiva. Quegli spazi vengano utilizzati per ampliare il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara-Cda ndr) situato a pochi metri\u00bb. Per la consigliere del M5S Ilaria Del Zovo le condizioni di trattenimento degli immigrati al Cie erano ormai \u00aboscene\u00bb. \u00abQuesto non per colpa degli operatori e delle forze dell&#8217;ordine &#8211; precisa &#8211; che anzi hanno operato in condizioni difficili e alle quali va la nostra solidariet\u00e0. Ma \u00e8 giunto il tempo di una totale revisione della normativa sull&#8217;immigrazione\u00bb. Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga punta l\u2019indice sulle dichiarazioni rilasciate dal centrosinistra: \u00abLe parole di Serracchiani, Gherghetta e del sindaco Tommasini lasciano esterrefatti. Chiudere la struttura significherebbe alzare le mani e ufficializzare la sconfitta dello Stato di fronte alla violenza di un manipolo di clandestini. Razzismo il nostro? No &#8211; conclude Fedriga &#8211; razzista \u00e8 chi non tutela i cittadini di questa regione\u00bb. Duro anche il Pdl: \u00abLa sinistra &#8211; attacca il Pdl Rodolfo Ziberna &#8211; non ha mai condannato l\u2019inaudita violenza dei protagonisti e, anzi, ha solidarizzato con loro\u00bb. Anche il Gruppo Abele di don Luigi Ciotti, infine, aderisce all&#8217;appello di Melting Pot per la chiusura del Cie di Gradisca che culminer\u00e0 in una mobilitazione della galassia antirazzista sabato 16 novembre.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ricerca.gelocal.it\/ilpiccolo\/archivio\/ilpiccolo\/2013\/11\/08\/NZ_18_03.html\">Il Piccolo<\/a><\/p>\n<p>\u00ab<strong>Cie di Gradisca chiuso per almeno 6 mesi<\/strong><\/p>\n<p>Gradisca, 07 novembre 2013<\/p>\n<p><em>Monta la preoccupazione dei lavoratori di Connecting People. Gi\u00e0 provati dalla vicenda dei ritardi nell\u2019erogazione degli stipendi &#8211; dalle 4 alle 6 mensilit\u00e0 arretrate &#8211; per i lavoratori della coop siciliana lo stop al Cie rischia di rappresentare il colpo di grazia. Il loro timore \u00e8 che, a causa della chiusura, arrivino i tagli di organico. La preoccupazione serpeggia su Facebook contro la parlamentare Serena Pellegrino (Sel). \u00abDa anni senza essere ascoltati ma dipinti come aguzzini abbiamo tentato di migliorare le condizioni di vita degli ospiti e nostre &#8211; uno dei commenti &#8211; lei in soli tre mesi riesce non solo a far chiudere la struttura spostando soltanto il problema in altre regioni, ma ad aumentare il mare di disoccupati che la chiusura comporter\u00e0\u00bb. E un altro: \u00abDa domani rester\u00f2 a casa. Non prendo la paga da luglio ma ho sempre continuato a lavorare senza protestare platealmente. Ho visto invece persone contrarie al Cie sfasciare tutto, ottenere la chiusura del centro e addirittura la solidariet\u00e0 di parlamentari. Devo forse sfasciare ed incendiare qualcosa anch\u2019io?\u00bb. Pellegrino ha cercato il dialogo: \u00abTenere in cattivit\u00e0 delle persone perch\u00e9 generano posti di lavoro non \u00e8 giustificabile\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>Almeno sei mesi. Secondo indiscrezioni sarebbe questa la durata della chiusura temporanea del Cie di Gradisca decisa dal Ministero dell\u2019Interno. Da ieri, completamente svuotata, l\u2019ex caserma Polonio \u00e8 a disposizione del Viminale. Uno stop per ora meramente tecnico e necessario ai lavori di ripristino (definiti \u00aburgenti\u00bb) della completa agibilit\u00e0 della struttura: in particolare nella \u201czona rossa\u201d messa a ferro e fuoco dagli \u201cospiti\u201d nel corso degli ultimi due mesi. Il prefetto di Gorizia Maria Augusta Marrosu ha confermato come proseguiranno i lavori di ripristino in altre due sezioni, la \u201czona verde\u201d e la \u201czona blu\u201d (quella pi\u00f9 capiente con i suoi 136 posti). Quest\u2019ultima sarebbe in realt\u00e0 la pi\u00f9 prossima ad ottenere l\u2019agibilit\u00e0, essendo i lavori di restauro praticamente conclusi. Eppure, per molti a sorpresa, ci\u00f2 non ha indotto il Dipartimento per le Libert\u00e0 civili e l\u2019immigrazione del Viminale a tenere aperta la struttura, neppure a basso regime. Anche da questo elemento si evince come la decisione proveniente da Roma sia stata pi\u00f9 politica che tecnica, per usare un\u2019espressione circolata fra i bene informati. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019azzeramento del Cie da ieri \u00e8 completato. Anche l&#8217;ultimo manipolo di clandestini ha lasciato la struttura di via Udine: erano in tutto 9, principalmente di nazionalit\u00e0 algerina. Sono stati in parte trasferiti nelle strutture \u201cgemelle\u201d di Milano e Trapani (qui anche due immigrati che avevano richiesto la protezione internazionale e per i quali \u00e8 stata convocata d\u2019urgenza l\u2019apposita commissione) e in parte espulsi con accompagnamento alla frontiera. Chiuso un capitolo, ne resta aperto un altro. Quello del dibattito politico sul destino della struttura. Se dal centrodestra si \u00e8 parlato esplicitamente di \u00absconfitta dello Stato e delle regole\u00bb e si auspica una riapertura in tempi ragionevoli, sul versante opposto il \u201cpunto\u201d messo a segno con lo svuotamento e azzeramento del Cie apre nuove prospettive. C\u2019\u00e8 chi intravede lo spazio per fare in modo che la chiusura da temporanea diventi definitiva e chi si accontenterebbe se la struttura diventasse solo un centro per richiedenti asilo politico. \u00abNon dava pi\u00f9 alcuna garanzia di sicurezza e di civilt\u00e0. Siamo pronti a un confronto con il governo per trovare delle alternative, mi pare sensato di risistemare gli spazi del Cie e allargare il Cara\u00bb dice la governatrice Debora Serracchiani. Se la Regione e il Comune di Gradisca si erano impegnati a chiederne la chiusura o l\u2019\u00abumanizzazione\u00bb, il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta rincara: \u00abQuesto \u00e8 il momento giusto per mettersi assieme e dare una definitiva spallata al Cie &#8211; dice &#8211; Scriveremo al ministero dell\u2019Interno per la chiusura della struttura di Gradisca e inviteremo i venticinque comuni e la Regione a fare altrettanto\u00bb. Giulio Lauri, presidente del gruppo Sel in consiglio regionale, di \u00abumanizzazione\u00bb non vuole sentire parlare, ma soltanto di chiusura. All\u2019orizzonte, ad arroventare ulteriormente il caldo autunno del Cie, due manifestazioni di segno opposto: sabato 16 quella della galassia di associazioni antirazziste, appena 24 ore dopo quella della Lega Nord (erano stati annunciati Calderoli, Salvini e Fedriga) inizialmente destinata a \u201cripulire\u201d il muro dell\u2019ex Polonio dalle scritte pro-libert\u00e0 e chiusura del Cie da parte degli attivisti no-Cie (il muro \u00e8 stato precauzionalmente fatto imbiancare dalla Prefettura). \u00abLa sinistra vuol far credere che queste persone siano costrette a subire trattamenti inumani da parte degli operatori e delle forze dell\u2019ordine &#8211; dice il deputato leghista Massimiliano Fedriga &#8211; Oltre a ledere l\u2019immagine di chi svolge il proprio lavoro, fornisce il pretesto alle organizzazioni criminali per intensificare i cosiddetti viaggi della speranza\u00bb. L\u2019impressione \u00e8 che la partita sul centro immigrati di Gradisca sia ancora tutta da scrivere. Daccapo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/ricerca.gelocal.it\/ilpiccolo\/archivio\/ilpiccolo\/2013\/11\/08\/NZ_18_03.html\">Il Piccolo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da questa mattina \u00e8 in corso lo svuotamento del Cie di Gradisca, completamente distrutto dalle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[],"class_list":["post-29688","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29688\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}