{"id":29692,"date":"2013-11-11T14:31:09","date_gmt":"2013-11-11T13:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29692"},"modified":"2013-11-11T14:31:09","modified_gmt":"2013-11-11T13:31:09","slug":"milano-quasi-senza-cie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2013\/11\/11\/milano-quasi-senza-cie\/","title":{"rendered":"Milano (quasi) senza Cie"},"content":{"rendered":"<p>Potremmo definirlo &#8220;metodo isontino&#8221;: bruciare il Centro pezzo dopo pezzo, sezione dopo sezione &#8211; con metodo, appunto -, fino a produrne il sostanziale collasso o la chiusura. \u00c8 stato sperimentato con continuit\u00e0 a <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28397\">Gradisca d&#8217;Isonzo gi\u00e0 nel febbraio-marzo 2011<\/a>, e l\u00ec si \u00e8 riaffacciato con forza<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29688\"> in questi mesi<\/a>, determinando per due volte in due anni e mezzo lo svuotamento del Centro. Gi\u00e0 allora <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=28398\">aveva fatto scuola<\/a> in tutti i Centri d&#8217;Italia, e lo sta facendo di nuovo ora. Oggi tocca a <strong>Via Corelli <\/strong>dove, in seguito agli incendi <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29659\">di questi ultimi mesi<\/a> &#8211; l&#8217;ultimo ieri &#8211; il Centro <strong>sta per essere svuotato<\/strong>: da quel che sappiamo noi, sette reclusi verranno <strong>liberati<\/strong>, dieci sono stati arrestati, mentre gli altri saranno <strong>trasferiti<\/strong> in altri Centri (sempre che dopo la chiusura di Gradisca ci sia posto da qualche parte). Insomma, dopo Gradisca, Modena, Bologna, Crotone, Brindisi&#8230; ora anche Milano \u00e8 (quasi) senza Cie.<\/p>\n<p>Intanto vi segnaliamo da corso Brunelleschi la vicenda di un recluso, Elmaati Elbayed, che \u00e8 in <strong>sciopero della fame <\/strong>da gioved\u00ec scorso. Come tanti altri, ha moglie e figli qua e nonostante questo lo vogliono deportare: fino ad ora la direzione del Centro ha risposto alla sua protesta con l&#8217;isolamento. Ma lui \u00e8 determinato ad andare avanti.<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento ore 23.<\/strong> Una ventina di solidali si ritrova fuori dalle mura del Cie di <strong>Torino<\/strong> per raccontare ai reclusi la rivolta di Milano. Per la verit\u00e0 nel Centro torinese la notizia era gi\u00e0 arrivata e quindi il <strong>saluto rumoroso<\/strong> \u00e8 stata un&#8217;occasione per sostenere le lotte dei reclusi con cori e battiture, accompagnati dai classici lanci di torce, petardi e palline da tennis con messaggi di solidariet\u00e0 e bustine di maalox.<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento 12 novembre. <\/strong>Arrivano le prime notizie dei reclusi reduci dall&#8217;ultima rivolta di Milano <strong>trasferiti<\/strong> in altri Centri: una quarantina sono arrivati a <strong>Trapani<\/strong>, e una quindicina, quasi tutti nigeriani, a <strong>Torino<\/strong>. A Milano restano meno di trenta posti disponibili, ma dal momento che la direzione del Centro gi\u00e0 da tre anni vieta l&#8217;utilizzo dei telefoni cellulari, al momento \u00e8 difficile capire quanti reclusi ci siano effettivamente. Sicuramente pochissimi, tanto che la <strong>Croce Rossa<\/strong>, per bocca del commissario lombardo <strong>Maurizio Gussoni<\/strong>, si lamenta <a href=\"http:\/\/www.cronacamilano.it\/cronaca\/45569-incendio-cie-via-corelli-milano-gussoni-croce-rossa-lombardia-in-tre-anni-e-mezzo-persi-5-milioni-di-euro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicamente<\/a> per l&#8217;enorme ammanco di soldi causato dalle ultime rivolte.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00ab<strong>Ancora fiamme al Cie. Quattro settori inagibili: trasferiti 70 immigrati.<\/strong><br \/>\nQuinto incendio in due mesi. Domenica alcuni ospiti del centro hanno bruciato lenzuola, asciugamani e materassi<br \/>\n<strong>Milano<\/strong>, 11 novembre 2013<\/p>\n<p><em>Non si ferma la rivolta di via Corelli. In poco pi\u00f9 di 60 giorni, siamo arrivati a quota 5 incendi nel Centro di identificazione ed espulsione a due passi dall\u2019aeroporto di Linate. Ieri pomeriggio \u00e8 andato in scena il solito copione: alcuni ospiti della struttura (quasi al completo) hanno dato fuoco a lenzuola, asciugamani e materassi (peraltro ignifughi) del settore D; per fortuna, i vigili del fuoco sono riusciti a domare il rogo in pochi minuti, mettendo in salvo, con l\u2019aiuto degli agenti di polizia, gli immigrati che si trovavano all\u2019interno di quell\u2019area del Cie.<br \/>\nIl fumo sprigionato dalle fiamme ha saturato pure i settori C ed E, rendendoli \u00abigienicamente inagibili\u00bb: muri anneriti, servir\u00e0 un\u2019imbiancatura per renderli di nuovo abitabili.<br \/>\nNel frattempo, tutti gli inquilini di quella zona (una settantina in tutto) verranno immediatamente trasferiti in altri centri della Penisola, a seconda delle capacit\u00e0 ricettive. Tutti a eccezione di quelli che verranno incastrati dalle riprese delle telecamere interne di sorveglianza come autori materiali dell\u2019incendio: gli investigatori stanno passando al setaccio i fotogrammi registrati dagli occhi elettronici per individuare i colpevoli.<br \/>\nResta comunque l\u2019emergenza: al momento, quattro dei cinque settori (da 28 posti ciascuno) sono inagibili, anche a causa dei precedenti episodi di danneggiamento. Concentrati tra il 7 e il 29 settembre scorsi, quando gli immigrati (9 arrestati) hanno dato alle fiamme per 4 volte il Cie. Prima la distruzione dei settori B e C, poi \u00e8 toccato al settore A, infine altre due stanze devastate. In poche parole, \u00e8 andato letteralmente in fumo il restyling della struttura terminato un mese prima.<br \/>\n<!--more-->Sui blog dell\u2019area antagonista sono subito spuntati commenti entusiastici: \u00abIl Ministero dell\u2019Interno non ha fatto i conti con i reclusi&#8230;\u00bb. Oggi, alla luce dell\u2019ennesimo incendio, qualcuno tira in ballo il caso di Gradisca d\u2019Isonzo, svuotato completamente cinque giorni fa proprio in seguito a una lunga serie di roghi che ne hanno di fatto azzerato l\u2019agibilit\u00e0.<br \/>\nVia Corelli come Gradisca? Il parallelo ci pu\u00f2 stare, anche se dalla Prefettura tengono a precisare che i lavori non si fermeranno: a brevissimo verr\u00e0 (ri)fatta la stima dei danni, poi si provveder\u00e0 a reperire i fondi per (ri)mettere in sicurezza i locali. Insomma, il messaggio di corso Monforte \u00e8 chiarissimo: il Cie di Milano non chiuder\u00e0.<br \/>\nCerto che la situazione rimane complicata anzich\u00e9 no, anche perch\u00e9 l\u2019assenza di ospiti fa calare gli introiti per i gestori: con circa 60 euro al giorno a persona, si calcolano 50 mila euro in meno al mese per ogni sezione chiusa. Come se non bastasse, il contratto \u00e8 scaduto. C\u2019\u00e8 da rinnovarlo: il primo bando abbassava a tal punto i costi pro capite (dimezzamento a 30 euro) che i responsabili della Croce Rossa (che ha attualmente in carico la struttura) hanno ritenuto di presentare un\u2019offerta superiore alla base d\u2019asta; l\u2019altro concorrente, il Consorzio Oasi di Siracusa, che ha proposto 29 euro, \u00e8 stato ritenuto poco credibile in virt\u00f9 di problemi di bilancio e dei disservizi evidenziati nelle gestioni passate dei Cie di Modena e Bologna. Risultato? Nuovo bando con scadenza 22 novembre: stavolta la cifra a persona \u00e8 stata alzata a 40 euro.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/www.ilgiorno.it\/milano\/cronaca\/2013\/11\/11\/980198-Incendio-cie-via-Corelli-milano.shtml\">\u00a0Il Giorno.it<\/a><\/p>\n<p>\u00ab<strong>Rivolta al Cie : trasferiti in sessanta, dieci arresti<\/strong><br \/>\nCinque roghi in un mese, inagibili tre padiglioni<br \/>\n<strong>Milano<\/strong>, 11 novembre 2013<\/p>\n<p><em>Non c\u2019\u00e8 pace al Cie di via Corelli. Domenica un nuovo incendio doloso, il quinto in poco pi\u00f9 di un mese. Danneggiati tre padiglioni sui quattro agibili. Sessanta rinchiusi &#8211; su settanta presenti &#8211; nelle scorse ore sono stati trasferiti in altri centri di identificazione ed espulsione. A tarda ora la polizia ha eseguito una decina di arresti per le devastazioni. A San Vittore sono finiti nordafricani e cittadini medio orientali. L\u2019INCENDIO &#8211; Le fiamme si sono levate attorno alle 14,30. Immediato l\u2019intervento dei pompieri e della polizia. Tutti sono stati portati in cortile. I devastatori hanno dato alle fiamme materassi e tutto quanto poteva prendere fuoco. Dopo le distruzioni dei mesi scorsi il Cie (che a pieno regime contiene 132 ospiti) era stato parzialmente ristrutturato. Domenica l\u2019ennesima protesta. Secondo alcuni investigatori \u00e8 come se ci fosse una strategia occulta per alzare il livello di contestazione. ] Non c\u2019\u00e8 pace al Cie di via Corelli. Domenica un nuovo incendio doloso, il quinto in poco pi\u00f9 di un mese. Danneggiati tre padiglioni sui quattro agibili. Sessanta rinchiusi &#8211; su settanta presenti &#8211; nelle scorse ore sono stati trasferiti in altri centri di identificazione ed espulsione. A tarda ora la polizia ha eseguito una decina di arresti per le devastazioni. A San Vittore sono finiti nordafricani e cittadini medio orientali.<br \/>\nLe fiamme si sono levate attorno alle 14,30. Immediato l\u2019intervento dei pompieri e della polizia. Tutti sono stati portati in cortile. I devastatori hanno dato alle fiamme materassi e tutto quanto poteva prendere fuoco. Dopo le distruzioni dei mesi scorsi il Cie (che a pieno regime contiene 132 ospiti) era stato parzialmente ristrutturato. Domenica l\u2019ennesima protesta. Secondo alcuni investigatori \u00e8 come se ci fosse una strategia occulta per alzare il livello di contestazione.\u00bb <\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/milano.corriere.it\/milano\/notizie\/cronaca\/13_novembre_11\/rivolta-cie-trasferiti-sessanta-dieci-arresti-12818418-4aaa-11e3-bfcf-202576418f24.shtml\">Il Corriere<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potremmo definirlo &#8220;metodo isontino&#8221;: bruciare il Centro pezzo dopo pezzo, sezione dopo sezione &#8211; con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,10],"tags":[126],"class_list":["post-29692","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-rassegna-stampa","tag-via-corelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29692\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}