{"id":29942,"date":"2014-01-31T16:01:41","date_gmt":"2014-01-31T15:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29942"},"modified":"2014-01-31T16:01:41","modified_gmt":"2014-01-31T15:01:41","slug":"facce-note","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/01\/31\/facce-note\/","title":{"rendered":"Facce note e velate minacce"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/felix_bonfils_jeune_femme_de_naplouse1.jpg\" title=\"felix_bonfils_jeune_femme_de_naplouse1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4c\/F%C3%A9lix_Bonfils_Jeune_femme_de_Naplouse.jpg\" width=\"171\" height=\"272\" align=\"left\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora <strong>sfratti<\/strong> nella Barriera di Milano. Questa volta tocca ad un appartamento di Corso Vercelli abitato da una donna marrocchina e da suo figlio.<br \/>\nMentre dentro casa ci sono solo <strong>poche persone<\/strong>, un gruppetto di solidali pi\u00f9 numeroso aspetta l&#8217;arrivo dell&#8217;ufficiale giudiziario &#8220;dietro l&#8217;angolo&#8221;, <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29726\">pronto ad intervenire solo in caso di estrema necessit\u00e0<\/a>. Come oramai \u00e8 abitudine da qualche mese a questa parte, chi \u00e8 in casa  cerca  di strappare un rinvio senza bisogno di svelare la resistenza nascosta dal momento che, una volta rivelatasi, porta quasi automaticamente ad <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29446\">una sospensione dello sfratto<\/a>. Questa volta per\u00f2 il padrone sembra proprio intenzionato a non concedere alcun rinvio, al punto che gi\u00e0 prima delle otto del mattino, sotto una abbondante nevicata, aspetta in strada in compagnia del fabbro e del camion dei traslochi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Alle dieci e mezza arriva<strong> <\/strong>Gabriele Catalano,<strong> l&#8217;ufficiale giudiziario, <\/strong>scortato dai <strong>carabinieri<\/strong> che pretendono di entrare in casa per verificare che non ci sia <strong>nessuna faccia nota nascosta<\/strong> tra le mura domestiche. Da un po&#8217; di tempo infatti, si percepisce una certa <strong>paranoia<\/strong> da parte degli ufficiali giudiziari che vivono col terrore di incontrare sui loro passi i gruppi organizzati contro gli sfratti, e scappano a gambe levate appena c&#8217;\u00e8 una situazione &#8220;in odore&#8221; di resistenza.<br \/>\nEntrati in casa i carabinieri guardano dappertutto: in bagno, nello sgabuzzino, sul balcone, e una volta constatato che oltre alla sfrattanda e alle sue amiche velate non c&#8217;\u00e8 nessuno di &#8220;noto&#8221; decidono&#8230; di  eseguire lo sfratto e intimano alle presenti di lasciare subito l&#8217;appartamento. Le vivaci proteste delle signore colgono un po&#8217; alla sprovvista i solerti tutori della propriet\u00e0 privata, che un po&#8217; in imbarazzo, si rimbalzano le responabilit\u00e0 per l&#8217;ingrato compito di mettere per strada una donna  in una fredda e nevosa giornata di gennaio. C&#8217;\u00e8 il carabiniere che d\u00e0 la colpa &#8220;al sistema&#8221;, chi al Comune che fa troppo poco, chi al padrone di casa troppo solerte, ma alla fine la casa \u00e8 di chi l&#8217;ha comprata e lo sfatto va eseguito con le buone o con le cattive, con il sole o con la neve. L&#8217;ufficiale giudiziario si riprende bene dal suo attimo di debolezza e <strong>minaccia<\/strong> parlando di possibili <strong>denunce<\/strong> e sicura <strong>perdita del permesso di soggiorno<\/strong> se non si fa come lui dice e i carabinieri assicurano di non farsi scrupoli a prendere di peso le signore per portarle fuori a forza.<br \/>\nMa i conti che si sono fatti si dimostrano evidentemente errati. All&#8217;improvviso giungono dalla tromba delle scale grida e slogan. Carabinieri ed ufficiale escono dall&#8217;appartamento e si trovano faccia a faccia con una quindicina di solidali arrivati di corsa e pronti a strappare un rinvio. Ma la sua sorpresa pi\u00f9 grande quando una delle donne di casa, che fino a quel momento era stata in un angolo giocando col cellulare con fare remissivo, <strong>cala il velo<\/strong> e si palesa come una delle tante facce conosciute della lotta contro gli sfratti. Infatti, mentre le signore  distraevano l&#8217;ufficiale con sceneggiate varie, quest&#8217;ultima, proprio sotto il suo naso e abilmente cammuffata, mandava messaggi ai solidali vicini indicando il momento giusto per intervenire. Cos\u00ec, preso alla sprovvista, il proprietario si dilegua, mentre l&#8217;ufficiale giudiziario, messo all&#8217;angolo, non pu\u00f2 scappare e <strong>concede tremante un rinvio<\/strong> di un paio di mesi.<br \/>\nDato il rinvio carabinieri e ufficiale tolgono in fretta il disturbo e si allontanano, per tornare per\u00f2 dopo una mezz&#8217;ora nel goffo tentativo di identificare i &#8220;resistenti&#8221; che in gruppo si stavano allontanando dall&#8217;abitazione. Forse i carabinieri avrebbero preferito procedere all&#8217;identificazione in casa e lontano da occhi indiscreti, fatto sta che ci hanno pensato troppo tardi e si ritrovano a chiedere i documenti per strada, sotto la neve, creando loro malgrado <strong>un blocco improvviso <\/strong>della circolazione e rendendosi cos\u00ec ancora pi\u00f9 ridicoli. Alla fine mollano il colpo senza aver preso neanche un documento e collezionando l&#8217;ennesima magra figura della giornata.<br \/>\nAnche per gli ufficiali giudiziari poi non deve essere stata una bella giornata, visto che d&#8217;ora in avanti si troveranno costretti a frugare addirittura sotto i veli delle signore per poter lavorare tranquilli.<\/p>\n<p>Ascolta un racconto della resistenza, oppure\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/macerie_31012014_minacce_velate.mp3\">scarica il file mp3<\/a>.<\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/macerie_31012014_minacce_velate.mp3]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora sfratti nella Barriera di Milano. 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