{"id":29976,"date":"2014-02-05T16:28:41","date_gmt":"2014-02-05T15:28:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29976"},"modified":"2014-02-05T16:28:41","modified_gmt":"2014-02-05T15:28:41","slug":"mani-sporche-e-guanti-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/02\/05\/mani-sporche-e-guanti-bianchi\/","title":{"rendered":"\u00abMani sporche e guanti bianchi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune \u00ab<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29915\">note su una comunit\u00e0 impossibile<\/a>\u00bb, un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un &#8220;brulotto&#8221; e a un &#8220;intempestivo&#8221; di Finimondo. Com&#8217;era prevedibile, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/finimondo.org\/node\/1346\" rel=\"noopener noreferrer\">i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto<\/a>,\u00a0e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c&#8217;\u00e8 qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finir\u00e0 tutto tra i <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?cat=35\">panni sporchi<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.barnorama.com\/wp-content\/images\/2011\/02\/m275\/04.jpg\" \/><\/p>\n<p><!--more-->Chi l&#8217;avrebbe detto? \u00c8 trascorso pi\u00f9 di un mese da quel 9 dicembre che vide il paese in subbuglio in occasione della scadenza di lotta lanciata dal cosiddetto Movimento dei Forconi. In quei giorni, di fronte a un dibattito tutto interno ad una baldanzosa sinistra antagonista, pubblicammo un breve articolo intitolato <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/finimondo.org\/node\/1301\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Si va o si fischia?<\/em><\/a>. Mai e poi mai avremmo pensato che quelle nostre poche righe avrebbero irritato certi anarchici al punto di spingerli a dedicarci un magnifico capitoletto, intitolato <em>Il cielo in una stanza<\/em>, di un testo apparso nei giorni scorsi su alcuni blog di movimento: <em>Torino, 9 dicembre. Note su una comunit\u00e0 impossibile<\/em>.Si tratta di un lungo \u00abcontributo personale\u00bb, scritto per\u00f2 al plurale in virt\u00f9 delle capriole dell&#8217;Io collettivo, che torna su quanto accaduto nel capoluogo piemontese con modesta serenit\u00e0. Oltre ad una narrazione aneddotica e non ideologica dei fatti, che qui c&#8217;\u00e8 proprio scritto sull&#8217;uscio che l&#8217;ideologia non \u00e8 di casa, vi si formula l&#8217;ennesima peritosa analisi della \u00abcomposizione di classe\u00bb presente in strada quei giorni. Cos\u00ec, dopo la musica propinataci dai tromboni pi\u00f9 sinistri, il panorama viene arricchito dal suono del piffero a-n-a-r-c-h-i-c-o.<\/p>\n<p>Esercitazione resa tanto pi\u00f9 non-ideologica dall&#8217;utilizzo di citazioni e rimandi a pensatori che non se ne vanno in giro con una A cerchiata tatuata in fronte. Uno di questi autori viene espressamente indicato in Robert Kurz, di cui abbiamo trovato invero indispensabili la \u00abcategoria assiologica\u00bb ed il \u00abparadigma interpretativo\u00bb. Ma \u00e8 lo stesso Robert Kurz \u2013 gi\u00e0 pubblicato da un blog che ospita le <em>Note <\/em>in oggetto \u2013 che sostiene: \u00abQuesta sinistra che annusa il culo alla minima manifestazione sociale che si vede per la strada, ci\u00f2 che pi\u00f9 avrebbe desiderato era di divertirsi nei paesaggi fioriti di un anno 2011 della rivoluzione. Solo che, tralasciando l\u2019opportunismo cinico con cui si \u00e8 operato per dissotterrare freneticamente quest\u2019imbarazzante parola che comincia con la R, che rimaneva sotterrata e dimenticata, \u00e8 chiaro che la mera adulazione dei diversi movimenti contestatari e insurrezionali non aiuta a nulla la causa dell\u2019emancipazione sociale\u00bb?<\/p>\n<p>Un altro autore citato viene definito pi\u00f9 sommariamente \u00abun noto filosofo italiano\u00bb. Indovinarne il nome non \u00e8 difficile, egli \u00e8 l&#8217;annunciatore dell&#8217;avvento dell&#8217;<em>uomo qualunque<\/em>. Non basta? Va bene, vi diamo alcuni indizi: \u00e8 uno dei filosofi preferiti dai negriani-obbedienti, \u00e8 il <em>ma\u00eetre-\u00e0-penser<\/em> dei neoblanquisti francesi \u2013 quindi, per manifesta abdicazione di pensiero autonomo, \u00e8 anche il fornitore del <em>pr\u00eat-\u00e0-penser <\/em>di certi anarchici italiani \u2013, \u00e8 lo stesso che un anno fa \u00e8 salito alla ribalta, prima per aver salutato le dimissioni di papa Benedetto XVI quale atto \u00abdi coraggio, che acquista oggi un senso e un valore esemplari\u00bb perch\u00e9 insegna alle istituzioni che un conto \u00e8 la legittimit\u00e0 ed un conto \u00e8 la legalit\u00e0, e poi per aver minato lo strapotere teutonico in Europa ripensando con nostalgia alla vecchia ipotesi di un \u00abimpero latino che avrebbe unito economicamente e politicamente le tre grandi nazioni latine (insieme alla Francia, la Spagna e l&#8217;Italia), in accordo con la Chiesa cattolica\u00bb. In effetti, un&#8217;intuizione simile sarebbe proprio appetitosa qualora venisse tradotta \u00abnel sostrato materialistico che la concreta, cio\u00e8 strappandola all\u2019idioma metafisico in cui \u00e8 espressa\u00bb.<\/p>\n<p>Ordunque queste sobrie note torinesi buttate gi\u00f9 per la loro utilit\u00e0 pratica, ovvero \u00abper dare un po&#8217; di ordine ai pensieri\u00bb, hanno un solo difetto. Verso la fine sono purtroppo costrette a scadere di tono perch\u00e9 affrontano un argomento squallido, <em>Finimondo<\/em>, meritevole di disprezzo quanto e pi\u00f9 della sinistra ortodossa. Cosa ci viene imputato dall&#8217;annotatore al plurale? Di averlo rattristato con il nostro \u00ablivello del confronto\u00bb, di aver portato tale confronto \u00abin quello che \u00e8 teoricamente il nostro ambito di appartenenza\u00bb a risultare \u00abcos\u00ec modesto ed insulso\u00bb. Infatti, \u00abcome d&#8217;abitudine\u00bb, noi avremmo impartito la \u00absolita lezioncina \u201c<em>anarchica<\/em>\u201d\u00bb, in qualit\u00e0 di \u00abdetentori della dottrina\u00bb che forniscono una \u00ab<em>ricetta<\/em> pronta per l&#8217;occasione\u00bb. E questa nostra \u201cricetta\u201d lo ha inviperito a tal punto da \u00abscomodarli\u00bb (\u00e8 plurale, lui!) a \u00abliberare il campo da alcune palesi falsificazioni\u00bb. Sorbole! E sapete qual \u00e8 a suo dire questa nostra modesta, insulsa, abituale, dottrinale e palesemente falsa ricetta?<\/p>\n<p>\u00ab<em>Suvvia, uno sforzo di fantasia. Non lasciamo la Mesa Verde in mano alla finzione cinematografica. Davvero non ci sono altri luoghi nella geografia delle possibilit\u00e0?<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>E questa sarebbe una ricetta?!? E un simile rimbrotto ha richiesto una \u00abintelligenza pratica\u00bb al plurale?!? Dopo esserci asciugati le lacrime per le risate provocate da tale critica umile, originale e che rallegra il confronto innalzandone il livello, dobbiamo ammettere di aver faticato non poco a riprenderci. Tuttavia, un cruccio ci \u00e8 rimasto. Possibile che queste due semplici righe siano bastate all&#8217;annotatore al plurale per \u00abscomodarli\u00bb a dire finalmente il fatto loro ai redattori di <em>Finimondo<\/em>, i quali nel \u00abcontesto delle sommosse a venire\u00bb se ne staranno \u00abdi certo a casa\u00bb, essendo solo dei \u00abNovatore da tastiera\u00bb, dei \u00absentenziatori di tutte le risme\u00bb, ecc. ecc. ecc.? La cosa \u00e8 talmente comica da essere poco credibile. Una ricetta \u00e8 un insieme di istruzioni che, elencando gli elementi necessari e la loro modalit\u00e0 d&#8217;uso, promette certi risultati. Non ci sembra che <em>Finimondo<\/em> sia cos\u00ec ricco di ricette, caso mai di parecchi interrogativi.<\/p>\n<p>Per inciso, la Mesa Verde, nel riferimento cinematografico, non era affatto un altrove lontano mille miglia dallo scontro in atto. Era la banca di una citt\u00e0 in rivolta, trasformata in carcere per detenuti. Approfittare del caos per liberare i prigionieri. Ovvero, approfittare della confusione in corso (quali che siano i motivi dichiarati che l&#8217;hanno scatenata, fossero anche i meno interessanti) per cercare di realizzare i propri progetti. E quindi intervenire, non starsene alla larga; ma intervenire sapendo gi\u00e0 a grandi linee cosa fare, senza buttarsi nella mischia a fianco degli altri solo per poi battersi il petto e vantarsi di <em>esserci<\/em> stati.<\/p>\n<p>La sproporzione fra le nostre parole e la replica astiosa ci ha dapprima lasciati perplessi. Ma poi abbiamo capito che, invece, a non essere andato gi\u00f9 all&#8217;Io collettivo \u00e8 \u00abun&#8217;altra perla di articolo\u00bb cui accenna senza citarlo esplicitamente. Si tratta di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/finimondo.org\/node\/1323\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Come sono le nostre mani?<\/em><\/a>, testo che prende spunto dalle discussioni post-9 dicembre per far notare come le <em>mani sporche<\/em> siano un tratto distintivo degli opportunisti. Ed ecco dove sta il problema! L&#8217;annotatore al plurale sar\u00e0 pure anarchico, ma a quanto pare non desidera far notare i suoi guanti bianchi. Specchiandosi troppo nel Hoederer staliniano-sartriano o nei \u00abpoveri Machiavelli votati al pragmatismo politico\u00bb, si lascia andare a scomposte argomentazioni e a patetici insulti che dicono ben poco di noi, ma molto di lui al plurale. Prendiamo atto per l&#8217;ennesima volta che la richiesta di un curriculum vitae, di un certificato di presenza \u2013 di una fedina penale? \u2013 rimane il cavallo di battaglia dei militanti pi\u00f9 <em>sbirreschi<\/em> (\u00abTu cosa fai? Vieni con noi? No? Non puoi perch\u00e9 sei in galera? Nemmeno? E allora non fai un cazzo! Dimostralo, <em>dicci cosa fai!<\/em>\u00bb). Sputiamo pure sopra a questa miserabile pretesa di credenziali e passiamo oltre.<\/p>\n<p>La Mesa Verde da noi evocata \u00e8 sinonimo di altrove. E qui, su cosa sia questo altrove, l&#8217;annotatore al plurale se la canta e se la suona. Da un lato fa domande, \u00abD\u2019altro canto cosa mai vorr\u00e0 dire questo \u201caltrove\u201d? Vuol dire apportare pratiche proprie nei luoghi dove la lotta si sta svolgendo?\u00bb; dall&#8217;altro si d\u00e0 risposte: \u00abNo. Vuol dire tentare un percorso autonomo nel corso della lotta, facendosi trovare in altri luoghi rispetto a quelli previsti. In questo percorso autonomo cercheremo di coinvolgere altre persone, magari una parte di quelle che sono in strada per conto proprio? Vogliamo dialogare almeno in parte con la lotta in corso, creare delle rotture o evitare qualsiasi contatto? Non importa, come non importa che tutte queste modalit\u00e0 siano state tentate con uguale impegno. L\u2019importante \u00e8 elargire istruzioni saccenti. Si \u00e8 capito che, qualsiasi lotta si sviluppi dalla Valsusa a Niscemi, la panacea \u00e8 altrove: disertare tutto, evitare di trovarsi vicino alla \u201cmassa pecorona\u201d sommamente disprezzata\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i redattori di <em>Finimondo<\/em> sono degli snob, sapete. Amano la solitudine. L&#8217;annotatore al plurale sa di cosa parla, li conosce tutti, uno ad uno. Li sorveglia da tempo, <em>non gli sfuggono<\/em>, e sa perfettamente cosa (non) fanno, uno per uno. E siccome la rivoluzione non la si fa in pochi, ergo loro che amano la solitudine sono dei controrivoluzionari. Ormai scatenato, continua ad annotare: \u00abMa poi questo essere altrove rispetto agli spazi in cui la lotta si concentra, perch\u00e9 dovrebbe essere una direttrice sempre valida? In quale esperienza o testo di teoria rivoluzionaria ed anarchica \u00e8 sancito questo comandamento? Muoversi per proprio conto ed in piccoli gruppi pu\u00f2 favorire alcune pratiche. Sicuro. Ma quando invece esiste il margine perch\u00e9 queste pratiche si possano svolgere, o addirittura allargare, in situazioni di conflitto a fianco di altri sfruttati? Fateci capire se dobbiamo stare da soli perch\u00e9 ce lo ha ordinato il medico\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;annotatore al plurale ci sembra leggermente alterato. Se si asciugasse la bava che gli \u00e8 schizzata fin sugli occhiali, avrebbe(ro) capito da tempo che nessuno su <em>Finimondo<\/em> ha mai sostenuto il dovere dell&#8217;azione solitaria. Caso mai, si \u00e8 sempre sostenuto che \u00e8 preferibile essere soli che male accompagnati. <em>Il che non \u00e8 affatto la stessa cosa<\/em>. Quello che non condividiamo \u2013 quando si tenta di coinvolgere altri per allargare i conflitti in corso \u2013 \u00e8 entrare a far parte del coro pur di essere popolari. Non siamo certo contrari alla partecipazione degli anarchici nella lotta contro l&#8217;Alta Velocit\u00e0, in Val Susa come altrove, o a quella contro il Muos. Ma siamo contrari al fatto che, in nome dell&#8217;allargamento delle lotte, della necessit\u00e0 strategica di fare numero, gli anarchici rinuncino alle proprie idee per farsi propagatori di quelle altrui. L&#8217;annotatore al plurale, evidentemente, non ha di queste preoccupazioni. Lui si scomoda solo per liberare il campo dalle palesi falsit\u00e0 di <em>Finimondo<\/em>, ma non trova nulla da annotare sulla mediocrit\u00e0 di certi anarchici che solo pochi anni fa strillavano contro il Tav perch\u00e9 non aumenta sul serio la circolazione delle merci, o che oggi si danno da fare contro il Muos perch\u00e9 non \u00e8 conforme alle norme del Parlamento Europeo. Se facciamo notare che simili argomentazioni sono pi\u00f9 che giudiziose in bocca ad un cittadinista, assai meno in bocca ad un anarchico, gli facciamo letteralmente saltare i nervi. Per lui, \u00e8 una lezioncina d&#8217;anarchia. Per noi, tutto ci\u00f2 rientra in quelle che lui stesso definisce \u00ab<em>invarianze<\/em>, delle direttrici di principio che devono muovere l\u2019agire di un compagno\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 qui sta il bello. L&#8217;annotatore al plurale non nega affatto che queste <em>invarianze<\/em> esistano. Solo che non condivide le nostre. Ce ne faremo una ragione. Ma \u00e8 un vero peccato che si dimentichi di nominarne almeno qualcuna delle proprie. In fondo, ci sembra che sia di bocca non buona, ma buonissima. Mica per niente ostenta il carattere <em>spurio<\/em> di ogni movimento sociale al fine di ricavarne&#8230; \u00abcategorie assiologiche\u00bb. Ora, se il movimento \u00e8 spurio, allora anche la teoria \u00e8 meglio che sia spuria, e quindi pure le pratiche devono essere spurie. Perdinci, cosa aspettiamo a diventare spuri pure noi? Ed infatti negli ultimi anni si \u00e8 assistito ad una vera stura di anarchici spuri: chi amico del WWF e chi amplificatore di capipopolo autoritari, chi compagno di preti e chi ospite di personaggi televisivi, chi ecumenico con tutte le religioni e chi sostenitore della non-orizzontalit\u00e0 decisionale. Ce n&#8217;\u00e8 per tutti i disgusti, essendosi spinto qualcuno perfino a proteggere infiltrati o a giustificare delatori.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 no? Quando un Kropotkin si dichiarava a favore della guerra, quando un Garcia Oliver sosteneva la partecipazione al governo, quelli non erano anarchici che avevano capito come fertilizzare le lotte reali. Perci\u00f2 faceva bene Malatesta e chi per lui a riprenderli, poich\u00e9 criticarli non era elargire ricette dottrinali. Sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 allora l&#8217;identit\u00e0 esisteva! Lo ha spiegato con erudizione \u00abun noto filosofo italiano\u00bb, secondo cui le cose sono radicalmente mutate nel corso degli ultimi anni. Oggi l&#8217;avvento dell&#8217;uomo qualunque in questo mondo qualunque dominato da merci qualunque spinge il compagno qualunque ad esprimere idee qualunque da mettere in atto con pratiche qualunque. Tanto, una vale l&#8217;altra. Nel calderone dell&#8217;insignificanza (fatto passare a botte di retorica per alambicco della diversit\u00e0), non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 differenza fra critica radicale e rimprovero cittadinista, cos\u00ec come non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 differenza fra scontrarsi con gli sbirri e accompagnare petizionisti. Tutto fa brodo insurrezionale. I negriani-obbedienti ed i loro rivali in contropotere lo sostengono da sempre, la conflittualit\u00e0 per ricaricarsi deve circolare ad energia intermittente, certi anarchici ci sono arrivati solo da poco.<\/p>\n<p>Ora, la domanda verbosa, fiacca e ideologica \u00e8: ma non \u00e8 anche in questo modo, cio\u00e8 a furia di ripetere idee e pratiche qualunque, che il \u00ab<em>logos<\/em> della liberazione e dell&#8217;odio di classe\u00bb \u00e8 andato fuori moda? Anzich\u00e9 assecondare tale tendenza, non sarebbe meglio contrastarla?<\/p>\n<p>L&#8217;annotatore al plurale \u2013 tutto preso da levatacce, presidi, blocchi, picchetti e caff\u00e8 al bar \u2013 non se lo chiede neppure. Preferisce ricordare che la vecchia ipotesi progettuale dei nuclei autonomi di base mirava ad \u00abincludere sia compagni che sfruttati\u00bb. Gi\u00e0. Peccato che preferisca tralasciare che in passato per sfruttati non s&#8217;intendeva ambientalisti di Stato o rappresentanti di partito. Basti pensare che nei primi anni 80 a Comiso \u2013 dove quell&#8217;ipotesi ha conosciuto una sperimentazione pratica \u2013 non c&#8217;erano rapporti fra compagni anarchici e animali politici. Entrambi portavano avanti i rispettivi progetti, tenendosi a distanza. Centinaia di anarchici da una parte, a cercare di sobillare quanti pi\u00f9 sfruttati possibile contro una base militare. Animali politici dall&#8217;altra, a rappresentare il pacifismo. Nessuna comunella, nessuna condivisione. Non si partiva assieme, non si tornava assieme. E questo lo possiamo dare per certo all&#8217;annotatore al plurale, visto che fra i \u00abNovatore da tastiera\u00bb di <em>Finimondo<\/em> c&#8217;\u00e8 pure chi prese parte a quella lotta. Ora, \u00e8 ovvio che ci\u00f2 che ieri \u00e8 stato tentato, non per forza di cose \u00e8 da ripetere oggi. Basta dirlo. Ma quando quella esperienza di alterit\u00e0 ostile viene adesso sbandierata da chi mira a recuperarla nella condivisione possibilista, quando arrivare ai ferri corti coi falsi critici dell&#8217;esistente \u00e8 diventato sedersi al loro stesso tavolo per giocarci partite a rubamazzetto, <em>chi sta palesemente falsificando cosa<\/em>?<\/p>\n<p>E gi\u00e0 che ci siamo, \u00e8 per interessata amnesia o per pura ignoranza che l&#8217;Io collettivo non annota il fatto che a met\u00e0 degli anni 90 ci fu chi propose un esperimento analogo in Val Susa contro il Tav? Perch\u00e9 all&#8217;epoca, alcuni anni prima la morte di Baleno e Sole, c&#8217;era chi avrebbe voluto un intervento anarchico costante e munito di una certa progettualit\u00e0 in Val Susa. Lo sapevate? Nessuno ve lo ha mai confidato? Questa proposta purtroppo non venne nemmeno discussa, ma bocciata in partenza nel corso di un incontro tenutosi a Torino. Chi fu a proporla e chi a bocciarla? Se la memoria al plurale venisse sondata, potrebbe venir fuori <em>chi sta falsificando cosa<\/em>.<\/p>\n<p>E, a proposito di falsificazioni, ci domandiamo come si possano conciliare le \u00ab<em>invarianze<\/em>, delle direttrici di principio\u00bb con una \u00abteoria della situazione\u00bb talmente elastica da essere in grado di soccorrere i \u00abcasi imprevisti\u00bb delle lotte reali. La prima \u00e8 intransigente, la seconda assai flessibile. Ad esempio, lo scorso dicembre a Torino l&#8217;annotatore al plurale ha preferito stare in periferia, denunciando la \u00abcentralizzazione come strumento per contenere e disinnescare la lotta\u00bb. Qui ha potuto appuntarsi come \u00ab\u201ci politici\u201d o semplicemente \u201cquelli che sanno parlare\u201d\u00bb fossero guardati con avversione. Ma questo non \u00e8 mica un \u00abinsegnamento dell&#8217;esperienza da cui trarre istruzioni\u00bb, sapete. Perch\u00e9 basta spostarsi di pochi chilometri ad ovest, nel \u00abpunto di riferimento per i partigiani del conflitto sociale di ogni dove\u00bb, ed \u00e8 l&#8217;esatto contrario. La centralizzazione \u00e8 necessaria ed \u201ci politici\u201d, ovvero \u201cquelli che sanno parlare\u201d, vanno ascoltati con deferenza. E quindi, cari insorti delle sommosse a venire, se volete sapere come comportarvi con i politici, lasciate perdere le gravose invarianze. Orologio e bussola sono leggeri e funzionali. Un calendario pu\u00f2 aiutare. E il vento, lo sapete fiutare il vento? Altrimenti, chiedete al vostro leaderino di fiducia quale teoria e pratica situazionali adottare.<\/p>\n<p>Noi viceversa pensiamo che spuria possa essere la situazione in cui ci si trova. Non le nostre idee, n\u00e9 le nostre aspirazioni, n\u00e9 i nostri desideri. Non i nostri amori, n\u00e9 le nostre ostilit\u00e0. Essendo poco umili, e non essendo mai stati cattedratici di filosofia e di estetica, non ci consideriamo esseri qualunque. Ma individui unici, irripetibili, magari abnormi. Non vogliamo ci\u00f2 che \u00e8 comune, ma ci\u00f2 che \u00e8 stra-ordinario. Quindi la questione preferiamo porla cos\u00ec: considerato il contesto in cui ci si trova, <em>quale che sia<\/em>, qual \u00e8 il modo migliore per portare avanti ci\u00f2 che abbiamo pi\u00f9 a cuore? E poich\u00e9 il nostro cuore batte decisamente fuori tempo rispetto al ritmo della normalit\u00e0 quotidiana, non pu\u00f2 fare a meno di eccedere il ragionevole rivendicazionismo situandosi altrove. N\u00e9 pu\u00f2 fare a meno della ricerca di una affinit\u00e0 molto pi\u00f9 rara da trovare di un&#8217;amicizia politica, soprattutto in questa epoca infestata da prolifici camaleonti. Peggio per noi, sterili panda.<\/p>\n<p>Rimane il fatto che bisogna proprio essere privi di fantasia per pensare che questo altrove esprima per forza di cose una distanza geografica. No, esprime un ribaltamento di prospettiva. \u00c8 inutile essere altrove fisicamente, se si \u00e8 semplici succursali in attesa di direttive. Allo stesso modo talvolta deve essere divertente imboccare il centro in controsenso. Ma se si \u00e8 sempre laddove sono tutti, a tacere per non dare scandalo o a ripetere quello che dicono tutti, a fare quello che fanno tutti dopo che \u00e8 stato approvato da tutti \u2013 ma quant&#8217;\u00e8 bella una comunit\u00e0? \u2013 come si pu\u00f2 sperare di uscire dai luoghi comuni?<\/p>\n<p>Alterit\u00e0 e possibilismo sono incompatibili. Perch\u00e9 l&#8217;odio, quindi anche quello \u00abdi classe\u00bb, per rimanere vivo (e non solo teorizzato) ha bisogno di <em>saper tenere le distanze<\/em>. La convivialit\u00e0 lo mortifica, lo soffoca, lo trasforma in mero fastidio e disaccordo. Condividere le lotte con i riformatori di questo mondo, respirarne giorno dopo giorno la stessa aria, \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro per cessare di odiarli. Accettarne la vicinanza, inseguirli addirittura per fare le cose insieme, parlare la loro popolare lingua, \u00e8 cos\u00ec che poco alla volta si diventa simili a loro. Trovarseli accanto in certe situazioni, capita. Collaborarci attivamente, no. Non \u00e8 n\u00e9 un caso, n\u00e9 un errore, ma una scelta deliberata. E chi ha compiuto questa scelta deliberata pensa davvero di zittire le critiche alzando la voce e dicendo che \u201cquelli che non fanno un cazzo\u201d devono chiudere la bocca e lasciare sperimentare gli altri, che almeno fanno qualcosa e sono radicati sul territorio?<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il vero spartiacque, tracciato ormai gi\u00e0 da anni ed irreversibile, non di certo la scelta fra un medico che ordina di battere sulle tastiere o uno che ordina di battere sulle strade.<\/p>\n<p>L&#8217;annotatore al plurale invita a partecipare ai \u00abconflitti quotidiani degli sfruttati per i propri bisogni materiali\u00bb. Il che \u00e8 nobile e generoso \u2013 ma come? Lo spirito assistenzialista che contraddistingue preti e militanti non fa per noi. Sfamare, curare e alloggiare i dannati della terra sar\u00e0 utile per reclutare bassa manovalanza, riconoscente e quindi obbediente (per un po&#8217;, che poi basta una briciola in pi\u00f9 offerta da altri per vederli sparire), ma non ci sembra possa aprire orizzonti che vadano oltre una mera riproduzione dell&#8217;esistente. Anzi, a dirla tutta ci sembra proprio questa una delle \u00ab<em>formule per recuperare l\u2019ignoto ai parametri del conosciuto<\/em>\u00bb. E poi, i giorni scorrono troppo in fretta. Preferiamo dedicarci pi\u00f9 ai nostri desideri che agli altrui bisogni, verso cui non abbiamo alcuna curiosit\u00e0. Ci pesano fin troppo i nostri. Ma questa naturalmente \u00e8 una differenza che \u00abdipende tutta dalle urgenze e dalla sensibilit\u00e0 di chi scrive\u00bb.<\/p>\n<p>Capiamo perci\u00f2 bene i motivi per cui l&#8217;annotatore al plurale va alla ricerca della \u00abforza messianica\u00bb rivoluzionaria. In effetti anche a noi sembra che egli abbia \u00abqualche idea\u00bb per sopperire alla \u00ab<em>scissione tra i sogni della citt\u00e0 celeste e il mondo<\/em>\u00bb responsabile di aver prodotto \u00abda una parte la <em>religione<\/em> e dall&#8217;altra la <em>politica<\/em>\u00bb. Come avr\u00e0 senz&#8217;altro imparato, a furia di leggere quel \u00abnoto filosofo italiano\u00bb, \u00e8 sufficiente unire religione e politica per partire alla ricerca del tempo di ora.<\/p>\n<p>Peccato che, cos\u00ec facendo, si finisca sempre e soltanto ad annusare l&#8217;aria del tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune \u00abnote su una comunit\u00e0 impossibile\u00bb, un testo sui blocchi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-29976","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-panni-sporchi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29976\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}