{"id":30010,"date":"2014-02-06T23:44:29","date_gmt":"2014-02-06T22:44:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30010"},"modified":"2014-02-06T23:44:29","modified_gmt":"2014-02-06T22:44:29","slug":"tira-e-molla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/02\/06\/tira-e-molla\/","title":{"rendered":"Tira e molla"},"content":{"rendered":"<p>Ancora novit\u00e0 dalla sezione di Alta Sicurezza femminile di Rebibbia.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29992\">Vi avevamo informato<\/a>\u00a0su come <strong>Chiara<\/strong>, dopo aver trascorso, appena arrivata a Rebibbia, alcuni giorni in cella con un&#8217;altra compagna, fosse stata messa improvvisamente in cella da sola e senza alcuna possibilit\u00e0 di incontrare le altre detenute della sezione, <strong>in isolamento <\/strong>dunque, come nei precedenti cinquanta giorni di carcere trascorsi alle Vallette.\u00a0Isolamento che per\u00f2 in questo caso, fortunatamente, \u00e8 durato appena un giorno. Infatti dopo neanche ventiquattr&#8217;ore a Chiara \u00e8 stata ridata la possibilit\u00e0 di fare <strong>socialit\u00e0 con le altre detenute<\/strong>.<\/p>\n<p><!--more-->Dietro quest&#8217;apparente <strong>schizofrenia <\/strong>di chi prende le decisioni, si nasconde piuttosto, a nostro parere, un <strong>contrasto <\/strong>tra le evidenti pressioni provenienti dalla Procura torinese sul rendere quanto pi\u00f9 afflittive possibili le condizioni di detenzione dei quattro compagni e le esigenze di altre autorit\u00e0, come la direzione del carcere di Rebibbia, non disponibili a stravolgere il proprio operato per assecondare le richieste provenienti da Torino.<\/p>\n<p>Per comprendere le cause dell&#8217;atteggiamento della Procura torinese \u00e8 per\u00f2 necessario fare un passo indietro ritornando alle ipotesi su cui si fonda questa inchiesta. L&#8217;immagine che viene in mente, pensando alle motivazioni che sostengono l&#8217;accusa di terrorismo contro Claudio, Chiara, Mattia e Niccol\u00f2, \u00e8 quella di una <strong>spugna<\/strong>. A impregnarla e renderla cos\u00ec pesante non \u00e8 tanto l&#8217;azione contro il cantiere e il danneggiamento dei mezzi, avvenuti nel maggio scorsi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tanto la natura della condotta, come si direbbe utilizzando il linguaggio della giurisprudenza, ma piuttosto il contesto in cui quest&#8217;azione si \u00e8 verificata. Per descrivere questo contesto la procura elenca una lunga serie di iniziative di opposizione al Tav verificatisi negli ultimi tempi.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29941\">Come sottolinea Claudio in una lettera<\/a>, gli episodi in questione sarebbero <strong>111<\/strong>,<em> \u00abdai sabotaggi ai mezzi delle ditte che lavorano nel cantiere di Chiomonte alle scritte nei bagni a Nichelino, dagli scontri di piazza a un pollo morto trovato sotto casa di Esposito, da uno striscione lasciato davanti all&#8217;abitazione del sindaco di Susa ai cassonetti bruciati durante una sagra paesana  a Sant&#8217;Antonino\u00bb<\/em>. Elencando questi fatti, i Pm, e i giudici che finora hanno dato loro retta, sottolineano come \u00e8 l&#8217;opposizione al tav nel suo complesso, il tentativo costante di dare concretezza a quel &#8220;<em>no!&#8221;<\/em> attorno a cui la lotta si \u00e8 sviluppata, a impregnare la spugna rendendola talmente pesante da consentire l&#8217;utilizzo della categoria di terrorismo.<\/p>\n<p>Claudio, Chiara, Niccol\u00f2 e Mattia, attraverso l&#8217;accusa di terrorismo, sono quindi, in sostanza, accusati di tutte le azioni e le iniziative che da ormai tantissimi anni mettono i bastoni tra le ruote alla realizzazione della Torino-Lione. Per questo tra le <strong>persone offese<\/strong> indicate dai Pm, compaiono la Commissione Europea e la Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana oltre a Ltf e i 105 tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, alpini e operai presenti al cantiere nella notte tra il 13 e 14 maggio. E anche la decisione di fissare<strong> l&#8217;inizio del processo il 14 maggio<\/strong>, a un anno esatto dall&#8217;azione contro il cantiere, \u00e8 una scelta dal forte valore simbolico.<\/p>\n<p>Se sulle spalle dei quattro vengono scaricati tutti i problemi e le emicranie che la lotta contro il Tav ha provocato alle autorit\u00e0, non ci si pu\u00f2 poi sorprendere del particolare accanimento che quest&#8217;ultime stanno riservando ai compagni.<\/p>\n<p>Sotto questa lente va allora letta la decisione di qualche settimana fa di interrompere improvvisamente i colloqui concessi, subito dopo gli arresti e a indagini ancora aperte, a familiari e compagni. E la decisione successiva di riaccordare questi colloqui, a  indagini ormai chiuse, ai soli familiari. In genere, in inchieste simili i colloqui non vengono concessi inizialmente ma una volta autorizzati magari dopo un po&#8217; di tempo e a indagini ormai chiuse, non subiscono improvvise e immotivate sospensioni. La logica del <strong>tira e molla<\/strong> seguita in questo caso vuole soltanto tentare di logorare il pi\u00f9 possibile i nervi dei compagni arrestati. Non appena ci si abitua a una certa situazione, subito questa viene stravolta con decisioni improvvise e del tutto inaspettate rispetto alle normali procedure.<\/p>\n<p>Una situazione simile si sta verificando rispetto alle condizioni detentive. Oltre alla situazione di Chiara che abbiamo descritto sopra, particolarmente indicativo risulta anche il trattamento riservato ai <em>maschietti<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo un mese e mezzo trascorso insieme nel carcere delle Vallette, Claudio, Mattia e Niccol\u00f2 vengono trasferiti in carceri predisposte a rinchiudere detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza. Claudio viene portato a Ferrara, Mattia e Niccol\u00f2 invece ad Alessandria. E proprio ad Alessandria, oltre alle finestre con le <strong>bocche di lupo<\/strong> e il <strong>plexiglass <\/strong>opaco che impediscono di veder fuori, oltre all&#8217;impossibilit\u00e0 di incontrare qualsiasi altro detenuto che non sia catalogato in Alta Sicurezza, a Niccol\u00f2 e Mattia viene imposto il divieto di incontrarsi.<\/p>\n<p>E l&#8217;unico modo per imporre il divieto di incontro in una piccola sezione che ospita solo sei prigionieri \u00e8 quello di turnare la presenza dei compagni durante i momenti di vita collettiva. Cos\u00ec nel cortile dove gli altri detenuti in Alta Sicurezza fanno due ore d&#8217;aria, la mattina e poi il pomeriggio, Niccol\u00f2 e Mattia scendono alternati, prima uno e poi l&#8217;altro, facendone solo una. Anche durante la socialit\u00e0, nel corridoio dove questa si svolge, prima esce uno,  mentre l&#8217;altro viene blindato dentro la cella, poi il secondo e ad esser chiuso in cella questa volta \u00e8 il primo.<\/p>\n<p>Oltre a voler sfibrare i nervi dei compagni aggravando, pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non lo siano, le loro condizioni di detenzione, con questi provvedimenti le autorit\u00e0 vogliono lanciare un chiaro monito a tutti gli altri. Ecco cosa pu\u00f2 accadere se si continua ostinatamente a dire &#8220;<em>no!<\/em>&#8220;. Ma, riprendendo un pezzo di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=29863\">una lettera di Claudio, Niccol\u00f2 e Mattia<\/a>, se <strong>i compagni in carcere non si stanno certo lasciando abbattere<\/strong> da tanto accanimento, chi continua a <strong>lottare fuori<\/strong> non pu\u00f2 certo essere da meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora novit\u00e0 dalla sezione di Alta Sicurezza femminile di Rebibbia.\u00a0Vi avevamo informato\u00a0su come Chiara, dopo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-30010","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30010"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30010\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}