{"id":30269,"date":"2014-04-06T11:33:31","date_gmt":"2014-04-06T10:33:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30269"},"modified":"2014-04-06T11:33:31","modified_gmt":"2014-04-06T10:33:31","slug":"sul-22-febbraio-a-nantes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/04\/06\/sul-22-febbraio-a-nantes\/","title":{"rendered":"Sul 22 febbraio a Nantes"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed1.jpg\" title=\"unnamed1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed1.jpg\" alt=\"unnamed1.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Torniamo a distanza di poco pi\u00f9 di un mese sul <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30146\">22 febbraio scorso<\/a>, per proporvi un gustoso e dettagliato racconto di quanto accaduto quel giorno\u00a0a Nantes, durante la manifestazione nazionale contro l&#8217;aeroporto di Notre Dame Des Landes. Proprio negli ultimi giorni, e precisamente\u00a0luned\u00ec 31 marzo,\u00a0sono state arrestate, per aver partecipato a questa manifestazione,\u00a0nove persone che si aggiungono alle 14 arrestate il 22 febbraio. Chi volesse\u00a0conoscere meglio\u00a0questa lotta\u00a0pu\u00f2 consultare il sito <a href=\"http:\/\/zad.nadir.org\/\">Zone A D\u00e9fendre<\/a> che \u00e8 sempre aggiornato e che contiene anche dei testi in italiano, per chi invece volesse ascoltare un racconto a caldo della giornata riproponiamo qui l&#8217;intervento a <a href=\"http:\/\/radioblackout.org\">Radio Blackout <\/a>di una compagna che c&#8217;era:<\/em><\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/carla_nantes.mp3]\n<p><!--more-->Per alcuni, la manifestazione inizia sin dalle 7 del mattino con l&#8217;arrivo di convogli di trattori provenienti dalle statali e dalle tangenziali. Il corteo partito da Vannes conta 150 trattori, quello partito da Rennes non meno di 80. I convogli provenienti da Rennes invitano gli autisti che incrociano sulla strada a sintonizzarsi su \u00ab<em>Radio imbottigliamento<\/em>\u00bb, una radio pirata che diffonde delle trasmissioni sulla storia delle lotte contadine. Tutti i contadini hanno messo sui loro veicoli la targa di Jean Marc Ayrault (primo ministro francese, principale sostenitore dell&#8217;aeroporto). Dalla ZAD un buon numero di persone sono gi\u00e0 partite con i trattori. Nei paesi, al passaggio dei convogli, gli abitanti applaudono sull&#8217;uscio di casa.<\/p>\n<p>Infine, 5 convogli convergono sulla tangenziale di Nantes e vanno a posizionarsi direttamente a Square Davier, punto di arrivo della manifestazione. Si contano 520 trattori, l&#8217;equivalente di un corteo di 3,5 km, quasi 4 contando anche i rimorchi. Su molti veicoli si pu\u00f2 leggere la scritta \u00ab<em>trattori attenti<\/em>\u00bb, segno che sono pronti ad andare sulla ZAD o in caso di bisogno entrare in azione nei luoghi dove vivono, per impedire i lavori, difendere i campi e le case. Una trentina di trattori raggiungono il ponte Morand, punto di partenza della manifestazione. L\u00ec, a partire dalle 12, delle mense collettive accolgono i comitati locali arrivati con una sessantina di pullman da ogni dove. Un buon numero di persone viene ospitato a casa degli abitanti di Nantes o in quelle dei paesi attorno. Sin dal giorno prima un&#8217;agenzia di Vinci \u00e8 stata gi\u00e0 coperta di scritte e in citt\u00e0 si vedevano delle persone percorrere in lungo e in largo le strade con zaini e cartelli per la manifestazione.<\/p>\n<p>Verso le 12.30, un gruppo sbarca lungo il fiume Erdre con una zattera artigianale dotata di uno striscione che recita \u00ab<em>resistance e sabordage<\/em>\u00bb. Durante la loro deriva mettono delle bandiere anti aeroporto su dei galleggianti. Nello stesso momento qualcuno fabbrica, su un albero a trenta metri dalla prefettura,\u00a0una capanna, simile a quelle che hanno caratterizzato la resistenza nella foresta di Rohanne nel novembre 2012 alla ZAD&#8230;<br \/>\nSin dalla vigilia, la Prefettura ha disposto delle griglie anti-sommossa tutto intorno al centro citt\u00e0 scegliendo, all&#8217;ultimo momento, di renderlo inaccessibile ai manifestanti. Un intervento iniziale di un manifestante annuncia che bench\u00e9 il Prefetto dimostri di aver paura di noi \u00ab<em>ci\u00f2 non ci impedisce di manifestare<\/em>\u00bb. Alcuni abitanti ci informano che \u00e8 loro vietato rientrare a casa. Ci sono dei controlli un po&#8217; dappertutto. All&#8217;angolo di una strada\u00a0a\u00a0una persona\u00a0sequestrano una vanga con la quale \u00e8 venuta a sfilare.<br \/>\nAll&#8217;inizio, intorno alle 13.15, si ha un p0&#8242; di paura: si ha l&#8217;impressione di non essere cos\u00ec numerosi come previsto. Ma poi, abbastanza velocemente, le persone iniziano ad arrivare dappertutto. C&#8217;\u00e8 un afflusso massiccio. La manifestazione si rivela immensa, sicuramente con un buon numero di persone che non sono mai venute a manifestare in strada il loro rifiuto all&#8217;aeroporto. Alle 14.30 la coda della manifestazione non \u00e8 ancora partita dal ponte Morand mentre la testa \u00e8 gi\u00e0 al livello del cantiere. Cos\u00ec si snoda su delle arterie molto grandi un corteo compatto, lungo 3,5 chilometri. Nello stesso momento alcuni trattori risalgono dall&#8217;altro lato della zona rossa. Siamo decine di migliaia. \u00c8 la pi\u00f9 grossa mobilitazione contro l&#8217;aeroporto fino ad oggi e nessuno a Nantes pu\u00f2 ignorarla.<br \/>\nDalla testa del corteo si vedono arrivare alcuni carri carnevaleschi: una salamandra gialla e nera di quindici metri\u00a0dondola tranquillamente. Un tratto-tritone gigante si insinua. Numerose maschere di animali esprimono il loro rifiuto della distruzione delle specie e di tutte quelle misure dette di &#8220;compensazione&#8221; (che in questo caso promettono il trasferimento, o la ricostruzione artificiale in un altro luogo, dell&#8217;ecosistema minacciato dal progetto dell&#8217;aeroporto). Ci si diletta a guardare centinaia di cartelloni fatti a mano con slogan tanto buffi quanto creativi. Per fare le cose in grande, un enorme striscione viene srotolato dall&#8217;alto di due impalcature da un lato all&#8217;altro dell&#8217;Avenue de Strasbourg in sostegno a chi si batte contro la costruzione del Tav in Val Susa. Il 22 febbraio \u00e9 anche una giornata internazionale di solidariet\u00e0 alle persone accusate in Italia di terrorismo perch\u00e9 sospettate di aver attaccato il cantiere del Tav. Al di l\u00e0 dell&#8217;opposizione all&#8217;aeroporto la manifestazione si intreccia visibilmente con molte altre lotte contro la pianificazione capitalistica e securitaria del territorio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed2.jpg\" title=\"unnamed2.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed2.jpg\" alt=\"unnamed2.jpg\" \/><\/a><br \/>\nDurante tutta la manifestazione un buon numero di persone si impegnano a dare un altro colore alla citt\u00e0 e a segnalare alcuni punti particolari. Gli strumenti utilizzati vanno dall&#8217;estintore alle uova di vernice, dall&#8217;attacchinaggio di manifesti alle scritte sui muri. Si scoprono tecniche ingegnose per riprodurre all&#8217;infinito uno stencil che traccia la scritta \u00ab<em>la polizia picchia la polizia picchia la polizia picchia &#8230;<\/em>\u00bb. Il Comune, un tribunale, un commissariato, delle telecamere di videosorveglianza, le griglie anti-sommossa con dietro gli sbirri vengono cos\u00ec ridecorati. Su un muro ridipinto non resta nient&#8217;altro che la traccia delle loro sagome in grigio sul fondo bianco che cola.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/nantes-manifestation-contre-notre-dame-des-landes-1_4786553.jpg\" title=\"nantes-manifestation-contre-notre-dame-des-landes-1_4786553.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/nantes-manifestation-contre-notre-dame-des-landes-1_4786553.jpg\" alt=\"nantes-manifestation-contre-notre-dame-des-landes-1_4786553.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 prevedibile, l&#8217;agenzia immobiliare di Vinci, situata all&#8217;inizio del corteo, focalizza l&#8217;energia debordante dei manifestanti e non sopravvive al passaggio di tutte quelle persone che ci tengono a esprimere la loro collera contro il\u00a0progetto dell&#8217;aeroporto. Durante il corteo l&#8217;agenzia viene imbrattata, poi sfondata, poi imbrattata di nuovo, poi distrutta e poi riimbrattata ancora. I mobili trovano la loro nuova sistemazione in strada. Tutto ci\u00f2 servir\u00e0 alla fine della giornata come sfondo per le foto-ricordo di alcuni manifestanti venuti con la famiglia.<br \/>\nUn po&#8217; pi\u00f9 lontano, alcune persone accendono un fumogeno sulle rotaie per avvertire i treni di non passare sui binari. Invitano in seguito gli altri a lanciare delle scarpe o \u00ab<em>bolas artigianali<\/em>\u00bb sui cavi. Quest&#8217;azione a sorpresa evidenzia il ruolo della SNCF (Compagnia delle ferrovie francesi) nella costruzione della linea ad alta velocit\u00e0 Torino-Lione. La colonna sonora varia durante la manifestazione. Un gruppo vestito di rosa forma una grande <em>batucada<\/em> \u00ab<em>rythm of resistance<\/em>\u00bb riunendo bande di diversi luoghi. Pi\u00f9 in l\u00e0 alcuni rappers della Zad e di altri luoghi si alternano su un trattore con testi di critica sociale e di rabbia condivisa.<br \/>\nDue carrelli della spesa trasportano uno spogliatoio ambulante con all&#8217;interno indumenti per travisarsi. Da un impianto vengono scandite le pause del tragitto e vengono indicate le imprese che collaborano alla costruzione dell&#8217;aeroporto e del mondo che lo produce. Si susseguono interventi contro il turismo, la militarizzazione delle frontiere, le espulsioni, la neo-colonizzazione, e si invitano tutti a fare delle scritte. A met\u00e0 del percorso vengono incendiate una trivella e una ruspa. Alcuni manifestanti disapprovano, ma si sentono non pochi urlare: \u00ab<em>Cos\u00ec, gli sta bene!<\/em>\u00bb, soprattutto quando si capisce che si tratta di un cantiere di Vinci. C&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta gente sparsa ovunque che \u00e8 impossibile capire quello che sta succedendo.<br \/>\nAll&#8217;incrocio dei tram la testa del corteo si accorge che il Cour des 50 Otages \u00e8 ben bloccato da griglie anti-sommossa, cosa che, anche a memoria dei pi\u00f9 vecchi e agguerriti militanti di Nantes, non \u00e8 mai accaduto. Invece di fermarsi come previsto a Square Davier, la testa del corteo si fa beffa del Prefetto. Due trattori accerchiano velocemente alcuni mezzi della polizia e si piazzano sul ponte Ododin. Alcune migliaia di persone si dirigono quindi verso l&#8217;Ile Beaulieue, un punto simbolico della metropoli e della gentrificazione, con le sue aziende high-tech, i suoi docili artisti e le loro enormi opere, il suo mega tribunale, il centro della Fnaeg dove sono archiviate le schede personali di Dna. Tutto ci\u00f2 non sembra far troppo piacere alle autorit\u00e0 e poco dopo, appena il corteo si dirada, la polizia chiude il ponte e ne vieta il passaggio.<br \/>\nNello stesso tempo, a Commerce, la situazione si scalda di fronte alle griglie anti-sommossa che da molti sono viste come un affronto. Anche se il dispositivo poliziesco sembra solido, si resta l\u00ec per dimostrare la propria rabbia di fronte al divieto di manifestare, di fronte alla testardaggine del governo e alle sue minacce di ritornare alla Zad per distruggere tutto, e per mostrare loro che si \u00e8\u00a0forti. All&#8217;inizio alcuni battono a mani nude sui pannelli di plexiglass e sulle griglie,  prendendo in giro gli sbirri. Poi, in un gesto di sfida alcuni trattori si piazzano di fronte alle griglie. La tensione sale a poco a poco e partono i primi lanci. Gli sbirri rispondono prontamente con  granate assordanti, lacrimogeni e flashball a go-go. Il prefetto sembra dare una piccola dimostrazione del casino che poco tempo prima, durante l&#8217;operazione C\u00e9sar, aveva provocato alla ZAD. I suoi idranti si impegnano con continuit\u00e0 a ricreare una zona umida anche all&#8217;interno\u00a0della citt\u00e0. Una parte dei manifestanti non si lascia compensare n\u00e9  spostare.<br \/>\nPer pi\u00f9 di due ore in molti attaccano le griglie, disselciano il porfido, lanciano tutto quello che passa loro sotto mano. Per un momento un trattore si diverte a bloccare il getto di un idrante. Degli arpioni vengono agganciati alle griglie e alcune decine di persone si mettono a tirare. In risposta alle esplosioni delle granate lanciate dalla polizia, alcuni fuochi di artificio partono dalla folla e illuminano il cielo. Tutto attorno alcune migliaia di manifestanti restano a guardare senza prendere parte attiva negli scontri, non si impauriscono e non si allontanano. Alcune centinaia di voci continuano ad accompagnare, gridando \u00ab<em>No all&#8217;aeroporto<\/em>\u00bb, chi corre verso le griglie. Molti discutono, commentano, bevono un bicchiere, si ritrovano ridendo e entusiasmandosi nonostante gli occhi resi umidi dai lacrimogeni.<br \/>\nUn ufficio dei controllori della Tan (Trasporti pubblici di Nantes), in mezzo a due linee di tram, va in fiamme. A qualche decina di metri la vetrina dell&#8217;agenzia di viaggio \u00ab<em>Nuove frontiere<\/em>\u00bb cade. Un commissariato all&#8217;angolo viene imbrattato, sfondato e messo sotto sopra; tra i presenti gira la proposta di invaderlo per farci una festa. I trattori rimasti vicino alle griglie sono in una situazione delicata e si ritirano pian piano.<br \/>\nAlle 15.30, a 300 metri dal blocco della polizia, nonostante le esplosioni migliaia di persone rimangono ad ascoltare tranquillamente gli interventi dal palco. C&#8217;\u00e8 un continuo via vai di gente. Alcuni contadini iniziano con dei trattori a scavare uno stagno nella piazza, per fare a gara con la Prefettura che vorrebbe realizzarne di ancor pi\u00f9 belli attorno alla ZAD. Una parte dei manifestanti rimane dietro senza capire quello che sta succedendo.<br \/>\nVerso le 18 tutti si ritrovano per un momento nella Square Davier giusto il tempo di una piccola festa trash. C\u00e8 molta gioia. Si passa da \u00ab<em>Paint it black<\/em>\u00bb alla techno spinta, la gente balla mentre i blindati e gli idranti avanzano a poco a poco, preceduti dalle cariche dei poliziotti anti-sommossa. I trattori vanno via. Qualche migliaia di persone rimane l\u00ec continuando a scontrarsi con la polizia che impiegher\u00e0 pi\u00f9 di due ore a riprendersi la piazza. Non si fanno sconti e il numero di feriti gravi \u00e8 alto: una mascella sfondata, un naso fracassato&#8230; L&#8217;indomani un manifestante, raggiunto in pieno volto da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo, perder\u00e0 un occhio.<br \/>\nScambiando qualche parola lungo il cammino di ritorno, \u00e8 chiaro che non tutte le iniziative svolte durante questo corteo sono state condivise; hanno creato tanto malessere e dubbi in alcuni quanto entusiasmo in altri. Nonostante questo, in nessun momento abbiamo percepito una folla impaurita,  ma piuttosto un movimento unito, composito e solidale. Tutto ci\u00f2 ricorda la convivenza di forme eterogenee di resistenza agli sgomberi durante una giornata decisiva come quella del 24 novembre 2012 nella foresta di Rohanne. La sera stessa ci\u00f2 che si percepisce tra la gente \u00e8 la forza data dagli accadimenti della giornata.<br \/>\nPer il potere, una manifestazione come questa, con tutta la sua diversit\u00e0, \u00e8 assolutamente insopportabile. Non tanto forse per qualche vetrina distrutta e qualche macchinario incendiato, per qualche agente di polizia contuso e qualche barricata eretta, ma piuttosto per il numero di persone rimaste in piazza durante gli scontri. Ed \u00e8 ancor pi\u00f9 grave per le autorit\u00e0, che gli organizzatori della manifestazione rifiutino di cadere nella loro trappola e che esprimino, la sera stessa, con un comunicato comune\u00a0 le seguenti parole: \u00ab<em>&#8230;La Prefettura ha scelto di mettere Nantes sotto assedio e di impedirci di essere visibili nel centro citt\u00e0. \u00c8 la prima volta che hanno impedito ad una manifestazione di raggiungere il Cours des 50 otages. Una parte del corteo \u00e8 passata per l&#8217;isola Beaulieue. Un&#8217;altra ha provato a passare per il percorso inizialmente previsto e ha avuto a che fare con una repressione poliziesca violenta, con lanci di flashball, gas lacrimogeni e granate assordanti. Questo non ha impedito ai manifestanti di rimanere in massa nelle strade di Nantes fino alla fine. In questo movimento esistono differenti modi di espressione. Il governo \u00e8 sordo davanti alla contestazione contro l&#8217;aeroporto e non ci stupisce che una certa rabbia si esprima. Cosa potrebbe succedere se si arrivasse ad un nuovo intervento sulla Zad? Questa giornata \u00e8 un successo e le diverse componenti della lotta sono rimaste unite sul territorio. L&#8217;opposizione non fa altro che crescere da 30 anni. Il governo non ha altra scelta che quella di abbandonare il progetto dell&#8217;aeroporto.<\/em>\u00bb<br \/>\nA partire dal giorno dopo, il rullo compressore della politica, il Prefetto Ayrault e Valls (ministro dell&#8217;Interno) tentano insieme disperatamente di dividere il movimento, di isolarne una parte e di stigmatizzarla. Si tratta di descrivere gli occupanti della Zad come guardiani di \u00ab<em>un campo di addestramento alla guerriglia urbana<\/em>\u00bb o come \u00ab<em>un movimento armato<\/em>\u00bb, un tumore maligno da sradicare&#8230; La ricetta \u00e8 la solita: incapaci di accettare l&#8217;idea che una rabbia contro la repressione poliziesca e i promotori dell&#8217;aeroporto possa diffondersi, si punta il dito su dei fantomatici gruppi di \u00ab<em>black bloc<\/em>\u00bb, manipolatori e stranieri. Per questo motivo il potere manda i suoi esperti a vomitare una valanga di caricature grossolane sull&#8217;argomento, che Lib\u00e9ration (quotidiano vicino al partito socialista) e altre testate presentano sapientemente sotto la forma d&#8217;inchieste giornalistiche. Si stanno impegnando a trovare pretesti per sgomberare di nuovo la Zad e poter colpire molto forte alcuni per mettere paura a tutti gli altri, come in Val di Susa. Nonostante ci\u00f2 sanno bene che sul territorio e anche altrove, la rabbia potrebbe essere ancora pi\u00f9 intensa e condivisa se si intestardissero a lanciare una seconda operazione \u00ab<em>C\u00e9sar<\/em>\u00bb.<br \/>\nSenza paura del ridicolo, tutta la stampa in coro, ci parla di una Nantes devastata. Ci si aspetta un campo di rovine a perdita d&#8217;occhio. In realt\u00e0 i cambiamenti provocati al paesaggio urbano non sembrano impedire agli abitanti di Nantes di passeggiare a lungo dove vogliono. Se si deve parlare realmente di devastazione e di violenza si dovrebbe spendere qualche parola sulle case distrutte, sui campi depredati e sulle decine di persone gravemente ferite da pi\u00f9 di 1200 poliziotti alla Zad durante i cinque mesi di occupazione poliziesca. Forse dovremmo ricordare che il Prefetto ha appena firmato le ordinanze di inizio dei lavori e ora pretende di ritornare per distruggere\u00a0definitivamente tutto. Ci chiedono oggi di rifiutare qualsiasi idea di violenza e di dissociarci da chi brucia i macchinari, rompe le vetrine, assalta i loro dispositivi. Ma nessuno qui dimentica che se ci fossimo accontentati di fare dei sit-in in strada e di negoziare quando gli sbirri sono arrivati il 16 ottobre 2012, non ci sarebbe oggi pi\u00f9 nessuno a parlare della Zad. Anzi, senza alcun dubbio, la Zad non esisterebbe  pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed11.jpg\" title=\"unnamed11.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/unnamed11.jpg\" alt=\"unnamed11.jpg\" \/><\/a><br \/>\nI giornalisti, che sono tanto affascinati dagli &#8220;scontri&#8221; almeno quanto ne rifiutano la validit\u00e0, diffondono la paura, creano delle categorie, cercano di derubarci dei nostri ricordi. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 destare una certa impressione, ma non essendo la prima volta che succede, non ha mai impedito a questo movimento di riprendersi e di rinforzarsi. La cappa di fumo che cercano di far cadere sulla manifestazione non ci far\u00e0 mai dimenticare la vitalit\u00e0 di questa giornata, la gioia di sentirsi cos\u00ec numerosi, i sorrisi e la rabbia condivisa. Qualsiasi cosa dicano, questa manifestazione \u00e9 stata un momento raro e prezioso, una tappa ulteriore di questa lotta.<br \/>\n<strong>L&#8217;aeroporto non si far\u00e0! <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torniamo a distanza di poco pi\u00f9 di un mese sul 22 febbraio scorso, per proporvi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-30269","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30269\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}