{"id":30478,"date":"2014-05-13T18:04:27","date_gmt":"2014-05-13T17:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30478"},"modified":"2014-05-13T18:04:27","modified_gmt":"2014-05-13T17:04:27","slug":"come-dio-comanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/05\/13\/come-dio-comanda\/","title":{"rendered":"Come Dio comanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/800px-commune_de_paris_barricade_boulevard_voltaire1.jpg\" title=\"800px-commune_de_paris_barricade_boulevard_voltaire1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/800px-commune_de_paris_barricade_boulevard_voltaire1.jpg\" alt=\"800px-commune_de_paris_barricade_boulevard_voltaire1.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"right\">Ferrara, 15 Aprile 2014<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il 22 maggio prender\u00e0 il via il processo a nostro carico, a poco pi\u00f9 di un anno dal sabotaggio di cui siamo accusati, per ribadire che lo Stato c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 efficiente.<br \/>\nSar\u00e0 una grande giornata, un grande evento, di quelli in cui si possono esibire le toghe e le divise delle grandi occasioni. Se fino ad oggi a finire sotto processo erano stati i fatti specifici, non le legittime ragioni di una valle, ora che queste hanno cozzato con le ragioni di Stato non paiono pi\u00f9 cos\u00ec legittime.<br \/>\n<!--more-->Ai magistrati \u00e8 stato affidato il compito per conto del popolo di amministrare la giustizia, di appioppare a destra e manca mesi o anni di prigione per porre rimedio ai mali che affliggono la societ\u00e0. A loro tocca rendere la realt\u00e0 e le nostre azioni codificabili penalmente.<br \/>\nIn alcuni momenti particolari, tuttavia, quando giovani scapestrati od operai organizzati o valligiani testardi smettono di credere alle narrazioni dei cantastorie di turno e non temono pi\u00f9 i moschetti o i randelli dei gendarmi, gli uomini di di legge devono abbandonare la toga e impugnare la penna dello storico. Tracciare una bella linea ed affermare risoluti che tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato \u00e8 terrorismo, frutto di cattive passioni, causato da persone deviate, poco inclini a vivere come Dio comanda. Tirare una decisa pedata in faccia a queste canaglie che hanno osato alzare la testa, ricacciarli tra i rifiuti della storia. Cancellare tutto in modo che non vi sia pi\u00f9 testimonianza di chi \u00e8 caduto nella tentazione della ribellione. Nei luoghi pi\u00f9 significativi della resistenza si \u00e8 raggrumata \u00e8 usanza poi che sorga nei templi del potere.<br \/>\nNel 1871 dopo aver massacrato i comunardi fino a tingere di rosso le strade di Parigi, l&#8217;imperatore Napoleone III fece costruire sulla collina di Montmartre, luogo simbolo per gli insorti, l&#8217;imponente basilica del Sacr\u00e9 Coeur cos\u00ec da bonificarla. Allo stesso modo la val Clarea, culla della libera repubblica della Maddalena, \u00e8 stata devastata e trasformata in un minaccioso fortino militare, tempio del progresso. Poco importa quanto effettivamente procedano i lavori, se la talpa scavi o se stia rintanata in un capannone, quello che conta \u00e8 che i frequentatori dei castagneti valsusini restino stupefatti di fronte a tale magnificenza, si sentano sopraffatti e provino rassegnazione. Le stesse sensazioni che vorrebbero farci provare quando varchiamo le soglie del Palagiustizia. Un edificio possente, con un&#8217;architettura sicuramente ispirata ad un romanzo di Kafka, posto al centro della citt\u00e0 come monito ai rei dell&#8217;inesorabilit\u00e0 della legge. Certo poca cosa da quando accanto sorge la figura slanciata del grattacielo Intesa-Sanpaolo. Chi avr\u00e0 l&#8217;onore di sedere tanto in alto potr\u00e0 dalla stessa finestra tener sott&#8217;occhio la distribuzione delle pene e volgendo lo sguardo pi\u00f9 a ovest si augurer\u00e0 di scorgere la devastazione di una valle.<br \/>\nGodendo di parecchio tempo libero offertomi dalla reclusione mi sono spesso interrogato sul motivo di una repressione tanto feroce e spettacolare. Non credo sia dovuto al grave danno che la lotta avrebbe arrecato, come vorrebbe il codice. Non penso sia neppure dovuta al fatto che un&#8217;assemblea popolare abbia sdoganato il sabotaggio come pratica legittima. La lotta No Tav fa paura perch\u00e9 \u00e8 riuscita a dare concretezza a quel \u201cno\u201d. Quando ha trovato la strada sbarrata \u00e8 riuscita a scovarne di nuove e quando queste risultavano impraticabili non ha esitato a inerpicarsi sui sentieri. \u00c8 riuscita ad evitare gli ostacoli oltre i quali non erano riusciti ad andare i movimenti di protesta da pi\u00f9 di 30 anni, come la sterile diatriba violenta-nonviolenza.<br \/>\nIl problema non \u00e8 capire se un&#8217;azione \u00e8 violenta oppure no, ma quali parametri la rendono tale e chi determina questi parametri. I giornali, nelle varie evoluzioni che \u00e8 in grado di offrirci la tecnica, oltre ad avere la capacit\u00e0 di descrivere una realt\u00e0 conforme ai voleri dei propri finanziatori, son sempre di pi\u00f9 il mezzo con cui si creano e si diffondono opinioni, giudizi e indignazioni. L&#8217;omicidio di due pescatori disarmati diventa un atto di mirabile eroismo, sequestrare 60000 fra donne e uomini nelle patrie galere un atto di amorevole rieducazione, il pestaggio di un migrante mentre sta distruggendo la sua gabbia in un Cie \u00e8 l&#8217;occasione per denunciare i pesanti turni degli operatori di polizia, i lacrimogeni e le botte distribuiti su in valle nient&#8217;altro che lezioni di democrazia.<br \/>\nChi distrugge le macchine con cui si vorrebbe devastare un territorio, chi prova a cacciare a sassate i carabinieri e la polizia che occupano militarmente un luogo liberato compie atti gravissimi, di una violenza inaudita, con evidente finalit\u00e0 terroristica. Ogni gesto di ribellione sia individuale sia collettivo \u00e8 stigmatizzato senza alcuna paura di cadere nel ridicolo. A dar retta a questi novellatori da quattro soldi finiremmo per chiamare la guerra pace e la pace guerra.<br \/>\nNell&#8217;evolversi della lotta il ruolo dei mezzi d&#8217;informazione e la loro complementariet\u00e0 al sistema Tav si \u00e8 fatto di un&#8217;evidenza imbarazzante. Se non \u00e8 stato possibile discutere con loro sull&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;opera, lo sar\u00e0 ancor meno su quali mezzi siano pi\u00f9 idonei per bloccarla.<br \/>\nAbbandonare la dialettica violenza-nonviolenza poich\u00e9 qualsiasi azione che rechi con s\u00e9 una critica radicale verr\u00e0 osteggiata o peggio ancora derisa e snaturata. Discutere invece di mezzi e fini. Da una parte la costruzione di una ferrovia come vettore di una civilt\u00e0 fondata sullo sfruttamento del capitale umano, sul saccheggio delle risorse, sull&#8217;estrazione di profitto ad ogni costo, dall&#8217;altra parte noi consapevoli da tempo che la testimonianza non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente, ma con un bagaglio enorme di idee e pratiche alcune vecchie di decenni altre inventate ex novo alle pendici del Rocciamelone, alcune pi\u00f9 efficaci altre strampalate. Non frutto di gruppi paramilitari o neo-guerriglieri come vorrebbe la letteratura questurina, ma espressione di una comunit\u00e0 che si scopre nella lotta. Una comunit\u00e0 in marcia e in lotta, perch\u00e9 solo quando il conflitto sociale esplode, quando cadono i veli e le contraddizioni della societ\u00e0 non possono pi\u00f9 essere tollerate che gli individui possono costruire rapporti non mediati dalla merce ma costruiti dalla complicit\u00e0 e dalla condivisione. Per questo motivo oggi siamo accusati di terrorismo e per lo stesso motivo non temo questo processo n\u00e9 le mura e le sbarre della prigione asettica in cui mi hanno sbattuto.<br \/>\nApprofitto per mandare un abbraccio furioso ai miei tre compari di sventura e a tutti gli amici che in ogni modo mi hanno scaldato il cuore in questi mesi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Claudio Alberto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ferrara, 15 Aprile 2014 \u00abIl 22 maggio prender\u00e0 il via il processo a nostro carico,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-30478","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30478\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}