{"id":30965,"date":"2014-11-11T11:00:33","date_gmt":"2014-11-11T10:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30965"},"modified":"2014-11-11T11:00:33","modified_gmt":"2014-11-11T10:00:33","slug":"corrispondenza-da-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2014\/11\/11\/corrispondenza-da-bologna\/","title":{"rendered":"Corrispondenza da Bologna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/image3.jpg\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\" title=\"image3.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/image3.jpg\" alt=\"image3.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo quello di <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30938\">Corelli a Milano<\/a>, anche il <strong>Cie <\/strong>di<strong> via Mattei<\/strong> a Bologna riapre i battenti non pi\u00f9 come Centro d&#8217;Identificazione ed Espulsione ma come <strong>Centro di prima accoglienza<\/strong>.\u00a0 Su questa riapertura vi proponiamo un contributo arrivatoci da Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;<em><strong>Bologna<\/strong>. Il Centro di via Mattei ha riaperto cambiando veste e da Cie \u00e8 diventato Cara. Nel febbraio 2013, il Cie di Bologna fu chiuso dopo che diverse rivolte avevano reso inagibili alcune aree e dopo che il consorzio &#8220;L&#8217;Oasi&#8221;, che l&#8217;aveva in gestione, aveva smesso di pagare gli stipendi non riuscendo pi\u00f9 a trarre sufficiente profitto da una convenzione ottenuta con una gara d&#8217;appalto all&#8217;estremo ribasso: <strong>20\/25 euro a recluso<\/strong>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ora, dal 19 luglio 2014, il centro di via Mattei ha riaperto, riconvertendosi in struttura di prima accoglienza per richiedenti asilo politico, per far fronte alla decisione del Viminale di destinare a Bologna 200 tra uomini e donne arrivati via mare in Italia questa estate. Si racconta che nel giro di una notte siano stati rimossi da volontari <strong>sbarre e cancelli<\/strong>, visto che chi viene ora ospitato nel centro non \u00e8 pi\u00f9 recluso e pu\u00f2 quindi entrare e uscire liberamente. Si fa per dire perch\u00e9, a fronte delle dichiarazioni della assessore Frascaroli per cui \u00abCi sar\u00e0 il rilascio dei permessi umanitari, ai quali hanno diritto tutti. Poi si vedr\u00e0 quanti potranno richiedere asilo\u00bb, i documenti che ci hanno fatto vedere alcuni degli &#8220;ospiti&#8221; incontrati nei paraggi del centro non sono altro che minuscoli fogliettini di carta infilati in una bustina di plastica trasparente riportanti il nome e un numero. A questo si aggiunge un braccialetto colorato di plastica con su scritto a pennarello il numero corrispondente a quello sul tesserino. Ecco, che con questo genere di documento, l&#8217;unico fornito loro da mesi, ci si possa muovere liberamente risulta davvero impensabile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La nuova struttura fa parte di quelli che vengono definiti &#8220;<strong>hub<\/strong>&#8221; (tecnicamente, &#8220;<strong>nodi di smistamento<\/strong>&#8220;) regionali e interregionali previsti dal Piano nazionale per fronteggiare il &#8220;flusso straordinario di cittadini extracomunitari&#8221; approvato il 10 luglio scorso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali. Per il momento l&#8217;Hub\/Cara di Bologna viene gestito in forma transitoria, che avrebbe dovuto scadere il 30 settembre ma ancora non \u00e8 cambiato nulla, da un consorzio di cooperative sociali, alcune appartenenti a Lega Coop, e non \u00e8 dato conoscere per quale somma. Ne fanno parte: <strong>Lai-momo, Camelot, L&#8217;Arcolaio e Mondo Donna<\/strong> (associazione sostenuta dal Rotary), tutti con sede a Bologna e provincia. I pasti vengono forniti dalla <strong>Camst <\/strong>(potente gruppo dell&#8217;area della ristorazione, da pi\u00f9 di 60 anni, con forti legami con enti e servizi pubblici).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In questo momento nel centro ci sono solo uomini, le donne sono da poco state trasferite non si sa dove, che aspettano senza far nulla e senza sapere nulla per intere giornate gironzolando per le strade della zona, per altro periferica e per lo pi\u00f9 occupata da capannoni. Rispetto ai primi mesi, ora sono meglio vestiti e alcuni dicono che il cibo non \u00e8 male, mentre per altri \u00e8 molto scarso. Le condizioni igieniche variano, non sempre i locali sono puliti. Le barriere del vecchio Cie in realt\u00e0 non sono sparite e restano sbarre e gabbie davanti alle camerate. Vengono dati loro pochi spiccioli e niente biglietti del bus. Abbiamo incontrato dei giovanissimi ragazzi ganesi che dicono di essere in 26 sotto i 18 anni. Le autorit\u00e0 avevano promesso di mandarli a scuola per imparare la lingua, ma non \u00e8 mai avvenuto. Da due mesi stanno sbattuti sulle panchine di un piccolo parco o di un giardinetto nei dintorni, la loro tristezza \u00e8 visibile in modo straziante: &#8220;se avessi i documenti me ne tornerei da mia madre in Ghana per andarla a prendere e ritentare la fortuna altrove&#8221;, ci dice uno di loro. Parlano, come i loro compagni adulti, di essere in attesa di trasferimenti. Trasferimento \u00e8 la parola che ci ripetono di pi\u00f9 senza per\u00f2 poter capire dove e quando. La maggior parte viene dalla Nigeria, dal Ghana, dal Senegal, dal Gambia, dal Sudan, dalla Costa d&#8217;Avorio, dal Bangladesh, dall&#8217;Eritrea e molti hanno fatto la traversata dalla Libia, dove lavoravano, alla Sicilia. Sono in una situazione di stallo, senza soldi e senza documenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Dal 3 novembre, \u00e8 in corso una protesta da parte dei rifugiati di Villa Aldini a Sasso Marconi, gestita anche questa dalla Cooperativa Lai-momo. Fanno un presidio sotto la Prefettura perch\u00e9, dopo aver ottenuto il permesso umanitario, hanno ricevuto la comunicazione di non avere pi\u00f9 l&#8217;ospitalit\u00e0. Stanno quindi per finire in mezzo alla strada.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>______________________________<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quello di Corelli a Milano, anche il Cie di via Mattei a Bologna riapre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-30965","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30965\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}