{"id":31096,"date":"2015-01-19T13:01:25","date_gmt":"2015-01-19T12:01:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31096"},"modified":"2015-01-19T13:01:25","modified_gmt":"2015-01-19T12:01:25","slug":"regali-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2015\/01\/19\/regali-di-natale\/","title":{"rendered":"Regali di Natale"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/natale-christmas-decoration-trenino-rosso-federicotv-stazione-napoli-centrale-610x2251.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31075\">Qualche giorno fa<\/a> lamentavamo come la discussione intorno agli &#8220;incendi di Natale&#8221;, potenzialmente ricca di spunti interessanti, fosse deragliata ancor prima di nascere. A pi\u00f9 di una settimana di distanza e nonostante l&#8217;invito dei compagni di Bologna a farla ritornare sui binari la situazione ci sembra addirittura peggiorata. Proviamo allora a dare noi il nostro contributo: chiss\u00e0 se servir\u00e0. Una nota di metodo, prima di iniziare. Il &#8220;noi&#8221; che parla nello scritto che segue non \u00e8 da riferirsi n\u00e9 ad un singolo con deliri di onnipotenza n\u00e9 a gruppi particolarmente allargati di compagni: a parlare sono semplicemente i redattori di \/\/Macerie e storie di Torino\/\/.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Sotto sotto una proposta<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ricominciamo daccapo. Nelle notti precedenti al Natale scorso, prima a Firenze e poi a Bologna, qualcuno d\u00e0 fuoco ai cavi del meccanismo di gestione e controllo traffico della linea ad Alta Velocit\u00e0. Materialmente i danni sono pochi, ma in tutti e due i casi il sistema va in tilt e dall&#8217;alba i ritardi si sommano ai ritardi &#8211; e questo \u00e8 un danno grosso. Nessuno si fa male, n\u00e9 avrebbe potuto farsi male, semplicemente per due volte in pochi giorni la circolazione ferroviaria in quelle tratte \u00e8 compromessa, a partire da quella dei treni super veloci.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more-->Il collegamento tra questi fatti e la lotta contro il Tav sorge spontaneo, poich\u00e9 ad andare a fuoco sono state proprio canaline e centraline della nuova linea; del resto sono alcuni anni che, in tutto lo stivale, grupponi di oppositori al treno armati di striscioni e bandiere invadono periodicamente i binari bloccando Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento &#8211; o Tgv di passaggio -, a volte imbrattando le carrozze ma causando sempre ritardi a catena sulle linee. Non \u00e8 fuori dal mondo che tra le migliaia e migliaia di oppositori al treno super veloce ci sia chi, questo Natale, abbia voluto sperimentare un modo diverso per ottenere lo stesso effetto di quei blocchi gi\u00e0 tanto diffusi. Niente di particolarmente nuovo, tra l&#8217;altro: meno di un anno fa,  dichiaratamente in solidariet\u00e0 con gli arrestati del 9 dicembre,  qualcuno ha bloccato la linea all&#8217;altezza di Roma lanciando sui cavi della corrente una catena con alle estremit\u00e0 dei mattoni e nessuno ha espresso sospetti particolari o ha avuto qualcosa da ridire.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Solo chi c&#8217;era pu\u00f2 dire perch\u00e9 \u00e8 successo quello che \u00e8 successo, per carit\u00e0, ma ci sembra tutto sommato una situazione limpida. Da parte loro i giornalisti e i politici hanno fatto il loro mestiere, e nel solito modo, alludendo a un terrore e a un terrorismo<em> <\/em>che non stanno n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra:  dopo gli incendi di Natale gli utenti abituali dell&#8217;Alta Velocit\u00e0 non avranno certo paura a prendere quel treno, semmai sapranno che quel treno \u00e8 talmente malvisto da&#8230; arrivare spesso in ritardo; chi ha subito i ritardi a catena sui treni &#8220;normali&#8221; pure non ha avuto alcun motivo di essere terrorizzato. In mezzo ai passeggeri ci sar\u00e0 pure stato qualcuno che, solidale con la lotta contro il Tav, si sar\u00e0 fatto una risata; e pure qualcuno soddisfatto di avere avuto una buona scusa per perdere qualche ora di lavoro. Gli altri, la maggioranza, si saranno semplicemente incazzati o saran rimasti indifferenti, come per tutti i blocchi fatti con striscioni e bandiere in questi anni: ma non basta certo una coincidenza di luogo, o di data, per alludere alla strage della stazione di Bologna, dell&#8217;Italicus o del Rapido 904, che son state terrorismo<em> <\/em>senza dubbio ma che c&#8217;entrano quanto i cavoli a merenda. L&#8217;intelligenza dei giornalisti, del resto, \u00e8 fatto misterioso e insondabile e non \u00e8 sempre facile capire dove finisca il ragionamento malevolo e la provocazione studiata (come questi accostamenti abusivi) e dove inizi la semplice sciattezza, la tendenza continua alla castroneria (come nel caso delle <em>tag<\/em> graffitare scambiate per &#8220;la rivendicazione dei No Tav&#8221;).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per quanta confusione abbiano seminato giornali e politici, e soprattutto in assenza di elementi contrari che non ci sembra proprio ci siano in questo caso, non ha alcun senso domandarsi, come hanno fatto alcuni: \u00ab<em>Ma sar\u00e0 stato davvero &#8220;qualcuno dei nostri&#8221;? C&#8217;\u00e8 qualcuno che invece trama nell&#8217;ombra?<\/em>\u00bb. Ha senso invece che ciascuno si domandi se in questi fatti non ci sia una proposta indirizzata anche a lui, e se questa proposta sia sensata, accettabile; se sia da difendere e rilanciare o, al contrario, da lasciar cadere nel vuoto.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em><strong>Possibilit\u00e0 da cogliere, oppure no <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-decoration: none\" align=\"justify\">Del resto un anno e mezzo fa \u00e8 andata pi\u00f9 o meno cos\u00ec. Ci si \u00e8 svegliati una mattina con la notizia dell&#8217;attacco al cantiere del 13 maggio, con i giornalisti e i politici che strillavano e facevan confusione. La &#8220;notte del compressore&#8221; aveva in s\u00e9 degli elementi di rottura &#8211; sia da un punto di vista organizzativo che della scelta degli strumenti pratici &#8211; rispetto a ci\u00f2 che in quel momento il grosso del &#8220;movimento No Tav&#8221; era disposto a praticare e sostenere, ma anche di grande continuit\u00e0: era un passo, una possibilit\u00e0 in pi\u00f9 che evidentemente non poteva esser proposta, discussa e organizzata nelle assemblee popolari e nei coordinamenti dei comitati, ma che rispondeva (adeguatamente o meno, non \u00e8 questo il punto da chiarire qui) a una necessit\u00e0 della lotta. Sta il fatto che qualcuno ha dato la propria lettura della situazione, ne ha discusso e si \u00e8 organizzato con chi meglio preferiva, e la notte del 13 maggio 2013 ha fatto quel che doveva fare. Non era certo la prima volta che succedeva qualcosa del genere, ma forse mai con tanta forza. E come ha reagito, da parte sua, il &#8220;movimento No Tav&#8221;? Ha letto quella notte per quello che secondo noi era: una proposta. Tanto per essere chiari, quando parliamo di &#8220;movimento No Tav&#8221; lo facciamo nella unica accezione che ci piace di questo termine, vale a dire l&#8217;insieme vivo, multiforme e privo di una logica univoca di chi si oppone alla costruzione della linea del super-treno. Ed \u00e8 per questo che non ci si poteva certo aspettare che quella proposta fosse accolta in maniera unanime, n\u00e9 univoca, n\u00e9 tantomeno definitiva. Dove e come verificare un&#8217;eventuale unanimit\u00e0? Come evitare che della &#8220;notte del compressore&#8221; ciascuno cogliesse solo quel che voleva e poteva, o che magari accogliesse quella proposta <em>obtorto collo <\/em>per non rimanere fuori dai giochi? E, infine, siamo convinti che \u00ab<em>indietro non si torna<\/em>\u00bb \u00e8 uno slogan che descrive bene fermezza e determinazione, ma non la realt\u00e0 delle lotte dove si deve esser sempre disposti a ricominciare daccapo. Ma possiamo dire che, per lo meno nel suo aspetto pi\u00f9 immediatamente pratico (l\u2019uso del sabotaggio), quella proposta \u00e8 stata giudicata cosa positiva da una fetta considerevole del movimento, e le parole d&#8217;ordine urlate a squarciagola dopo l&#8217;arresto di Chiara, Niccol\u00f2, Claudio e Mattia ci sembra lo dimostrino sufficientemente. Il suo aspetto di metodo, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di organizzarsi al di fuori delle assemblee popolari e dei coordinamenti dei comitati, invece, \u00e8 rimasto tutto sommato in ombra e possiamo dire non sia stato digerito fino in fondo: a volte \u00e8 accettato, come nel caso dei sabotaggi avvenuti in Valle nell&#8217;estate del 2013 contro le ditte coinvolte nell&#8217;affare, a volte invece no. E l\u2019aria che tira in questi giorni ci sembra dimostrarlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Se non ora&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-decoration: none\" align=\"justify\">Torniamo allora ai fatti di Natale. Secondo noi quegli incendi sono stati una buona idea. La linea ad Alta Velocit\u00e0 \u00e8, con espressione abusata e banalissima, un gigante dai piedi d&#8217;argilla: le truppe asserragliate nel cantiere di Chiomonte non possono certo bastare a sorvegliare centinaia e centinaia di chilometri di binari che, sparsi per tutto lo stivale, sono un po&#8217; i nervi scoperti di una Grande Opera che non \u00e8 odiata e non ha creato danni solo in Val di Susa. Con la lotta di questi anni i valsusini si son conquistati una simpatia, in tutta Italia, che tanto spesso si \u00e8 tramutata in sostegno concreto e determinato; e c&#8217;\u00e8 pure chi \u00e8 contrario al Tav e disposto a battersi al di l\u00e0 delle vicende specifiche della lotta in Valle.  Del resto, con le iniziative agli alberghi, alle ditte e i blocchi nelle stazioni, i luoghi nei quali si svolge la lotta<em> <\/em>si sono gi\u00e0 sganciati dal solo cantiere per cui il salto<em> <\/em>non ci sembrava affatto incomprensibile e il suggerimento di quelle notti di Natale avrebbe potuto esser colto ancora, e altrove: la qualit\u00e0<em> <\/em>di iniziative come quelle sta proprio nel loro potenziale aspetto quantitativo, nella possibilit\u00e0 cio\u00e8 che, non risultando del tutto stonate rispetto al contesto n\u00e9 di difficilissima realizzazione, vengan riprese da altri e ripetute aumentando di incisivit\u00e0. \u00c8 vero che iniziative come questa natalizia sfuggono, per loro natura, a una discussione preventiva pubblica e pongono pure dei problemi alla discussione nell&#8217;immediatezza del poi &#8211; giacch\u00e9 si deve sempre badare a che le proprie perplessit\u00e0 non finiscano per indicare ai questurini, per esclusione, i sospetti su cui indagare. Ma \u00e8 vero pure che, se non ci si sentisse obbligati a rispondere a ogni strillo dei giornali, un modo per confrontarsi lo si potrebbe sempre trovare perch\u00e9 \u00e8 sempre importante discutere e criticare; ed \u00e8 vero anche che quando le proposte sono inadeguate ad una determinata situazione semplicemente non troveranno nessuno che le raccoglier\u00e0 e moriranno da s\u00e9. E poi ci si dovrebbe rassegnare al fatto che il &#8220;movimento No Tav&#8221; non pu\u00f2 essere una firma, n\u00e9 un solo contesto organizzativo, ma un insieme molto pi\u00f9 vivo ed eterogeneo dove non per forza si deve esser tutti d&#8217;accordo e dove nessuno pu\u00f2 pretendere di controllare tutto. Questa volta, poi, si \u00e8 andati oltre con le affermazioni oggettivamente delatorie contenute in un breve <em>post <\/em>pubblicato da uno dei siti pi\u00f9 seguiti del movimento. Affermazioni corrette dai loro stessi autori il giorno successivo, quando per\u00f2 erano ormai circolate ampiamente finendo pure sui giornali. Solo negli ultimissimi giorni gli autori hanno ammesso pubblicamente, sia durante delle assemblee che per iscritto, di aver fatto un errore. \u00c8 importante che l&#8217;abbiano riconosciuto, dato che \u00e8 fondamentale segnalare che non c&#8217;\u00e8 foga polemica che giustifichi queste scivolate; e se l&#8217;avessero fatto prima ci saremmo evitati quella lunga serie di comunicati, redatti con toni e modi diversi, e a volte tutt&#8217;altro che precisi, che ne chiedeva loro conto. E si sarebbe potuto discutere di cose pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-decoration: none\" align=\"justify\">Insomma, quegli incendi ci sembravano una buona idea a Natale e ci sembrano una buona idea anche adesso. Dopodich\u00e9, se quella che sembra una buona idea non funziona o non attecchisce ad un certo punto la si pu\u00f2 anche metter da parte e&#8230; tenersela buona per quando potr\u00e0 attecchire e funzionare. E forse proprio qui sta il punto. Ognuno di noi pu\u00f2 valutare l&#8217;adeguatezza di una certa proposta ad una certa situazione e poi concludere: \u00ab<em>bella questa idea, peccato che non sia questo il momento migliore<\/em>\u00bb. Ma poi l&#8217;impegno deve essere concentrato a far s\u00ec che si possa far domani quel che non si \u00e8 potuto fare oggi, perch\u00e9 se alcune condizioni che rendono adeguato un fatto al contesto sono imprevedibili e del tutto sganciate dalla nostra volont\u00e0, altre invece dipendono anche da noi, dalla chiarezza dei nostri discorsi, dalla direzione nella quale decidiamo di spingere. Chi ha pensato che i sabotaggi di Natale fossero in teoria una buona idea, ma da mettere in pratica in un altro momento della lotta (magari durante uno dei picchi di combattivit\u00e0 del movimento, come subito dopo la caduta di Luca dal traliccio o in alcuni momenti del processo ai quattro del 9 dicembre), se ora  parla di quelle iniziative come di disprezzabili \u00ab<em>straccetti imbevuti di benzina<\/em>\u00bb non ne favorir\u00e0 certo la riproposizione ma anzi ne allontaner\u00e0 la messa in pratica all&#8217;infinito. Identico ragionamento si pu\u00f2 fare per chi pensa che il sabotaggio sia s<span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">\u00ec<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">\u00a0un buono strumento, ma da utilizzare con il contagocce giacch\u00e9 forse non \u00e8 stato ancora digerito dal grosso del movimento che lo ritiene utilizzabile solo contro il cantiere e le sue propaggini in Valle e non contro le linee che gi\u00e0 funzionano: bisogner\u00e0 allora trovare i modi per favorirne ulteriormente la digestione, con i discorsi e con le proposte pratiche. Ci sembra sia stato fatto l&#8217;esatto contrario: capiamo la foga polemica, ma qualcosa non ci torna.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto qua? No, almeno per questa volta vorremmo indicarvi due fattori apparentemente opposti che stanno contribuendo, entrambi, a far mettere da parte troppo frettolosamente la proposta contenuta negli incendi di Natale: l&#8217;eterna teoria del complotto e la contrapposizione tra questi episodi e la lotta &#8220;in Valle&#8221;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Trame oscure e riflessi condizionati\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Esiste in Italia una mentalit\u00e0 diffusa che vuol vedere sempre sotto la superficie delle cose trame nascoste e intelligenze occulte che hanno potere e capacit\u00e0 organizzative per mettere in atto ragionamenti spregiudicati e machiavellici. Ora, di grandi trame nascoste ce ne sono state e ce ne saranno ancora &#8211; Piazza Fontana ce l&#8217;ha tristemente insegnato. E ci sono e saranno pure sempre delle trame piccoline, fatte di meschini calcoli individuali, come nel caso recente dell&#8217;autista di Rinaudo. Ma, vivaddio!, non le si pu\u00f2 trasformare nel motore del mondo o, pi\u00f9 banalmente, nella chiave di lettura per tutto ci\u00f2 che non si capisce o non si condivide. Se ci sono degli elementi concreti, fattivi, delle contraddizioni grosse e visibili nei fatti che accadono per come li possiamo conoscere&#8230; &#8211; passi!, che sorgano dei sospetti. Per fare un esempio semplice: lo scritto di Capodanno attribuito ai Noa, che snocciola a vanvera nomi di compagni, e minaccia, e  promette senza nulla fare, \u00e8 evidentemente una bufala buona per i  giornali in vena di titoli roboanti (che sia una bufala studiata e  organizzata o, pi\u00f9 semplicemente, il parto sghembo di un mitomane non ci  azzardiamo a dire). Ma nel caso degli incendi di Natale, l&#8217;unica cosa &#8220;strana&#8221; non sta nel fatto in s\u00e9, ma nella narrazione che ne han fatto i giornali, nella demenza manifesta con la quale han preparato le <em>fotogallery<\/em> con le <em>tag <\/em>graffitare. Ma che i giornalisti vengan selezionati per sciatteria e scarsa funzionalit\u00e0 delle sinapsi \u00e8 un mistero che avevamo gi\u00e0 svelato da qualche tempo. Oppure dovremmo dar retta al giudice Imposimato che, in virt\u00f9 della sua lunga esperienza e dall&#8217;alto del suo profilo <em>Facebook<\/em>, ci informa che quegli incendi sono &#8220;strategia della tensione&#8221;: e chi gliel&#8217;ha detto, a costui? E in base a quali elementi, a quale ragionamento, di grazia? E accettare di dare spazio a lui oggi, non \u00e8 un po&#8217; come se in una qualsiasi lotta del futuro i nostri figli accettassero di farsi dar lezioni da Rinaudo? &#8211; con trent&#8217;anni di pi\u00f9, imbolsito e con la dentiera sarebbe certo un perfetto esperto di terrorismo&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siamo seri. Non possiamo fornire alcuna ricetta preordinata per individuare bufale e provocazioni e separare a colpo sicuro, come si dice, il grano dal loglio. Ma pensiamo che come non ce l&#8217;abbiamo noi non ce l&#8217;abbia nessun altro. Poi \u00e8 vero: i desideri influenzano lo sguardo, e la fiducia che abbiamo noi nell&#8217;iniziativa anche individuale, nella determinazione anche sparpagliata di chi ha voglia di buttarsi nella battaglia contro il super-treno, pu\u00f2 giocare brutti scherzi e farci prendere lucciole per lanterne. Ma l&#8217;atteggiamento contrario, quello un po&#8217; stitico di chi pretenderebbe che tutto passi sotto il suo controllo preventivo, quello di chi vorrebbe che accadano solo i fatti che lui ritiene opportuno che accadano, ci sembra sortisca effetti peggiori, visto che contribuisce a tarpar le ali a delle possibilit\u00e0 di lotta che poi possono servire a tutti; oppure, il che \u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso, a impedire la discussione su proposte che, come pu\u00f2 pure succedere, sono semplicemente sbagliate o mal poste.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non saranno certo queste poche righe a convertire i complottisti ad ogni costo, ne siamo consapevoli, e siamo pure consapevoli che questa mentalit\u00e0 sospettosa che critichiamo \u00e8 molto radicata, non affatto esclusiva di gente in malafede: basta farsi un giro nei contesti in cui le lotte riescono a coinvolgere non solo i soliti militanti pi\u00f9 o meno professionali ma gente comune, nei contesti in cui il tessersi delle lotte rende possibili discussioni dirette scansando per un attimo il fantasma della &#8220;opinione pubblica&#8221;, per rendersi conto che l&#8217;ipotesi del complotto \u00e8 un riflesso condizionato che scatta ogni volta che succedono cose che si stenta a comprendere e a condividere. \u00c8 per questo che chi, come noi, critica questa mentalit\u00e0, dovrebbe smetterla di urlare, con il sangue agli occhi, \u00ab<em>politicante paraculo!<\/em>\u00bb ogni volta che periodicamente la vede riemergere. Non perch\u00e9 non ci sia chi le d\u00e0 spazio per mero calcolo politico e non per convinzione propria, con  l&#8217;unico intento di squalificare pratiche che non ritiene opportune in generale o in determinati momenti: c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8 eccome, e continuer\u00e0 a farlo fintanto che trover\u00e0 terreno fertile negli ambiti di lotta. E su quel terreno possiamo intervenire solo se sapremo da un lato criticare quel riflesso condizionato e, contemporaneamente, spingere verso la comprensione critica di quei fatti che l&#8217;hanno fatto scattare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Chiusi in canonica<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Certo \u00e8 che identico danno rischiano di farlo, paradossalmente, anche alcuni dei difensori pi\u00f9 strenui di questi incendi natalizi. Gi\u00e0, perch\u00e9, in mezzo a questo calderone, c&#8217;\u00e8 pure chi ha voluto cogliere una contrapposizione netta, nettissima, tra la lotta in Valle e i sabotaggi di Bologna e Firenze: lass\u00f9 fa tutto schifo, \u00e8 stato detto, e quei sabotaggi sono un buon modo di non starsene con le mani in mano ma a distanza di sicurezza. Lass\u00f9, in montagna, parlamentari, sindaci, magistrati, scrittori imbronciati e scivolosi e ogni risma di animali politici; laggi\u00f9, lungo i binari di notte, chi \u00e8 contro il super-treno ma pure contro il Parlamento, i Municipi, i Tribunali, gli artisti <em>engag\u00e9s<\/em>, la bassa politica dei gruppuscoli e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Insomma, gli anonimi e sconosciuti sabotatori natalizi la loro proposta l&#8217;avrebbero fatta&#8230; agli anarchici! &#8211; e neanche a tutti giacch\u00e9 se su Parlamento, Municipi e Tribunali gli anarchici son d&#8217;accordo tra di loro, sull&#8217;arte e sulla militanza il dibattito \u00e8 ancora aperto. Se la proposta \u00e8 questa, \u00e8 scontato che non si possa allargare pi\u00f9 di tanto n\u00e9 tanto meno &#8220;tracimare&#8221;: gli anarchici sono quelli che sono, hanno le forze che hanno, e il grosso della gente del &#8220;movimento No Tav&#8221; sui quei temi ha le posizioni pi\u00f9 varie e disparate e quindi ne rimarrebbe per forza di cose tagliata fuori. Certo, non c&#8217;\u00e8 mica solo il &#8220;movimento No Tav&#8221;! Ma non vediamo proprio come e perch\u00e9 uno sfruttato di San Zenone al Lambro, coi coglioni gonfi per una vita di sfruttamento, determinato finalmente a combattere ma del tutto ignaro dei dibattiti di movimento, debba in un impeto di rabbia riprendere questi buoni esempi natalizi. Andr\u00e0, molto pi\u00f9 probabilmente, a dare una testata al responsabile di Equitalia del suo paese o al suo capo al lavoro:<strong> <\/strong>far\u00e0 cosa buona e giusta, dando magari un esempio contagioso pronto a diffondersi a macchia d&#8217;olio e senz&#8217;altro da sostenere ma&#8230; \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Chiariamoci: non siam mica contrari al fatto che gli anarchici, sul Tav o su altro, si facciano vicendevolmente delle proposte, anche in questo modo e anche a distanza. Ma poi non ci si pu\u00f2 aspettare che succeda altro oltre a ci\u00f2 che gli anarchici sono in grado di determinare direttamente. In questo caso: qualche trillo, un po&#8217; di scampanellii&#8230; &#8211; siam forse carenti in carit\u00e0 di Patria, ma le campane a stormo tenderemmo ad escluderle.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come sempre, ognuno vede nelle cose quel che ci vuol vedere. E noi negli incendi di Natale ci abbiam voluto vedere una proposta diretta al &#8220;movimento No Tav&#8221; &#8211; che, per fortuna!, \u00e8 qualcosa di diverso dalla semplice sommatoria di gruppetti politici -, proposta che avrebbe potuto essere accolta e, chiss\u00e0, forse pure tracimare; se era cos\u00ec, chi ci ha appiccicato sopra quella contrapposizione sicuramente non le ha fatto un buon servizio, contribuendo a rinchiuderla in una disputa tra parrocchie militanti: e le campane di queste parrocchie s\u00ec che han suonato a stormo in questi giorni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Qualche giorno fa lamentavamo come la discussione intorno agli &#8220;incendi di Natale&#8221;, potenzialmente ricca<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31096","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31096","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31096"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31096\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}