{"id":31194,"date":"2015-02-24T15:27:46","date_gmt":"2015-02-24T14:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31194"},"modified":"2015-02-24T15:27:46","modified_gmt":"2015-02-24T14:27:46","slug":"sotto-la-pioggia-ancora-no-tav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2015\/02\/24\/sotto-la-pioggia-ancora-no-tav\/","title":{"rendered":"Sotto la pioggia, ancora No Tav"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\">P { margin-bottom: 0.21cm; }<\/style>\n<p><script src=\"chrome:\/\/piccshare\/content\/piccshare-min.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><script src=\"chrome:\/\/piccshare\/content\/piccshare-min.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/140-anni.jpg\" title=\"140-anni.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/140-anni.jpg\" alt=\"140-anni.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sotto un cielo plumbeo e accompagnato da una pioggia intermittente, sabato si \u00e8 svolto il primo corteo torinese No Tav dopo la sentenza per <strong>Chiara<\/strong>, <strong>Claudio<\/strong>, <strong>Mattia <\/strong>e <strong>Niccol\u00f2<\/strong>, e quella del maxi-processo in cui sono stati comminati in totale 140 anni di carcere.<br \/>\nIn attesa della partenza molti si sono accalcati sotto i portici di Piazza Statuto per trovare riparo dal tempo infausto, il quale poteva far presagire un&#8217;iniziativa poco partecipata. Nonostante ci\u00f2, quando il corteo si \u00e8 diretto finalmente verso Porta Susa, \u00e8 andato costituendosi un lungo serpentone di diverse migliaia di persone sprezzanti delle condizioni climatiche,  pronte ancora una volta a portare per le strade di Torino la propria voce contro l&#8217;Alta Velocit\u00e0. Striscioni, cori e slogan contro l&#8217;opera e per ribadire che anche se le condanne sono<span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">arrivate, la lotta non si fa intimidire e la rete di solidariet\u00e0 si stringe pi\u00f9 solidamente intorno ai compagni che gi\u00e0 stanno scontando la vendetta della giustizia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><!--more-->Lungo tutto il percorso, oltre agli striscioni e ai cartelli che sfilavano verso piazza Castello, sono comparsi altri segni beffardi del passaggio del corteo. Gi\u00e0 all&#8217;imbocco di Corso San Martino \u00e8 stato agganciato ai cavi della linea tranviaria uno<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/dsc_8812.jpg\"> striscione che inneggiava alla libert\u00e0<\/a>\u00a0per <strong>Francesco<\/strong>, <strong>Lucio <\/strong>e <strong>Graziano<\/strong>, in carcere e in regime d&#8217;alta sorveglianza. E cos\u00ec il grigiore di questo pomeriggio di febbraio non \u00e8 stato &#8220;rotto&#8221; solo dalle fasce tricolori del nutrito gruppo di amministratori presenti al corteo, ma anche da qualche ovetto di vernice che ha colorato il muro della caserma di via Cernaia e da numerose frasi attacchinate, alcune sotto il naso della celere, che hanno ribadito come il sabotaggio continui ad essere compagno di chi lotta: &#8220;<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/manifestazione-no-tav-foto-di-gabriele-bolognesi-torinotoday-12-1.jpg\">Per ogni condanna 5-6 sabotaggi!<\/a>&#8221; , &#8220;140 anni di condanne e siamo ancora qua&#8221; , &#8220;<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/10378937_885644824821537_1260647326908148387_n.jpg\">Risarcire? Sabotare!<\/a>&#8221; , &#8220;<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/dsc_8816.jpg\">Non un soldo a chi devasta<\/a>&#8221; ; e ancora, un grosso striscione calato da un palazzo in Piazza Solferino.<\/p>\n<p>Durante la passeggiata, tra i tanti volantini, \u00e8 stato distribuito anche questo contributo su quale possa essere il significato dell&#8217;Alta Velocit\u00e0 nell&#8217;attuale ristrutturazione degli assetti sociali ed economici delle citt\u00e0 interessate dal passaggio del treno.<\/p>\n<p>Qui il\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/volantino-corteo.pdf\">pdf\u00a0<\/a>del volantino.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em><strong><em>Altre semplici spiegazioni sulla questione dei tagli e dei costi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Un rapporto di Legambiente ha calcolato che in Piemonte sono state soppresse 14 linee ferroviarie locali dal 2010 ad oggi, mentre il costo dei biglietti \u00e8 aumentato del 47,3%. Come se non bastasse l&#8217;avvento delle \u201cFrecce\u201d ha eliminato anche alcune di quelle lunghe tratte a basso costo, come la Torino-Lecce, che attraversavano l&#8217;Italia, per privilegiare l&#8217;alta velocit\u00e0 tra le grandi citt\u00e0, alla met\u00e0 del tempo e il doppio del prezzo.<br \/>\nLa rete ferroviaria non serve pi\u00f9 ad accompagnare l&#8217;operaio dalla propria casa al luogo del lavoro, dalla citt\u00e0 in cui \u00e8 immigrato al paese natale, la sua funzione non \u00e8 pi\u00f9 quella di legare il territorio in maniera omogenea, a ritmo del suono dell&#8217;industria; ora le fabbriche delle citt\u00e0 sono cumuli di macerie o cantieri dove vengono gettate le fondamenta di nuove scuole di design e centri direzionali di grandi aziende. Su questo mucchio di cocci l&#8217;economia globalizzata prende il sopravvento, le citt\u00e0 diventano nodi cruciali che per rimanere a galla devono creare le condizioni per essere competitive: attrarre capitali abbassando i costi per gli investimenti, realizzando beni spaziali non sostituibili (es. una linea ferroviaria); \u201cVenghino Signori&#8230;Venghino!!\u201d gridano dalla stanza rossa del Comune di Torino annunciando il Piano Regolatore Generale del 1995, nell&#8217;offrire tutto il suolo lasciato libero dalla vecchia industria e dall&#8217;interramento del fascio di binari che attraversa la citt\u00e0.<br \/>\nIniziano a insediarsi centri direzionali di compagnie bancarie e di multinazionali, nuove aziende che si occupano di elettronica, tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione, servizi alle imprese, ecc. Il profilo urbano segue la linea dei grandi grattacieli, muta nello spazio occupato da vasti distretti tecnologici. Il Piemonte si conferma una delle prime regioni italiane in termini di attrazione di investimenti diretti esteri (IDE), restando una delle principali destinazioni scelte dalle multinazionali. Il proliferare di progetti di nuove linee ad Alta velocit\u00e0 e capacit\u00e0 risponde, quindi, alla necessit\u00e0 di collegare citt\u00e0 economicamente forti e competitive tra loro, varcando i confini nazionali, come Torino con Lione.<br \/>\nSe la citt\u00e0 diventa l&#8217;unit\u00e0 base dell&#8217;economia le strategie statali sposteranno la gestione amministrativa e fiscale nelle aree metropolitane, spetter\u00e0 a quest&#8217;ultimi la gestione del territorio e degli individui che lo popolano, toccher\u00e0 loro far quadrare il bilancio dei conti e preoccuparsi del welfare. Direttamente conseguente \u00e8 lo smantellamento dei servizi pubblici a livello nazionale, quindi una nuova gestione locale di essi. L&#8217;amministrazione locale non regola il settore privato, anzi senza di esso non riuscirebbe a salvaguardare la propria esistenza; il comune cede pezzi di citt\u00e0, terreni del demanio, edifici pubblici in disuso, fabbriche obsolete, i privati s&#8217;impegnano ad offrire in parte un servizio alla cittadinanza motivati dalla messa a profitto. Cos\u00ec una palazzina inutilizzata viene lasciata in comodato d&#8217;uso ad un ente della Compagnia San Paolo; dopo una ristrutturazione coi fiocchi, gli edifici ai piani inferiori vengono adibiti ad attivit\u00e0 commerciali mentre gli alloggi compongono un progetto di Social Housing. Nella stessa citt\u00e0 dove l&#8217;emergenza sfratti \u00e8 alle stelle, dove l&#8217;offerta di case popolari \u00e8 bassissima, l&#8217;ente privato si sostituisce nell&#8217;offrire un servizio, stringendo il margine di selezione delle persone inserite nelle fasce deboli che possono abitare in maniera regolare. Si accentua cos\u00ec la guerra tra chi si contende le briciole, viene sottolineata l&#8217;esclusione di chi non ha nemmeno i requisiti per partecipare ai bandi, mentre chi viene scelto \u00e8 disciplinato al buon vivere e alla produttivit\u00e0. Potremmo anche azzardare che una presenza capillare di centri ospedalieri non sia pi\u00f9 competitiva, che la gente delle Valli possa accontentarsi di un viaggio fino in citt\u00e0 verso la nuova cittadella della salute. Che la Val di Susa sia solo interessante per gli investimenti come tratta, come sbocco per la Francia, oppure l&#8217;alta Valle, come localit\u00e0 turistica. Di sicuro possiamo sapere che la costruzione della linea ad alta velocit\u00e0 \u00e8 complementare allo smantellamento dello stato sociale, che le risorse pubbliche sono in mano ad alcuni e vengono indirizzate verso progetti e territori funzionali al profitto. Qualcuno si salva lavorando per loro, mentre tanti altri vengono ancora una volta esclusi e messi alle strette: dall&#8217;esproprio coatto della casa, dal danneggiamento della terra in cui vivono, dallo sfruttamento assiduo, dalla paura della polizia, dalla mancanza di ogni sostegno. Richiedere un buon governo ed una buona gestione delle risorse pubbliche \u00e8 come chiedere al gatto di non rincorrere il topo. Appropriarsi noi di questa gestione sarebbe solo un gioco di maschere, togliere il pelo al gatto per illudere il topo di non avere pi\u00f9 nemici.<br \/>\nLa soluzione immediata per non essere schiacciati dagli ingranaggi dei meccanismi economici e dalle sue conseguenze \u00e8 organizzarsi assieme, mettersi in mezzo e riuscire anche a soddisfare le proprie esigenze. Ci guardiamo attorno: se riconosciamo le stesse strategie economiche e di governo in luoghi e ambiti differenti, siamo anche in grado di vedere dei complici, tra i facchini dei mercati generali, tra chi non si piega al ricatto del permesso di soggiorno, tra chi resiste allo sfratto, tra chi occupa le case, ecc&#8230; Il punto allora non \u00e8 unire gli sforzi per influenzare queste strategie, ma combatterle e imparare a farne a meno insieme.<br \/>\nDa qui in poi \u00e8 tutto da scoprire.\u00bb<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto un cielo plumbeo e accompagnato da una pioggia intermittente, sabato si \u00e8 svolto il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31194","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31194\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}