{"id":31305,"date":"2015-05-06T21:25:15","date_gmt":"2015-05-06T20:25:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31305"},"modified":"2015-05-06T21:25:15","modified_gmt":"2015-05-06T20:25:15","slug":"consigli-di-lettura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2015\/05\/06\/consigli-di-lettura-2\/","title":{"rendered":"Consigli di lettura \/ 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/imm_errico-malatesta-e-la-viole.jpg\" title=\"imm_errico-malatesta-e-la-viole.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/imm_errico-malatesta-e-la-viole.jpg\" alt=\"imm_errico-malatesta-e-la-viole.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Eccovi oggi qualche consiglio di lettura, e di ascolto, per non arrivare impreparati <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31279\">alla serata di venerd\u00ec<\/a>, quando presenteremo l&#8217;opuscolo &#8220;<em>Errico Malatesta e la violenza rivoluzionaria<\/em>&#8221; e ne discuteremo insieme all&#8217;autore. Intanto, qualche passo di Malatesta intorno al tema della violenza, e quindi l&#8217;audio dell&#8217;intervento al convegno \u00ab<em>A centocinquant&#8217;anni dalla nascita di Errico Malatesta, anarchico<\/em>\u00bb che ha dato origine all&#8217;opuscolo. A venerd\u00ec.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab[\u2026] <em>Noi siamo per principio contro la violenza e perci\u00f2 vorremmo che la lotta sociale, finch\u00e9 lotta vi sar\u00e0, si umanizzasse il pi\u00f9 che sia possibile. Ma ci\u00f2 non significa punto che noi vorremmo che essa lotta sia meno energica e meno radicale, che anzi noi riteniamo che le mezze misure riescono in conclusione a prolungare indefinitamente la lotta, a renderla sterile ed a produrre insomma una pi\u00f9 grande quantit\u00e0 di quella violenza che si vorrebbe evitare. N\u00e9 significa che noi limitiamo il diritto di difesa alla resistenza contro l&#8217;attentato materiale ed imminente. Per noi l&#8217;oppresso si trova sempre in istato di legittima difesa ed ha sempre il pieno diritto di ribellarsi senza aspettare che lo si prenda a fucilate; e sappiamo benissimo che spesso l&#8217;attacco \u00e8 il pi\u00f9 valido mezzo di difesa<\/em> [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\">da <em>Fede<\/em>, 1923<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Anarchia vuol dire non-violenza, non-dominio dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, non-imposizione per forza della volont\u00e0 di uno o di pi\u00f9 su quella di altri.<br \/>\n\u00c8 solo, mediante l&#8217;armonizzazione degl&#8217;interessi, mediante la cooperazione volontaria, con l&#8217;amore, il rispetto, la reciproca tolleranza, \u00e8 solo colla persuasione, l&#8217;esempio, il contagio ed il vantaggio mutuo della benevolenza che pu\u00f2 e deve trionfare l&#8217;anarchia, cio\u00e8 una societ\u00e0 di fratelli liberamente solidali, che assicuri a tutti la massima libert\u00e0, il massimo sviluppo, il massimo benessere possibili.<br \/>\nVi sono certamente altri uomini, altri partiti, altre scuole tanto sinceramente devoti al bene generale quanto possono esserlo i migliori tra noi. Ma ci\u00f2 che distingue gli anarchici da tutti gli altri si \u00e8 appunto l&#8217;orrore della violenza, il desiderio ed il proposito di eliminare la violenza, cio\u00e8 la forza materiale, dalle competenze tra gli uomini.<br \/>\nSi potrebbe dire perci\u00f2 che l&#8217;idea specifica che distingue gli anarchici \u00e8 l&#8217;abolizione del gendarme, l&#8217;esclusione dai fattori sociali della regola imposta mediante la forza brutale, legale o illegale che sia.<br \/>\nMa allora, si potr\u00e0 domandare, perch\u00e9 nella lotta attuale, contro le istituzioni politico-sociali, che giudicano oppressive, gli anarchici hanno predicato e praticato, e predicano e praticano, quando possono, l&#8217;uso dei mezzi violenti che pur sono in evidente contraddizione coi fini loro? E questo al punto che, in certi momenti, molti avversarii in buona fede han creduto, e tutti quelli in mala fede han finto di credere, che carattere specifico dell&#8217;anarchismo fosse proprio la violenza?<br \/>\nLa domanda pu\u00f2 sembrare imbarazzante, ma vi si pu\u00f2 rispondere in poche parole. Gli \u00e8 che perch\u00e9 due vivano in pace bisogna che tutti e due vogliano la pace; che se uno dei due si ostina a volere colla forza obbligare l&#8217;altro a lavorare per lui ed a servirlo, l&#8217;altro se vuol conservare dignit\u00e0 di uomo e non essere ridotto alla pi\u00f9 abbietta schiavit\u00f9, malgrado tutto il suo amore per la pace ed il buon accordo, sar\u00e0 ben obbligato a resistere alla forza con mezzi adeguati.<br \/>\nSupponete, per esempio, che vi accada di venire a conflitto con un qualsiasi Dumini e che egli sia armato e voi inerme, egli spalleggiato da una banda numerosa e voi solo o in pochi, egli sicuro dell&#8217;impunit\u00e0 e voi preoccupato dal pericolo che sopravvengano i carabinieri che vi arrestano e vi maltrattano e vi fan restare in prigione chi sa quanto tempo&#8230; e poi ditemi se sarebbe il caso di pensare ad uscire dal mal passo persuadendo il vostro Dumini colle buone ragioni ad essere giusto, buono e dolce!<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;origine prima dei mali che han travagliato e travagliano l&#8217;umanit\u00e0, a parte s&#8217;intende quelli che dipendono dalle forze avverse della natura, \u00e8 il fatto che gli uomini non han compreso che l&#8217;accordo e la cooperazione fraterna sarebbe stato il mezzo migliore per assicurare a tutti il massimo bene possibile, ed i pi\u00f9 forti ed i pi\u00f9 furbi han voluto sottomettere e sfruttare gli altri, e quando sono riusciti a conquistare una posizione vantaggiosa han voluto assicurarsene e perpetuarne il possesso creando in loro difesa ogni specie di organi permanenti di coercizione.<br \/>\nDa ci\u00f2, \u00e8 venuto che tutta la storia \u00e8 piena di lotte cruente: prepotenze, ingiustizie, oppressioni feroci da una parte, ribellioni dall&#8217;altra.<br \/>\nNon v&#8217;\u00e8 da fare distinzioni di partiti: chiunque ha voluto emanciparsi, o tentare di emanciparsi, ha dovuto opporre la forza alla forza, le armi alle armi.<br \/>\nPer\u00f2 ciascuno, mentre ha trovato necessario e giusto adoperare la forza per difendere la propria libert\u00e0, i proprii interessi, la propria classe, il proprio paese, ha poi, in nome di una morale sua speciale, condannata la violenza quando questa si rivolgeva contro di lui per la libert\u00e0, per gl&#8217;interessi, per la classe, per il paese degli altri.<br \/>\nCos\u00ec quegli stessi che, per esempio qui in Italia, glorificano a giusta ragione le guerre per l&#8217;indipendenza ed erigono marmi e bronzi in onore di Agesilao Milano, di Felice Orsini, di Guglielmo Oberdan e quelli che hanno sciolto inni appassionati a Sofia Perovskaja ed altri martiri di paesi lontani, han poi trattati da delinquenti gli anarchici quando questi sono sorti a reclamare la libert\u00e0 integrale e la giustizia uguale per tutti gli esseri umani ed hanno francamente dichiarato che, oggi come ieri, fino a quando l&#8217;oppressione ed il privilegio saran difesi della forza bruta delle bajonette, l&#8217;insurrezione popolare, la rivolta dell&#8217;individuo e della massa, resta il mezzo necessario per conseguire l&#8217;emancipazione.<br \/>\nRicordo che in occasione di un clamoroso attentato anarchico, uno che figurava allora nelle prime file del partito socialista e tornava fresco fresco dalla guerra turco-greca, gridava forte, con l&#8217;approvazione dei suoi compagni, che la vita umana \u00e8 sacra sempre e che non bisogna attentarvi nemmeno per la causa della libert\u00e0. Pare che facesse eccezione la vita dei Turchi e la causa dell&#8217;indipendenza greca!<br \/>\nIllogicit\u00e0, o ipocrisia?<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Eppure la violenza anarchica \u00e8 la sola che sia giustificabile, la sola che non sia criminale.<br \/>\nParlo naturalmente della violenza che ha davvero i caratteri anarchici, e non di questo o quel fatto di violenza cieca ed irragionevole che \u00e8 stato attribuito agli anarchici, o che magari \u00e8 stato commesso da veri anarchici spinti al furore da infami persecuzioni, o accecati, per eccesso di sensibilit\u00e0 non temperato dalla ragione, dallo spettacolo delle ingiustizie sociali, dal dolore per il dolore altrui.<br \/>\nLa vera violenza anarchica \u00e8 quella che cessa dove cessa la necessit\u00e0 della difesa e della liberazione. Essa \u00e8 temperata dalla coscienza che gli individui presi isolatamente sono poco o punto responsabili della posizione che ha fatto loro l&#8217;eredit\u00e0 e l&#8217;ambiente; essa non \u00e8 ispirata dall&#8217;odio ma dall&#8217;amore; ed \u00e8 santa perch\u00e9 mira alla liberazione di tutti e non alla sostituzione del proprio dominio a quello degli altri.<br \/>\nVi \u00e8 stato in Italia un partito che, con fini di alta civilt\u00e0 si \u00e8 adoperato a spegnere nelle masse ogni fiducia nella violenza&#8230; ed \u00e8 riuscito a renderle incapaci ad ogni resistenza quando \u00e8 venuto il fascismo. Mi \u00e8 parso che lo stesso Turati ha pi\u00f9 o meno chiaramente riconosciuto e lamentato il fatto nel suo discorso di Parigi per la commemorazione di Jaur\u00e8s.<br \/>\nGli anarchici non hanno ipocrisia. La forza bisogna respingerla colla forza: oggi contro le oppressioni di oggi; domani contro le oppressioni che potrebbero tentare di sostituirsi a quelle di oggi.<br \/>\nNoi vogliamo la libert\u00e0 per tutti, per noi e per i nostri amici come per i nostri avversari e nemici. Libert\u00e0 di pensare e di propagare il proprio pensiero, libert\u00e0 di lavorare e di organizzare la propria vita nel modo che piace; non libert\u00e0, s&#8217;intende e si prega i comunisti di non equivocare &#8211; non libert\u00e0, di sopprimere la libert\u00e0 e di sfruttare il lavoro degli altri.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\">Da <em>Pensiero e Volont\u00e0<\/em>, 1924<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>McKinley, il capo dell&#8217;oligarchia nord-americana, lo strumento e difensore dei grandi capitalisti, il traditore dei Cubani e dei Filippini, l&#8217;uomo che autorizz\u00f2 il massacro dei scioperanti di Hazleton, le torture dei minatori dell&#8217;Idaho e le mille infamie che ogni giorno si commettono contro i lavoratori nella &#8220;repubblica modello&#8221;, colui che incarnava la politica militarista, conquistatrice, imperialistica in cui si \u00e8 lanciata la grassa borghesia americana, \u00e8 caduto vittima della rivoltella di un anarchico. Di che volete che noi ci affliggiamo, quando non fosse per la sorte riserbata al generoso che, opportunamente o inopportunamente, con buona o cattiva tattica, ha dato se stesso in olocausto alla causa dell&#8217;uguaglianza e della libert\u00e0? Lo ripetiamo in questa, come in tutte le occorrenze analoghe: poich\u00e9 la violenza ci circonda da tutte le parti, noi, continuando a lottare serenamente perch\u00e9 finisca questa orribile necessit\u00e0 di dover rispondere colla violenza alla violenza, pur augurandoci che venga presto il giorno in cui gli antagonismi d&#8217;interessi e di passioni tra gli uomini si potranno risolvere con mezzi umani e civili, serbiamo le nostre lacrime ed i nostri fiori per altre vittime che non siano questi uomini i quali, mettendosi alla testa delle classi sfruttatrici ed opprimenti, assumono la responsabilit\u00e0 ed affrontano i rischi della loro posizione. Eppure si son trovati degli anarchici che han creduto utile e bello l&#8217;insultare all&#8217;oppresso che si ribella, senza avere una parola di riprovazione per l&#8217;oppressore che ha pagato il fio dei delitti che aveva commesso o lasciato commettere! \u00c8 aberrazione, \u00e8 desio malsano di avere l&#8217;approvazione degli avversari, o \u00e8 malaccorta &#8220;abilit\u00e0&#8221; che vorrebbe conquistare la libert\u00e0 di propagare le proprie idee, rinunziando spontaneamente al diritto di esprimere il vero e profondo sentimento dell&#8217;animo, anzi falsificando questo sentimento fingendosi diversi da quello che si \u00e8? Lo faccio con rincrescimento, ma non posso esimermi dal manifestare il dolore e l&#8217;indignazione che han prodotto in me e in quanti compagni ho avuto occasione di vedere in questi giorni, le inconsulte parole che &#8220;L&#8217;Agitazione&#8221; ha dedicato all&#8217;attentato di Buffalo. &#8220;Czolgosz \u00e8 un incosciente!&#8221; Ma lo conoscono essi? &#8211; &#8220;Il suo atto \u00e8 un reato comune che non ha nessuno dei caratteri indispensabili perch\u00e9 un atto consimile possa ritenersi politico!&#8221;. Credo che nessun pubblico accusatore, regio o repubblicano, oserebbe sostenere altrettanto. Infatti, v&#8217;\u00e8 forse qualche motivo per giudicare Czolgosz animato da interessi o rancori personali?&#8230; Gi\u00e0, \u00e8 improprio parlare di delitto in casi simili. Il codice lo fa, ma il codice \u00e8 fatto contro di noi, contro gli oppressi, e non pu\u00f2 servire di criterio ai nostri giudizi. Questi sono atti di guerra; e se la guerra \u00e8 delitto, lo \u00e8 per chi in essa sta dalla parte dell&#8217;ingiustizia e dell&#8217;oppressione. Possono essere, sono, delinquenti gl&#8217;Inglesi invasori del Transwaal; non lo sono i Boeri, quando difendono la lor libert\u00e0, anche se la difesa fosse senza speranza di riuscita. &#8220;L&#8217;atto di Czolgosz (potrebbe rispondere &#8220;L&#8217;Agitazione&#8221;) non ha avanzato per nulla la causa del proletariato e della rivoluzione; a McKinley succede il suo pari Roosevelt e tutto resta nello stato di prima, salvo che la posizione \u00e8 diventata un poco pi\u00f9 difficile per gli anarchici&#8221;. E pu\u00f2 darsi che &#8220;L&#8217;Agitazione&#8221; avrebbe ragione: anzi, nell&#8217;ambiente americano, per quanto io ne sappia, mi pare probabile che sia cos\u00ec. Ci\u00f2 vuol dire che in guerra ci sono le mosse indovinate e quelle sbagliate, ci sono i combattenti accorti e quelli che, lasciandosi trasportare dall&#8217;entusiasmo, si offrono facile bersaglio al nemico e magari compromettono la posizione dei compagni; ci\u00f2 vuol dire che ciascuno deve consigliare e difendere e praticare quella tattica che crede pi\u00f9 atta a raggiungere la vittoria nel pi\u00f9 breve tempo e col meno di sacrifizi possibile; ma non pu\u00f2 alterare il fatto fondamentale, evidente che chi combatte, bene o male, contro il nostro nemico e cogli stessi intenti nostri, sia nostro amico ed abbia diritto, non certo alla nostra incondizionata approvazione, ma alla nostra cordiale simpatia. Che l&#8217;unit\u00e0 combattente sia una collettivit\u00e0 o un individuo solo non pu\u00f2 cambiar nulla all&#8217;aspetto morale della questione. Una insurrezione armata fatta inopportunamente pu\u00f2 produrre un danno reale o apparente alla guerra sociale che noi combattiamo, come lo fa un attentato individuale che urta il sentimento popolare; ma se l&#8217;insurrezione \u00e8 fatta per conquistare la libert\u00e0, nessun anarchico le negher\u00e0 la sua simpatia, nessuno soprattutto oser\u00e0 negare il carattere di combattenti politico-sociali agli insorti vinti. Perch\u00e9 dovrebbe essere diversamente se l&#8217;insorto \u00e8 uno solo? &#8220;L&#8217;Agitazione&#8221; ha ben detto che gli scioperanti han sempre ragione, ed ha detto bene, quantunque sia evidente che non tutti gli scioperi siano consigliabili, perch\u00e9 uno sciopero non riuscito pu\u00f2, in date circostanze, produrre scoraggiamento e dispersione delle forze operaie. Perch\u00e9 quello che \u00e8 vero nella lotta economica contro i padroni non lo sarebbe nella lotta politica contro i governanti, che col fucile del soldato e le manette dei gendarmi vogliono asservirci a loro stessi ed ai capitalisti? Qui non si tratta di discutere di tattica. Se si trattasse di questo io direi che in linea generale preferisco l&#8217;azione collettiva a quella individuale, anche perch\u00e9 sull&#8217;azione collettiva, che richiede qualit\u00e0 medie abbastanza comuni, si pu\u00f2 fare pi\u00f9 o meno assegnamento, mentre non si pu\u00f2 contare sull&#8217;eroismo, eccezionale e di natura sua sporadica, che richiede il sacrificio individuale. Si tratta ora di una questione pi\u00f9 alta: si tratta dello spirito rivoluzionario, si tratta di quel sentimento quasi istintivo di odio contro l&#8217;oppressione, senza del quale non conta nulla la lettera morta dei programmi, per quanto libertari siano gli affermati propositi; si tratta di quello spirito di combattivit\u00e0, senza di cui anche gli anarchici si addomesticano e vanno a finire, per una via o per l&#8217;altra, nel pantano del legalitarismo&#8230; \u00c8 stolto, per salvare la vita, distruggere le ragioni del vivere. A che possono servire le organizzazioni rivoluzionarie, se si lascia morire lo spirito rivoluzionario? A che la libert\u00e0 di propaganda, se non si propaga pi\u00f9 quel che si pensa?&#8230;<\/em>\u00bb<\/p>\n<p align=\"right\">da <em>L&#8217;Agitazione<\/em>, 1901<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p>Ascolta l&#8217;audio dell&#8217;intervento di Alfredo M. Bonanno al convegno \u00ab<em>A centocinquant&#8217;anni dalla nascita di Errico Malatesta, anarchico<\/em>\u00bb svoltosi a Napoli nel dicembre del 2003:<\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/alfredobonanno-malatestaeilconcettodiviolenzarivoluzionaria.mp3]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccovi oggi qualche consiglio di lettura, e di ascolto, per non arrivare impreparati alla serata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31305","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31305"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31305\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}