{"id":31697,"date":"2015-11-14T20:36:55","date_gmt":"2015-11-14T19:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31697"},"modified":"2015-11-14T20:36:55","modified_gmt":"2015-11-14T19:36:55","slug":"un-appello-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2015\/11\/14\/un-appello-2\/","title":{"rendered":"Un appello"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31620\">Dopo il rinvio del 15 ottobre scorso<\/a>, il 30 novembre dovrebbe iniziare l&#8217;appello del processo che vede imputati Chiara, Claudio, Mattia e Niccol\u00f2 per il sabotaggio al cantiere di Chiomonte del 13 maggio 2013. Da quella notte la lotta contro il treno veloce \u00e8 andata avanti, tra alti e bassi, ribadendo con costanza quel deciso <em>No<\/em> attorno a cui si \u00e8 sviluppata e diffusa in tutti questi anni. E anche gli arresti del 9 dicembre 2013 e dell&#8217;11 luglio dell&#8217;anno successivo di Francesco, Lucio e Graziano sono stati affrontati come un&#8217;occasione per tentar di dare nuovo slancio alla lotta.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio del secondo grado si avvicina e si sa che il processo d&#8217;appello sar\u00e0 breve. <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/appello-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Qui<\/a> e sotto troverete un appello da leggere e far girare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/appe.jpg\" title=\"appe.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/appe.jpg\" alt=\"appe.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Appello per una solidariet\u00e0 ovunque<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>La lotta al treno veloce in Val Susa ha messo chi governa di fronte ad un problema molto pi\u00f9 grosso della mera realizzazione dell&#8217;opera: la partita in gioco \u00e8 di ben altra portata.<br \/>\nChi ha deciso di lottare, con ostinazione e con la capacit\u00e0 di dotarsi degli strumenti necessari, ha stravolto i piani di chi voleva costruire quella linea ferroviaria. In discussione c&#8217;\u00e8 la capacit\u00e0 dello Stato di controllare un pezzo di territorio e una popolazione ostile a una decisione calata dall&#8217;alto, che minaccia valli, montagne e le vite di chi le abita.<\/em><\/p>\n<p><em><!--more-->Per far s\u00ec che ritorni l&#8217;ordine, con la gente contraria chiusa in casa e i lavori al cantiere indisturbati, chi amministra e gestisce si \u00e8 dotato nel tempo di svariati dispositivi per meglio punire, controllare e prevenire. Cos\u00ec, mentre la Valle viene militarizzata, in Tribunale si accumulano fascicoli a carico dei \u201cfacinorosi No Tav\u201d e i Pubblici Ministeri studiano nuove strategie per sfiancare chi lotta: dalle ingenti pene pecuniarie alle condanne penali esemplari.<br \/>\nLa mossa indiscutibilmente pi\u00f9 audace \u00e8 stata l&#8217;accusa di terrorismo contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccol\u00f2 e successivamente contro Francesco, Graziano e Lucio per un sabotaggio al cantiere di Chiomonte nella notte del 13 Maggio 2013.<br \/>\nQuesto paradigma accusatorio, gi\u00e0 rigettato in Corte di Cassazione e nel primo grado di giudizio, verr\u00e0 probabilmente riproposto nel processo d&#8217;appello a carico dei primi quattro che riprender\u00e0 il 30 novembre. A sostenerne la validit\u00e0, dopo Rinaudo e Padalino, scender\u00e0 in campo il Procuratore Generale Marcello Maddalena, ormai sull&#8217;orlo della pensione. L&#8217;accusa si basa principalmente su un articolo del codice penale, il 270 sexies che proclama, tra le altre cose, che \u00e8 terroristica l&#8217;azione che intende costringere fattivamente \u201ci poteri pubblici o un&#8217;organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto\u201d.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 bisogno di essere dei giuristi per capire le implicazioni di un simile articolo di legge: ogni lotta che scelga di oltrepassare i recinti del dissenso consentito e di intralciare praticamente un progetto di Stato e gli interessi particolari di cui si compone, si espone ora non solo a scudi, manganelli, ruspe e denunce ordinarie, ma anche alla minaccia di queste norme anti-terrorismo.<br \/>\nPer questo motivo la logica accusatoria alla base dei processi per \u201cterrorismo\u201d non minaccia unicamente la libert\u00e0 dei sette inquisiti e dell&#8217;intera lotta No Tav, ma quella di tutti coloro che non hanno intenzione di rinunciare a lottare, in Valle come altrove.<br \/>\nCome reagire? Di certo non tornandosene tutti a casa in buon ordine. Come le reti si possono tagliare, gli scudi rompere, i mezzi sabotare, anche il dispositivo del \u201cterrorismo\u201d non \u00e8 inattaccabile. L&#8217;enorme solidariet\u00e0 che si \u00e8 diffusa all&#8217;indomani degli arresti ce lo ricorda. Non \u00e8 stato una semplice reazione in difesa di sette compagni, ma un&#8217;energica spinta propositiva talvolta in grado di non perdere la volont\u00e0 di mettere i bastoni tra le ruote ai responsabili dell&#8217;opera, ognuno con i propri mezzi. I lavori al cantiere hanno continuato ad essere disturbati, i macchinari delle ditte sono spesso stati sabotati, i principali finanziatori e sostenitori della Torino-Lione, come il PD e le agenzie dell&#8217;Intesa &#8211; San Paolo, sono stati in vario modo attaccati, cos\u00ec come l&#8217;Alta Velocit\u00e0 in tante sue arterie ha subito blocchi ed intoppi, mostrandoci, una volta di pi\u00f9, la capillarit\u00e0 delle infrastrutture e la loro vulnerabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em> <em><strong>Il processo di appello ricomincer\u00e0 il 30 novembre e non durer\u00e0 che qualche settimana. In questo periodo, torniamo a discutere e organizzare la solidariet\u00e0 a Chiara, Mattia, Claudio, Niccol\u00f2, e a Graziano, Francesco, Lucio, in valle come in citt\u00e0. Diamo vita a iniziative, benefit, azioni di informazione e di disturbo, ognuno secondo le proprie possibilit\u00e0, ognuno dove abita e lotta.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>Compagni e solidali degli imputati<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/appello-2.pdf\" title=\"appello.pdf\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?attachment_id=31695\" rel=\"attachment wp-att-31695\" title=\"appello.pdf\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il rinvio del 15 ottobre scorso, il 30 novembre dovrebbe iniziare l&#8217;appello del processo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31697","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31697"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31697\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}