{"id":31706,"date":"2015-11-17T00:24:49","date_gmt":"2015-11-16T23:24:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31706"},"modified":"2015-11-17T00:24:49","modified_gmt":"2015-11-16T23:24:49","slug":"di-rivolte-fuoco-e-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2015\/11\/17\/di-rivolte-fuoco-e-solidarieta\/","title":{"rendered":"Di rivolte, fuoco e solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/fuoco2.jpg\" title=\"fuoco2.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cenere.jpg\" title=\"cenere.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cenere.jpg\" alt=\"cenere.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando nelle ultime settimane <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31658\">riportavamo<\/a> di un&#8217;<strong>aria vivace <\/strong>nel Centro di Identificazione ed Espulsione torinese \u00e8 perch\u00e9 tra le righe di ci\u00f2 che i reclusi raccontavano da dentro si subodorava una tensione crescente. Da quando il Cie \u00e8 tornato a funzionare a met\u00e0 regime, circa 90 posti, dopo le ristrutturazioni dell&#8217;inverno passato, \u00e8 ripreso pi\u00f9 opprimente il <em>tran tran<\/em> della macchina delle espulsioni: polizia che d\u00e0 la sveglia all&#8217;alba ai reclusi trascinando via qualcuno per il rimpatrio, deportazioni di massa, pestaggi a chi prova ad allestire piccole forme di protesta individuale.<\/p>\n<p><!--more--> <span class=\"st\">\u00c8 <\/span>la normalit\u00e0 nell&#8217;amministrazione pratica della detenzione dei <em>senza-documenti <\/em>e per questo c&#8217;\u00e8 poco da stupirsi, come fingono invece di fare i politici umanitari di turno quando il discorso dei Centri rientra strumentalmente nelle loro piccole <em>querelle<\/em> da salotto buono o da poltrona conferenziale. Sono i casi in cui la figura del recluso assume un&#8217;aura sacrificale, costruita sull&#8217;immagine della vittima di un sistema che non funziona adeguatamente, o perlomeno che non assicura la giusta dignit\u00e0 durante il periodo di reclusione. Una dignit\u00e0 piccola, quella di cui parlano lorsignori, se si pensa che dovrebbe essere iscritta dentro a mura dalle quali non si pu\u00f2 uscire e che \u00e8 del tutto funzionale al loro rafforzamento.<\/p>\n<p>Capita, per\u00f2, che i conti non tornino come vorrebbero e alla fin fine l&#8217;immagine del recluso vessato non pu\u00f2 che andare di pari passo con la realt\u00e0 di una<strong> rabbia crescente<\/strong>, che si alimenta dei piccoli o grandi soprusi quotidiani, come un substrato carsico smuove e macina, e si manifesta talvolta con qualche piccola favilla di ribellione circoscritta a pochi ragazzi. A volte, invece, emerge con pi\u00f9 foga e diventa azione collettiva e alle <strong>strutture detentive viene appiccato il fuoco<\/strong>. Basta un pretesto come quello di qualche giorno fa: a un recluso viene negato un colloquio con la moglie, lui si taglia le vene. Ma ci\u00f2 che ha fatto la differenza, stavolta come nell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=30717\">estate del 2014<\/a>, \u00e8 che i reclusi in un clima di solidariet\u00e0 generale si sono organizzati per palesare che della dignit\u00e0 che si ferma davanti alle sbarre se ne fanno davvero poco.<\/p>\n<p>E cos\u00ec sabato sera prima dall&#8217;area rossa, poi subitaneamente da quella bianca e da quella gialla si sono sollevate le colonne di fumo che in Corso Brunelleschi sono andate a confondersi con la prima nebbia novembrina. Nel Centro sono arrivati celermente gli agenti in anti-sommossa e presto anche il prefetto, per constatare il danno sub\u00ecto e presumibilmente per cercare di gestire al meglio le conseguenze al pi\u00f9 <strong>grande smacco<\/strong> dopo le ristrutturazioni invernali contro il Centro detentivo torinese. I ragazzi sono stati portati fuori, all&#8217;umidit\u00e0 del campetto, e tenuti l\u00e0 in attesa di capire come riorganizzare i pochi spazi rimasti illesi. Non \u00e8 mancata un&#8217;altra presenza, sicuramente pi\u00f9 vicina negli intenti ai reclusi seppur oltre le mura: una trentina di solidali accorsi per far sentir loro il sostegno caloroso attraverso voci, botti e luci dei fuochi artificiali, luminose nonostante la foschia.<\/p>\n<p>Nella notte, con la temperatura oramai pungente, i ragazzi dell&#8217;area rossa tenuti all&#8217;addiaccio hanno deciso ancora di non star fermi a subire le decisioni delle forze dell&#8217;ordine e hanno sfondato la rete che li separava dall&#8217;area gialla per rifugiarcisi dentro. Quale sia l&#8217;entit\u00e0 effettiva dei danni alle strutture e cosa decider\u00e0 la polizia e il gestore Gepsa riguardo al Cie bruciacchiato cercheremo di capirlo a breve. Di certo c&#8217;\u00e8 che ad ora le aree interessate dagli incendi sono state dichiarate inagibili &#8211; <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/lastampa16112015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pare<\/a> siano andati distrutti oltre che gli arredi anche gli impianti elettrici &#8211; e <strong>l&#8217;operativit\u00e0 del Centro \u00e8 stata notevolmente ridimensionata<\/strong>. Altra cosa certa \u00e8 che all&#8217;indomani della rivolta mancava un recluso all&#8217;appello; le veline della questura ovviamente stanno ben attente a non riportarlo ma i ragazzi dentro non hanno dubbi: nella confusione <strong>qualcuno \u00e8 riuscito a svignarsela <\/strong>e da allora \u00e8 uccel di bosco.<\/p>\n<p>Domenica si \u00e8 svolto il<strong> presidio solidale<\/strong> indetto da qualche giorno ma sicuramente corroborato dalla notizia del Centro andato a fuoco poche ore prima.\u00a0 Una cinquantina di persone si sono trovate in corso Brunelleschi e per qualche ora musica, saluti, slogan e interventi accorati hanno fatto compagnia ai reclusi, i quali hanno risposto con altrettanta calda energia; anche qualche momento per saluti personali da parte dei parenti dei due ragazzi rumeni portati gioved\u00ec al Cie dopo lo sgombero delle famiglie rom dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31699\">ex caserma di via Asti<\/a>. I due nonostante siano cittadini comunitari sono stati rinchiusi adducendo come motivazione la loro presunta<strong> &#8220;pericolosit\u00e0 sociale&#8221;<\/strong> e giusto sabato hanno incontrato il giudice che ha deciso per l&#8217;espulsione. Fuori dalle mura quella mattina un gruppetto di parenti, amici e solidali aveva atteso insieme notizie dall&#8217;avvocato e poi aveva dato vita a un saluto rumoroso prima di andarsene.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sicuramente la prima volta che nel Cie ci finisce anche chi, con le carte in regola, viene definito &#8220;socialmente pericoloso&#8221;, n\u00e9 \u00e8 la prima volta che occupanti di case trovati il giorno dello sgombero senza documenti vengano trasferiti al Cie e poi espulsi. Per i due ragazzi, dopo il via libera del giudice, i tempi stringono; non potrebbero, per legge, essere infatti trattenuti a lungo nel Cie e quindi, se nulla cambia, ci si aspetta l&#8217;espulsione a giorni.<\/p>\n<p>Dopo gli incendi di sabato notte \u00e8 arrivata la notizia degli arresti di due tunisini che hanno partecipato alla protesta. Le accuse sono di danneggiamento, resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Proprio per questo, dismesso il presidio, i solidali hanno raggiunto il <strong>carcere delle Vallette<\/strong> per un altro sentito <strong>saluto<\/strong> a tutti i detenuti ma soprattutto a chi, colpevole di aver provato a distruggere una gabbia, \u00e8 stato trasferito in un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, anche nell&#8217;estrema periferia che fa da cornice alla galera cittadina, all&#8217;imbrunire in molti hanno salutato i detenuti al grido di <em>&#8220;libert\u00e0&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Per aggiungere qualcosa in pi\u00f9 a quello che vi abbiamo raccontato, vi proponiamo l&#8217;intervista fatta ieri ad una compagna durante la trasmissione di <a href=\"http:\/\/www.radioblackout.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Radio Blackout<\/a> <em>&#8220;Bello come una prigione che brucia&#8221; <\/em>:<\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cie_torino_16112015.mp3]\n<p><strong>Aggiornamento del 20 novembre: <\/strong>Ai due ragazzi tunisini portati alle Vallette per aver partecipato alla protesta non \u00e8 stato convalidato l&#8217;arresto e &#8211; manco a dirlo &#8211;\u00a0 sono stati condotti nuovamente al Cie di corso Brunelleschi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nelle ultime settimane riportavamo di un&#8217;aria vivace nel Centro di Identificazione ed Espulsione torinese<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31706","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31706\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}