{"id":31826,"date":"2016-01-27T12:21:13","date_gmt":"2016-01-27T11:21:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31826"},"modified":"2016-01-27T12:21:13","modified_gmt":"2016-01-27T11:21:13","slug":"cosa-succederebbe-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/01\/27\/cosa-succederebbe-se\/","title":{"rendered":"Cosa succederebbe se&#8230;?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/un-fachiro-batte-record-digiuno-in-un-locale-50s-4.jpg\" title=\"un-fachiro-batte-record-digiuno-in-un-locale-50s.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/carta-precettiva1.png\" title=\"carta-precettiva1.png\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/carta-precettiva1.png\" alt=\"carta-precettiva1.png\" \/><\/a><\/p>\n<p>A qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale di Torino di sottoporre quattro compagni alla misura della Sorveglianza speciale, proviamo a fornire qualche spunto di riflessione a riguardo, alla luce delle quasi 300 pagine di motivazioni elaborate dai giudici.<\/p>\n<p>Nell&#8217;intervista che vi proponiamo, realizzata da <em>Radio BlackOut<\/em> a uno dei <em>neosorvegliati<\/em>, si riassumono rapidamente le tappe di questo lungo iter iniziato nel dicembre del 2014 e si prova a chiarire cosa abbia spinto i giudici da una parte a mettere sotto sorveglianza quattro compagni, dall&#8217;altra ad ammonire gli altri quattro cui non \u00e8 stata comminata la misura.<\/p>\n<p><!--more-->S\u00ec, perch\u00e9 leggendo questo faldone emerge chiaramente che i quattro per cui la Sorveglianza \u00e8 stata respinta non sono nella condizione di poter tirare un sospiro di scampato pericolo. I giudici infatti li riconoscono socialmente pericolosi e ritengono non debbano essere sottoposti a questa misura solo perch\u00e9 negli ultimi mesi non hanno accumulato denunce significative. Si rimanda quindi a <em>domani<\/em> la possibilit\u00e0 di sottoporli a sorveglianza nel caso qualcuno di loro<em> \u00abreiteri analoghi fatti o frequenti persone pregiudicate o sottoposte a misure di prevenzione per reati affini in contesti spazio-temporali concretamente pericolosi\u00bb. <\/em>Non ci vuole molto a immaginare che fra qualche tempo i solerti pubblici ministeri potranno quindi fare nuovamente richiesta, non appena si raggiungeranno il numero di denunce sufficienti a soddisfare il requisito dell&#8217;<em>attualit\u00e0 <\/em>della pericolosit\u00e0<em>. <\/em><\/p>\n<p>Ma l&#8217;elemento pi\u00f9 interessante delle 300 pagine di decreto tribunalizio \u00e8 un altro. Sebbene sia detto chiaro e tondo che la maggior parte dei reati che compongono la <em>biografia deviante <\/em>dei compagni non siano poi cos\u00ec gravi, tra le pieghe di questi modesti fatti delittuosi e la loro &#8211; altrettanto modesta &#8211; <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/un-obiettivo-minimo1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">elaborazione <\/a>in pubblicazioni di area, i giudici intravedono una progettualit\u00e0 e la teorizzazione di un metodo di intervento, dotato di <em><em>\u00ab<\/em>potenzialit\u00e0 estensiva e dirompente<\/em><em>\u00bb<\/em> che aumenta notevolmente la loro pericolosit\u00e0 sociale.<br \/>\nFino a farli ipotizzare che questo metodo potrebbe causare<em> \u00abproblemi pi\u00f9 seri ed estesi di sicurezza qualora riuscisse realmente a convincere stranieri e derelitti di avere l&#8217;appoggio stabile e sufficiente per iniziare la loro piccola rivoluzione\u00bb<\/em>.<br \/>\nIl dispositivo \u00e8 ricco di distinguo, bizantinismi e specificazioni davvero singolari, nonch\u00e9 di preoccupazioni che oscillano tra il parrocchiale e l&#8217;ottimizzazione razionale. Ad esempio, oltre a impegnare <em>\u00able forze dell&#8217;ordine in snervanti trattative ed interventi per mantenere l&#8217;equilibrio tra dialogo e repressione, distogliendole da altri servizi sul territorio contro la criminalit\u00e0\u00bb <\/em>le lotte dei compagni potrebbero <em>\u00abessere strumentalizzate e perfezionate da gruppi estremisti o da altre forme di pressione sociale ispirate da moventi di lucro e potere\u00bb<\/em>.<br \/>\nInfine si insinua qualcosa che potremmo chiamare uno spettro, lo spettro della violenza insensata e incontrollata, piccoli sprazzi di guerra civile.<br \/>\nIl ragionamento non \u00e8 troppo sofisticato: si sostiene che le varie iniziative di lotta, caratterizzate da un tenore di bassa conflittualit\u00e0, causino proprio per i contesti in cui si svolgono &#8211; le strade principalmente &#8211; e le pratiche che adottano &#8211; soprattutto i blocchi &#8211; una lunga serie di disagi a tutti quelli che, senza averlo deciso, si trovano in loco. I negozianti, i viaggiatori sui mezzi pubblici, i singoli cittadini che devono esercitare i loro diritti &#8211; primo tra tutti quello di riscuotere il loro affitto &#8211; e via dicendo.<br \/>\nI giudici sostengono che in un tale clima di esasperazione potrebbe esserci chi decide di passare alle vie di fatto, e rispondere con la violenza alla violenza cui si trovano sottoposti. Uno scenario di tutti contro tutti, dove le istituzioni e le forze dell&#8217;ordine si troverebbero tagliate fuori dalla mediazione dei rapporti sociali.<\/p>\n<p>Sebbene il fatto che le persone possano un giorno non voler ricorrere all&#8217;apparato istituzionale sia un desiderio ardente dei rivoluzionari &#8211; <em>c&#8217;est vrai<\/em> &#8211; non lo \u00e8 certo quello di una supposta guerra hobbesiana.<\/p>\n<p>Ma si sa che corti e giurie hanno teste e lingue di legno.<br \/>\nQuesto tratteggio dello scontro sociale \u00e8 non solo goffo e impreciso, ma anche molto distante dalla complessit\u00e0 del reale. Non ce ne stupiamo.<br \/>\nLo scontro tra le classi non \u00e8 mai stato, come sostengono i togati, una semplice contrapposizione tra anarchici, stranieri, derelitti contro i cittadini. Uno, perch\u00e9 gli <em>anarchici<\/em> non devono convincere nessuno a lottare. Due, perch\u00e9 gli <em>stranieri<\/em> in quanto tali non sono necessariamente contrapposti ai cittadini. Tre, perch\u00e9 la <em>derelizione<\/em> la lasciamo volentieri agli spazzini morali. In ultimo, riteniamo che il <em>cittadino<\/em> sia un&#8217;astrazione normativa tutta interna al Diritto e alla Legge.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 modestamente, noi che siamo menti semplici, continuiamo a porci altre domande.<br \/>\nCosa succederebbe se, a Torino o altrove, <em>stranieri e derelitti<\/em>, che preferiamo chiamare sfruttati ed esclusi, si convincessero davvero di non essere pi\u00f9 soli in quello che, in barba alle supposizioni dei giudici, \u00e8 lo scontro di classe?<br \/>\nCosa succederebbe se si mettessero a fuoco i <em><em>\u00ab<\/em>nemici<\/em><em>\u00bb<\/em>, che gli <em>\u00abantagonisti<\/em> <em>dipingono in modo acriticamente totalizzante\u00bb<\/em>, come i responsabili di tale sfruttamento ed esclusione?<br \/>\nForse, allora, l&#8217;ipotesi da cui i giudici sembrano volersi tutelare \u00e8 questa pi\u00f9 di altre.<\/p>\n<p>Ascolta l&#8217;intervista:<\/p>\n<p><span class=\"st\">[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/20160122-sorvegl.mp3]<\/span><\/p>\n<p>Leggi le <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/motivazionesorveglianzaspeciale1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">conclusioni<\/a> a cui \u00e8 arrivata la Corte di Torino. Pubblichiamo solo quelle di uno dei sorvegliati perch\u00e9 son tutte uguali (tranne che per la durata della misura).<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento.<\/strong><br \/>\nAlleghiamo anche l&#8217;<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/introduzione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">introduzione<\/a> della sentenza di sorveglianza e il <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/rigetto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rigetto<\/a> per uno dei compagni (anche qui, sono tutti uguali nella sostanza).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale di Torino di sottoporre quattro compagni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-31826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31826\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}